Medicina del lavoro

Cos’è la Medicina del Lavoro? E’ una disciplina specialistica che serve a formare degli specialisti che operano nel campo della prevenzione dei rischi professionali.

VIVERE E’ UN RISCHIO? Si, ma questa risposta implica subito un’altra domanda: PERCHE’ VIVERE E’ UN RISCHIO?Perché siamo esposti ad una serie di fattori di rischio. Che poi si realizzi il rischio, cioè l’evento probabilistico, la patologia, il danno, questo è tutto da vedere. Noi siamo sempre costantemente esposti a dei fattori di rischio, dei pericoli, non a dei rischi. Quali possono essere questi fattori di rischio? Sono i pericoli legati ad ogni tipo di attività umana.

Per esempio, quando usciamo dall’ospedale e attraversiamo la strada, siamo esposti al rischio di essere investiti. Se prendiamo con il caffè per mantenere la linea una compressa di saccarina, corriamo il rischio di andare incontro a una patologia neoplastica. L’aspartame è ritenuto essere responsabile nell’animale da esperimento di cancro, quindi quando noi usiamo il dolcificante dobbiamo essere consapevoli che, a lungo andare, corriamo un rischio. Quando facciamo una telefonata con il cellulare, corriamo il rischio di andare incontro a delle manifestazioni morbose. Quindi vivere è un rischio!

IL RISCHIO E’ PREVEDIBILE? Dipende, non sempre. E’ importante sapere se il rischio è prevedibile perché se siamo in grado di prevedere il rischio, riusciremo a prevenirlo. Questo implica che su rischi noti, che determinano un rischio noto ad un evento noto, noi siamo in grado di prevenirlo. Per esempio la saccarina. Come si fa a prevenire la comparsa di una patologia neoplastica? Non assumendola. Questa si chiama PREVENZIONE PRIMARIA. Il rischio è prevedibile quando si parla di fattori di rischio legati ad attività umane, mentre è meno o non prevedibile nel caso di eventi naturali (terremoti, uragani, ecc…).

Se andiamo a vedere il termine “rischio” sul dizionario di italiano, troviamo questa risposta: “Possibilità di conseguenze ed eventi dannosi o negativi a seguito di circostanze non sempre prevedibili”. Questa definizione non è molto corretta. “Possibilità” e “Probabilità” non vogliono dire la stessa cosa. “Possibile” è un po’ vago, “probabile” invece è misurabile, quantificabile. Il rischio deve essere sempre quantificabile. Un’altra considerazione è legata alla nostra mente, che ha associato il rischio a qualcosa di negativo, ma non è sempre così. Gerolamo Cardano nel 1500 era appassionato del gioco con i dadi ed ha elaborato la cosiddetta “Teoria del Rischio”. Quindi lui intendeva con il termine rischio un evento probabilistico non finalizzato alla prevenzione di un danno ma a vincere con i dadi. Lo stesso discorso vale per il biglietto della lotteria: “rischiamo di vincere”.

Non siamo quindi proprio in linea con la definizione di rischio e questo succede perché la lingua italiana non è molto precisa. La lingua anglosassone utilizza due termini per definire il rischio:

Hazard = generica minaccia o pericolo per la salute (sorgente del rischio), deriva dall’arabo e ha preso un altro significato nella lingua italiana

Tabella,rischio di morteTabella,rischio di morteRisk = probabilità che si verifichi un evento dannoso. Si potrebbe discutere ancora sul “dannoso” o comunque sulla “probabilità che si verifichi un evento”

Quindi si può definire il rischio come “probabilità che si verifichi un evento”, e il rischio per la salute come “probabilità che si verifichi un evento dannoso per la salute”. Se è vero che il rischio è un fenomeno di natura probabilistica, è altrettanto vero che è necessario misurarlo attraverso appositi strumenti. Quello che non è invece utilizzabile è lo “strumento-percezione”, cioè il modo attraverso cui noi singolarmente percepiamo i singoli rischi.

La percezione del rischio è diversa da persona a persona, questo lo possiamo vedere facendo uno studio sulla percezione del rischio di ammalarsi da parte di medici e infermieri: la percezione del rischio è diversa a seconda della causa, i medici hanno una forte percezione del rischio di ammalarsi per il raffreddore, mentre gli infermieri nel caso del cancro e delle malattie di cuore.
Per questo motivo, esistono di conseguenza rischi in genere sottovalutati dalle persone (ad esempio il fumo) o sopravvalutati.

 

La percezione non è uno strumento idoneo a misurare il rischio.

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