Chlamydia trachomatis

È un patogeno un po’ diverso, non è né Gram+ né Gram-.
Si comporta in modo diverso, ha una struttura di rivestimento, una parete un po’ diversa, quindi lo si esonera dalla colorazione di Gram. È un patogeno importante. Dentro al genere Chlamydia troviamo diverse specie responsabili di quadri clinici anche molto diversi. È stato considerato fino a 20 anni fa un virus, erroneamente. Perché? Perché è un batterio piccolissimo, perché è un patogeno intracellulare, perché è resistente a moltissimi farmaci antibiotici. Oggi sappiamo che la Chlamydia deve essere considerato come un batterio. Un batterio molto particolare, che possiamo coltivare all’interno di cellule eucariotiche o comunque in colture primarie che ci fanno da substrato, da supporto, per la crescita di questo microrganismo che è un parassita intracellulare obbligato, perché è un microrganismo che possiede caratteristiche strutturali e metaboliche molto particolari.

In una parola questo microrganismo non è in grado di gestire la sintesi dell’ATP, non ha un sistema di ATP sintasi, non ha a livello delle sue membrane gli enzimi necessari per questa sintesi quindi sarebbe incapace di sopravvivere, se non fosse che la cellula in cui si inserisce garantisce lo stock di molecole con cui lavorare. Le specie più importanti sono Chlamydia trachomatis, Chlamydia pneumoniae e Chlamydia psittaci.

 

Caratteristiche

La Chlamydia è diversa da tutti gli altri batteri per la sua parete cellulare: non possiede il peptidoglicano. Ha una struttura di rivestimento che è fatta da proteine molto ricche in cisteina, quindi proteine molto stabili, molto rigide. Si crea un groviglio, di natura appunto esclusivamente proteica, che è il rivestimento della Chlamydia. Quindi c’è la membrana citoplasmatica, questa parete che è fatta di proteine ricche in cisteina e poi la membrana esterna di Gram-, ovvero c’è del LPS, ci sono delle proteine che assomigliano alle outer proteins, che assomigliano a quelle di Neisseria e di Haeomphilus. Questo doppio strato di membrane lo associa, lo avvicina strutturalmente ai Gram-: accanto al LPS ci sono queste MOMPs (proteine principali della membrana esterna) che hanno un significato importante perché sono un sistema antigenico, sono viste dal sistema immunitario, creano reattività, sono antigeni importanti e aiutano il medico a fare diagnosi e probabilmente sono associate alla storia clinica dell’infezione da Chlamydia.

Il ciclo di sviluppo della Chlamydia è importante. È diversa la parete, è diverso dagli altri per il fatto di essere un parassita intracellulare obbligato perché non si fa ATP, ed è caratterizzato dall’avere un ciclo vitale con due forme biologiche diverse (ciclo cellulare dimorfico). Si parla di corpi elementari e si parla di corpi reticolati. Sono due forme batteriche un po’ diverse, una un po’ più piccola, l’altra un po’ più grande. Questo batterio vive due fasi di vita che sono diverse: una è associata all’infettività ed una è invece associata alla capacità di replicazione. Questi corpuscoli più piccoli che chiamiamo corpi elementari, proprio perché c’è il minimo indispensabile, sono cellule estremamente disidratate, molto piccole: non ritroviamo niente da un punto di vista di morfologia che assomiglia a un batterio, è proprio un piccolo spot scuro, che è però importante perché è quello che viene a garantire l’infettività del microrganismo, quello che passerà ad un’altra cellula, verrà fagocitato e darà luogo ad un ciclo biologico. È quello che viene anche emesso, che viene emanato con la respirazione e quindi può essere il motivo di contagio da un animale all’altro e dall’animale all’uomo. Molti casi di Chlamydia possono anche infettare gli animali. Il corpo reticolare o reticolato è molto più grosso, con una parete abbastanza ben percepibile microscopicamente, fatta di proteine, una struttura molto diversa da quella che chiamiamo parete batterica e questo è il motivo per cui le Chlamydie sono insensibili agli antibiotici (e proprio per questo era stata scambiata per un virus, in quanto nemmeno i farmaci antibiotici più potenti avevano effetto).

Il corpo elementare è la cellula infettante e il corpo reticolare o reticolato è quello che si trova dentro la cellula dell’ospite, che morirà. Una volta che la cellula è stata infettata il corpo elementare si moltiplica, da elementare diventa corpo reticolato con 1, 5, 10 o 20 microrganismi all’interno della stessa cellula. La cellula infettata poi muore, le cellule figlie del microrganismo che intanto sono tornate a corpo elementare, verranno rilasciate e potranno andare ad infettare altre cellule.

L’azione patogena del microrganismo è molto elevata, le cellule dell’ospite, dell’uomo, muoiono una volta che sono state colonizzate: sono un substrato fondamentale di questo batterio e poi sono vittime di questo stesso batterio. Questa infezione può essere acuta, può essere un infezione che evolve in modo asintomatico, può essere un’infezione che può dare invece patologie molto importanti. In molte circostanze le infezioni di Chlamidya trachomatis possono dar luogo a infezioni sub-cliniche che possono tendere a cronicizzare e possono andare avanti anche per molto tempo, quindi c’è una convivenza tra l’ospite ed il patogeno. Questo fa sì che in alcune circostanze questo microrganismo non mostri grossi tratti di virulenza, diversamente dallo Pseudomonas, per esempio.

Per quanto riguarda le specie, ce ne sono 3 importanti per l’uomo: la Chlamydia trachomatis, che è l’agente eziologico del tracoma, oltre a dare il tracoma può provocare anche infezioni genitali per contatto diretto, e il linfogranuloma venereo tipico dei paesi esotici (molto raro). Il tracoma colpisce gli occhi e porta alla cecità. Esistono diverse sierovarianti di questo batterio: riconoscere queste sierovarianti è importante perché solo le prime 3 danno il tracoma, quindi se si fa la diagnosi di infezione da Chlamydia trachomatis di sierovariante a, b o c sappiamo che sono quelle responsabili del tracoma, le altre invece sono responsabili di infezioni genitali, trasmesse tipicamente attraverso il contatto sessuale e tipicamente responsabili di patologie delle mucose genitali.
Le sierovarianti L sono L1, L2 ed L3. L sta per linfogranuloma, sono ristrette a poche aree del sud-est asiatico e soprattutto sono quadri clinici molto particolari.
Le altre due Chlamydie si chiamavano così fino a qualche tempo fa, ora le chiamano Chlamydophila: sono le forme pneumoniae e psittaci. Sono microrganismi che hanno a che fare soprattutto con infezioni polmonari. Abbiamo l’uomo come reservoir, ma spesso lo sono anche gli animali: mammiferi, piccioni, animali esotici e pappagalli. Negli USA sono stati denunciati molti casi di Chlamydia psittaci in pazienti con AIDS che avevano contratto l’infezione dal pappagallo o dal canarino.

 

CHLAMYDIA TRACHOMATIS

La Chlamydia Trachomatis è importante in Africa, dove è uno dei patogeni più importanti perché viene trasmesso al momento del parto al neonato: la congiuntivite da contatto è il quadro clinico più importante. La troviamo con un’infezione che evolve lentamente, che si può contrarre anche da adulti per il contatto diretto interumano. Nei paesi poveri del sud-Sahara e in via di sviluppo sono forse il primo motivo di cecità. I sistemi di educazione, la promiscuità di vita, la scarsa igiene sono tutte una serie di situazioni che facilitano il contagio. L’infezione è a carico dell’epitelio congiuntivale: la parte interna della palpebra viene facilmente colonizzata dalla Chlamydia, un parassita endocellulare obbligato. All’interno di questi epiteli entra facilmente, è un corpo elementare, lì si replica provocando la morte della cellula, quindi dà un processo infiammatorio che va avanti per giorni, per settimane, e comporta addirittura la retroversione della palpebra. Se non viene diagnosticata e curata porta alla cecità. È l’interno della palpebra che viene fortemente e rapidamente colonizzato, la retroversione porta le ciglia verso l’interno e porta l’opacità, il danno della cornea, il trauma e la cecità.

Per quanto riguarda le infezioni genitali sono importanti le patologie da Chlamydia trachomatis D, F, G, H, I, J e K. Queste sono infezioni tipicamente a trasmissione sessuale. La Chlamydia trachomatis è l’infezione più importante dopo la Neisseria gonorrhoeae a livello genitale. È la prima infezione uretrale non gonococcica, è quindi il secondo patogeno a trasmissione sessuale responsabile di infezioni dell’uretra e può anche risalire al testicolo, all’epididimo, alle tube di Falloppio, alla cervice uterina ed all’utero. La principale differenza rispetto ad una patologia da Neisseria gonorrhoeae è la scarsissima secrezione purulenta, ed è un criterio importante per indirizzare il laboratorista. Come tutte le infezioni a trasmissione sessuale se non viene contenuta può portare certamente verso la sterilità. Questi patogeni a trasmissione sessuale sono responsabili di una patologia sistemica disseminata nel neonato nel momento in cui la donna Trachoma-positiva va a partorire in modo naturale. La patologia da Trachoma congenita è una patologia importante perché il bambino viene colonizzato subito a livello delle mucose oculari e respiratorie.

Per quanto riguarda il linfogranuloma venereo viene chiamato così perché è anch’esso una malattia a trasmissione tipicamente sessuale e dà dei tipici rigonfiamenti a livello dell’inguine. Sono comunque patologie rare in Italia.

 

CHLAMYDOPHILA PSITTACI

È una patologia che l’uomo acquisisce dagli animali, non è a trasmissione interumana, quindi è una zoonosi. È emersa in maniera importante con l’AIDS, viene acquisita per inalazione e la forma polmonare è la più importante, la più temuta e quella che viene comunemente riconosciuta. È stata confusa per molto tempo con le polmoniti interstiziali ad eziologia virale, ma oggi la diagnostica da laboratorio ci aiuta nella diagnosi.

 

CHLAMYDOPHILA PNEUMONIAE

È una Chlamydophila che è emersa negli immunodepressi ma è un quadro clinico molto raro. È anch’esso a trasmissione per via aerea interumana.

 

Diagnosi

Il fatto che sia un parassita endocellure obbligato rende la diagnosi un po’ più difficile, quindi i tempi tecnici a volte si allungano. Stanno diventando sempre più importanti le indagini molecolari: si possono fare le ricerche degli acidi nucleici nei campioni biologici che abbiamo a disposizione (tamponi uretrali e cervicali, broncoaspirati, …) attraverso la PCR. Esistono quindi dei sistemi abbastanza efficaci e ben tarati che aiutano a fare una diagnosi in tempi molto rapidi. Un’altra cosa che può essere fatta è andare a ricercare direttamente in quell’essudato la presenza di cellule positive per gli antigeni di Chlamydia. Questo si fa facilmente in poche ore, purtroppo però non è molto sensibile, può dare cioè dei falsi negativi. La sensibilità dei test a fluorescenza non è molto alta, se però la carica microbica è molto elevata è efficace e costa anche molto meno della PCR.
Nel siero si cercano anche anticorpi IgG o IgM o eventualmente una conversione per confermare l’infezione.
Nel caso di Chlamydophila psittaci si lavora quasi sempre su tamponi di tipo respiratorio, quindi si parla di espettorato, di espettorato indotto e di lavaggio bronco-alveolare, se questo è possibile.