Virus dell’epatite

Parlando di virus delle epatiti non parliamo di una famiglia di virus, ma di un gruppo di virus (appartenenti a famiglie diverse) in grado di causare epatiti virali.
Li possiamo suddividere in due gruppi:

  • Virus epatitici maggiori o primari: sono dei virus primariamente epatotropi, cioè dei virus che hanno tropismo per il fegato e quindi hanno in quest’organo la loro sede principale di replicazione, se danno una manifestazione clinica, è sempre un’epatite, eventualmente accompagnata da altre condizioni morbose.

Esempi: HAV, HBV, HCV, ecc…

  • Virus epatitici minori o secondari: sono virus non primariamente epatotropi, cioè virus che hanno come bersaglio principale altri distretti e nel corso della viremia possono anche andare a localizzarsi nel fegato ed eventualmente dare una epatite, cioè sono virus in cui la principale patologia non è l’epatite, e anche quando danno una epatite è secondaria rispetto ad altre manifestazioni cliniche dell’infezione.

Tutte le volte che abbiamo il caso di un’epatite virale ad eziologia sconosciuta è necessario fare la ricerca dei virus epatitici minori perché più raramente si hanno queste forme.

Esempi: diversi Herpesvirus come il Citomegalovirus, Virus di Epstein-Barr, il HHV6, l’Adenovirus, ecc…, che possono anche non dare un’epatite conclamata.

 

VIRUS EPATITICI MAGGIORI

Sono indicati con delle lettere, le principali sono le epatiti A, B, C, D ed E, poi c’è una serie di virus scoperti negli ultimi anni indicati con lettere successive (F, G, ecc…) il cui significato clinico è tuttora da determinare.
Per quanto riguarda la situazione italiana, i dati ci dicono che il peso maggiore come causa di epatiti virali è posseduto dal virus dell’epatite A, ovvero l’epatite alimentare (che causa quasi il 52 % dell’epatiti virali) seguito da quello dell’epatite B (nonostante vi sia il vaccino) (31 %) ed infine si trovano il virus dell’epatite C (7 %) e dell’epatite non A, non B e non C (10 %).

Nelle epatiti si possono distinguere due fasi:

  • FASE PRE-ITTERICA (O FASE PRODROMICA): in cui si ha una serie di sintomi piuttosto aspecifici (malessere generalizzato, astenia, dolori addominali e febbricola) e può avere una durata molto variabile che può portare al trascorrere di molto tempo prima dell’insorgenza di sintomi più specifici in grado di indirizzare verso la diagnosi di epatite. In certi casi invece si ha un passaggio molto rapido dalla fase prodromica a quella itterica.
  • FASE DI ITTERO CONCLAMATO: l’ittero ovviamente è dovuto alla distruzione degli epatociti e al rilascio di bilirubina che solitamente esordisce a livello delle sclere, ma che poi si estende all’intera superficie cutanea. La bilirubina verrà poi eliminata con le urine che assumeranno la tipica colorazione scura (detto color marsala).