Salmonella typhi e paratyphi

Come tutte le enterobacteriaceae, anche le Salmonelle presentano le caratteristiche tipiche di questa famiglia: sono batteri Gram-, sono mobili, capsulati, aerobi facoltativi e generalmente fermentanti.

Dal punto di vista antigenico presentano:

  • Antigene Vi (virulenza) correlato alla capsula di natura polisaccaridica
  • Antigene somatico O legato al lipopolisaccaride
  • Antigene H flagellare, può assumere due forme (antigene bifasico) denominate 1 (antigene specifico) e 2 (antigene menospecifico)

Le salmonelle sono dotate di capsula, endotossina ed esotossina, l’aspetto che però più le caratterizza è la localizzazione intracellulare. Le salmonelle sono in grado di entrare nella cellula bersaglio che può essere la cellula M dell’intestino, la cellula dell’epitelio, possono essere i monociti, gli epatociti, i fagociti, ecc… . In tutti i casi la salmonella entra nella cellula, anche nei fagociti è il batterio stesso che facilita la fagocitosi attraverso una sorta di invasione mediata da una serie di molecole poste sulla superficie.
La salmonella passa attraverso il muco che riveste la mucosa intestinale, facilmente passa la cellula M, ma anche quella epiteliale, viene poi fagocitata dal macrofago dove sopravvive molto bene.
E’ un microrganismo in grado di sopravvivere nel fagocita, dove una volta entrato blocca la formazione del fagolisosoma e inizia a replicarsi attivamente. Il fagocita lo trasporta, fungendo così da navetta, per tutto l’organismo fino a quando non viene lisato dall’eccessiva replicazione batterica liberandolo e consentendo l’infezione di altre cellule.

Le salmonella vengono classificate in diverse specie, quella che più ci interessa è la Salmonella typhi, l’agente eziologico del tifo. Sono presenti anche la Salmonella paratyphi ed altre cosiddette minori.

 

SALMONELLA TYPHI

La Salmonella typhi è sicuramente il tipo più importante e temuto del genere salmonella, l’infezione in genere avviene attraverso la via oro-fecale, passa attraverso lo stomaco, l’intestino e da qui darà una infezione sistemica. La Salmonella typhi è più importante nei paesi poveri, dove troviamo scarse condizioni igienico-sanitarie. Le vie di contagio in genere sono il contatto con le persone infette o con i cibi contaminati, soprattutto l’acqua.

In Italia abbiamo circa qualche centinaio di casi all’anno, soprattutto al Sud e nei mesi estivi. L’infezione è subdola, inizialmente i sintomi non sono facilmente riconoscibili, comincia con disturbi aspecifici a livello gastroenterico. Il periodo di incubazione va da una a tre settimane, la malattia è caratterizzata da febbre elevata, cefalea, splenomegalia, ma soprattutto dal senso di stordimento, di sonno e di stanchezza, con talvolta allucinazioni.

Salmonella typhi,paratyphi

Il periodo di incubazione è di qualche settimana, che varia a seconda di diversi fattori quali la carica microbica, l’età del soggetto, il peso, ecc… . Segue la crescita del microrganismo che colonizza l’ospite, se si interviene rapidamente con la terapia ovviamente la curva tenderà a declinarsi più rapidamente. La prima setticemia parte dopo la prima settimana, per cui da una colonizzazione intestinale c’è l’internalizzazione da parte delle cellule intestinali, il passaggio nella sottomucosa e l’ingresso in circolo. In 10 giorni circa colonizza l’intestino, passa nella sottomucosa, da qui poi abbiamo una fase di batteremia che dura 8-10 giorni con la febbre ed una sintomatologia generalizzata che avanza.

A questa fase seguirà una colonizzazione di organi e tessuti come il fegato, la milza, i reni, ecc… . Dopo la fase di setticemia il microrganismo non sarà più presente solo a livello ematico, ma anche a livello urinario ed a livello fecale, che si aggiungono come metodi di indagine per la ricerca del batterio.

Gli anticorpi anti-salmonella dopo un po’ di tempo (circa 1 o 2 settimane) inizieranno a formarsi ed avremo la possibilità di ricercali per poter fare una diagnosi. Esiste la possibilità per la Salmonella typhi che l’infezione cronicizzi. I segni e sintomi spariscono, la persona clinicamente guarisce, c’è però una continua produzione di salmonelle. Abbiamo la formazione di un portatore cronico che può mantenersi per mesi e anni, rappresentando una sorgente di infezione molto pericolosa.

Per quanto riguarda l’immunizzazione sono stati creati dei vaccini, anche se non funzionano perfettamente. Ne abbiamo di tre gruppi: vaccini con batteri uccisi somministrati per via orale, vaccini con batteri uccisi somministrati per via parenterale e vaccini di nuova generazione con batteri vivi attenuati somministrati per via orale. Non sono vaccini utilizzati ad ampio spettro ma utilizzati solo in alcuni casi, per esempio per le persone che si devono recare in paesi dove il tifo è endemico, funzionano in genere per tempi limitati.

 

SALMONELLA PARATYPHI

La Salmonella paratyphi di tipo A o B è caratterizzata da una sintomatologia più lieve. Le altre salmonelle dette minori sono responsabili di gastroenteriti, non danno complicanze sistemiche, sono responsabili di una patologia localizzata e in genere autolimitante.

Il tempo di incubazione è breve (1-2 giorni), sono frequenti e la loro azione patogenetica è sostenuta dalla produzione di un’enterotossina. La sintomatologia, pur variabile, è caratterizzata da cefalea, brividi e dolori addominali che precedono nausea, vomito, diarrea e lo stato febbrile. Mentre la Salmonella typhi è un problema dell’uomo, cioè passa da uomo a uomo e ne rappresenta anche il serbatoio, le salmonelle minori in genere proliferano negli animali sia da allevamento che domestici. L’uomo si contagia attraverso in genere cibi contaminati, animali o uomini infetti.

Per le persone che lavorano nelle mense è previsto un controllo periodico delle feci per la valutazione della presenza o meno di queste salmonelle minori. Non sono presenti vaccini.