Sintomi dell’adenovirus nei bambini e nei militari

Devono il loro nome al fatto di essere stati isolati per la prima volta dal tessuto adenoideo prelevato da un bambino e messo in coltura.
Essi sono infatti responsabili di infezioni delle vie respiratorie: il tessuto linfatico dell’orofaringe è importante per la replicazione del virus. Primariamente si osservò infatti che in queste colonie compariva spontaneamente un effetto citopatico, e successivamente si riuscì ad isolare l’agente patogeno, da cui deriva il nome.

Sono virus nudi, a simmetria icosaedrica, con una morfologia molto caratteristica che li rende (cosa molto rara) facilmente riconoscibili al microscopio elettronico. In particolare, dai vertici dell’icosaedro si dipartono prolungamenti, detti fibre, che rappresentano l’antirecettore virale. 

Il capside è costituito da oltre 10 proteine diverse. Hanno dimensioni piuttosto grandi, con un diametro attorno agli 80-100 nm, e il genoma è costituito da DNA lineare a doppio filamento, lungo circa 30-35 Kbasi (abbastanza grande). Esistono quattro generi, ma di questi soltanto il genere mastadenovirus comprende gli adenovirus che infettano l’uomo, che sono 47, che causa una varietà piuttosto ampia di malattia.

Essi vengono divisi in 6 sottogruppi, dall’A all’F. La suddivisione avviene in base a due parametri:

  1. l’oncogenicità (capacità trasformante), che cala dall’A (che comprende i virus francamente oncogeni) all’F (che comprende virus non oncogeni)
  2. la capacità o meno di agglutinare i globuli rossi
  3. a seconda delle modalità di trasmissione (ad esempio i virus del sottogruppo F, ovvero il 40 ed il 41, sono virus a trasmissione oro-fecale e responsabili di gastroenteriti)

Essendo dei virus nudi sono molto resistenti e le modalità di trasmissione comprendono anche la via oro-fecale. Il virus riconosce un recettore diffuso su molte cellule (soprattutto di tipo epiteliale), che si chiama CAR (Coxsackievirus and adenovirus receptor, quindi utilizzato anche da altri virus oltre agli adenovirus). Per entrare però il virus necessita anche di un corecettore appartenente alla famiglia delle integrine. Una volta legato, il virus entra per endocitosi per poi raggiungere il nucleo, dove si replica e dove si accumulano i capsidi maturi.

Gli adenovirus sono in grado di dare vari tipi di infezione:

  • Litiche: infezioni acute, in cui il virus si replica attivamente producendo una ingente progenie virale con un conseguente danno cellulare
  • Persistenti: che perdurano per tantissimo tempo
  • Latenti: essendo virus a DNA, presentano il fenomeno della latenza, per cui possono riattivarsi in caso di immunodepressione

Come anticipato, alcuni adenovirus hanno un potere oncogeno e sono quindi in grado di trasformare in vitro le cellule di vari mammiferi, uomo compreso, in grado di causare poi tumori se inoculate in roditori, anche se non sono state al momento dimostrate associazioni tra adenovirus e tumori umani. Vi sono infatti alcune proteine del virus che hanno funzioni simili a quelle dell’antigene T (T Grande) del virus SV40, per cui interferiscono con i prodotti dei geni oncosoppressori e quindi possono portare a trasformazione. Fino ad adesso però non sono ancora stati associati ad alcun tipo di tumore umano.

Esistono varie modalità di trasmissione:

  • respiratoria: diretta, tramite goccioline di saliva, la respirazione ed altre cose
  • contatto indiretto: se ad esempio le secrezioni infette vanno a depositarsi su oggetti, che se vengono maneggiati possono trasmettere l’infezione. Si tenga presente che questo tipo di virus può resistere nell’ambiente anche diverse settimane
  • acqua contaminata: è una modalità di trasmissione molto importante per questi virus. Una delle infezioni più comuni date da questo virus è la congiuntivite, che si può trasmettere ad esempio attraverso l’acqua di una piscina contaminata (congiuntivite da piscina)
  • oro-fecale: in particolare i ceppi 40 e 41 sono responsabili di gastroenteriti, e quindi si trasmettono con circuito oro-fecale, resistendo al difficile ambiente gastrico e intestinale

La maggior parte delle patologie provocate dagli adenovirus è costituita dalle malattie respiratorie, di solito abbastanza banali (rinofaringiti, riniti e laringiti). Va però segnalata una malattia particolare, che viene chiamata malattia acuta respiratoria (MAR), che è epidemica nelle reclute militari, e perciò anche detta malattia respiratoria acuta della recluta.
È tipica dei nuovi scaglioni di reclute, e normalmente i casi si manifestano una decina di giorni dopo l’arrivo di questi nuovi militari. Negli USA le forze armate sono costituite da milioni di individui, e quindi questa malattia rappresenta un costo elevato per la difesa americana, per questo motivo i soldati vengono vaccinati contro questa infezione, tramite un vaccino orale costituito da tavolette di adenovirus attenuato liofilizzato. Questo virus si presta molto bene, poiché essendo un virus nudo resiste alla digestione nello stomaco e riesce ad indurre un’immunità protettiva, per questo motivo questa semplice vaccinazione è molto efficace, e quindi si sta cercando di estenderne l’applicazione, inserendo dei genomi di altri virus all’interno dell’adenovirus vaccinale, in modo da immunizzare contemporaneamente sia contro l’adenovirus stesso che contro altri virus infettivi.

Gli adenovirus solitamente rimangono confinati nelle alte vie respiratorie, dando delle infezioni banali, ma può capitare (soprattutto nei bambini e negli immunodeopressi) che riescano a scendere lungo l’albero respiratorio fino ai polmoni, provocando gravissime polmoniti virali.

Il virus però può penetrare anche attraverso la mucosa congiuntivale, provocando infezioni oculari, congiuntiviti (come la congiuntivite da piscina perché sono virus che resistono alla clorazione) o cherato-congiuntiviti (queste ultime con l’interessamento della cornea, quindi sono più gravi). Un quadro frequente è la compresenza di sintomi respiratori e sintomi oculari, la cosiddetta febbre faringo-congiuntivale (per il 75 % dei casi la causa è degli adenovirus).

Anche l’apparato gastroenterico può essere colpito da adenovirus: in particolare, i ceppi 40 e 41 sono responsabili del 40 % delle diarree infantili (ma possono colpire anche gli adulti, anche se meno comunemente). Sono la seconda causa di gastroenterite nei bambini. Può essere colpito l’apparato urinario, in questo caso si andrà incontro ad una cistite, che solitamente ha un andamento emorragico, quindi abbastanza grave. Negli immunodepressi può essere raramente colpito anche il sistema nervoso centrale, dando delle encefaliti.

La diagnosi si effettua di solito utilizzando la ricerca di anticorpi in ELISA, ma tutti i ceppi (ad eccezione del 40 e del 41) crescono molto bene e molto rapidamente in coltura cellulare, dando un effetto citopatico devastante che compare in 24/48 ore. Fortunatamente esiste un antigene comune a tutti gli adenovirus e quindi è facile trovarne la presenza.

Nel caso di patologie d’organo come polmoniti od encefaliti, si ricerca il DNA virale in PCR, ovviamente utilizzando il materiale più idoneo caso per caso.

Non esistono dei farmaci antivirali specifici, e quindi la terapia è essenzialmente di supporto, sintomatica (ad esempio con una reidratazione in caso di diarrea, con un riequilibrio idro-salino). L’unico vaccino esistente è quello attualmente utilizzato per i militari, che ancora non è stato adottato per la popolazione generale.