Meningite nei bambini

La meningite è una malattia infiammatoria delle membrane che rivestono l’encefalo (le meningi), principalmente della pia madre, l’aracnoide e del liquor.

Tra le infiammazioni del SNC possiamo trovare anche encefaliti e meningo-encefaliti. La meningite batterica acuta è una malattia potenzialmente mortale, caratterizzata da febbre, cefalea, vomito, irritabilità o sonnolenza, convulsioni, coma, rigidità della nuca e, nel lattante, da una fontanella bombata.

 

EZIOLOGIA

Possono essere di origine:

  • virali

  • batteriche

  • fungine


 
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Bisogna distinguere le meningiti del neonato dalle meningiti del bambino più grande, in quanto sono diversi i germi che le causano.

Classificazione dell’eziologia delle meningiti in base all’età

MENINGITI NEONATALI

I batteri che più frequentemente causano meningiti neonatali sono i Gram negativi, come l’Escherichia coli, che è la più frequente, la Klebsiella Pneumoniae e lo Pseudomonas aeruginosa: l’infezione da quest’ultimo microrganismo si ha spesso quando il bambino è ricoverato nelle neonatologie. Anni fa era frequente anche l’infezione da Salmonella. Tra i Gram positivi invece abbiamo lo Streptococcus β-emolitico: è un batterio che si può trovare a livello anale nella madre oppure può colonizzare il canale vaginale: almeno il 1 % delle madri sono positive a questo Streptococco. Lo Streptococcus agalactiae può provocare infezioni per via ascendente come corion-amnioniti o placentiti che si possono manifestare anche con la morte del feto (tanto che a 36 settimane si fanno tamponi anali e vaginali per vedere se c’è questa colonizzazione). L’infezione da streptococco provoca meningiti violente che portano a morte il neonato nel giro di 24 ore. Nel periodo neonatale le meningiti quindi sono date prevalentemente da germi che possono essere indovati nel canale vaginale della madre e che possono prendersi per via ascendente o per via sistemica, oppure nei grandi prematuri si possono avere infezioni ospedaliere (da Serratia, Proteus o Pseudomonas). Altri germi responsabili di meningiti sono la Listeria monocytogenes, Stafilococchi, la Serratia Marcescens ed il Proteus. Lo Staphilococcus epidermidis è tipico dei prematuri, perché essendo lo Staphilococco sulla pelle e facendo a questi neonati molti prelievi, può facilmente penetrare e dare un’infezione al neonato fino alla meningite. Tra le meningiti fungine bisogna ricordare soprattutto quelle da Candida che sono caratteristiche dei grandi prematuri, perché sappiamo che i prematuri sono immunodepressi e possono andare quindi incontro ad infezioni fungine anche molto gravi, appunto meningiti.

MENINGITI IN BAMBINI TRA I 3 MESI E I 3 ANNI

La frequenza maggiore di meningite è quella da Haemophilus Influenziae e dallo Streptococco Pneumoniae.

MENINGITI IN BAMBINI DAI 3 ANNI AI 6 ANNI

Abbiamo lo Streptococco pneumoniae (Pneumococco) e la Neisseria meningitidis (Meningococco).

MENINGITI IN BAMBINI DELLA 2a E 3a INFANZIA

Sono più frequenti le forme da Meningococco di tipo A, in forma di piccole epidemie.

Patogenesi delle meningiti

La flogosi delle meningi è data dalla reazione macrofagica agli antigeni batterici. Vengono infatti prodotte interleuchine e viene attivata la PLA2 che porta alla produzione di leucotrieni, trombossano e PGE2. Tutto questo porta a un danno citotossico degli endoteli: si ha una alterazione della barriera emato-encefalica e si hanno fenomeni vasculitici e tromboticiCome risultato di questi fenomeni si hanno flogosi ed una ipossigenazione cerebraleA causa di una riduzione dell’assorbimento del liquor a livello dei villi data dalla pleiocitosi neutrofila e dell’ostruzione dell’acquedotto di Silvio da parte di frammenti necrotici si avrà unidrocefalo.

Idrocefalo,intervento con shunt

A causa delle modificazioni vascolari e del danno cellulare si crea un edema cerebrale.

I punti di partenza di una meningite batterica possono essere:

  • colonizzazione della mucosa naso-faringea: da qui si ha il passaggio della barriera mucosa, la batteriemia e il passaggio della barriera emato-encefalica

  • otite e otomastoidite

  • osteomielite delle ossa craniche e della colonna

  • mielomeningocele infetto

  • shunt ventricolo-peritoneali

  • frattura delle ossa craniche

I batteri, superata la barriera emato-encefalica, si moltiplicano nello spazio subaracnoideo dove arrivano anche i globuli bianchi e si innescano tutti i meccanismi descritti sopra.

Segni clinici di meningite

NEONATO

Possono essere tanti ma molto larvati.

In un neonato i primi segni di meningite possono essere:

  1. un bambino che comincia a non mangiare

  2. piccole crisi di desaturazione (diventano un pochino grigi)

  3. lieve distress respiratorio

  4. comparsa di apnee (che determinano delle desaturazioni)

  5. letargia e torpore

  6. pianto monotono

  7. quadro settico

Di solito in un neonato quando abbiamo una meningite, abbiamo un quadro settico, cioè una infezione generalizzata con la diminuzione dell’appetito con comparsa di vomito, rigurgito e tachicardie/bradicardie, alterazione del respiro, desaturazioni, apnee e aumento dei globuli bianchi. Non è detto che in un neonato compaiano dei sintomi neurologici, possono comparire crisi convulsive ma nella forma più grave e tardiva. Il rigor non lo ritroviamo, si può avere una certa rigidità, ma mai come quella del bambino più grande.

 

Meningi,dura madre,aracnoide,pia madre

 

DA 0 A 6 MESI

I sintomi possono essere:

  1. Vomito e diarrea
  2. Anoressia (non mangiano niente)
  3. La fontanella può essere bombata, pastosa e nei casi gravissimi pulsante, spesso ci può essere una nuca molle
  4. Ipotermia/ipertermia: di solito hanno la febbre oppure possono essere freddi gelati con dei segni di ipotermia

L’ipotermia nel bambino piccolo è molto più grave dell’ipertermia. Un bambino freddo e grigio vuol dire che siamo in uno stadio avanzato della meningite, invece se un bambino ha la febbre, di solito, vuol dire che è reattivo al germe.

L’importante è che in un bambino piccolo da 1 a 2 mesi con la febbre alta, stiamo sempre attenti perché può esserci qualcosa di grave sotto.

  1. Irritabilità: piange, piange e piange con un tono monotono
  2. Possono essere intorpiditi
  3. Rigidità e in alcuni casi possono arrivare alle
  4. Convulsioni, non solo dovute alla febbre, ma anche per il quadro settico

Nei casi più gravi, quando vengono portati in fase avanzata si possono avere delle meningiti fulminanti in cui il bambino può arrivare completamente in opistotono: un ipertono fortissimo.

Deficit dei nervi cranici, nistagmo, strabismo e crisi di apnea e bradicardia (stadio molto avanzato).

Tipicamente la madre dice che il bambino ha cambiato carattere, che ha la testa rigida. In un bambino con la nuca molle, segni di sepsi e una PCR molto alta, molto vomito e ipertermia una puntura lombare va sempre fatta.

BAMBINO < 3 ANNI CON LA FONTANELLA CHIUSA

  1. Rigor nucalis (nel bambino di più di 1 anno): per valutarlo si prende la testa del paziente tra le mani, si attende il rilasciamento del collo e si flette il collo con il mento verso il torace. Provoca resistenza e dolore
  2. Vomito persistente

  3. Compromissione del sensorio (torpidi, irritabili e se li tocchi piangono perché hanno proprio dolore)

BAMBINO > DI 3 ANNI

Comparsa di segni di infiammazione meningo-radicolare:

  1. Segno di Brudzinski (tentativi di flessione passiva del collo seguiti da una flessione del ginocchio)
  2. Posizione a cane di fucile (soggetto rannicchiato su se stesso in decubito laterale, con le cosce flesse sul bacino e le gambe sulle cosce)
  3. Opistotono
  4. Segno di Kernig (a paziente supino si solleva l’arto inferiore con il ginocchio flesso. Quando si raggiunge la posizione verticale si estende la gamba sulla coscia: c’è una limitazione dolorosa).
  5. Vomito a digiuno

  6. Fotofobia

  7. Dermografismo

  8. Esantema maculo papuloso nelle forme meningococciche

Nel neonato e nel bambino piccolo i segni di una meningite possono essere atipici: possono non avere il rigor nucalis, ma si possono avere ipertermia, disturbi dell’alimentazione, torpore, cianosi, crisi di cianosi, crisi di bradicardia ed apnea. Più il bambino è piccolo più i segni sono atipici e di sepsi generalizzata.

I bambini colpiti da una sepsi da meningococco possono andare incontro alla sindrome di Waterhouse – Friderichsen, in cui si ha una sepsi generalizzata, sulla cute si hanno macule e pustole nerastre, che sono emboli settici meningococcici. Queste forme portano il paziente alla morte in 24 ore. L’unica cosa da fare in questi casi è arrivare alla prima embolia e fare dei dosaggi molto alti di penicillina.

TIPOLOGIE DI MENINGITE NEL BAMBINO

Meningiti da Haemophilus influenzae

Compongono da sole il 70 % delle meningiti tra i 6 mesi ed i tre anni, sono frequentemente precedute da un’otite non trattata. La mortalità si è molto ridotta, ma non sono rari i postumi, specie la sordità, anche i deficit visivi e le epilessie. Possono associarsi ad altre localizzazioni del Haemophilus come l’epiglottite, la polmonite, l’artrite settica, la cellulite, la pericardite e l’endocardite.

Terapia

– cefalosporine di III generazione: ceftriaxone e ceftazidime

– Desametazone per ridurre le complicanze

Meningiti da Meningococco

Sono frequenti i portatori sani. Si possono avere in forma di epidemie nei primi mesi dell’anno. Si può avere la forma settica (Sindrome di Waterhouse – Friedrichsen) con la localizzazione in altri organi, caratterizzata da una mortalità elevata.

Terapia

  • Penicillina o Cloramfenicolo

  • Profilassi con Rifampicina

 Meningiti da Pneumococco

Il pneumococco colonizza l’albero respiratorio, oppure può avere altre localizzazioni: ad esempio può dare una otite. Hanno un decorso più grave delle forme meningococciche, con una mortalità del 25-50 %.

Terapia

  • Cloramfenicolo, Vancomicina e Cefalosporine di III generazione

  • Profilassi vaccinale negli immunodepressi

 Meningite tubercolare

Al giorno d’oggi è rara nei paesi industrializzati, è endemica nelle zone dell’Africa. I sintomi sono subdoli, per questo spesso la diagnosi è tardiva.

Fisiopatologia

  • Diffusione ematogena del Mycobatterio

  • Localizzazione nel SNC con lesioni caseose nel cervello e nelle meningi

  • Bacilli ed antigeni invadono lo spazio subaracnoideo con una reazione infiammatoria essudativa alla base

  • Infiltrazione del troncoencefalo con una lesione dei nuclei dei nervi cranici ed infiltrazione del chiasma ottico

Sintomatologia

  • 1° stadio:

Astenia, anoressia, febbricola, turbe del comportamento e cefalea modesta

  • 2° stadio:

Torpore, segni neurologici a focolaio e deficit dei nervi oculomotori

  • 3° stadio:

Stato stuporoso, ipertensione endocranica e segni neurologici gravi: convulsioni, epilessia, atassia ed emiplegia. Possibile coma ed exitus

Diagnosi

  • Anamnesi: processo tubercolare precedente, con infiltrati polmonari, miliare e linfoadenopatia ilare
  • Rachicentesi: > linfociti, >proteine, < glucosio e < cloruri
  • Non significativa l’intradermoreazione alla tubercolina
  • Talora è incerta perché i sintomi sono sfumati
  • TAC e RMN: essudato basilare, edema, infarti ed idrocefalo

Prognosi

La prognosi è incerta, dipende dalla precocità della terapia, si ha una mortalità nel 50 % dei casi. Sono frequenti le sequele psichiche, motorie e sensoriali.

Terapia

  • Prolungata per 18-24 mesi

  • Isoniazide e Rifampicina

  • Etambutolo nei primi sei mesi

 Meningiti linfocitarie

Sono meningiti sierose od a liquor limpido, sono frequenti, talora epidemiche.

Eziologia

  • Virus: coxachievirus, echovirus, poliovirus, morbillo, rosolia, Epstein-Barr, arbovirus, adenovirus, …

  • Spirochete, brucelle, micoplasma e funghi

La sintomatologia meningea può essere evidente, ma anche sfumata.

Nel liquor si ritrova:

  • >> linfociti

  • > proteine

  • >=< glucosio

Talora è in dubbio una forma batterica mascherata da un trattamento antibiotico, nel dubbio si tratta con gli antibiotici.

Sintomi associati

  • angina

  • rash cutaneo

  • parotite

  • artromialgie

  • infezioni delle vie aeree

La prognosi è favorevole: si ha la guarigione in 1-2 settimane.

 Meningiti ricorrenti

Colpiscono solitamente soggetti con:

  • immunodeficienza

  • comunicazioni anomale tra cavità mucosali e spazi liquorali

    • fratture della base cranica, encefalocele, fistole tra orecchio medio e meningi, cisti epidermoide intrarachidea, ecc…

Sono di solito da Pneumococco e da Staphilococco. Per inquadrarle bisogna fare uno studio completo del soggetto sia a livello immunologico, che a livello neuroradiologico.

DIAGNOSI DI MENINGITE NEL BAMBINO

Ecco gli esami che vengono fatti:

  1. Emocromo, VES, PCR e coagulazione

Tutti i test di base devono essere fatti, in più anche le transaminasi, perché in alcune forme di meningite si può avere una forma disseminata, soprattutto se i bambini sono piccoli. La meningite in questo caso è un sintomo di una forma generalizzata. La coagulazione è da controllare perché soprattutto nelle forme da meningococco può essere alterata, con la comparsa di emorragie cutanee e viscerali, c’è un rischio di CID.

  1. Emocoltura

Prima di instaurare la terapia antibiotica sarebbe opportuno trovare il germe e quindi deve essere fatta un’emocoltura, ma non sempre si riesce perché la situazione è drammatica.

  1. Esame chimico-fisico del liquor

Si fa una puntura lombare con l’esame chimico-fisico del liquor. Ci permette di rilevare la composizione in glucosio, proteine e cellule e ci permette di indirizzarci verso una forma batterica o verso una forma virale. Se è batterica il glucosio è molto basso, se è virale no, e se è batterica ci sono molte più cellule (neutrofili). Anche il colore del liquor ci indirizza: nelle virali è limpido, mentre nelle forme batteriche e tubercolari sembra pus. Quindi già dall’esame chimico-fisico del liquor si può capire se è virale o batterica. Ma ci sono anche le forme fungine che un po’ ci fregano sotto questo aspetto. Mentre si fa la rachicentesi si vede già se c’è un’ipertensione endocranica, perché fa venire fuori il liquor ad elevata velocità. Quindi si valutano l’aspetto e il colore, il valore delle proteine, il valore di glucosio, il n° di cellule, dove in particolare nelle forme batteriche abbiamo un’ipoglicorrachia (i valori normali sono 40-60 mg/dl), un’iperproteinorrachia (dove i valori normali sono di 20-50 mg/dl) ed una pleiocitosi neutrofila.

  1. Microscopia del liquor: una quota di tutti i campioni di liquor viene colorata con la colorazione di Gram (o altre colorazioni comparative) e esaminata microscopicamente per ottenere l’identificazione di batteri e cellule infiammatorie nel liquor di pazienti con meningiti batteriche.
  1. Coltura del liquor: per isolare il germe, le piastre si mettono in coltura a 37° C per 72 ore.
  1. Indagine microscopica del liquor: cioè lo striscio. Ad esempio nello Pneumococco e nel Meningococco si possono trovare i cocchi nel liquor e quindi nel giro di mezz’ora sai già come impostare la terapia (per la coltura occorrono 48 ore).

Inoltre lo striscio si può colorare e posso distinguere un cocco da una neisseria.

  1. Antigeni batterici precoci su liquor e sangue (Haemophilus influenzae di tipo B, Pneumococco, Streptococco di gruppo B, Neisseria meningitidis, sierogruppi A, C, Y e W135, Neisseria meningitidis di sierogruppo B ed Escherichia coli K1)

Tra il primo e il secondo anno i più frequenti sono i Pneumococchi od i Meningococchi, si può avere così già l’idea di che terapia impostare a seconda del Gram+ o del Gram-. L’esame chimico-fisico del liquor dice “sì, c’è una meningite”, lo striscio dice se è virale o batterica. La coltura del liquor dà l’isolamento del batterio. Anche gli antigeni possono indirizzare ad una terapia.

 

DIAGNOSI DELLE COMPLICANZE DI MENINGITE NEL BAMBINO

Complicanze delle meningoencefaliti batteriche

  • Inappropriata secrezione di ADH: causa iponatremia, aumenta l’ipertensione endocranica e può dare convulsioni

  • Ventricolite: blocco dell’acquedotto di Silvio e dei fori di Luska

  • Idrocefalo ostruttivo

  • Infarti cerebrali

  • Effusioni subdurali per un aumento della permeabilità dei vasi interni della dura madre

  • Ascessi cerebrali ed empiemi subdurali: > dei fenomeni convulsivi e deficit motori

  • Coagulopatie da consumo con < di piastrine e fibrinogeno ed > PT, PTT e FDP

Sintomi clinici:

  • Persistenza o ricomparsa dei segni di irritazione meningea

  • Convulsioni e tremori

  • Aumento della circonferenza cranica

  • Persistenza di alterazioni liquorali

  • Ecografia cerebrale

  • TAC

  • RMN

TERAPIA DELLA MENINGITE NEL BAMBINO

  • Poliantibioticoterapia

  • Immunoglobuline

  • In caso di ventriculite si fa un drenaggio esterno

  • Eventualmente si ricorre ai farmaci intraventricolari

Linee guida per il trattamento della meningite

Innanzitutto in caso di meningite è necessario prevedere, monitorizzare e correggere le seguenti alterazioni:

  • ipoglicemia

  • ipopotassiemia

  • ipomagnesemia

  • ipocalcemia

  • anemia

  • alterazione della coagulazione (plasma fresco con 10 ml/Kg)

  • aumento della pressione endocranica

IL DESAMETASONE

Attualmente la terapia con il desametasone è molto controversa, ormai non si usa quasi più, se veniva usato si dava cosi: 0.4 mg/Kg/dose ogni 12 ore per 2 giorni. La terapia con gli steroidi serve a ridurre il danno causato dalle citochine proinfammatorie. Si somministra 15 minuti prima della terapia antibiotica, quindi prima della liberazione di componenti batteriche dovuta alla distruzione dei microrganismi che stimolano ulteriorente l’aumento del rilascio di citochine. L’efficacia è dimostrata solo per il Haemophilus influenzae di tipo B, con una riduzione del rischio di reliquati neurologici permanenti. Viene attuata per estensione per tutti. Nel bambino che ha una meningite dobbiamo fare uno stretto monitoraggio clinico, per vedere che non vada incontro a shock o ad un’ipertensione endocranica. Più i bambini sono piccoli, più è frequente che dalla meningite possa partire un quadro settico con tutti i segni di shock, che possono portare ad una situazione irreversibile, fino a perdere il bambino. Quindi va rivalutato ripetutamente il bambino.

LA TERAPIA ANTIBIOTICA EMPIRICA

NEL BAMBINO

Dura dai 10 ai 14 giorni. Come si procede? Prendiamo un bambino con una PCR altissima, una VES mossa e un liquor alterato: è probabilmente di origine batterica, ma non sappiamo quale sia il germe. Il germe dipende dal periodo (vedi l’eziologia per età).

La terapia di base viene fatta con il Rocefin®, che è una cefalosporina di 3°generazione, il Ceftriaxone, viene fatta endovean solitamente in un’unica somministrazione in 24 ore. Ma siccome siamo in fase acuta e bisogna salvare il bambino si fa 80 mg/Kg/dose ogni 12 ore per le prime 3 dosi, poi se la situazione migliora si fa un dosaggio ogni 24 ore (massimo 2 g/die). Il Rocefin è un farmaco che funziona molto bene. Spesso però viene usato in modo improprio: non è un farmaco da usare in una faringotonsillite, perché quando poi ne abbiamo veramente bisogno per una forma sistemica non è che funziona più di tanto. Può essere invece dato in un bambino piccolo che ha una bronchite o una broncopolmonite, ovvero forme infettive di una certa importanza. Il Rocefin, che è attivo contro i Gram-, viene associato ad un farmaco attivo contro i Gram+, ad esempio la Vancomicina endovena alla dose di 10 mg/Kg/dose ogni 6 ore, soprattutto se c’è una sospetta meningite da pneumococco che può essere resistente alle cefalosporine. In conclusione, in presenza di un bambino con una sospetta meningite si fa un’associazione Rocefin + Vancomicina.

In un bambino immunodepresso, siccome il Rocefin è molto forte, conviene partire dal Glazidim® (Ceftazidime) associato a una Aminoglicoside (Gentamicina o Amikacina).

NEL NEONATO

Si fa l’associazione di Ampicillina e Gentamicina (nei casi gravi con la Vancomicina), oppure si può associare l’Ampicillina con Cefotaxime (Zariviz®). Nei grandi prematuri ospedalizzati che hanno una sepsi generalizzata con una meningite da germi anaerobi si procede sempre con il Rocefin® associato a Vancomicina e Metronidazolo (Deflamon®), che è quello che agisce contro i germi resistenti anaerobi.

TERAPIA ANTIBIOTICA PER GERME ED ETA’

NEONATO

1a scelta 2a scelta

Escherichia coli ed

altri Gram-

Cefalosporina III + Aminoglicoside

Imipemen

Streptococchi

Ampicillina +

Aminoglicoside

CAF

Listeria

Ampicillina + CAF

Aminoglicoside

Stafilococchi

Vancomicina + Aminoglicoside

Teicoplanina

 

PROFILASSI DEI CONTATTI

Per la meningite da Haemophilus influenzae si somministra la Rifampicina ogni 24 ore per 4 giorni. La criticità è importante: deve essere fatta una diagnosi, devono essere isolati i pazienti e deve essere fatta la profilassi dei contatti soprattutto per le forme di meningo-encefalite. In caso di sospetta meningite il medico fa una denuncia (via fax) e informa l’Igiene Pubblica telefonicamente. La chemioprofilassi và iniziata, possibilmente, entro le 24 ore dalla segnalazione.

VACCINAZIONE: in presenza di focolai epidemici si raccomanda di vaccinare i contatti stretti dei pazienti con la meningite da meningococco, che hanno ricevuto la profilassi antibiotica, con il vaccino appropriato, una volta che sia disponibile la conferma diagnostica del sierotipo e prima di 4 settimane dall’inizio della malattia. Il paziente sospetto deve essere isolato fino alla diagnosi. L’isolamento è “respiratorio”, pertanto le mascherine sono già di per sè un presidio di barriera per tutti gli operatori sanitari e non sanitari.

CONTATTI AD ALTO RISCHIO

– conviventi

– esposti direttamente alle secrezioni del paziente (condivisione di stoviglie e manovre di rianimazione)

– contatti scolastici (compagni della stessa classe)

CONTATTI A BASSO RISCHIO

– contatto casuale (compagni di scuola)

– contatto indiretto

– personale sanitario non venuto a contatto con le secrezioni del paziente

 

MENINGITE DA MENINGOCOCCO

  • RIFAMPICINA ogni 12 ore per 2 giorni

Bambini < 1 mese 5 mg/Kg/dose

1-12 anni, fino a 30 Kg di peso 10 mg/Kg/dose (massimo 600 mg/die)

> 12 anni, > 30 Kg di peso 600 mg/dose

  • CEFTRIAXONE dose i.m. singola

< 12 anni 125 mg

> 12 anni 250 mg

  • CIPROFLOXACINA dose singola

Bambini fra 5 e 12 anni 250 mg (se c’è l’allergia ad altri antibiotici)

Bambini > 12 anni e adulti 500 mg

MENINGITE DA HAEMOPHILUS INFLUENZAE TIPO B

RIFAMPICINA ogni 24 ore per 4 giorni

Bambini < 1 mese 10 mg/Kg/die – 1-12 anni 20 mg/Kg/die (massimo 600 mg/die) e > 12 anni 600 mg/die

 

MENINGITE DA PNEUMOCOCCO: non è indicata la profilassi dei contatti

 

RICONOSCIMENTO PRECOCE DELLA MENINGITE

È necessario ricercare

  1. il rash maculo-papulare
  1. i segni di meningite: cefalea, febbre, vomito, fotofobia e letargia (cambiano carattere)

I segni neurologici sono le convulsioni, la rigidità nucale e i segni meningei (assenti nel bambino piccolo)

  1. i segni di setticemia: febbre alta, rash, vomito, cefalea, mialgia, dolore addominale, tachicardia, estremità fredde ed un’ipotensione

Riconoscimento precoce in un bambino < 3 anni

  • alterazione della coscienza (più il bimbo è piccolo e più li troviamo torpidi e con un pianto monotonale e si lamentano molto con la stessa modalità)

  • scarso aggancio visivo (la mamma dice “ mi guardava bene prima, adesso è come se non ci fossi”)

  • irritabilità

  • difficoltà di alimentazione

  • vomito

  • febbre (soprattutto in un bambino piccolo è sempre il segno di qualcosa che non va)

  • convulsioni (anche senza febbre)

  • episodi di cianosi/apnea

  • rash purpurico o maculo-papulare

Riconoscimento precoce in un bambino > 3 anni

  • cefalea

  • vomito

  • rigor nucalis

  • opistotono

  • fotofobia

  • rash

  • alterazione della coscienza