Macule, papule, vescicole e pustole

Il colore della pelle non è uniforme e può subire delle modificazioni a fronte di condizioni di malattia: si possono avere delle lesioni cutanee che causano una variazione di colore sia per alterazioni superficiali che per alterazioni più profonde.

La più frequente condizione di alterazione di colore della pelle è rappresentata dall’arrossamento cutaneo (o eritema).
È importante stabilire innanzitutto il tipo di arrossamento: può essere un rosso-morbido, tendente al rosa, oppure un rosso-cupo (come quello che si riscontra nel Sarcoma di Kaposi). Una volta valutato il tipo di rossore, bisogna stabilire se esso è legato a:

– vasodilatazione

– infiltrato infiammatorio cutaneo

– proliferazione vasale, quindi neoangiogenesi

Per capire se l’arrossamento deriva da una vasodilatazione, da un infiltrato o da una neoangiogenesi basta eseguire una vitropressione: si prende un vetrino portaoggetti, lo si appoggia sulla pelle del paziente e, se l’eritema scompare completamente in seguito a questa manovra, significa che il fenomeno dell’arrossamento è dovuto solamente a una vasodilatazione, se invece l’eritema non scompare significa che esso è sostenuto da un infiltrato infiammatorio o da una neoangiogenesi.

Esempi:

  • angioma congenito in un lattante, che interessa soltanto un emisoma → ”angioma” significa neoangiogenesi, quindi per quanto con la vitropressione l’eritema si attenui, rimane comunque un arrossamento importante
  • tossidermia (affezione da farmaci) in una bambina, che colpisce simmetricamente il suo corpo → c’è una piccola componente purpurica, ossia si ha lo stravaso di eritrociti nel derma, di conseguenza, anche applicando la vitropressione il colorito rosso vivo tipico della porpora rimane
  • eritrodermia (arrossamento diffuso a tutta la cute: molte malattie, che nascono in modo localizzato, tendono a diffondere dando luogo a questo quadro) → di fronte a una vitropressione essa tende a comparire completamente
  • macula eritematosa (lesione elementare della cute che si ha quando una zona circoscritta è arrossata, ma non infiltrata) → la sifilide secondaria, nella sua forma iniziale, si presenta con un aspetto maculare, che alla vitropressione scompare. Il colore della lesione può andare dal rosso congesto, al rosso pallido, al rosa: nel caso della sifilide secondaria si parla anche di roseola sifilitica, in cui l’eritema ha un colore rosastro e presenta delle squame di superficie

 

Altre patologie connesse ai cambiamenti del colore della pelle

Nevo di Becker: è un nevo acquisito, si presenta come una macula marrone, più o meno scura, accompagnata da ipertricosi. Questo è un caso di iperpigmentazione della cute.

Leucodermia: è un’ipopigmentazione, si presenta con macchie bianche a limiti molto netti rispetto alla cute sana. Esistono differenti tipi di leucodermia, in particolare, ricordiamo:

  • albinismo: è un difetto genetico tale per cui la pelle rimane bianca per tutta la vita
  • vitiligine: è una leucodermia acquisita, può ingrandirsi in seguito alla sua comparsa o restare di dimensioni invariate, poi non torna più del colore originale della pelle. Esistono diverse forme di vitiligine: in particolare, a seconda che questa sia simmetrica o asimmetrica la prognosi sarà differente
  • leucodermia post-infiammatoria: si forma in genere a livello di quella che era un’area precedentemente arrossata. Dopo un po’ di tempo scompare. In questo caso però i bordi della lesione non sono così netti, come appaiono invece nella vitiligine

Questi fenomeni interessano soltanto l’epidermide e rientrano sotto il capitolo delle MACULE. Sono lesioni che si vedono, ma non si palpano.

 

PAPULE

Sono lesioni che si vedono e che si possono palpare, in quanto presentano un certo ispessimento della cute. In genere sono di piccole dimensioni, vanno da frazioni di millimetro a pochi millimetri (al massimo di 5 mm). Possono essere dovute a:

  • proliferazione epidermica
  • infiltrato infiammatorio del derma: l’epidermide in questo caso mantiene uno spessore normale
  • combinazione di proliferazione epidermica e infiltrato dermico

 

Papule da immunodepressione (verruche piane)

Si riscontrano spesso papule, piccole e numerose, nei soggetti trapiantati d’organo: i trapiantati vengono sottoposti a terapie immunosoppressive, per evitare il rigetto d’organo, per cui vanno incontro a molte infezioni, di varia natura. Le lesioni di questo tipo sono piccole, palpabili, presentano in genere il colorito della cute normale, oppure possono apparire bianche o rosate. Sono dovute ad un’iperproliferazione dell’epidermide, indotta dal microrganismo infettante.

Istologicamente queste lesioni sono caratterizzate dal quadro della coilocitosi: la cute è apparentemente normale (anche se risulta ipertrofica), si distinguono bene lo strato basale, lo strato spinoso, lo strato granuloso e lo strato corneo, ma a livello degli strati più superficiali le cellule presentano un citoplasma vacuolizzato e un nucleo ipercromico disposto in periferia. Le vacuolizzazioni sono tipiche delle virosi, in particolare si riscontra il quadro della coilocitosi in tutte le virosi da Papilloma virus, sia quando l’infezione interessa la cute, sia quando interessa le mucose (il citologo, analizzando un campione di cellule per il PAP test, può indicare la presenza di coilociti: in tal caso è possibile diagnosticare la presenza di un’infezione da Papilloma virus. La biologia molecolare consente poi di individuare anche la specie di appartenenza del virus).

 

Malattia di Liken-Ruber-Planus

Si manifesta con lesioni papulose simmetriche, di colore violaceo, che possono essere piccole, grandi o confluenti in placche. È una patologia dermatologica che può spesso sottintendere malattie di tipo internistico: ad esempio, in una sua variante è frequentemente associata a un’epatite cronica attiva.
Istologicamente la papula del Liken si presenta con un’epidermide iperplasica e, soprattutto, con un importante infiltrato infiammatorio dermico.

Sifiloderma papuloso

È tipico della sifilide secondaria in una fase più avanzata: si riscontrano, ad esempio sulla pianta del piede, delle lesioni papulose a forma di lenticchia, ben definite, con un orletto periferico biancastro dovuto ad un’ipercheratosi, detto “orletto di Biet”.
Istologicamente si riscontra un infiltrato infiammatorio a livello del derma, in particolare si ha un quadro di vasculite. Perciò questa papula è esclusivamente dermica.

Sempre nel contesto della sifilide secondaria si possono trovare a livello del tronco papule molto numerose, di un colorito rosso-rameico, frutto di una vasculite, tipica appunto della sifilide secondaria.

 

Orticaria

La lesione si presenta in questo caso come un ponfo. Istologicamente si può osservare, in una prima fase, un edema nel derma alto e un piccolo infiltrato infiammatorio perivascolare.

 

VESCICOLE

Sono, per quanto riguarda le dimensioni, equivalenti alle papule, quindi piuttosto piccole: si tratta di lesioni che contengono liquido e che hanno sede intraepidermica.

Le vescicole sono essenzialmente di 2 tipi:

  • vescicole eczematose: compaiono nel corso di processi quali dermatiti ed eczema. Sono vescicole ad aspetto spugnoso, dette per questo anche spongiotiche, di dimensioni piuttosto piccole e contenenti liquido. Sono prettamente intraepidermiche: possono poi allargarsi a formare delle bolle
  • vescicole erpetiche: causate dal Herpes virus, sono caratterizzate dalla multiloculizzazione. Istologicamente si individuano dei cheratinociti alterati in maniera caratteristica, con un nucleo ipocromico ed un citoplasma fortemente colorato, tipica manifestazione dell’infezione da Herpes virus

 

PUSTOLE

Sono a sede intraepidermica e sono rappresentate da polimorfonucleati che vanno incontro ad una degenerazione. Possono avere una origine microbica o meno (le pustole sono quasi sempre lesioni secondarie, raramente sono primitive).

Le lesioni sono di piccola taglia, hanno colore giallastro, di tipo purulento: in una fase primaria sono generalmente isolate, periferiche, mentre in una fase secondaria tendono ad agglomerarsi. Possono avere anche una sede più profonda: ad esempio, la pustola della lesione acneica ha una sede follicolare.

Psoriasi pustolosa: in questo caso la lesione è amicrobica