Cosa sono i batteri?

Tra i batteri che interessano gli esseri umani esistono i saprofiti, i parassiti obbligati ed i parassiti facoltativi. Alcuni batteri sono in grado di alternare dei cicli di saprofitismo e di parassitismo, ma non è una possibilità a carico di molti organismi, perchè comprende la capacità di metabolizzare anche in condizioni diverse da quelle dell’ospite. Il classico patogeno non è in grado di svilupparsi dall’ambiente diverso da quello in cui si trova, non riesce a moltiplicarsi ad una temperatura diversa, perciò viene trasmesso solo per contagio diretto. Ci sono molti casi in cui si può dimostrare questo concetto, soprattutto per le malattie veneree (la gonorrea e la sifilide). La maggior parte dei batteri non sopravvive nell’ambiente esterno. Alcuni hanno invece una potenzialità diversa, sono in grado infatti di sopravvivere anche per diversi mesi all’esterno (la salmonella riesce a vivere nell’acqua di mare anche per lunghi periodi). Altri sono in grado di trasformarsi in qualcosa di diverso, sporificano, trasformano la loro struttura ed il loro metabolismo in qualcosa di molto resistente, in grado di sopravvivere anche per migliaia di anni, per poi tornare a moltiplicarsi se vengono messi in un ambiente idoneo. Solo alcuni particolari generi di batteri sono in grado di sporificare, inoltre essi sono interessanti per la medicina umana (Clostridium tetani, Clostridium botulinum e Bacillus anthracis).

Il bacillo di Koch, responsabile della tubercolosi, sopravvive anche all’esterno dell’ospite, tra i batteri non sporigeni è infatti il più resistente. Il bacillo tubercolare, per essere inattivato, deve essere tenuto a 65 °C per mezz’ora, condizioni che Pasteur iniziò ad utilizzare per la pastorizzazione del latte. Molte mucche possono essere ammalate di tubercolosi bovina, che poteva essere trasmessa soprattutto ai bambini tramite il latte, provocando la tubercolosi renale. La pastorizzazione non uccide tutto, ma la maggior parte dei patogeni, che sono molto più sensibili del bacillo tubercolare, il quale, invece, eliminato con l’espettorato (il muco o altro materiale espulso solitamente dai bronchi o dalla trachea), può sopravvivere per molto tempo. Alcuni parassiti possono alternare un ciclo di patogenicità uomo-animale e non sempre provocando la stessa sintomatologia.

I Parassiti possono essere:

  • Simbionti, il classico Escherichia coli vive nel nostro intestino ed è molto importante, perchè la flora batterica intestinale è equilibrata, rendendo difficile la proliferazione di microrganismi patogeni quali la salmonella, che deve arrivare a grandi concentrazioni per poter attecchire. I batteri commensali fisiologici impediscono l’invasione dei batteri patogeni, inoltre l’Escherichia coli produce la vitamina B12
  • Commensali, a differenza dei simbionti albergano in un distretto particolare senza offrire dei particolari vantaggi all’ospite. Tutti i nostri distretti in comunicazione con l’esterno sono colonizzati dai batteri, dalle mucose del cavo orale alle mucose intestinali e vaginali troviamo grandi quantità di microrganismi, che rappresentano la flora microbica fisiologica. Individuare un patogeno mediante un’indagine microbiologica in un distretto dotato della flora microbica fisiologica risulta difficoltoso, in quanto è necessario discriminare i patogeni tra i batteri normalmente presenti. A livello intestinale vengono allestite delle indagini dette coproculture (le analisi delle feci). Le feci sono composte da tantissimi microrganismi (ben 2/3 di esse) ed è difficoltoso discriminare quelli che non dovrebbero esserci, in ogni caso vengono utilizzati per queste analisi dei terreni selettivi e delle tecnologie particolari. I commensali non fanno nessun danno all’ospite, anche se i commensali opportunisti a volte approfittano di situazioni, quali l’immunosoppressione del soggetto, per causare dei danni. Per poter provocare un infezione gli opportunisti, tuttavia, devono trovare un ambiente vantaggioso. La cistite è una classica infezione da commensale opportunista. Le vie urinarie sono sterili, ma se un batterio dell’intestino riesce a raggiungere la vescica, riesce a moltiplicarsi illimitatamente senza nessun antagonismo. La cura con degli antibiotici ad ampio spettro può lasciare le candide (sono dei miceti, in particolare dei lieviti) da sole, permettendone lo sviluppo senza l’antagonismo e provocando una candidosi vaginale o intestinale. Un altro caso di opportunismo potrebbe essere dato dal fatto che un batterio resistente ad un antibiotico, come il Clostridium difficile, è in grado di provocare un’enterite necrosante. Le terapie antibiotiche infatti tendono a sterilizzare l’intestino, causando lo sviluppo di microrganismi che normalmente rimanevano limitati numericamente, grazie alla presenza della flora batterica intestinale
  • Patogeni classici, dovunque si trovino creano dei problemi, perchè hanno la possibilità di provocare dei danni all’ospite. Il batterio per poter aggredire l’ospite può alternativamente:
  • penetrare la cute grazie ad un eventuale trauma meccanico
  • entrare a contatto con le mucose, che sono una porta d’accesso che non presenta delle resistenze. Naturalmente questi batteri devono avere delle potenzialità, ovvero devono aderire per non essere espulsi dai meccanismi di detersione (saliva, sudore, urine, movimenti peristaltici o movimenti delle ciglia vibratili, questo è tutto quello che tende ad eliminare i batteri). Il batterio patogeno tuttavia possiede sempre le adesine necessarie per l’attecchimento, dopo essere entrato dunque resta in sede e continua a moltiplicarsi, si sviluppa ed attraverso gli enzimi procede verso i tessuti interni, penetra all’interno delle maglie del tessuto fino ad arrivare al sangue, dove trova ciò che gli serve dal punto di vista metabolico. Nel sangue tuttavia ci sono delle difese aspecifiche quali la fagocitosi, che il batterio deve bloccare per sopravvivere (producendo delle sostanze che distruggono i fagociti, li bloccano, o che interagiscono negativamente con i fagociti stessi impedendogli la fagocitosi).

In seguito il batterio deve incominciare a produrre delle sostanze tossiche che vanno a colpire i vari organi, indebolendo ulteriormente l’ospite e rendendolo meno efficace nella sua risposta (questa è un’azione di tossicità). L’ospite si trova sempre più debilitato se non viene aiutato dagli antibiotici. Le potenzialità del patogeno sono infatti:

  • aggressività (o virulenza), cioè la capacità di moltiplicarsi in vivo, attraverso le componenti che ne permettono la moltiplicazione
  • patogenicità, attraverso le componenti che producono quelle sostanze che vanno ad alterare i tessuti

Un batterio è patogeno quando presenta la virulenza e la patogenicità, se un batterio è virulento si moltiplica senza provocare dei danni, se invece non si moltiplica, anche producendo delle tossine non può diventare dannoso, per la scarsa quantità di tossine prodotte.

I patogeni hanno delle caratteristiche che non dipendono dalla sensibilità dell’ospite, ma sono dannosi in tutti gli ospiti. La dose minima infettante è invece in relazione anche alla sensibilità dell’ospite.

La diffusione dei microrganismi in natura

  • Batteri a circolazione esclusivamente umana
  • Batteri a circolazione in varie specie di animali
  • Batteri che infettano in modo accidentale l’uomo
  • Batteri in grado di moltiplicarsi in determinati ambienti

I batteri a circolazione esclusivamente umana

Esistono due tipi di infezione nell’uomo:

  • INFEZIONE ESOGENA, è un’infezione che proviene dall’esterno, da una sorgente infettante che funge da serbatoio, dal quale il microrganismo va ad infettare l’ospite. La sorgente può essere ritrovata in malati e portatori.

I malati sono solitamente isolati, perciò sono scarsamente responsabili della trasmissione delle malattie infettive, anche se ci sono dei casi di trasmissione della malattia al medico, in genere il malato non è da considerare un’importante fonte di infezione. Tutte le malattie esantematiche (che si manifestano con delle eruzioni cutanee, come il morbillo, la varicella o la rosolia), ma anche molte malattie batteriche (polmonite, tubercolosi o difterite) possono essere trasmesse attraverso le goccioline di Pflugge, che una volta emesse mediante il canto, il suono, il fischio o lo starnuto rimangono in sospensione per diversi minuti, pur restando invisibili, perchè le dimensioni vanno da 1 a 10 μm. Un batterio sopravvive nelle goccioline di peso medio che gli permettono di entrarvi e non precipitano, dunque in questo caso la via di trasmissione è aerogena.

Il portatore è una figura determinante nella diffusione delle malattie infettive, batteriche e virali. Si definiscono portatori i soggetti che, pur non appalesando la sintomatologia dell’infezione che sta albergando in essi, trasmettono il microrganismo patogeno responsabile della malattia infettiva. Il portatore non ha ancora o non ha i sintomi, ma è contagioso. Ci sono diversi tipi di portatori:

  • Meningi,dura madre,aracnoide,pia madre,cranioportatore sano, è una figura determinante nella trasmissione della meningite cerebrospinale, una malattia grave che va diagnosticata il più rapidamente possibile perchè bastano poche ore per uccidere il soggetto. Il microrganismo responsabile si chiama Neisseria Meningitidis ed alloggia nelle fauci, si moltiplica senza provocare una reazione del soggetto, dunque senza provocare una sintomatologia. Normalmente esiste un 5 % di portatori sani nella popolazione. Quando i portatori arrivano ad una percentuale del 30 % in un particolare luogo, diviene probabile l’esplosione di un caso di meningite, perchè il microrganismo colpisce in questo caso l’ospite più debilitato. Il microrganismo dalle fauci risale alle meningi e ne provoca l’infezione, con la produzione di un liquor torbido (è valutato tramite una puntura lombare). Il malato non trasmette la meningite in quanto viene isolato, il portatore invece può contagiare facilmente le altre persone. Anche per la gonorrea esistono molte donne che sono delle portatrici con una sintomatologia molto blanda, di cui possono non accorgersi, gli uomini invece si rendono conto della malattia per la secrezione purulenta prodotta dai granulociti neutrofili nel tentativo di allontanare il batterio dall’organismo. Anche nel caso del virus dell’epatite B esistono dei portatori sani, in particolare degli studi di 40 anni fa hanno messo in evidenza che nella popolazione esisteva una particolare sostanza in certi individui, un antigene di superficie per il virus dell’epatite B. Il soggetto che lo presentava non ha il virus in circolo, ma è confinato nel fegato, anche se il suo sangue, se trasfuso, risulta infettante. Esiste il portatore sano di salmonella, nel caso in cui sia il portatore sano di salmonella un soggetto che fa il cuoco o il cameriere può causare una contaminazione elevata, tramite la contaminazione di un alimento per un’igiene non perfetta, che può aumentare soprattutto se il cibo non viene correttamente conservato. Non esiste il portatore di tubercolosi, per evidenziare l’avvenuto contatto con il bacillo tubercolare si effettua infatti la vaccinazione della Mantoux. Se il soggetto è Mantoux positivo non significa che è un portatore sano, infatti se un individuo è venuto a contatto con il bacillo tubercolare, esso non elimina il microrganismo, il quale sta in un qualche linfonodo, cementato per un tempo lunghissimo, fino ad essere ucciso o fino a portare un’ipersensibilità cellulo-mediata che protegge il soggetto. Il soggetto tubercolino-positivo, quando il suo sistema competente si indebolisce, può però andare incontro ad un’infezione endogena
  • INFEZIONE ENDOGENA: generalmente è dovuta ai batteri commensali, che virulentano e si moltiplicano in un momento favorevole per la loro infezione, solitamente è legata all’abbassamento delle difese immunitarie dell’ospite. Queste infezioni sono difficilmente riconoscibili dalle infezioni esogene.