Sintomi della rosolia

È una malattia infettiva moderatamente contagiosa ad eziologia virale (genere Rubivirus, famiglia Togaviridae), che colpisce prevalentemente, ma non esclusivamente, il bambino.

Chi colpisce la rosolia?

  • incidenza stagionale in inverno-primavera
  • picco d’incidenza a 5-14 anni

Modalità di trasmissione

  • il virus è eliminato per via rinofaringea e penetra attraverso le mucose delle vie respiratorie superiori e la congiuntiva
  • la massima contagiosità si ha da 5 giorni prima a 5 giorni dopo la comparsa dell’esantema. (il neonato che è affetto da una rosolia congenita rimane portatore del virus per un periodo molto lungo e può eliminare il virus anche attraverso le urine, oltre che dalla rinofaringe, per anche 12-18 mesi)

 

Manifestazioni cliniche

Periodo d’incubazione: 12-23 giorni

Periodo prodromico-d’invasione: 2-3 giorni

   – febbricola

– cefalea

– linfoadenopatia (aumento del volume dei linfonodi retroauricolari, retronucali e laterocervicali)

enantema: macule di color rosa presenti sul palato molle

Periodo esantematico: 3-4 giorni

  • rush maculo-papulare: ci sono maculo-papule piccole di colore rosa (molto meno accese rispetto al morbillo ed alla scarlattina), distanziate tra loro. Compaiono al volto, al tronco ed agli arti pressoché in contemporanea
  • Spesso si associa una modesta splenomegalia

Complicanze

  • interessamento articolare
  • Nevrassite: interessamento del tronco encefalico
  • Manifestazioni emorragiche da piastrinopenia autoimmune (indotte dalla produzione di Ig prodotte contro il virus della varicella ma che vanno a cross-reagire con le piastrine) o da ridotta produzione midollare

 

ROSOLIA CONGENITA: la donna in gravidanza può acquisire il virus o perchè non ha avuto la rosolia o perchè non è stata vaccinata, ma in ogni caso vi è un elevato rischio di trasmissione per via transplacentare con un conseguente rischio di sviluppare una rosolia congenita, che è una condizione particolarmente grave e severa. In particolare l’acquisizione dell’infezione acuta durante la gravidanza può determinare delle conseguenze gravi sul feto:

  • nel primo trimestre la morte del feto
  • nel secondo trimestre sempre un rischio di aborto
  • nel terzo trimestre: possono verificarsi delle malformazioni a diversi livelli

Manifestazioni cliniche

  • Malformazioni congenite dell’apparato cardiovascolare
  • pervietà del dotto di Botallo
  • stenosi dell’arteria e della valvola polmonare
  • difetti del setto
  • Lesioni oculari (cataratta, retinopatia, macroftalmia e glaucoma)
  • Alterazioni uditive e vestibolari
  • Malformazioni del sistema nervoso centrale, dell’apparato digerente e dell’urinario

 

Diagnosi

  • manifestazioni cliniche: possono essere di aiuto, ma la rosolia rimane tra le malattie esantematiche di più difficile diagnosi in quanto l’esantema è fugace e particolarmente pallido, per questo motivo più frequentemente viene confuso con le manifestazioni esantematiche di quelle malattie infettive che possono presentare un esantema, ma che non sono classificate come malattie esantematiche (come le infezioni virali banali da enterovirus, da adenovirus, da virus di Epstein-Barr o da Citomegalovirus, che possono tutte presentare un esantema fugace)
  • è importante avere informazioni su eventuali altri casi infettivi che possono essersi verificati negli ambienti frequentati dal bambino
  • Sierologia
  • rosolia congenita: ricerca degli anticorpi di tipo IgM
  • diagnosi prenatale: viene posta con la diagnosi di rosolia nella madre, con l’amniocentesi o con tecniche di ecografia più specializzate, che possono individuare le malformazioni cardiache o del sistema nervoso centrale

Terapia

  • Sintomatica

Se la madre acquisisce l’infezione in un periodo estremamente precoce si dovrà tenere in considerazione l’interruzione della gravidanza

Profilassi

  • Attiva: c’è un vaccino, facoltativo, con un virus vivo attenuato che viene somministrato intorno al 13° mese di vita e ripetuto in età scolare (5°-6° anno di vita). Fino a qualche anno fa si tendeva a vaccinare esclusivamente le bambine in quanto si riteneva opportuno lasciare circolare almeno nella popolazione maschile il virus della rosolia, per mantenere un certo livello sierologico nella popolazione, ma attualmente vi è la tendenza ad effettuare il vaccino anche nei bambini di sesso maschile
  • Passiva: in donne incinta sieronegative che sono esposte ad un caso di rosolia

Per evitare il contagio si fa un isolamento per 7 giorni dopo l’esantema.