Sintomi dell’epiglottite

L’epiglottite è una flogosi iperacuta dell’epiglottide causata dall’infezione da Haemophilus influenzae. È una sepsi batterica molto rapida con un ascesso a livello dell’epiglottide.
L’epiglottide diviene enorme (“come una pallina da ping pong”) e ostruisce l’adito laringeo con una conseguente insufficienza respiratoria acuta. L’eziologia è unica, dal Haemophilus influenzae (responsabile di diverse situazioni patologiche, sistemiche e gravi, ad esempio le mastoiditi, le meningiti e le epiglottiti). Attualmente tutti i bambini fanno il vaccino contro questo germe, per cui l’epiglottite è un evento piuttosto raro. Colpisce bambini tra i 3 e 7 anni.

Ha un esordio brusco e decorso rapidamente ingravescente (ore-minuti, dall’inizio dei sintomi al possibile decesso del bambino intercorrono 1 o 2 ore). L’aspetto del bambino è un “aspetto tossico” con una febbre alta, l’ottundimento del sensorio, irritabilità ed ipotonia, in quanto la flogosi acuta dell’epiglottide si accompagna ad una compromissione generale di tipo settico.


 

Quadro clinico

  • Dispnea inspiratoria “umida” con rientramenti (sforzo inspiratorio, come nella laringite ipoglottica) e progressiva riduzione dell’ingresso aereo
  • Febbre elevata (39°-40°) e compromissione dello stato generale → a differenza con la laringite ipoglottica dove la febbre generalmente non supera i 37,5°-37,8°
  • Voce a “patata bollente” (ad indicare l’effetto che si otterrebbe mettendo in bocca una patata bollente, o una castagna calda, non è raucedine)
  • Poca tosse e non è abbaiante perché siamo nel piano sovraglottico
  • Difficoltà alla deglutizione con scialorrea e disfagia. La scialorrea c’è non perché il bambino produca più saliva, ma perché non riesce a deglutirla. Quindi può essere utile vedere se il bambino riesce o meno a bere
  • Peggioramento progressivo e rapido
  • Atteggiamento a tripode in iperestensione del capo con la bocca aperta, al fine di allungare le vie aeree (mimano la manovra che fanno gli anestesisti), se il bambino è grande

 

Primo soccorso

  • Mantenere il bambino seduto o in braccio ai genitori evitando di farlo agitare, mai cercare di sdraiarlo
  • Non tentare di visualizzare la faringe con l’abbassalingua perché il bambino avrà il gag, farà un piccolo spasmo
  • Evitare le manovre dolorose
  • Se possibile somministiamo O2, senza infilare l’infusore nel naso ma tenendolo vicino. Il motivo di questo accorgimento è non infastidire o agitare il bambino, cosa che complicherebbe la situazione
  • Se siamo sul territorio bisogna far intervenire il 118
  • Se si è in ospedale coinvolgiamo l’anestesista e l’otorinolaringoiatra per la possibile necessità di intubazione o della tracheotomia d’urgenza. Il bambino è affaticato, ha fame d’aria e c’è la possibilità che il quadro si aggravi, in tal caso può convenire intubarlo prima che questo accada perché dopo potrebbe risultare difficile trovare la possibilità di farlo
  • Terapia specifica: Ceftriaxone (intramuscolare o endovenosa, 100 mg kg/die in 1 somministrazione, è da preferire la via endovenosa) ed eventualmente un cortisonico (ma la terapia vera e importante è quella antibiotica)

È difficile differenziare la laringite ipoglottica dall’epiglottite, in quanto il quadro clinico è simile: quando non si è certi della diagnosi è bene mandare il bambino in ospedale perché di epiglottite si muore. Recentemente il ricorso alla radiografia del collo è stato sostituito dall’esame rinofibroscopico eseguito dall’otorinolaringoiatra che passando dal naso ed evitando il faringe, riesce a fare una diagnosi differenziale corretta tra la laringite ipoglottica e l’epiglottite. Inoltre l’otorinolaringoiatra può fare una diagnosi differenziale con l’ascesso retrofaringeo, che può avere caratteristiche ostruttive miste tra l’epiglottite e la laringite ipoglottica.