Infezione intestinale

Entrando nello specifico, nei diversi tratti dell’apparato digerente vi saranno quindi dei microrganismi responsabili di diverse patologie.

 

AGENTE PATOGENO SEDE PATOLOGIA
Candida

Virus erpetici

Cavo orale

Esofago

Stomatite

Esofagite

Partendo dalla bocca vi sono moltissimi patogeni che possono colonizzare la mucosa, ma dal punto di vista della rilevanza clinica i più importanti sono i virus erpetici (soprattutto il HSV1) e la Candida albicans. La candidosi muco-cutanea (il mughetto nel cavo orale) si può trovare nel neonato, nell’anziano, nel diabetico, nell’immunocompromesso (HIV) e nel portatore di Crohn.


Un carattere di virulenza importante della Candida è la capacità di trasformarsi per transizione dimorfica dal lievito alla muffa. I virus erpetici, soprattutto il HSV1, danno delle lesioni localizzate che colpiscono soprattutto gli individui immunocompromessi.

 

AGENTE PATOGENO SEDE          PATOLOGIA
Helicobacter pylori Stomaco Gastrite cronica

Ulcera gastrica e duodenale

Il Helicobacter pylori è l’unico microrganismo dotato della capacità di sopravvivere nello stomaco, grazie alla sua mobilità, e di neutralizzare l’ambiente acido dello stomaco producendo l’ammoniaca, tramite le ureasi.

 

                   AGENTE PATOGENO SEDE        PATOLOGIA
Escherichia coli enteropatogeniSalmonella,Vibrio e Yersinia

Rotavirus ed altri virus

Giardia intestinalis (o Giardia lamblia – sono sinonimi)

Cryptosporidium ed altri protozoi

Intestino tenue

 

 

 

Enterite o gastroenterite(a seconda che sia coinvolta solo la mucosa intestinale od anche lo stomaco, con sintomatologie diverse)

 

Escherichia coli si ritrova in certe categorie di soggetti (i viaggiatori).

L’intestino tenue è caratterizzato da una peristalsi molto forte, quindi troveremo microrganismi patogeni con un grande potere di adesione. Colonizzano molto bene questo distretto per la presenza di glicoproteine di membrana sull’epitelio intestinale, che fungono da recettori per i virus e che quindi mediano l’assorbimento e l’infezione. I rotavirus sono diffusi soprattutto tra i bambini, mentre il Cryptosporidium è molto diffuso negli immunodepressi.

 

                 AGENTE PATOGENO        SEDE        PATOLOGIA
Shigella, Campylobacter e Clostridium difficile

Escherichia coli enteroemorragici ed enteroinvasivi

Entamoeba histolytica ed altri parassiti

Intestino crasso Colite od enterocolite

Entamoeba histolytica è un patogeno che parte dall’intestino per dare un’infezione sistemica importante. La Shigella dysenteriae non è in grado di colonizzare l’intestino tenue poiché le sue adesine non sono abbastanza potenti, ma invade le cellule intestinali, quindi si ritrova all’interno dell’enterocita. il Clostridium difficile è l’agente eziologico della colite pseudomemebranosa.

Vi possono essere delle infezioni anche delle strutture connesse all’apparato digerente, come la colecisti, le vie biliari ed il pancreas, normalmente sterili. Si avranno quindi:

  • Colangiti e colecistiti (sui dotti biliari e la colecisti): gli aerobi e gli anaerobi per via ascendente possono creare dei focolai di infezione importante, in presenza di calcoli che ostruiscono il coledoco.
  • Pancreatiti: germi come i virus (rosolia, coxsackievirus B, Epstein-Barr, CMV ed herpes simplex), i parassiti (Ascaris lumbricoides e Strongyloides stercolaris) ed i batteri (Micoplasma pneumoniae e Salmonella typhi), sempre per via retrograda, si insediano nell’organo e provocano un’infezione. Tale condizione è più frequente negli immunodepressi.
  • Un altro sito di infezione è il fegato, un sito anatomico importante in cui dalla via ematica (la vena porta), ma anche attraverso un movimento retrogrado dall’intestino, può esserci la colonizzazione da parte di batteri, di virus e protozoi.

 

GASTROENTERITI ed ENTEROCOLITI

Sono sostenute da batteri, virus e parassiti. Queste infezioni possono originare per:

Via ESOGENA

– per ingestione di alimenti contaminati con agenti patogeni o per le loro tossine (ad esempio le carni crude o poco cotte, le uova crude, i frutti di mare crudi e l’acqua)

– per un contagio interumano diretto (convivenza / comunità)

Via ENDOGENA ( più rara)

Soprattutto nei pazienti ospedalizzati, si ha un dismicrobismo, cioè una replicazione abnorme di microrganismi commensali.

E’ in rapporto a

  •  immunodeficienze
  •  antibiotico-terapia protratta nel tempo

SINTOMATOLOGIA INTESTINALE O GASTRO-INTESTINALE: è indipendente dal fatto che l’infezione sia esogena o endogena, si avranno dei sintomi legati a dove il microrganismo si andrà a localizzare ed ai suoi fattori di virulenza. Questi saranno una diarrea, il vomito, dolori addominali, talora la febbre. Le infezioni possono presentarsi inoltre come forme sporadiche o forme epidemiche (vedendo come si manifestano e grazie alla biologia molecolare, che ci permette di identificare i batteri identici, sarà possibile fare un’“epidemiologia molecolare”). I patogeni del tratto digerente che possono avere un significato nel tratto gastro-intestinale dell’uomo sono tutti microrganismi, tranne pochi casi (la Salmonella typhi è uno), che si sono già adattati all’epitelio intestinale, non abbiamo microrganismi ambientali che danno la patologia gastro-enterica.
Quindi abbiamo dei commensali o dei microrganismi già patogeni di roditori, degli animali da compagnia o di animali da allevamento. La sintomatologia intestinale o gastrointestinale è la stessa sia che l’infezione sia endogena che esogena, essa varia comprendendo tutti o solo alcuni di questi sintomi, a seconda del patogeno responsabile e delle condizioni immunitarie / di comorbidità del paziente.

 

Modalità di contagio

L’infezione da parte dei patogeni intestinali è per lo più esogena e segue il circolo oro-fecale, quindi è in rapporto all’ingestione di materiale infetto ed all’eliminazione con le feci di questi elementi ingeriti. Nello studio epidemiologico della distribuzione di una certa patologia legata ad un agente patogeno, o del suo rischio infettivo, dovremo tenere in considerazione se il microrganismo è a circolazione esclusivamente umana oppure se presenta anche dei serbatoi animali ed ambientali che influenzano la possibilità di contagio. Ad esempio la Salmonella typhi è a circolazione esclusivamente interumana, mentre le Salmonelle minori circolano prevalentemente tra gli animali e solo occasionalmente infettano l’uomo. La possibilità di sviluppare una patologia dipende quindi dalla circolazione del microrganismo responsabile. Ricordiamoci che più è allargato il serbatoio, più è facile venire a contatto con questi agenti, quindi è più difficile quando è solo l’uomo che ospita questo microrganismo, perché ci vuole l’uomo infetto che elimina ed infetta altri soggetti. L’infezione endogena di un individuo immunocompromesso rappresenta un caso sporadico, ma possono verificarsi anche vere epidemie (in ospedale, in comunità, …) perché questi agenti eliminati possono esser all’origine di una larga diffusione infettiva.

I patogeni dell’apparato digerente infettano l’ospite soprattutto tramite la via esogena, ed in particolare la via oro-fecale. Quindi questi animali possono rappresentare dei reservoir per i microrganismi che poi sono emessi con le feci.

  • Molti patogeni dell’apparato digerente sono strettamente associati oltre che all’uomo ad altri animali a sangue caldo
  • L’eliminazione con le feci degli agenti infettanti origina il contagio di altri soggetti e mantiene il serbatoio ambientale
  • Solo in casi particolari (ad esempio le parassitosi da Strongyloides od Ancylostoma) la via di penetrazione è diversa: parenterale! Questi parassiti penetrano in ambienti umidi attraverso le microlesioni della cute, passano nel torrente circolatorio e solo secondariamente arrivano all’intestino

 

Questi sono i più importanti patogeni batterici e virali del tratto gastroenterico in rapporto al loro reservoir animale, al cibo contaminato, ed all’acqua contaminata. I ceppi di Escherichia coli hanno un punto interrogativo sotto la colonna di reservoir animale, perché solo alcuni coli hanno un habitat animale, come i coli enteroemorragici, ad esempio. Le Salmonelle sono ospitate da una serie di animali, i Campylobacter nei volatili di allevamento, mentre la Yersinia enterocolitica è ospitata largamente dai suini. Non tutti hanno questo habitat animale: il vibrione del colera no, la Shigella è esclusivamente interumana, mentre il Bacillus cereus ed il Vibrio parahaemolyticus mancano del serbatoio animale. Il cibo contaminato in misura più o meno importante è un veicolo per tutti gli agenti batterici, soprattutto per la Salmonella, il Campylobacter ed il Clostridium perfringens, mentre l’acqua contaminata è importante per il vibrione del colera, per tanti altri agenti rappresenta una via meno importante od inesistente. Per quanto riguarda i virus, i rotavirus sono gli agenti virali più frequenti nelle infezioni intestinali ed hanno un ospite esclusivamente umano, non vengono trasmessi col cibo contaminato, quindi c’è una trasmissione diretta da uomo a uomo.

 

 

 

Termini usati per descrivere le infezioni del tratto gastro-enterico

Gastro-enterite: sindrome caratterizzata da sintomi gastro-enterici, che includono nausea, vomito, diarrea e disagio addominale.

Diarrea: anormale emissione di feci caratterizzata da feci frequenti e/o fluide, di solito è determinata da patologie dell’intestino tenue che comportano un’aumentata perdita di fluidi e di elettroliti, quindi la reidratazione sarà l’accorgimento più importante da prendere.

Dissenteria: è un disordine infiammatorio del tratto gastro-enterico spesso associato alla presenza di sangue e pus nelle feci, ed accompagnato da sintomi quali dolore, febbre e crampi addominali. Di solito deriva dalle patologie dell’intestino crasso.

Entero-colite: infiammazione che coinvolge la mucosa dell’intestino tenue e crasso.

In genere la diarrea più comunemente è associata ad infezioni di patogeni che interessano il tenue, mentre quelli che colonizzano il crasso danno più spesso la dissenteria. L’aspetto macroscopico delle feci può già orientarci sul tipo di microrganismo: un esempio di sintomatologia diarroica è data dal colera (con le feci ad acqua di riso), mentre la dissenteria è una situazione più grave in cui si ha una vera e propria lesione della mucosa intestinale, dovuta alla colonizzazione microbica. Un esempio di gastroenteriti sono quelle date dalle salmonelle minori (perché colonizzano soprattutto l’intestino tenue), il Campylobacter si trova anch’esso nella parte prossimale, mentre l’Escherichia coli può colonizzare, a seconda dei ceppi, l’intestino tenue o l’intestino crasso, ma sarà il microbiologo a dirci quale stipite è presente nelle feci, poiché non riusciamo a distinguere un quadro clinico dall’altro. Il Clostridium difficile classicamente dà la colite perché colonizza la parte più bassa. Diversi microrganismi possono dare delle manifestazioni diverse all’interno del tratto gastroenterico.

 

GASTROENTERITI BATTERICHE

AGENTI

Salmonelle minori

Shigella

Yersinia

Campylobacter

Escherichia coli (ceppi patogeni)

Listeria monocytogenes

 

Clostridium difficile

Vibrio cholerae

 

 

Vibrio parahaemoliticus

Staphylococcus aureus (ceppi enterotossici)

Bacillus cereus

Clostridium perfringens

 

PATOLOGIE

gastroenterite

dissenteria

enterocolite

enterocolite

enterite od enterocolite

gastroenterite

 

colite pseudomembranosa

colera

 

tossinfezione alimentare

 

“           “

“         “

“         “

 

Nei paesi in via di sviluppo le infezioni intestinali hanno una maggiore importanza, una maggiore gravità ed incidenza di morte, di conseguenza anche gli agenti che ritroviamo all’origine di un’infezione in questi paesi hanno una importanza diversa, in rapporto a quelle che sono le condizioni alimentari o socioeconomiche rispetto ai paesi industrializzati. Nei paesi in via di sviluppo troviamo che le percentuali sono circa equivalenti tra microrganismi patogeni molto diversi: gli agenti più importanti sono i rotavirus e gli ETEC (gli Escherichia coli enterotossici), mentre gli EPEC (gli Escherichia coli enteropatogeni) costituiscono il 2,5 % (bisogna ricordarsi queste sigle). Questo perché in questi paesi le condizioni socio-sanitarie sono più scadenti (quindi è più facile che gli ambienti ed i cibi siano contaminati), il numero di portatori è più elevato e gli individui sono anche più suscettibili per la presenza di altri fattori concomitanti (ad esempio la malnutrizione). Ecco allora che viene coinvolta un po’ tutta la rosa di potenziali agenti enteropatogeni, come i fattori eziologici di patologie importanti.

AGENTI DI INFEZIONE INTESTINALE NEI PAESI INDUSTRIALIZZATI

  • I più frequenti sono gli agenti presenti in alimenti (carne o uova) e questo in rapporto al nostro tipo di alimentazione, in ordine decrescente sono: 1° Salmonelle 2° Campylobacter (tenendo presente che la salmonella è decisamente l’agente più frequente, 10 volte più frequente del Campylobacter) 3° Escherichia coli enteropatogeni 4° Yersinia
  • Più rari sono gli agenti a circolazione esclusivamente interumana, come la Shigella e l’Entamoeba histolytica (protozoo)
  • Frequenti sono gli agenti virali, in particolare i rotavirus, seguiti dagli adenovirus. I rotavirus sono virus nudi che resistono bene all’acidità dello stomaco e possono essere trasmessi facilmente da un individuo all’altro

 

 

ESCHERICHIA COLI

L’Escherichia coli è il nostro più frequente commensale a livello intestinale, ma qui parliamo di quei pochi ceppi che non ospitiamo, ovvero dei ceppi ETEC (enterotossico) ed EHEC (enteroemorragico), questi sono molto importanti per quanto riguarda i focolai di epidemie più o meno grandi di infezioni a trasmissione oro-fecale.

  1. I ceppi enterotossigeni (ETEC) sono i maggiori responsabili di un quadro gastroenteritico detto DIARREA DEL VIAGGIATORE, poiché viene contratto principalmente nei caldi paesi tropicali (Africa, centro-America, …). Sono microrganismi che non invadono, quindi non saranno mai responsabili di patologie sistemiche, ma sono in grado di produrre 2 tossine (le tossine A e B) che agiscono, talvolta, anche in modo sinergico, alterando la funzionalità dell’enterocita. La diagnosi si farà solamente tramite la ricerca del microrganismo nelle feci (e non nel sangue)
  2. I ceppi enteroemorragici (EHEC) sono i responsabili di una patologia molto importante a trasmissione sempre oro-fecale di tipo gastro-enterico, ma con possibili complicazioni gravi a livello cerebrale e renale soprattutto, se non viene trattata adeguatamente può avere un esito infausto. Questa patologia è legata alla proliferazione locale del microrganismo (che non va in circolo), ma anche alla produzione di una tossina detta “Shiga-like Toxin” (perché è simile alla tossina prodotta dalla Shigella dysenteriae) o “Verotossina”. Questa tossina (prodotta dal ceppo O157, il più aggressivo) ha la capacità non solo di agire a livello enterico, ma anche di attraversare la mucosa, diffondere in circolo e di agire a livello degli endoteli vasali, soprattutto del rene (per cui l’individuo può andare incontro ad un’insufficienza renale) e del sistema nervoso centrale, provocando delle sindromi neurologiche importanti, che possono portare ad uno stato confusionale, alla perdita dell’equilibrio e della memoria. Il microrganismo quindi rimane localizzato a livello della mucosa enterica, ma la tossina è in grado di diffondere e di danneggiare gli endoteli vasali, provocando tutte le altre manifestazioni.

La tossina Shiga-like agisce inibendo la sintesi proteica, quindi porta a morte la cellula bersaglio (endoteliale ed enterica). Questa tossina, codificata dal fago, blocca la sintesi proteica perché compie un’attività N-glicosidasica (stacca l’adenina dal 28S, bloccando il legame fra il tRNA ed il ribosoma). Nella molecola è compresa la cosiddetta “isola di patogenicità” o “regione LEE” (Locus of Enterocyte Efficacement), riscontrata in molti microrganismi intestinali, ma anche in alcuni patogeni del rinofaringe, e dimostrata con il sequenziamento dell’intero genoma dei microrganismi. Questa regione costituisce una zona del cromosoma batterico nella quale si raccolgono, gli uni accanto agli altri, organizzati in cluster, i geni che codificano per una serie di tratti di virulenza responsabili del danno tissutale. Questi geni, essendo tutti vicini, si trovano tutti sotto lo stesso controllo, quindi il microrganismo è in grado di gestire questi elementi di virulenza in modo sincrono. Questa modalità di gestire il proprio potere patogeno ha rappresentato un carattere vantaggioso nella selezione naturale dei microrganismo, e può anche essere trasmessa da un microrganismo all’altro, poiché i cluster possono rientrare nei plasmidi e da qui essere trasferiti ad un altro patogeno. Nel caso di Escherichia coli la regione LEE codifica per i fattori responsabili l’alterazione della trasduzione del segnale e della modificazione del citoscheletro della cellula-bersaglio infettata.

 

BATTERI ENTEROTOSSIGENI NEGLI ALIMENTI

  • contaminazione di alimenti
  • conservazione a temperature non idonee
  • moltiplicazione batterica e produzione della tossina
  • la tossina ingerita supera la barriera gastrica
  • manifestazioni (vomito, nausea e diarrea) legate all’ingestione di cibi o bevande contaminate (ci sono forme più o meno gravi)

Staphylococcus aureus – contaminazione umana di alimenti ricchi di grassi

(crema, maionese, panna e salse) da parte di ceppi produttori di enterotossine A ed E

Vibrio parahaemolyticus

contaminazione ambientale di crostacei e pesci

Bacillus cereus

spore ambientali in creme e riso

Clostridium perfringens

tipo A diarrea acquosa (frequente)

tipo C enterite necrotizzante (rara e grave)

 

CLOSTRIDIUM DIFFICILE

È un patogeno di recente identificazione: fino a 20 anni fa i quadri da esso provocati erano considerati come reazioni allergiche ai farmaci. La colite pseudomembranosa è una patologia gastroenterica la cui sintomatologia è molto violenta ed è caratterizzata dalla presenza nelle feci di sangue, muco, leucociti e brandelli di mucosa intestinale che si sfaldano dall’epitelio. Se non viene efficacemente e rapidamente contrastata può essere anche fatale, soprattutto nei bambini e negli anziani. Si tratta di un’infezione endogena poiché il Clostridium difficile è riscontrato in moltissimi casi come commensale del nostro intestino, ed è conseguente soprattutto a terapie antibiotiche protratte (oppure ad interventi di chirurgia addominale), che provocano profonde alterazioni della flora microbica, consentendo a questo ceppo di anaerobi di moltiplicarsi abnormemente (si parla quindi di virulentazione del microrganismo commensale). È quindi una patologia di frequente riscontro negli ospedali. La moltiplicazione abnorme comporta anche la produzione di 2 tossine proteiche citotossiche, che indichiamo con A e B, che determinano le lesioni ulcerative della mucosa. I responsabili sono soprattutto i trattamenti con la clindamicina, la lincomicina ed i β-lattamici ad ampio spettro, ma anche gli interventi chirurgici hanno il loro ruolo.
La diagnosi di colite pseudomembranosa da Clostridium difficile si fa tramite l’isolamento della specie microbica dalle feci e la verifica della capacità di produrre le tossine (poiché non tutti i ceppi sono produttori di queste). L’infezione origina come endogena (c’è una trasmissione nosocomiale diretta) ma, a livello ospedaliero, in alcuni reparti a rischio con gli individui particolarmente suscettibili, può diventare esogena, poiché si tratta di organismi molto resistenti che essendo sporigeni possono appunto dare luogo a spore, le quali permangono nell’ambiente esterno, e diventare una fonte di infezione per altri pazienti (si parla di una trasmissione nosocomiale indiretta).

 

BATTERI TOSSIGENI ed INVASIVI

Questi batteri mettono in opera sia la loro invasività (provocando delle lesioni della mucosa), che la loro eventuale produzione di tossine. Questi batteri provocano un riscontro di feci ematiche. Le tre specie Campylobacter jejuni, Shigella dysenteriae e Yersinia enterocolitica rappresentano gli enteroinvasivi che più frequentemente troviamo nei nostri ospedali.

  1. Campylobacter jejuni – ENTEROCOLITE

È un microrganismo ospitato soprattutto dal pollame, quindi è il consumo della carne di pollo poco cotta che determina l’infezione. Non è un produttore di tossine ma ha la capacità di invadere molto efficacemente gli enterociti, perché è dotato di un meccanismo che facilita la sua internalizzazione. Si tratta di un parassita intracellulare facoltativo, che una volta penetrato nell’enterocita si replica in maniera così importante da provocare poi la morte della cellula. Inoltre alcune persone con un’enterocolite da Campylobacter possono sviluppare un’importante sindrome neurologica detta sindrome di Guillain-Barrè, provocata, si pensa, da un mimetismo molecolare tra gli antigeni del Campylobacter e gli antigeni sulla cellula nervosa (quindi da una reazione autoimmune che provoca un danno neuronale).

  1. Shigella dysenteriae – DISSENTERIA BACILLARE

È un microrganismo a circolazione esclusivamente interumana, quindi l’infezione si acquisisce solo per un contatto diretto con un soggetto infetto: non esistono dei serbatoi animali od ambientali. È il produttore di una tossina proteica detta tossina di Shiga (o Verotossina), del tutto simile come meccanismi d’azione a quella del Escherichia coli O157.

  1. Yersinia enterocolitica – ENTEROCOLITE e MESENTERITE

(sindrome della fossa iliaca destra)

È l’agente eziologico di una patologia che spesso si conclude con un’appendicectomia. In piccole quantità è un commensale dell’intestino, ma talvolta può andare incontro ad una moltiplicazione eccessiva, provocando la patologia. Il potere patogeno di questo microrganismo è legato quindi alla sua carica microbica, ma anche alla capacità di produrre una tossina (per solo alcuni sierotipi). Solo in alcuni soggetti, che hanno un sistema di istocompatibilità HLA-B27, l’enterocolite da Yersinia può evolvere con una poliartrite post-infettiva. L’associazione con il particolare aplotipo HLA suggerisce che ciò possa essere dato da un’alterata presentazione degli antigeni batterici da parte dell’ospite. La Yersinia enterocolitica ha ospiti animali ed una disseminazione nell’ambiente, ed oltre a dare un’enterocolite dà anche una mesenterite, con una localizzazione nella fossa iliaca destra, che provoca un quadro di pseudoappendicite, che a volte porta ad un errato intervento chirurgico.

 

BATTERI ENTEROPATOGENI ed INVASIVI

  1. Salmonelle minori                  

Salmonella,tifo,batteri,infezione intestinaleSono frequentissime nei nostri ambienti, tanto che sono la causa più frequente di gastro-enterite nei paesi industrializzati. Essa è generalmente di modesta gravità (tranne che nei soggetti anziani, defedati, immunocompromessi o nella prima infanzia). I serbatoi naturali della salmonelle minori sono vari e le fonti di contagio più frequenti sono variate nel corso degli anni: a volte il pollame, a volte la carne di maiale, a volte le uova. Ultimamente sono soprattutto le uova che determinano contagio. Esse non sono produttrici di particolari tossine, salvo avere quel lipopolisaccaride di superficie, ossia il lipide A (che hanno tutti questi batteri Gram negativi). Fino a qualche anno fa erano soprattutto gli alimenti carnei che le trasmettevano, perché hanno un largo reservoir animale, invece oggi sono le uova che comportano una maggiore probabilità di infezione da salmonella e danno sia le forme sporadiche che epidemiche. Sono proprio i roditori che contaminano il mangime delle galline, che poi contamina le uova: fino ad alcuni anni fa si erano trovate le uova contaminate solo all’esterno del guscio, poi è arrivata la Salmonella enteritidis che riesce a passare dentro e si mantiene all’interno dell’uovo.

 

  1. Listeria monocytogenes          

È un gram positivo, aerobio-anaerobio facoltativo, ed è un baciletto pleiomorfo. E’ sprovvisto di capsula, è asporigeno e mobile per la presenza di flagelli polari. E’ fortemente invasivo. Lo troviamo quasi esclusivamente dentro le cellule dell’ospite, negli epiteli, negli endoteli, nei macrofagi e nelle cellule del fegato. Questa capacità gli conferisce 2 vantaggi: 1) una volta che ha colonizzato un individuo facilmente si dispone in un habitat protetto che è il citoplasma, riuscendo ad uscire anche dal vacuolo di fagocitosi dei macrofagi. Ciò gli permette di non essere a contatto con le specie reattive dell’ossigeno, con molecole ad attività antimicrobiche o quant’altro 2) non ha esigenze particolari e cresce bene anche a basse temperature (4° C), e riesce a contagiare quindi gli alimenti come le carni od i formaggi anche all’interno di un frigorifero. Per questo motivo la Listeria è particolarmente temibile. Proprio perchè è molto invasiva è un microrganismo che facilmente attraversa la placenta. Ci sono dei casi per fortuna abbastanza rari, però estremamente seri, di infezioni da Listeria che può essere acquisita in gravidanza e che può diventare importantissima per il nascituro, non tanto per la madre. Può essere la causa di un aborto, oppure la causa di malformazioni. I tessuti che di più vengono danneggiati sono l’occhio, il sistema nervoso, l’orecchio, ecc… . Contro òa Lysteria non c’è nessuna particolare campagna ed attenzione, solo l’attenzione all’astensione od al ridurre per quanto possibile il contagio tramite l’ingestione di cibi non cotti o che possono essere stati contagiati. Nell’immunodepresso arriva al sistema nervoso centrale, provocando un quadro di MENINGITE e MENINGO-ENCEFALITE. Da alcuni anni dà delle epidemie di gastroenterite anche in soggetti immunocompetenti, dovute ad alte cariche del microrganismo negli alimenti contaminati.

  

ENTERITI VIRALI

Nei paesi in via di sviluppo sono la prima causa di patologie gastro-enteriche.

 

  1. Rotavirus (30-60 % di tutte le diarree acute nel bambino)
  2. Adenovirus (5-10 %)
  3. Astrovirus
  4. Coronavirus
  5. Calicivirus (ad esempio il Norwalk virus)

 

ENTERITI FUNGINE

I miceti sono responsabili di forme rare ma molto importanti. Sono tutti tipici opportunisti, e quindi associati ad un’immunodepressione. Si tratta quindi di complicazioni secondarie ad altre patologie.

 MICETE                               PATOLOGIA DI BASE               CARATTERI

Candida albicans                   malattia tumorale                         ulcerazioni e pseudomembrane

Aspergillus spp.                     immunocompromissione             ulcerazioni

Histoplasma capsulatum       immunocompromissione           ulcerazioni e masse intestinali

Rhizopus spp.                         estrema malnutrizione

 

ENTEROCOLITI DA PROTOZOI ed ELMINTI

 PROTOZOI

 

AGENTE  OSPITE  PATOLOGIA 
Entamoeba histolytica

Giardia lamblia

 

 

Cryptosporidium parvum

 

uomo

uomo

animali

 

uomo

animali

 

– dissenteria amebica- amebiasi extraintestinale

– diarrea acquosa

– malassorbimento

– diarrea acquosa negli immunodepressi

 

 

 

 

La Giardia lamblia si ritrova nel tenue, come il Cryptosporidium parvum (emerso negli anni 90 con l’infezione da HIV), mentre nel crasso il patogeno più importante è l’Entamoeba histolytica, che dà delle manifestazioni più gravi. La Giardia lamblia è il protozoo più diffuso nelle nostre zone, e, a differenza dell’Entamoeba histolytica, che troviamo solo nell’uomo, ha un serbatoio molto più allargato perché si trova anche negli animali. Provoca una diarrea di tipo acquoso negli adulti immunocompetenti od immunodepressi, ma anche nei bambini piccoli, nei quali dà un quadro di malassorbimento perché si localizza nel duodeno ed impedisce il corretto assorbimento degli alimenti, infatti quando un bambino piccolo non cresce di peso, il pediatra cerca la lamblia, perché si sa che è uno degli agenti che può comportare questa conseguenza e talvolta si fa il sondaggio duodenale e si cerca questo protozoo nel succo duodenale.

ELMINTI

Si parla di Enterobious vermicularis, Ascaris lumbricoides, Trichuris trichiura e di Taenia solium e saginata: c’è una via di penetrazione orale. Lo Strongyloides stercoralis e l’Ancylostoma duodenalis hanno invece una via di penetrazione transcutanea. L’Enterobius vermicularis è il verme più diffuso nelle nostre zone, segue la Taenia. Gli altri sono tipici delle zone equatoriali.

 

DIAGNOSTICA DELLE INFEZIONI INTESTINALI

In base al tipo di microrganismo che sospettiamo sia il responsabile dell’infezione, preleveremo particolari campioni biologici per la diagnosi eziologica.

Batteri e/o miceti

  • Nella bile (colangite e colecistiti non ostruttive)
  • Nelle feci (enteriti e gastro-enteriti)
  • Nel fluido peritoneale od in materiali purulenti (peritoniti ed interventi chirurgici per gli ascessi)
  • In campioni bioptici (mucosa gastrica)
  • Nel sangue (emocoltura)

Virus

  • Nelle feci (enteriti e gastro-enteriti)
  • Nel sangue

Parassiti

  • Nelle feci (proglottidi, uova o larve)
  • In campioni bioptici

 

DIAGNOSI MICROBIOLOGICA A LIVELLO DELLE FECI

1)         Esame batteriologico colturale (coprocoltura)

– ricerche comuni su terreni selettivi:

Salmonella, Shigella, Yersinia e Campylobacter

– talora gli Escherichia coli patogeni e la Listeria monocytogenes

– ricerche particolari: Vibrio cholerae

si parla generalmente di isolamento, identificazione, antibiogramma e di tipizzazione sierologica

2)         Esame virologico

Ci sono vari metodi, soprattutto immunologici, per i rotavirus, gli adenovirus, ecc…

3)         Esame parassitologico

Con il microscopico a fresco o previa colorazione

4)         Esame micologico colturale

Ci sono terreni specifici per la Candida o l’Aspergillus

 

Esame virologico

Per quanto riguarda l’esame virologico, ci sono tanti metodi:

  • La FLUORESCENZA
  • Il TEST IMMUNOCROMATOGRAFICO, in cui si ricerca direttamente l’antigene virale nelle feci, questi sono particolarmente utili per il riconoscimento di Rotavirus ed Adenovirus, poiché questi si trovano in grande quantità nelle feci
  • I test immunocromatografici sono molto rapidi e consistono in cartoncini con anticorpi specifici diretti contro tutti i Rotavirus e gli Adenovirus, si aggiunge poi una goccia di sospensione fecale e, se ci sono gli antigeni virali, si legano con gli anticorpi presenti sul supporto di cellulosa e compare una banda colorata, una reazione cromatografica, che dà la positività
  • Il TEST IMMUNOENZIMATICO, in cui si vanno a combinare, in un sistema già preparato, il campione di feci con gli anticorpi già fissati su un supporto solido: se c’è la complementarietà ci sarà la comparsa di una banda che ci conferma la presenza dell’Ag
  • La PCR, anch’essa molto efficace per la diagnostica, consiste nell’estrazione del DNA virale e nella sua amplificazione tramite dei primers che riconoscono le sequenze specifiche di quel virus che stiamo cercando

 

Esame parassitologico

L’esame parassitologico più importante è l’ESAME MICROSCOPICO del campione di feci (generalmente si accompagna alla coprocoltura), per la ricerca di:

  • Forme cistiche e forme vegetative di protozoi
  • Larve microscopiche e / o uova di elminti

L’esame al microscopio si può effettuare:

▪ a fresco (per l’eventuale mobilità di trofozoiti o larve)

▪ dopo la fissazione e la centrifugazione (in arricchimento)

▪ dopo colorazioni specifiche permanenti

(Giemsa, Ziehl-Neelsen, ecc…)

Bisogna ricordarsi che se si richiede l’esame parassitologico, il campione di feci deve essere fresco, perché il tempo comporta la lisi dei parassiti, che sono estremamente labili, soprattutto i protozoi, altrimenti bisogna utilizzare il liquido fissativo, una sorta di formalina che mantiene il tutto inalterato.

Ascesso epatico,fegatoOltre alle feci (fresche od in liquido fissativo), ci sono anche altri liquidi biologici che possono essere usati come campioni:

  • il succo duodenale per la Giardia intestinalis
  • l’essudato da ulcere od il materiale aspirato da un ascesso epatico, se si sospetta un’Entamoeba histolytica

 

Risulta importante anche l’ESAME MACROSCOPICO del campione di feci (i vermi adulti e le proglottidi di Taenia sono visibili ad occhio nudo)

 

Per la diagnosi di Enterobius vermicularis (gli ossiuri) c’è la tecnica dello SCOTCH TEST: le femmine di questi vermetti, infatti, escono di notte a deporre le uova sulle pliche anali, quindi applicando un pezzo di scotch sulle pliche anali si possono prelevare e poi vedere al microscopio le uova riposte. La diagnosi si può talvolta effettuare anche ad occhio nudo, osservando attentamente le feci, che possono contenere questi vermetti bianchi di 0,5-0,6 cm. Questa è una parassitosi molto diffusa anche nelle nostre zone (colpiscono prevalentemente i bambini) e molto infettiva, per cui è molto importante la diagnosi precoce.