Retinopatia diabetica

INDICE

La retinopatia diabetica è una complicanza del diabete che colpisce gli occhi.
È causata da un danno ai vasi sanguigni della retina, cioè il tessuto nervoso che si trova nella parte posteriore dell’occhio.
Nella fase iniziale, la retinopatia diabetica non causa nessun sintomo o solo lievi problemi di vista.
Nelle fasi finali, tuttavia, la retinopatia diabetica può provocare la completa perdita della vista.
La retinopatia diabetica può colpire chi ha il diabete di tipo 1 o di tipo 2.

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Il più a lungo si soffre di diabete con glicemia alta, più è probabile lo sviluppo della retinopatia diabetica.
Pertanto, è importante che le persone con diabete mantengano sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue.
Le persone ammalate di diabete che hanno almeno 12 anni dovrebbero far esaminare gli occhi almeno una volta all’anno per vedere eventuali danni.

Generalmente la retinopatia è bilaterale.


 

In che modo il diabete danneggia la retina?

La retina è lo strato di cellule sensibili alla cellule nella parte posteriore dell’occhio che converte la luce in segnali elettrici.
I segnali sono inviati al cervello attraverso il nervo ottico e il cervello li interpreta per produrre le immagini che si vedono.
Per lavorare efficacemente, la retina ha bisogno di un apporto di sangue costante, che riceve attraverso una rete di piccoli vasi sanguigni.
Nel corso del tempo, un livello costantemente elevato di zucchero nel sangue può causare il blocco dei vasi sanguigni o un emorragia.
Questo danneggia la retina e impedisce il corretto funzionamento.


 

Cause della retinopatia diabetica e fattori di rischio

La progressione della retinopatia è legata alla gravità e alla durata dell’iperglicemia.
Se il diabete è diagnosticato prima dei 30 anni, l’incidenza della neuropatia dopo 10 anni è del 50%, ma sale al 90% dopo 30 anni.
Non esiste una soglia dell’indice glicemico che predice se e quando si verificherà la retinopatia diabetica.
L’ipertensione e altri fattori di rischio cardiovascolare possono influenzare l’insorgenza e la progressione della retinopatia, ma ci sono altre variabili personali che non permettono di sapere quando si verificherà.
La malattia dei reni, come evidenziato dalla proteinuria e dai livelli elevati di urea/creatinina, è un ottimo elemento per predire la comparsa della retinopatia.
La gravidanza può essere associata a una progressione veloce della neuropatia, in particolare se:

  1. C’è una retinopatia grave di base.
  2. C’è uno scarso controllo glicemico durante il concepimento, durante la gravidanza o nel periodo successivo al parto.
  3. Il diabete è stato presente per molto tempo.
  4. La paziente è ipertesa (cronica o a causa della gravidanza).

La classificazione della neuropatia si basa sulla parte della retina che è colpita e sulla gravità della patologia vista con l’esame alla lampada a fessura.
Tuttavia, questa classificazione può non riflettere accuratamente la gravità del danno funzionale perché la degenerazione maculare con una grave perdita della vista si può verificare in presenza di segni oftalmici lievi.


 

Diagnosi di retinopatia diabetica

La retinopatia diabetica può essere diagnosticata con un esame completo dell’occhio.
L’esame si concentra soprattutto sulla valutazione della retina e della macula, comprende:

  • Analisi della storia clinica del paziente per determinare la difficoltà della vista, la presenza di diabete e altri problemi di salute che possono influenzare vista.
  • Misurare l’acuità visiva per determinare il limite della visione centrale.
  • Rifrazione, per determinare la necessità di cambiamenti nella prescrizione degli occhiali.
  • Valutazione delle strutture oculari, tra cui la valutazione della retina con la pupilla dilatata.
  • Misurazione della pressione all’interno dell’occhio.


 

Retinopatia diabetica non proliferativa

La retinopatia diabetica non proliferativa è la fase più precoce della malattia.
I vasi sanguigni danneggiati nella retina iniziano a espellere piccole quantità di sangue nell’occhio.
A volte, i depositi di colesterolo o di altri grassi del sangue possono fuoriuscire nella retina.
La neuropatia può causare alterazioni dell’occhio, tra cui:

  • I microaneurismi sono piccoli rigonfiamenti nei vasi sanguigni della retina da cui spesso esce il fluido;
  • Emorragie retiniche: piccole quantità di sangue che escono dalla retina;
  • Essudati duri: depositi di colesterolo o altri grassi che si sono riversati nella retina dal sangue.
  • Edema maculare: gonfiore o ispessimento della macula causato dal liquido uscito dai vasi sanguigni della retina.
    La macula non funziona correttamente quando è gonfia. L’edema maculare è la causa più frequente di perdita della vista nei pazienti diabetici.
  • Ischemia maculare: chiusura di piccoli vasi sanguigni (capillari). La vista è annebbiata perché la macula non riceve abbastanza sangue per funzionare correttamente.

Molte persone con diabete hanno una neuropatia lieve che di solito non influisce sulla vista. Tuttavia, se la vista è colpita, la causa è l’edema e l’ischemia maculare.


 

Retinopatia diabetica proliferativa

La retinopatia diabetica proliferativa si verifica soprattutto quando molti vasi sanguigni nella retina si chiudono, impedendo un sufficiente flusso di sangue.
Nel tentativo di mantenere l’apporto di sangue nella zona in cui i vasi si sono chiusi, il corpo crea dei nuovi vasi sanguigni intorno alla retina.
Questo fenomeno si chiama neovascolarizzazione.
Tuttavia, questi nuovi vasi sono anormali e non danno alla retina un flusso di sangue sufficiente.
Le nuove arteriole sono spesso circondate da tessuto cicatriziale che può causare il distacco della retina.

La retinopatia diabetica proliferativa può causare la perdita della vista più grave rispetto alla retinopatia diabetica non proliferativa perché influenza la vista centrale e periferica.

La retinopatia diabetica proliferativa colpisce la vista in questi modi:

 

  1. Emorragia vitreale: i nuovi vasi sanguigni
    Retinopatia diabetica
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    sono delicati e possono sanguinare nel corpo vitreo, cioè un ammasso di gelatina che si trova all’interno dell’occhio.
    L’emorragia impedisce ai raggi di luce di raggiungere la retina.
    Se l’emorragia vitreale è piccola, si possono vedere delle macchie scure che galleggiano nell’occhio.
    Un’emorragia molto grande potrebbe bloccare completamente la vista permettendo di percepire solo la luce e il buio. L’emorragia vitreale da sola non causa la perdita permanente della vista.
    Quando si rimuove il sangue, la vista può tornare al livello precedente tranne se la macula è stata danneggiata.

  2. Distacco della retina per trazione vitreo-retinica: il tessuto cicatriziale da neovascolarizzazione si restringe, causando il raggrinzimento della superficie della retina che è trazionata dalla sua normale posizione.
    La perdita della vista è più grave se la macula o alcune grandi aree della retina si sono staccate.
  3. Glaucoma neovascolare: se diversi vasi retinici si chiudono, la neovascolarizzazione si può verificare nell’iride (parte colorata dell’occhio). In questa situazione, i nuovi vasi sanguigni possono bloccare il normale flusso del fluido fuori dall’occhio.
    Si accumula una pressione eccessiva nell’occhio, questa situazione è particolarmente grave perché può provocare danni al nervo ottico.


 

Riassunto dei quattro stadi di retinopatia diabetica

1. La prima fase è una lieve retinopatia non proliferativa. In questa prima fase, ci sono piccole zone gonfie simili a palloncini nei vasi sanguigni della retina.
2. La seconda fase è la retinopatia non proliferativa moderata. Con la progressione della malattia, alcuni vasi sanguigni che nutrono la retina si bloccano.
3. La terza fase è la retinopatia non proliferativa severa. Molti vasi sanguigni sono bloccati e bloccano il flusso di sangue in diverse aree della retina. Queste aree inviano segnali al corpo per creare nuovi vasi sanguigni per il nutrimento.
4. La quarta tappa è la retinopatia proliferativa. In questa fase avanzata, i segnali inviati dalla retina per avere l’apporto necessario di nutrienti provocano la crescita di nuovi vasi sanguigni anormali e fragili.


 

Sintomi della retinopatia diabetica

Solitamente la retinopatia diabetica non causa sintomi evidenti fino a quando ha raggiunto uno stadio avanzato.
Se la retinopatia non è identificata e trattata può portare a cecità improvvisa.
Ecco perché è molto importante andare agli appuntamenti di controllo periodico, se si soffre di diabete.

Altri sintomi di retinopatia avanzata possono essere:

  • Macchie galleggianti nel campo visivo (miodesopsie),
  • Vista offuscata,
  • Vista notturna ridotta,
  • Perdita improvvisa della vista.


 

Terapia per la neuropatia diabetica

Retinopatia diabetica precoce
In caso di retinopatia diabetica non proliferativa, potrebbe non essere necessaria una cura precoce.
Tuttavia, il medico deve controllare spesso gli occhi per determinare se è necessario un trattamento.

Farmaci per la retinopatia diabetica

I VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor) sono sostanze prodotte naturalmente dalle cellule del corpo.
Sono importanti per la crescita dei vasi sanguigni normali, durante la guarigione delle ferita e nella formazione di nuovi vasi per ripristinare il rifornimento di ossigeno dove è carente.

Le iniezioni contribuiscono a ridurre l’edema (gonfiore) maculare che si verifica a causa di perdite dai nuovi vasi.
Quindi è assolutamente necessario mantenere la malattia sotto controllo (ad esempio controllare il diabete), anche se il paziente sta facendo le iniezioni anti VEGF perché queste non curano il diabete. Inoltre, dato che l’effetto delle iniezioni è breve, può essere necessario ripetere le iniezioni a intervalli di 4-6 settimane per avere un effetto più duraturo.

Ranibizumab (Lucentis) è un farmaco che contiene il frammento di un anticorpo che si lega e neutralizza tutte le forme attive delle molecole di VEGF.

Retinopatia diabetica avanzata
In caso di retinopatia diabetica proliferativa, serve un trattamento chirurgico. A volte la chirurgia è consigliata anche per la retinopatia diabetica non proliferativa grave.
A seconda dei problemi specifici della retina, le opzioni possono essere:

  1. Trattamento laser focale,
  2. Fotocoagulazione panretinica,
  3. Vitrectomia.

Trattamento laser focale
Questo trattamento laser, conosciuto anche come fotocoagulazione, può interrompere o rallentare la perdita di sangue e liquidi nell’occhio.
Si effettua in clinica oculistica o nell’ambulatorio del medico.
Durante questa procedura, si brucia il tessuto malato con il laser .
Il trattamento laser focale di solito si effettua in una sola seduta. La vista è sfocata per circa un giorno dopo l’intervento.
A volte si notano delle piccole macchie nel campo visivo che sono una conseguenza del trattamento laser.
Solitamente queste scompaiono nel giro di alcune settimane.
Se prima dell’intervento la vista era annebbiata per il rigonfiamento della macula centrale, è possibile che non si riesce a recuperare completamente la vista.
In alcuni casi, la vista non migliora.

Fotocoagulazione panretinica
Il trattamento con laser chiamato fotocoagulazione panretinica può ridurre i vasi sanguigni anormali.
Si effettua nell’ambulatorio del medico o in una clinica oculistica.
Durante questa procedura, le zone della retina lontano dalla macula sono bruciate con il laser.
Le ustioni causano il restringimento e la cicatrizzazione dei vasi sanguigni anormali.
Il trattamento laser avviene solitamente in due o più sessioni. La vista sarà sfocata per circa un giorno dopo la terapia.
Una perdita parziale della visione periferica o della visione notturna è possibile dopo la procedura.

Vitrectomia
Questa procedura può essere utilizzata per rimuovere il sangue dal centro dell’occhio (corpo vitreo) ed il tessuto cicatriziale che traziona la retina.
Si effettua in un ospedale in anestesia locale o generale.
Durante la procedura, il medico effettua una piccola incisione nell’occhio.
Il tessuto cicatriziale e il sangue nell’occhio sono rimossi e sostituiti con una soluzione salina che aiuta a mantenere la forma normale dell’occhio.
A volte una bolla di gas dev’essere pompata nella cavità orbitale per aiutare a riattaccare la retina.
Se si pompa una bolla di gas nell’occhio, potrebbe essere necessario tenere la testa rivolta verso il basso fino a quando il gas si dissipa, questo può avvenire in parecchi giorni.
È necessario indossare una benda sull’occhio e utilizzare colliri medicati per pochi giorni o settimane.
La vitrectomia può essere seguita o accompagnata da un trattamento laser.
La chirurgia spesso rallenta o ferma la progressione della retinopatia diabetica, ma non è una cura definitiva.
Dato che il diabete è una malattia permanente, si possono verificare ulteriori danni alla retina in futuro e la perdita della vista.
Anche dopo il trattamento per la retinopatia diabetica c’è bisogno di visite oculistiche regolari.


 

Prognosi della neuropatia diabetica

La retinopatia non proliferativa progredisce verso le forme più gravi nella maggior parte degli individui.
Se non è trattata, il 50% di quelli con retinopatia proliferativa perderanno la vista entro 2 anni e il 90% rischia di perdere la vista dopo 10 anni.
I pazienti sottoposti a terapia hanno un rischio moderato di perdere la vista oppure si riduce dal 30% al 15% nei 3 anni successivi.
Coloro che effettuano la fotocoagulazione panretinica hanno un rischio di perdita della vista grave che si riduce del 50% rispetto agli individui non trattati in questo stadio.

La dieta per diabetici è fondamentale per evitare i picchi di glicemia che danneggiano ulteriormente la retina.