Haemophilus influenzae di tipo B e vaccino

Sono i cugini degli enterobatteri, sono dei baciletti Gram-, anche questi pleiomorfi (dotati di una fisionomia che può cambiare molto: quasi tondeggianti, grassottelli e curvilinei) sono catalasi ed ossidasi positivi e sono anaerobi facoltativi (spesso si mettono in anaerobiosi per avere un po’ più di facilità replicativa).
Sono dei microrganismi abbastanza esigenti, li cresciamo in genere su Agar sangue e su questo vanno aggiunti fattori di crescita (fattore 10, eme, fattore 5 e NAD) che aiutano anche a riconoscere il Haemophilus dagli altri germi.
Si conoscono diverse specie, ma uno solo è importante per l’uomo: il Haemophilus influenzae. Il nome venne dato cent’anni fa in virtù di un presunto ruolo chiave nell’influenza, che poi si capì era dovuta ad un virus.

Spesso il Haemophilus influenzae sovra-infettava chi si era già fatto un’influenza, così gli anatomo-patologi del passato lo incolparono della patologia influenzale, che invece era di natura virale. Alla patologia polmonare può seguire una localizzazione meningea, il Haemophilus influenzae di tipo B è uno dei patogeni più importanti insieme con Neisseria meningitidis ed Escherichia coli quando il medico sospetta una patologia meningea con il liquor ad aspetto torbido.

 

Caratteristiche

Haemophilus influenzae è un batterio capsulato e la capsula è un fattore di virulenza, serve per distinguerlo. Il Haemophilus influenzae di tipo B è quello comunemente ritrovato, è il tipo per il quale è stato pensato, e funziona molto bene, un vaccino. Molti di noi, sono stati vaccinati. Come tutti i Gram- possiede l’endotossina che è un fattore di virulenza di grosso significato.
I quadri patologici sono dei quadri respiratori, quindi colpisce le alte vie respiratorie fino alla polmonite, all’otite od alla sinusite, ed importantissima è la patologia meningea, dà un’infezione batterica che può essere fulminante.
Tra i posti nel mondo dove si fanno ad oggi i vaccini contro il Haemophilus influenzae c’è un grosso buco in Asia e in Africa, come in tutte le malattie infettive. Da quando è stata utilizzata in modo sistematico la profilassi c’è stato un calo fortissimo, improvviso, dei casi e anche della letalità di meningite da Haemophilus influenzae: questo vaccino ha dato certamente una grossa mano a contenere le infezioni respiratorie ma soprattutto le meningiti.
In Italia ci sono pochi casi ma sono importanti, qualche decina all’anno, soprattutto nei bambini piccoli tra 0 e 3/4 anni, che sono particolarmente suscettibili alle infezioni da Haemophilus influenzae di tipo B. Tra le zone più colpite pare esserci la parte alta dell’Italia del Nord, in realtà non siamo così sicuri in quanto abbiamo paura ci possa essere più che altro una sottostima dei casi clinici nel resto d’Italia, stiamo ancora a vedere ma comunque dagli anni ‘90 ad oggi è aumentata molto l’attenzione nei confronti di questo microrganismo.

 

Diagnosi

La diagnosi di laboratorio è abbastanza semplice, all’esame microscopico vediamo questi germi pleiomorfi Gram- abbastanza piccolini. Come per l’antigene urinario da Legionella, nel caso si sospetti una meningite da Haemophilus influenzae si cerca l’antigene capsulare e altri antigeni polisaccaridici di membrana attraverso un sistema di agglutinazione (quindi un kit, un test che in pochi minuti da la positività effettuandolo direttamente sul liquor, si parla di pazienti in cui c’è un sospetto molto forte in cui si fa la rachicentesi). L’esame colturale si fa, considerando che questo microrganismo è molto esigente, spesso si aggiungono farmaci antibiotici come può essere la bacitracina per evitare possibili contaminazioni, per evitare nel tempo la sovracrescita di microrganismi che creino dei falsi negativi.

L’identificazione avviene sulla base della fisionomia delle colonie sul terreno selettivo, sulla base della positività alla catalasi e all’ossidasi e alla richiesta di fattori eme e del NAD (fattori 5 e 10), particolari fattori nutrizionali importanti per riconoscere il Haemophilus influenzae. L’antibiogramma a volte viene fatto, spesso viene fatto ma non è così importante come per lo Pseudomonas. Essendo un patogeno importante soprattutto per l’eventuale evoluzione in meningite, se ci sono segnalazioni di questo genere certamente si arriva all’antibiogramma.

 

Terapia

Si usano correntemente antibiotici quali l’ampicillina e il cloramfenicolo.