Mastite al seno

INDICE

La mastite è un’infiammazione della mammella che solitamente è causata da un’infezione.
Può capitare a qualsiasi donna, anche se è più frequente durante i primi 6 mesi dell’allattamento.
Per questo motivo la mastite è spesso una malattia giovanile.
Può causare molta stanchezza ad una neo mamma.

Se si aggiunge la malattia al dovere di prendersi

cura di un neonato, molte donne smettono del tutto l’allattamento al seno, ma è possibile continuare ad allattare.
Di solito, l’allattamento al seno aiuta a guarire l’infezione e il latte materno non fa male al bambino.
La mastite è generalmente monolaterale, ma in rari casi può essere bilaterale.
La mastite nelle donne che non allattano al seno è più frequente post-menopausa.
La mastite è una patologia molto rara nell’uomo


 

Tipi di mastite

Mastite acuta

Generalmente, è caratterizzata da un arrossamento, calore, dolore, durezza o gonfiore; si possono verificare febbre, inappetenza e minore produzione di latte.

Ci sono cinque tipi di mastite acuta:

  • Infiammatoria: accompagnata da irrequietezza. In questa fase non c’è nessuna infezione, quindi poche o nessuna zona gonfia per l’accumulo di latte. La terapia dovrebbe iniziare in questa fase per evitare complicazioni.
  • Di origine traumatica: dopo una caduta, colpo, shock nervoso o un parto difficile.
  • Infettiva: si inizia a produrre il pus, si formano delle zone gonfie per l’accumulo di latte e avvallamenti.
    Infezione da E-coli: il latte diventa giallo, quindi acquoso e può contenere del sangue. Bisogna agire in fretta.
  • Mastite estiva: trasportata dalle mosche, si contrae nei pressi dei boschi durante la stagione umida. Essa colpisce principalmente gli animali che non stanno allattando. Inizia sempre in modo molto brusco e interessa diverse aree. Come nella mastite causata dell’infezione di E. coli, il latte è giallo e acquoso.
  • Nelle mammelle si formano degli ascessi cronici. La secrezione degli ascessi è infetta, densa come il formaggio e ha un odore sgradevole. La fibrosi si forma molto lentamente.


 

Classificazione della mastite in base alla causa

  • Mastite neonatale: è un termine generico che indica una malattia del seno del neonato, come l’ipertrofia, l’ingorgo mammario, le perdite o l’infiammazione, con o senza suppurazione.
  • Mastite puberale.
  • Mastite puerperale: è una forma di mastite che si verifica dopo il parto.
  • Mastite linfocitaria: è un nodulo fibroso in cui è presente una concentrazione alta di linfociti all’interno e intorno ai lobuli, dotti e vasi sanguigni. Si tratta di una patologia che colpisce le donne affette da diabete mellito.
  • Mastite di stagnazione/seno incrostato: è un ingorgo locale che interessa uno o più lobuli della mammella e forma un nodulo doloroso nell’organo; si verifica durante i primi quattro mesi dell’allattamento a causa di infezioni da ragadi o abrasioni.


 

Classificazione in base al meccanismo di formazione della mastite

  • Mastite pantagruelica: è un ingrossamento patologico del seno che diventa enorme.
  • Mastite interstiziale: è un’infiammazione dello stroma della ghiandola mammaria.
  • Mastite parenchimatosa o ghiandolare: è un’infiammazione del tessuto secernente della ghiandola mammaria.
  • Mastite suppurativa: è un’infezione piogenica del seno
  • Mastite flemmonosa: è un’infiammazione del seno che porta alla formazione di un ascesso mammario, spesso è causata dallo Stafilococco aureo.

Sintomi e segni: mastodinia/mastalgia (dolore al seno) alla palpazione, febbre e leucocitosi.
Terapia: consiste nella sospensione dell’allattamento al seno per pochi giorni.

 

Mastite sub-acuta

La mastite sub-acuta è caratterizzata dalla persistenza di noduli, seno gonfio e talvolta riduzione della produzione di latte.
Può essere di due tipi:

  1. Infettiva. È la continuazione o convalescenza di una mastite acuta. La terapia raccomandata in questa fase ha due scopi: uno curativo, per liberare la mammella dall’infezione e l’altro preventivo, per evitare una recidiva o una lesione cronica al seno.
  2. Clinica: non è mai passata attraverso la fase acuta, lo stato di salute generale non sembra influenzato, ci sono soltanto dei noduli senza gonfiore.
    Questo tipo di mastite è abbastanza frequente fra le donne che sono già state trattate con antibiotici per sopprimere la fase acuta.
    Nonostante la mitezza dei sintomi, se questa mastite non è curata può portare a recidive ripetute con la presenza di stafilococchi e un livello elevato di leucociti.

 

Mastite sub-clinica

I sintomi sistemici o locali sono pochi o del tutto assenti, ma una formula leucocitaria elevata è dovuta a un’infezione da stafilococchi.

Illustration showing the female breast anatomy

Mastite cronica

Dopo che si sono verificate numerose recidive della mastite alla mammella, si possono avere: gonfiore, indurimenti, danni al seno, infiammazione nodulare al capezzolo, diminuzione nella produzione del latte.
La mastite cronica si divide in:

  • Mastite tubercolare: causata dall’infezione da Mycobacterium tuberculosis
  • Mastite luetica: causata dall’infezione da Treponema pallidum (ulcerazione nella sifilide primaria; mastite acuta nella sifilide secondaria; nella sifilide terziaria serve una diagnosi differenziale con il carcinoma alla mammella).
  • Mastite periduttale o plasmacellulare: è una malattia del seno caratterizzata da un’infiltrazione dello stroma del seno con le plasmacellule e una proliferazione delle cellule che rivestono i dotti, eventualmente collegate a un’ectasia del dotto mammario.
  • Mastite carcinomatosa
    La mastite carcinomatosa è un carcinoma invasivo o infiltrante che coinvolge i linfonodi cutanei. È un tumore piuttosto raro.
    Questo è il motivo per cui la pelle è infiammata e ha un aspetto a buccia d’arancia.
    Tra i segni e i sintomi c’è la cute rossa, gonfia e dolorosa al tatto.


 

Quali sono le cause della mastite?

Spesso, la mastite è causata da un accumulo di latte nel seno poiché questo è prodotto più velocemente rispetto a quanto si rimuove (stasi del latte).
La stasi del latte si può verificare quando il bambino non sta assumendo abbastanza latte dal seno quando si nutre. Questo può accadere perché il bambino non si attacca correttamente.
Se il bambino non riesce ad attaccarsi bene al seno, può causare dolore al capezzolo e può causare difficoltà nell’allattamento.
Questo può causare un ingorgo, una stasi del latte e poi la mastite.
Se il bambino preferisce un seno rispetto all’altro, si può sviluppare la mastite.

 

Altre cause della stasi del latte che portano alla mastite:

  • Un’ingorgo che non torna alla normalità, forse perché il bambino ha dormito tutta la notte.
  • Un’alimentazione in cui c’è un lungo intervallo tra i pasti.
  • Una pressione sul seno causata dall’abbigliamento, uno spallino del reggiseno stretto, la posizione in cui si dorme o una cintura di sicurezza.
  • Una ferita al seno.

Talvolta, la stasi del latte può peggiorare e trasformarsi in una mastite infettiva.
Questo può accadere in caso di rottura del capezzolo.
Un’infezione si può diffondere attraverso la crepa del capezzolo nel sistema linfatico del seno.

Le probabilità di sviluppare la mastite sono maggiori se si diventa madre per la prima volta, ma anche le mamme con un’esperienza precedente di allattamento al seno possono sviluppare la malattia.
La mastite si può verificare in un momento qualsiasi durante l’allattamento al seno. Tuttavia, è più frequente nei primi tre mesi, specialmente nella seconda o terza settimana quando la madre si sta abituando all’allattamento al seno.
La mastite è stata collegata ai bambini che hanno avuto l’allattamento dal biberon. Entrambi potrebbero interferire con il tempo che il bambino trascorre attaccato al seno e con il modo di nutrirsi.
Se il bambino ha l’anchiloglossia può avere problemi di aggancio al capezzolo.


 

Sintomi della mastite al seno

La mastite può causare alcuni sintomi del tumore al seno, delle cisti al seno o del fibroadenoma, ma ci sono alcune differenze.
Con la mastite, i segni e i sintomi possono apparire all’improvviso e possono comprendere:

  • Dolore al seno o calore al tatto;
  • Uno stato di malessere;
  • Seno gonfio;
  • Dolore o una sensazione di bruciore continuo durante l’allattamento;
  • Arrossamento della pelle, spesso in una forma di cuneo;
  • Febbre a 38,3°C o superiore.

Anche se la mastite si presenta solitamente nelle prime settimane dell’allattamento al seno, si può verificare in un momento qualsiasi durante l’allattamento. La mastite causata dall’allattamento tende a interessare un solo seno, non entrambi.


 

Esami e diagnosi per la mastite al seno

Il medico diagnostica la mastite basandosi su un esame fisico e tenendo conto dei segni e dei sintomi, della febbre, dei brividi e della presenza di una regione dolorosa nel seno.
Un altro segno evidente è una zona a forma di cuneo sul petto con la punta verso il capezzolo che è dolente al tatto.
Come parte dell’esame, il medico cerca un eventuale ascesso al seno, una complicazione che si può verificare quando la mastite non è trattata tempestivamente.
Una forma rara di cancro al seno chiamata carcinoma mammario infiammatorio può causare anche un arrossamento e un gonfiore che inizialmente potrebbero essere confusi con la mastite. Il medico può consigliare una mammografia diagnostica.
Può essere necessaria una biopsia per assicurarsi di non avere il cancro al seno.


 

Cosa fare in caso di mastite?

Terapia per la mastite e farmaci
Il trattamento è molto diverso rispetto alla terapia per il tumore al seno.
Di solito la terapia della mastite prevede:
Antibiotici. Solitamente, la terapia della mastite richiede un ciclo di 10-14 giorni di antibiotici, per esempio lo zimox (amoxicillina triidrata) o lo Zitromax ® (Azitromicina). Si può tornare a stare bene 24-48 ore dopo aver iniziato gli antibiotici, ma è importante terminare l’intero ciclo del farmaco per ridurre al minimo le probabilità di ricorrenza.
Antidolorifici. In attesa che l’antibiotico abbia effetto, il medico può raccomandare un antidolorifico lieve, come il paracetamolo (Tachipirina, altri) o gli antinfiammatori non steroidei (Bufen, Moment, altri).
Farmaci per la soppressione della lattazione, per esempio il Dostinex (cabergolina)

Adeguamenti della tecnica di allattamento
Bisogna svuotare completamente il seno durante l’allattamento e il bambino deve imparare ad attaccarsi correttamente.
Il medico può rivedere la tecnica di allattamento insieme alla madre.
Se il bambino ha una suzione debole e non riesce a prendere il latte dalla mamma può essere utile un tiralatte.

Cura di sé
Bisogna riposare, continuare l’allattamento al seno e bere più liquidi per aiutare il corpo a combattere l’infezione al seno.
Se la mastite non guarisce dopo l’assunzione degli antibiotici si deve consultare nuovamente il medico.


 

Si può allattare con la mastite?

Sebbene i sintomi della mastite possano sfavorire l’allattamento al seno, è importante non smettere di allattare.
L’allattamento al seno regolare aiuta per i seguenti motivi:

  • Rimuove dal seno il latte materno bloccato,
  • Risolve più rapidamente i sintomi della mastite,
  • Previene l’aggravamento della mastite.

Il latte dal seno affetto può essere un po’ più salato rispetto al normale, ma è sicuro da bere per il bambino.
Gli eventuali batteri presenti nel latte sono innocui se assorbiti dal sistema digerente del bambino e non causano problemi.
Se si è affetti da una mastite grave o persistente, il medico può decidere di prelevare un piccolo campione del latte materno per un esame.


 

10 Rimedi naturali per la mastite

  1. Allattare il bambino ogni 2 ore solo per svuotare il seno.
    Massaggiare il seno mentre si allatta per sbloccare gli ingorghi e mantenere il flusso del latte.
    Il massaggio al seno dev’essere fatto dall’esterno verso il capezzolo, nell’area in cui è infetto.
  2. Riempire il reggiseno con foglie di cavolo.
    Una foglia di cavolo crudo posizionata nel reggiseno funziona a meraviglia per lenire l’infiammazione al seno.
    Una foglia di cavolo fresco agisce come un impacco freddo per ridurre l’infiammazione.
  3. Tra le poppate, applicare un impacco freddo sul petto per aiutare a risolvere l’infiammazione.
    Alcune mamme utilizzano gli impacchi caldi appena prima di allattare, ma altri preferiscono mettere qualcosa di freddo.
  4. Fare un infuso di rosmarino (Rosmarinus officinalis): aggiungere 2-4 cucchiaini di rosmarino fresco o essiccato ad una tazza di acqua bollente. Infondere per 10 minuti, poi filtrare.
  5. Applicare un impasto di semi di fieno greco;

Se la mamma ha la febbre può prendere

  1. Aglio crudo – almeno 2-3 spicchi di aglio al giorno, 4-5 spicchi al giorno se possibile.
    Tritare uno spicchio in 5 o 6 pezzi e poi ingoiare come una pillola.
    L’aglio crudo agisce come un antibiotico ad ampio spettro, senza gli effetti collaterali dei farmaci.
  2. Tintura di echinacea, 3 – 4 volte / giorno
  3. Tintura di radice di uva dell’Oregon, 3 – 4 volte al giorno
  4. Vitamina C (megadose da 3000-5000 mg/giorno)
  5. Un’altra opzione: mescolare la tintura di echinacea, tre spicchi di aglio crudo e 100gr di succo di carota in un frullatore, poi bere la miscela ogni due ore.


 

Quanto dura la mastite?

Se si ha un’infezione ed è diagnosticata all’inizio, si può guarire facilmente e velocemente.
I tempi di guarigione dovrebbero essere di 48 ore dall’inizio della terapia con gli antibiotici, non trascorre molto tempo prima di guarire completamente.
Bisogna assicurarsi di prendere tutti gli antibiotici prescritti per evitare una recidiva dell’infezione dopo un paio di giorni o settimane.
Se il seno rimane dolente e si ha ancora la febbre dopo un giorno o due, si dovrebbe chiamare il medico senza indugio.

Ignorare la mastite può causare delle complicazioni.
Un’infezione non curata può portare a degli ascessi al seno, che devono essere trattati con un intervento chirurgico (solitamente in anestesia generale) e degli antibiotici per drenare l’ascesso.