Virus del morbillo, parotite e parainfluenzali

 

VIRUS DEL MORBILLO

È una patologia che può sembrare non grave, ma nei paesi del terzo mondo il morbillo ha una mortalità altissima. Esiste un unico tipo antigenico ed è caratterizzato da una notevole capacità infettante e la forma sintomatica è la norma. Ha un andamento con una tipica stagionalità: c’è un picco stagionale dalla fine dell’inverno all’inizio dell’estate. La letalità dell’infezione è mille volte più alta rispetto ai paesi industrializzati.

Per quanto riguarda la storia naturale dell’infezione, entra attraverso la via respiratoria si replica a livello del tessuto linfatico dell’orofaringe, poi passa al torrente circolatorio con cui diffonde a tutto l’organismo. Il periodo incubazione è di circa 10 giorni. 

Dopo il periodo di incubazione compaiono alcuni segni abbastanza tipici del morbillo, che sono delle piccole macchioline bianche a livello della mucosa orale, a livello dei molari superiori, che sono un segno patognomonico dell’infezione da morbillo, il “segno di Koplik”.

Dopo altri due giorni compare poi l’esantema morbilliforme, che quindi compare 15 giorni dopo l’avvenuta infezione. L’esantema morbilliforme è un tipico esantema maculo-papulare dovuto alla precipitazione degli immunocomplessi a livello dei capillari cutanei, che determinano una reazione infiammatoria, le papule iniziano al volto e si estendono al resto del corpo. La sintomatologia respiratoria, soprattutto la tosse, e la congiuntivite precedono il rush cutaneo.

Esistono due tipi di complicanze:

  • a breve termine abbiamo un’otite media (la più frequente e non grave), una polmonite (è più frequente e può anche essere grave) ed un’encefalite acuta (rarissima) che compare immediatamente dopo il rush cutaneo
  • una complicanza a lungo termine (10-15 anni dopo il morbillo) è la PES (panencefalite subacuta sclerosante): è un’encefalite che interessa la sostanza bianca e grigia dell’encefalo, portando alla distruzione del parenchima cerebrale, ed ha un’evoluzione verso la morte, non è possibile arrestarla. Si è osservato che quando c’è la PES si ha un riarrangiamento del genoma virale con una perdita di circa il 10 % del genoma virale ed una modifica delle proteine strutturali, per cui il virus ha una capacità replicativa molto rallentata nel sistema nervoso centrale, ma soprattutto le modifiche delle proteine comportano la capacità di resistere al sistema immunitario

Qualsiasi pediatra è in grado di fare la diagnosi di morbillo, ma si può fare in ELISA la ricerca degli anticorpi e nel caso di complicanze si può isolare il virus su colture cellulari. Esiste un vaccino vivo attenuato che non solo previene il morbillo, ma anche le complicanze a lungo termine, quindi anche la PES, inoltre c’è una campagna dell’OMS che vorrebbe diffondere questa vaccinazione anche nei paesi in via di sviluppo, dove il morbillo ha un’alta mortalità.

 

VIRUS DELLA PAROTITE

Esiste un unico tipo antigenico di virus della parotite che dà un’immunità duratura, quindi di solito la parotite si contrae una volta nella vita ed il fatto che il virus circoli molto porta ad un rinnovo continuo dell’immunità. Entra per la via respiratoria e si replica a livello del tessuto linfatico dell’orofaringe, poi dà una viremia con cui si diffonde a tutto l’organismo ed in conseguenza di questa viremia il virus torna poi a livello delle parotidi e determina una parotite monolaterale o bilaterale.

Poiché richiede una fase viremica prima di dare la sintomatologia vera e propria, il periodo di incubazione è circa di 10 giorni, però l’eliminazione del virus comincia già prima della comparsa dell’ingrossamento delle parotidi (“orecchioni”). Di per sé la parotite non è grave, il problema sono le conseguenze, poiché il virus ha un tropismo molto ampio, può infettare molti tipi di cellule ed ha uno spiccato neurotropismo, quindi una complicanza della parotite è una meningite, solitamente autolimitante, cioè che guarisce senza lasciare degli esiti permanenti, è il virus più frequentemente associato alla meningite infantile. Ha anche un notevole tropismo per vari tessuti ghiandolari, comprese le gonadi, quindi l’infezione da parotite nell’adulto può complicarsi a livello delle gonadi, dando una sterilità.

Infine raramente si verifica, ma la complicanza più grave è una pancreatite estremamente grave, anche mortale. Non abbiamo a disposizione degli antivirali, però c’è un vaccino costiuito da un virus vivo attenuato, somministrato insieme a quello della rosolia e del morbillo (è un vaccino trivalente). La diagnosi non ha bisogno di essere fatta in laboratorio perché la sintomatologia è talmente evidente, può essere però importante la ricerca degli anticorpi in ELISA per capire se un soggetto ha avuto o meno la parotite. Nel caso di una meningite si fa la diagnosi eziologica seminando il liquor.

 

VIRUS PARAINFLUENZALI

Sono 4, che sono suddivisi in due generi all’interno del genere paramyxovirinae. Sono virus a trasmissione aerea, come tutti i paramyxovirus, quindi la via di ingresso sono le prime vie aeree, che sono anche la sede della patologia, quindi il periodo di incubazione è breve (1-2 giorni, può essere fino a 6 giorni per i virus parainfluenzali di tipo 1). Anche l’eliminazione del virus avviene solo per la via respiratoria, poiché il virus non dà una viremia.
I virus parainfluenzali nell’infanzia in assenza soprattutto di IgA a livello della mucosa respiratoria tendono a scendere alle basse vie respiratorie, quindi sono responsabili di laringite e faringite, ma anche di una patologia a carico delle medie e basse vie respiratorie, quindi di bronchiti e broncopolmoniti estremamente gravi.

Nei bambini i virus parainfluenzali sono anche responsabili di una gravissima forma che prende il nome di croup virale: si tratta di un laringospasmo che può portare alla morte per un soffocamento da blocco respiratorio completo e l’unica cosa che si può fare nel caso si verifichi è somministrare cortisonici o adrenalina per bloccare questo spasmo violentissimo.
Nell’adulto l’immunità permane anche se nel corso del tempo diventa meno efficiente, quindi nell’adulto questo è sufficiente a bloccare il virus nelle prime vie respiratorie, per questo motivo le patologie associate sono le rinofaringiti, comunque delle patologie blande: è uno dei virus responsabili del raffreddore o di sindromi simil-influenzali. Nuovamente poi può diventare responsabile di patologie delle basse vie respiratorie nel paziente anziano, ovviamente in conseguenza del decadimento del sistema immunitario.

Le infezioni da virus parainfluenzali si possono verificare durante tutto l’anno, anche se c’è un picco stagionale che è nel periodo autunnale, mentre i virus influenzali danno un picco a gennaio-febbraio. La diagnosi, vista la lievità dei sintomi non viene fatta, si può fare la ricerca degli anticorpi in ELISA oppure si può fare l’isolamento del virus, però solitamente non viene fatto.

Non esiste un vaccino, non esistono neanche farmaci specifici contro i virus parainfluenzali, quindi si fa solo un trattamento sintomatico con degli antipiretici.

 

 

VIRUS RESPIRATORIO SINCIZIALE o RSV

Appartiene al genere pneumovirus, ed ha un andamento stagionale con un picco tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. Il RSV è un patogeno estremamente importante perché nei paesi industrializzati rappresenta la principale causa di ricovero in età pediatrica anche nei primi mesi di vita ed anche la prima causa di morte in questa fascia di età. Entra per la via respiratoria e non dà una viremia, quindi la replicazione è solo a carico dell’apparato respiratorio.

Nella prima infanzia, soprattutto in età neonatale, quindi in assenza di una immunità protettiva, il virus con estrema facilità tende a scendere nelle basse vie respiratorie ed infatti causa una BRONCHIOLITE, la patologia classicamente associata al RSV. In parte è dovuta all’azione citocida del virus, ma anche alla reazione infiammatoria immunitaria, con la produzione di essudato infiammatorio. Nell’adulto viceversa c’è un’immunità protettiva, ci sono le IgA, quindi il virus rimane localizzato nelle prime vie respiratorie e quindi abbiamo delle blande infezioni, quali le riniti e le faringiti. Nell’anziano il RSV può essere la causa di gravi forme di bronchiti e broncopolmoniti.

Come terapia si utilizza la ribavirina, un farmaco molto efficace contro il RSV, è un analogo nucleotidico somministrato come aerosol ed è in grado di bloccare la replicazione del virus, spesso come terapia si associano alla ribavirina delle immunoglobuline specifiche nei confronti del virus per aumentare l’efficacia della risposta.

La diagnosi si fa solitamente mediante la ricerca della proteina virale F in immunofluorescenza con un anticorpo monoclonale sulle cellule prelevate, col lavaggio bronco-alveolare od attraverso l’aspirato nasale. Alcuni anni fa era stato messo a disposizione un vaccino, però è stato ritirato perché causava un fortissimo richiamo di IgE a livello polmonare e lo scatenamento di reazioni allergiche.

 

METAPNEUMOVIRUS

È stato isolato agli inizi degli anni 2000, quindi non si sa ancora molto di questo virus. Circola più o meno con la stessa epidemiologia del RSV, con cui condivide l’omologia di sequenza del RNA.
Anche il metapneumovirus causa delle bronchioliti, anche se sembra in maniera meno frequente del RSV, sembrerebbe infatti meno patogeno rispetto al RSV.