Virus e sistema immunitario

Le interazioni tra il virus ed il sistema immunitario

Il virus per potersi replicare deve in un qualche modo sfuggire alla risposta immunitaria. Molti virus sono in grado di indurre un abbassamento della risposta immunitaria, anche in maniera transitoria, per potersi così replicare.

Ciò diventa specialmente importante per quei virus che infettano le cellule del sistema immunitario, come per esempio il virus del HIV o anche il virus AKV6, che oltre al ruolo nella sclerosi multipla, ha come bersaglio i linfociti T CD4+.

L’azione del virus può anche essere indiretta e provocare una minore liberazione di citochine, che a loro volta provocano un abbassamento delle difese dell’organismo. Per esempio il virus del HIV attacca i linfociti T, causandone la loro morte per la replicazione virale o anche perché questi vengono riconosciuti dai linfociti T CD8 e vengono eliminati. Il virus è in grado anche di infettare i precursori dei linfociti, che è lo stesso sia per i linfociti CD4 che per i linfociti CD8, quindi i linfociti che riescono a maturare comunque non riescono a svolgere bene la loro funzione. Il HIV non infetta direttamente i linfociti CD8 maturi, ma se vengono prodotte meno citochine che attivano i linfociti CD8, è ovvio che questi funzionano meno bene.

Anche i macrofagi sono interessati dall’azione del virus HIV e vengono modificati, perdendo buona parte delle loro capacità fagocitiche e di presentazione dell’antigene, che sono degli elementi fondamentali per un corretto funzionamento del sistema immunitario.

Nelle infezioni virali croniche c’è una risposta immunitaria, ma questa non è sufficientemente efficace.

I Poxvirus producono grandi quantità di recettori solubili per le citochine pro-infiammatorie, che legano queste ultime prima che vadano a scatenare la risposta immunitaria.

In molti casi il virus riesce a sfuggire ai meccanismi di difesa perché riesce a “nascondere” i suoi antigeni tramite una down-regolazione delle molecole del sistema di istocompatibilità di classe I, che sono normalmente presenti su tutte le cellule. Gli antigeni virali devono essere espressi sulla superficie di queste cellule, associate a queste molecole. Quindi, se la cellula non è in grado di esprimere queste molecole, gli antigeni virali non vengono esposti al sistema immunitario e non vi è una risposta infiammatoria.

Se poi il virus infetta le cellule del sistema immunitario, come il HIV, è in grado di interagire con le molecole della classe II del sistema di istocompatibilità, che sono quelle che devono interagire con il linfocita, quindi anche qui si ha il blocco della risposta immunitaria.

È estremamente importante ed è tipico di tutte le infezioni virali tropiche la variabilità antigenica. Nota è la capacità del virus HIV di mutare continuamente la proteina gp120, rendendo così difficile la produzione di vaccini specifici e vanificando la risposta del sistema immunitario.

Inoltre nelle infezioni virali abbiamo sempre un’alterazione della produzione di citochine, o perché il virus altera nella cellula che infetta la sintesi di queste molecole, o perché esso stesso produce degli analoghi citochinici.

È importante nella patogenesi dell’infezione persistente la fase di latenza. Vale in generale per i virus che danno una latenza, come il HIV o il Herpes Simplex. In questa fase il virus non produce quasi nulla ed il sistema immunitario non è in grado di fare nulla per le cellule in cui è presente il patogeno virale. Il problema per il virus HIV è che la terapia antiretrovirale agisce sul virus in attiva replicazione, ma ci sono nei linfonodi dei linfociti quiescenti che non possono essere eliminati dalla terapia e quindi, una volta che questa è interrotta, il virus riprende a replicarsi.