Cosa sono gli elminti?

Gli elminti si dividono a seconda della via di trasmissione con cui aggrediscono l’organismo:

  • Circuito oro-fecale: in cui sono accidentalmente ingerite uova o larve, che per diversi motivi sono presenti nell’ambiente (per esempio in acque non trattate, contaminate);
  • Attacco di artropodi: alcuni insetti ematofagi (zanzare, alcune mosche) possono contenere al loro interno il parassita, che deve realizzare nell’insetto una parte del proprio ciclo vitale;
  • Attacco diretto: alcuni parassiti riescono a penetrare attivamente la cute, che può venire a contatto con l’ambiente contenente i parassiti, e a trasmettersi attraverso il circolo prima linfatico, poi ematico, e infine giungere alla grande circolazione e andare a infettare distretti specifici;
  • Ingestione accidentale di carni contaminate: le carni di alcuni animali (soprattutto bovini e suini) possono contenere al loro interno (per esempio nel tessuto muscolare) uova o cisti.

Per “elminti” si intendono essenzialmente vermi, organismi pluricellulari (che quindi appartengono effettivamente al regno animale). Hanno varie dimensioni, dai pochi millimetri di Enterobius vermicularis (il comune ossiuro) alle decine di metri di Taenia solium. Alcune classi di elminti hanno come habitat esclusivo l’uomo, e in esso realizzano tutto il ciclo vitale; altri elminti hanno nell’uomo una tappa intermedia del ciclo vitale, indispensabile oppure occasionale.

Si può distinguere tra elminti intestinali ed ematico-tissutali. Gli elminti intestinali interessano prevalentemente l’intestino tenue, che raggiungono con le uova superando la barriera gastrica, oppure tramite il sangue, con i vasi mesenterici, anche se possono dare anche patologie distali rispetto all’intestino tenue. Gli elminti ematico-tissutali entrano in circolo e possono portare a patologie in svariati distretti (fegato, rene, cervello…). Entrambe le tipologie di elminti possono essere raggruppate in tre classi:

  • Nematodi
  • Cestodi
  • Trematodi

ELMINTI INTESTINALI 

Negli elminti intestinali troviamo le tre classi,

Nematodi, Cestodi e Trematodi. Le principali

vie di penetrazione sono la via orale e la via transcutanea. Alcuni di questi elminti (Cestodi e Trematodi) hanno ospiti obbligati (per esempio, lo Schistosoma deve infettare le lumache).

Enterobius vermicularis, ( detti volgarmente ossiuri )è forse quello che causa la sintomatologia più blanda e meno rilevante dal punto di vista clinico. Detto anche “verme dei bambini”, ha importanza pediatrica poichè le infestazioni da Enterobius vermicularis sono molto diffuse nelle scuole materne. Le uova di Enterobius entrano per via orale, spesso raccolte da terra dai bambini che poi si portano le mani alla bocca, e dopo di chè raggiungono lo stomaco, dove si schiudono. In seguito le larve vanno a posizionarsi nelle cripte ghiandolari dell’intestino tenue, dove formano delle cisti. La femmina di Enterobius (10 mm) è più lunga del maschio, di soli 2 mm. I microrganismi crescono nella cisti e la femmina va incontro a maturazione.

La femmina gravida depone 10000 uova, una sola volta nel suo ciclo vitale, nell’orifizio anale del soggetto, soprattutto durante le ore notturne. Le uova hanno una forma caratteristica, riconoscibile al microscopio, allungata e con una spessa cuticola esterna. I succhi gastrici alterano la cuticola e permettono la schiusa delle uova.

Nelle prime settimane l’organismo non avverte una particolare sintomatologia. Una volta che le uova vengono deposte, il soggetto avverte prurito notturno, calo ponderale e irritabilità.

Un secondo nematode intestinale, più importante dal punto di vista della sintomatologia, è Ascaris lumbricoides, agente che causa la patologia detta ascaridiasi. Ascaris lumbricoides è un verme intestinale che ha come sede esclusiva l’organismo umano. Il suo ciclo vitale è prevalentemente intestinale, pur avendo una fase ematica. Ascaris penetra nell’uomo tramite la via orale, con l’ingestione di uova fertili presenti in cibo o acqua contaminati, le quali uova si schiudono a livello dell’intestino tenue. Dal tenue questo parassita può entrare nella grande circolazione e raggiungere il polmone, dove causerà problemi respiratori.

Ascaris lumbricoides ha un aspetto caratteristico, di colore chiaro e lunghezza talvolta notevole (25-30 cm per la femmina; 18-25 cm per il maschio). La femmina arriva a deporre circa 200000 uova al giorno. La maturazione è molto lunga, di diverse settimane, talvolta 2-3 mesi. Con le feci vengono espulse le uova, che, se fertilizzate causano un’infestazione. La patologia da Ascaris lumbricoides è una geoelmintiasi, con una sintomatologia che comprende febbre, problemi respiratori, alti livelli ematici di IgE, eosinofilia, disturbi intestinali come dolori e malassorbimento. Gli alti livelli di IgE sono causa di scompensi patologici di vario genere (reazione allergica). La patologia è diagnosticabile tramite diversi parametri, come IgE specifiche ematiche, larve nell’espettorato e uova nelle feci. Questa patologia prevede , quindi, l’emissione di numerosissimi vermi. Questi sono lunghi più di 10 cm, strutturati in un certo modo e molto evidenti. A seguito dell’eliminazione, la diagnosi è abbastanza immediata, in quanto questi vermi sono facilmente riconoscibili. Se invece ci sono dei problemi intestinali e non c’è l’eliminazione , oppure il paziente non si accorge della presenza di questi vermi, a livello microscopico bisogna ricercare le uova.

Un altro elminto importante è la Taenia, un cestode, detta anche “verme solitario”, di cui le forme più diffuse sono la Taenia solium e la Taenia saginata, delle quali la prima è più diffusa nell’uomo e ha come ospite obbligato il suino, la seconda negli animali e ha il bovino come ospite obbligato. La patologia da Taenia solium, detta cisticercosi, insorge con l’assunzione di carni non cotte o scarsamente cotte di animali infestati dalla Taenia, che contengono cisti (dette oncosfere) a livello del tessuto muscolare. Le uova attraversano lo stomaco e raggiungono l’intestino tenue. Qui si ha la schiusa.

Possiamo dire, quindi, che il ciclo di questo parassita parte dall’uomo infetto, che elimina le uova di questi grossi vermi che si sviluppano nell’intestino umano. Nell’ambiente vengono assunte assieme ai foraggi contaminati ,dai bovini e dai suini, e, una volta ingerite ,vanno a incitarsi nella muscolatura di questi animali.

La Taenia è un verme nastriforme, dalla notevole consistenza, che si attacca alla mucosa intestinale con la sua testa detta scolice. Lo scolice è dotato di 4 ventose che si attaccano alla mucosa; queste ventose contengono silice, sono paragonabili ad artigli. Una volta che lo scolice è ancorato all’epitelio, comincia la maturazione del corpo della Taenia. Distalmente allo scolice abbiamo il resto del corpo del verme, dotato di una struttura a segmenti detti proglottidi. Le proglottidi più distali sono le più mature, e contengono tubuli pieni di centinaia di uova che perpetueranno l’infestazione. La Taenia può risiedere nell’intestino per anni, producendo i cisticerchi che vanno a raggiungere diversi tessuti (muscolo, cervello).

Nel materiale fecale spesso compaiono queste proglottidi, pezzettini biancastri anomali, spessi e duri, che portano alla diagnosi di tenia. Talvolta può succedere che all’analisi non si veda niente ,ma il problema intestinale ci sia: a livello microscopico si possono riscontrare queste uova particolari, piccole e rotonde .

Un altro parassita clinicamente rilevante è lo Schistosoma, agente eziologico della schistosomiasi, un trematode che è riscontrato in diverse forme. Schistosoma ha come tappa obbligata del suo ciclo vitale la lumaca marina. Le uova, che sono emesse nell’ambiente tramite urina o feci, entrano in varie lumache marine (specialmente nel Sudest asiatico), nelle quali si formano le larve. Le larve di Schistosoma, dette cercarie, hanno una forma a “delfino”, con una lunga coda. Le cercarie penetrano la cute del soggetto che ha un contatto prolungato con l’acqua contaminata, dopodiché entrano nel circolo prima linfatico, poi ematico, e vanno a raggiungere vari distretti tra cui fegato, milza e intestino, innescando la patologia e rilasciando le uova, che hanno dimensioni maggiori rispetto alle uova di altri elminti e segni particolari come un uncino nello Schistosoma mansoni. Le uova escono per via fecale oppure per via urinaria una volta che hanno raggiunto il rene.

ELMINTI EMATICO-TISSUTALI

Questi parassiti possono raggiungere il sangue e tramite il torrente ematico causare infestazioni in svariati distretti. Come si vede dallo schema a fianco,

Schistosoma è un elminto che si diffonde per via ematica andando a raggiungere molti organi, come detto sopra.

Tra i nematodi ematico-tissutali, importanti e tristemente famose sono le filarie, parassiti di forma allungata e filamentosa che sono inoculati da insetti ematofagi, nei quali le larve sono localizzate a livello delle ghiandole salivari. Il ciclo vitale delle filarie si svolge in parte nell’uomo, in parte nell’insetto ematofago. Le microfilarie dal sottocute (dove danno diversi sintomi, come escara o eritema) raggiungono praticamente tutti i tessuti, dando patologie da ingombro sterico e da reattività tissutale, a seconda della specie.

Si riscontrano diversi tipi di microfilarie: Wuchereria, Brugia, Loa Loa...diffuse soprattutto nelle regioni equatoriali, Africa, Asia e Sud America. La filariasi o filariosi dà una serie di complicazioni patologiche in molti distretti, tra cui l’elefantiasi (gli arti e i genitali esterni appaiono ingrossati e sproporzionati, a causa di edemi), parassitemia asintomatica, linfoadenopatie (linfangite e linfadenite febbrili), eosinofilia ematica, artralgia, lesioni oculari, sindrome polmonare. La filariasi può cronicizzarsi, anche per diversi anni.

La trichinosi è una delle infezioni parassitarie da elminti più comuni, anche in Emilia Romagna. La Trichinella spiralis si diffonde per via orale-intestinale, dopo un pasto a base di carni suine contaminate (per questo è diffusa in Emilia). Trichinella ha il proprio ciclo vitale nei roditori, dai quali può passare ai maiali e infine all’uomo. Forma cisti nei tessuti muscolari, tramite cui si trasmette. Trichinella raggiunge il fegato e ritorna nelle feci. La trichinosi porta disturbi come reazioni infiammatorie, ipersensibilità.

L’echinococcosi è una infestazione da elminti molto comune anche in Europa. È causata da Echinococcus granulosus, un cestode che ha come ospite definitivo il cane. Nel cane si compie il ciclo vitale di questo verme: nell’intestino tenue del cane raggiunge la fase adulta e depone le uova, che sono espulse con le feci. Queste uova embrionali raggiungono l’uomo per contatto diretto o tramite vegetali non lavati. L’incidenza dell’echinococcosi cistica è molto alta in regioni in cui l’allevamento ovino è molto diffuso.

Nell’uomo si attacca con lo scolice alla parete intestinale, con un ciclo analogo a quello degli elminti sino ad ora trattati, con in più la formazione a livello di fegato e polmone di grosse cisti idatidee, piene di liquido chiaro che se esaminato con un’aspirazione rivela la presenza di scolici in enormi quantità, nell’ordine di centinaia di migliaia. L’infestazione da Echinococcus è poco sensibile alla terapia, e per essa il trattamento di prima scelta rimane l’asportazione chirurgica delle cisti idatidee, facendo attenzione ad evitare l’esplosione delle cisti per evitare un’ulteriore diffusione del parassita e quindi eventuali recidive, oppure uno shock anafilattico.

DIAGNOSI

Per diagnosticare un’infestazione da elminti si possono effettuare diversi esami:

  • Analisi macroscopica delle feci: in alcuni casi le feci possono contenere parti del parassita. Un tipico esempio è la Taenia solium, che dà come sintomo l’espulsione di proglottidi, bianche e dure, miste alla massa fecale.
  • Analisi microscopica delle feci: analizzare le feci centrifugate e trattate, per riscontrare la presenza di uova di svariati elminti.
  • Striscio di sangue con colorazione May-Grünwald-Giemsa: utilizzato per esempio per diagnosticare la
  • Analisi sierologica: ricerca Ig specifiche, è usata per diagnosticare trichinosi ed echinococcosi ad esempio.
  • Analisi microscopica del liquido cistico: da effettuare a fresco per individuare scolici, come per l’echinococcosi.
  • “Scotch test”: consiste nell’apporre nastro adesivo attorno all’orifizio anale del soggetto; una volta strappato questo nastro adesivo, esso potrebbe contenere uova in caso di infestazione.

FATTORI importanti che influenzano la possibile infezione da parassiti sono poi le condizioni socio-sanitarie dei paesi in via di sviluppo , e quindi:

  • infezioni molteplici e probabilità di reinfezione
  • immunocompromissione per malnutrizione e HIV