Virus della varicella zoster

La via di ingresso del virus è la mucosa respiratoria o dell’occhio, perché la trasmissione è per via aerea.
Inizialmente il virus si replica a livello del tessuto linfatico dell’orofaringe, passa in circolo (fase viremica), diffonde quindi a molti organi e raggiunge anche la cute dove dà delle lesioni inizialmente papulari, che poi evolvono verso la vescicola ripiena di liquido con un alto titolo virale, e poi evolve verso la crosta.
Abbiamo quindi una malattia esantematica, la varicella, che compare 10-15 giorni dopo l’infezione. È sicuramente una delle più gravi malattie esantematiche perché si può complicare nel bambino e poi soprattutto nei pochi adulti che non contraggono l’infezione da bambini.

È un virus che ha un altissimo tasso di attacco, cioè il virus si trasmette molto facilmente, quindi nel corso dei focolai epidemici la quasi totalità dei soggetti suscettibili che non ha ancora avuto l’infezione si infetta, c’è anche un altissimo rapporto tra i soggetti infettati ed i soggetti sintomatici, cioè la percentuale di infezioni asintomatiche è estremamente bassa.

La varicella può dare delle complicanze anche piuttosto gravi e questo soprattutto nell’adulto: la varicella contratta da adulto è effettivamente molto pericolosa perché si può complicare con una grave polmonite e soprattutto encefalite (neurotropismo).
Ci possono inoltre essere delle sovrainfezioni batteriche soprattutto a livello polmonare proprio per il tropismo che il virus ha per gli epiteli, compreso quello respiratorio, quindi alla varicella si può sovrapporre una polmonite batterica.

Le epidemie di varicella di anno in anno possono avere una gravità più o meno marcata, ma è una malattia molto comune nell’infanzia proprio per questa facilità di espressione, anche perché il virus si trasmette durante l’ultimo periodo della fase di incubazione, che è di 10-15 giorni, quindi due giorni prima e due giorni dopo la comparsa dell’eruzione esantematica abbiamo l’eliminazione del virus tramite l’apparato respiratorio. Oltre all’eliminazione respiratoria, il liquido delle vescicole contiene il virus e quindi ci può essere una trasmissione anche tramite questo veicolo, mentre invece la crosta non trasmette l’infezione. L’esantema è caratterizzato dal prurito, per cui il bambino tende a grattarsi ed autoinocularsi, il rischio come per l’herpes simplex è quello di inoculazione a livello dell’occhio perché anche esso può portare una cheratocongiuntivite. Inoltre l’intenso “grattamento” delle lesioni può portare alla formazione di cicatrici che rimangono per il resto della vita.

Le prime lesioni iniziano in testa, soprattutto tra i capelli, poi a livello del tronco e poi si estendono a tutto il corpo.
Anche il virus della varicella zoster può essere trasmesso verticalmente, dalla madre che ha eventualmente contratto la varicella, cinque giorni prima e due giorni dopo il parto e l’infezione connatale dà una forma di varicella estremamente grave con delle lesioni molto estese su tutto il corpo, ma il problema è soprattutto a livello del sistema nervoso centrale, quindi le encefaliti estremamente gravi, oltre alle polmoniti e le lesioni oculari.
Dalle lesioni cutanee il virus risale lungo le terminazioni sensitive, i nervi coinvolti in questo caso son quelli dei metameri toracici e quindi il virus stabilisce una latenza nei gangli sensitivi del suddetto distretto.

Il virus della varicella zoster si riattiva molto più difficilmente del virus dell’herpes simplex, infatti l’HSV1 si può riattivare per un semplice stress psicofisico, mentre il virus della varicella zoster richiede delle immunodepressioni marcate per la sua riattivazione. Per la riattivazione del virus ci vuole solitamente una patologia degli anziani od in forma estremamente grave negli immunodepressi, quindi il virus durante la riattivazione scende lungo gli assoni, però una differenza rispetto alla riattivazione di HSV1 e 2 è che il virus si riattiva a livello del ganglio ma la maggior parte della replicazione avviene poi nel distretto periferico, cioè a livello degli epiteli delle mucose respiratorie, a livello dei neuroni gangliari ho una lesione minima. Riassumendo, il virus della varicella zoster quando si riattiva si replica fortemente a livello dei neuroni, dopo di che le particelle virali complete scendono lungo gli assoni e questo determina una perdita dei neuroni, ciò spiega il fortissimo dolore.
Le lesioni vescicolari sono del tutto simili a quelle delle altre lesioni erpetiche, però sono circondate da un alone infiammatorio estremamente dolente ed il dolore (che è un dolore invalidante) permane anche dopo molti mesi dalla risoluzione della lesione cutanea, perché appunto sono andati distrutti i neuroni sensitivi a livello del ganglio: si parla di nevralgia posterpetica. Come sempre negli immunodepressi le riattivazioni sono particolarmente gravi, posso avere uno zoster disseminato ma anche delle complicanze a livello del sistema nervoso centrale o dei polmoni.

Per quando riguarda la diagnosi ovviamente la varicella viene diagnosticata clinicamente dai pediatri, quindi solitamente non richiede accertamenti di laboratorio, ovviamente invece può essere richiesta una diagnosi di laboratorio per le complicanze della varicella ma soprattutto dello zoster, dato il limitato effetto citopatico. Il metodo di elezione per la diagnosi è la ricerca del DNA virale con una PCR, ovviamente nei liquidi più idonei (per le lesioni neurologiche si usa il liquor).

TERAPIA

Il virus della varicella zoster è sensibile agli stessi farmaci del HSV1 e 2, quindi l’Aciclovir, ed in questi anni la tendenza dei pediatri è di trattare i bambini con la varicella per ridurre il rischio di complicanze, ovviamente il trattamento farmacologico diventa indispensabile negli immunodepressi e comunque nelle forme neurologiche.
Per la varicella esiste un vaccino costituito da un virus vivo attenuato, il cosiddetto stipite oca isolato in Giappone ed è fortemente consigliato a chi in età postpuberale risulta ancora non protetto, chi insomma non ha contratto la varicella in età pediatrica.