Pancreatite acuta e cronica

INDICE

La pancreatite (acuta e cronica) è l’infiammazione del pancreas dovuta agli enzimi attivi in quest’organo.
Il pancreas è una grande ghiandola situata dietro lo stomaco e in prossimità del duodeno, cioè la parte iniziale dell’intestino tenue. Attraverso il dotto pancreatico gli enzimi come la lipasi sono trasportati al duodeno dove avviene la scomposizione dei lipidi che si sono già mescolati con altri enzimi presenti nella bile.

Il pancreas produce anche altri ormoni: l’insulina e il glucagone che entrano nel flusso sanguigno.

Pancreatite acuta e cronica
Normalmente, gli enzimi si attivano nel passaggio dal pancreas al duodeno. Tuttavia quando il pancreas è infiammato a causa dei calcoli biliari (pancreatite litiasica) o dell’abuso di alcolici, gli enzimi si attivano nel tessuto pancreatico stesso.
Nel corpo ogni molecola e ogni enzima ha uno scopo o un tempo d’azione specifico e ogni attività metabolica fa parte di un macchinario più grande.
L’infiammazione del pancreas influenza il tempo e il luogo in cui agisce l’enzima lipasi.
Invece di scomporre i lipidi nel duodeno, la lipasi attacca il tessuto pancreatico.
Questo provoca la pancreatite che causa un forte sanguinamento, dolore e danno tissutale.


 

Classificazione della pancreatite

La pancreatite può essere di 2 tipi: acuta e cronica.
Nella pancreatite acuta si verifica l’infiammazione improvvisa del pancreas con conseguente dolore, mentre nella forma cronica si osserva l’infiammazione che recidiva (ricorrente).

La pancreatite cronica autoimmune (AIP) è una malattia infiammatoria che si verifica perché il sistema immunitario erroneamente attacca il pancreas e causa un’infiammazione che può interessare anche i reni, il fegato, i polmoni, le ghiandole salivari e i linfonodi.
L’AIP è molto rara e rappresenta circa il 5-6% dei casi di pancreatite cronica.

La pancreatite acuta può essere di due tipi:

  • Pancreatite edematosa
    È il tipo più lieve e frequente, è caratterizzata da infiammazione e una piccola zona di necrosi lipidica (focale).
  • Pancreatite necrotico emorragica acuta
    La pancreatite necrotizzante emorragica acuta deriva dall’infiammazione del pancreas.
    È una malattia grave e mortale, soprattutto in caso di pancreatite fulminante.
    Tra i segni della pancreatite emorragica acuta ci sono:
    Diarrea;
    Vomito;
    Cardiopatie come lo shock cardiovascolare;
    Necrosi pancreatica acuta, ovvero la distruzione delle isole di langerhans nel pancreas.

 

Collegamento tra ipocalcemia e pancreatite acuta

Anche se non esistono delle prove per dimostrare il legame con i livelli bassi di calcio nel sangue, si ritiene che l’ipocalcemia sia correlata ai bassi livelli d’albumina che possono essere causati dalla pancreatite acuta.
Anche lo squilibrio ormonale, soprattutto il calo di produzione dell’ormone paratiroideo (o paratormone) che può essere causato dalla pancreatite può essere responsabile dell’ipocalcemia.
L’aumento dei livelli di calcitonina può determinare la manifestazione dei sintomi dell’ipocalcemia insieme a quelli della pancreatite.
La calcitonina è un ormone prodotto quando i livelli di calcio nel sangue aumentano oltre i limiti normali. La calcitonina abbassa i livelli di calcio nel sangue.
L’aumento della secrezione di glucagone può stimolare il rilascio di calcitonina.
Questo può causare l’ipocalcemia.

 

Livelli della lipasi nella pancreatite

I livelli della lipasi indicano la gravità della pancreatite.

Cos’è la lipasi e che ruolo ha?
La lipasi è un enzima prodotto dal pancreas e rilasciato nell’intestino tenue dove contribuisce a trasformare i lipidi in acidi grassi.
Converte i lipidi come i gliceridi in glicerolo e acidi grassi liberi.
Nelle persone colpite dalla pancreatite i livelli della lipasi aumentano a causa della malattia che interrompe la struttura e il funzionamento interno del pancreas.


 

Cause della pancreatite

Le 2 cause principali della pancreatite, ovvero la formazione dei calcoli biliari e l’alcolismo rappresentano circa l’80-90% dei casi. La pancreatite da alcolismo si verifica a causa dell’assunzione a lungo termine di bevande alcoliche.
La formazione dei calcoli biliari nella cistifellea può causare il blocco nel condotto pancreatico e l’accumulo dei succhi digestivi all’interno del pancreas. Questo provoca irritazione e infiammazione.
Tra i fattori di rischio c’è anche il fumo, quindi si consiglia di smettere di fumare.
Altre cause:

Colecistectomia,rimozione della colecisti,cistifellea

Durante il normale processo di digestione, gli enzimi pancreatici in forma inattiva sono rilasciati nell’intestino tenue attraverso il dotto pancreatico.
Diventano attivi nel piccolo intestino.
In caso di pancreatite, gli enzimi si attivano all’interno del pancreas e cominciano a digerire i tessuti pancreatici.
Questo processo è noto come auto-digestione e può causare l’irritazione delle cellule pancreatiche, con conseguente infiammazione del pancreas.

La pancreatite si può sviluppare per motivi diversi, a seconda se è acuta o cronica.

Pancreatite acuta: si verifica improvvisamente e in molti casi è grave.
Le cause principali della pancreatite acuta sono i calcoli biliari, le malattie della colecisti e l’alcolismo.
È causata anche da procedure chirurgiche del dotto biliare, lesioni traumatiche, struttura anomala del pancreas, fattori genetici, ipertrigliceridemia (livelli elevati di lipidi nel sangue), ecc.
Alcuni farmaci come i cortisonici, i diuretici tiazidici e gli estrogeni possono causare la pancreatite.
Alcune infezioni batteriche o virali come la parotite, la polmonite da mycoplasma e il virus coxsackie B possono contribuire alla pancreatite acuta.
Solitamente nei bambini la pancreatite acuta si verifica insieme a fibrosi cistica, parotite, trauma addominale, sindrome di Reye, malattia di Kawasaki e sindrome emolitico-uremica.

Pancreatite cronica: quando la pancreatite acuta dura a lungo, assume la forma di pancreatite cronica.
Questa provoca cicatrici e infiammazione del tessuto pancreatico. Inoltre interferisce con la produzione degli enzimi digestivi e dell’insulina.
Più spesso, la pancreatite cronica è causata dall’abuso di alcolici per un periodo prolungato.
Alcune altre malattie possono portare alla pancreatite cronica, per esempio il restringimento o l’ostruzione del dotto pancreatico dovuto a traumi, formazione di pseudocisti, iperparatiroidismo, ipercalcemia (può favorire la formazione di calcificazioni) e iperlipidemia.
Può essere una malattia genetica (ereditaria), ma in alcuni casi è idiopatica (non si conosce la causa).


 

Sintomi della pancreatite

Pancreatite acuta
La pancreatite acuta è caratterizzata dall’improvvisa e rapida insorgenza dei sintomi che si verificano quando gli enzimi digestivi non lasciano il pancreas e agiscono sui tessuti dell’organo.
I sintomi più frequenti della pancreatite acuta sono:

Pancreatite cronica
Molti sintomi della pancreatite cronica sono simili a quelli della pancreatite acuta, ma possono comparire degli altri quando l’infiammazione persistente del pancreas peggiora nel tempo.
I sintomi della pancreatite cronica comprendono:

Tra le complicanze a lungo termine della pancreatite cronica c’è anche il tumore al pancreas.

 

Pancreatite,pancreas,infiammazione,sintomiDiagnosi della pancreatite

Pancreatite acuta
Il medico a cui rivolgersi è il gastroenterologo.
Nell’esame fisico il medico controlla febbre, bassa pressione sanguigna, respirazione rapida e battito cardiaco accelerato.
Si eseguono gli esami del sangue per rilevare i livelli di amilasi e lipasi sieriche e amilasi nelle urine.
L’amilasi e la lipasi sono gli enzimi digestivi prodotti nel pancreas.
I livelli di amilasi e lipasi aumentano nella pancreatite acuta.
Inoltre si effettuano delle altre analisi di laboratorio come l’emocromo completo, la determinazione della glicemia e della calcemia.
Gli esami strumentali come la TAC, la risonanza magnetica e l’ecografia servono per rilevare le alterazioni delle cellule pancreatiche e i calcoli biliari che ostruiscono le vie biliari e possono provocare anche l’ittero.

Criteri di Ranson

All’ingresso

  • Età oltre i 55 anni
  • Conta dei globuli bianchi maggiore di 16 000/mm3
  • Glicemia oltre 110 mg/100ml
  • Lattato deidrogenasi > 350 U/l
  • Aspartato aminotransferasi > 250 U/l

Dopo 48 ore

  • Riduzione dell’ematocrito di almeno il 10%
  • Valori di azotemia nel sangue > 180 mg/100ml
  • Calcio < 8 mg/dl (i valori di riferimento sono 8.9-10.1 mg/dl)
  • Pressione parziale di ossigeno < 60 mm Hg (può essere causato da versamento pleurico o edema polmonare)
  • Deficit di basi > 4 mmol/l
  • Accumulo di liquidi > 6 l

Ogni punto positivo vale 1 punto, quindi fino ad un punteggio globale di 3 si può prevedere un decorso non complicato.

  • Da 3 a 4 punti la mortalità è del 15%.
  • Da 5 a 6 punti la mortalità è del 40%.
  • Oltre i 6 punti la mortalità è del 100%.

Pancreatite cronica
La diagnosi della pancreatite cronica prevede alcuni esami come il test dei grassi fecali e gli esami del sangue come il dosaggio dell’amilasi, lipasi e tripsinogeno nel sangue.
Si possono effettuare la TAC addominale, l’ecografia e la colangiopancreatografia retrograda endoscopica (ERCP) per rilevare l’infiammazione o i depositi di calcio nel pancreas.
Si può eseguire la laparotomia esplorativa per la conferma della pancreatite.


 

Possibili complicanze se la pancreatite non è curata

Se non trattata, la pancreatite acuta e cronica può causare alcune complicanze severe.
La pancreatite acuta può sviluppare dei problemi respiratori dovuti ad alcuni cambiamenti chimici nel corpo.
Questo può compromettere il funzionamento dei polmoni.
A causa della pancreatite acuta aumenta il rischio d’infezione batterica nel pancreas.
La pancreatite acuta può causare anche l’accumulo di liquidi e detriti all’interno del pancreas, portando alla formazione di una pseudocisti di grandi dimensioni.
Se questa pseudocisti si rompe, può provocare infezioni ed emorragie interne.
La pancreatite cronica può provocare dei danni alle cellule che producono l’insulina nel pancreas.
Questo può causare l’aumento dei livelli di zucchero nel sangue, che porta al diabete.
La pancreatite cronica è considerata un fattore di rischio per il tumore al pancreas (carcinoma pancreatico).
La pancreatite acuta e cronica può portare a malnutrizione e perdita di peso a causa dell’inadeguata digestione del cibo e malassorbimento delle sostanze nutritive.


 

Terapia della pancreatite

Durante il periodo iniziale, il paziente non può mangiare per favorire il recupero del pancreas. Successivamente, il paziente deve seguire una dieta che consiste di alimenti a basso contenuto di grassi.
La terapia medica prevede la somministrazione di farmaci antidolorifici, per esempio il paracetamolo (Efferalgan).

La cura della pancreatite dipende dalla causa sottostante. Il trattamento per l’infiammazione del pancreas dovuta ai calcoli biliari consiste in un intervento chirurgico per l’asportazione della cistifellea. Se un dotto biliare è ostruito o bloccato, si può effettuare la colangiopancreatografia retrograda endoscopica (ERCP) per allargare il dotto.
Se la pancreatite è causata dall’abuso di alcolici, la persona dovrebbe rigorosamente evitare di bere.


 

Dieta e alimentazione per la pancreatite

La dieta è il miglior rimedio per questa malattia.
È essenziale seguire una dieta ad alto contenuto di carboidrati e proteine per favorire il funzionamento del pancreas.
D’altra parte, in caso di pancreatite si dovrebbe eliminare completamente o ridurre l’apporto degli alimenti contenenti grassi.
L’assunzione giornaliera di grassi dovrebbe essere di 30-40 grammi.

Si dovrebbero ridurre i cibi caldi e piccanti, che possono provocare l’infiammazione e aumentare i livelli d’acidità.
Mangiare i cibi piccanti può aggravare i sintomi e peggiorare la malattia.
La terapia della pancreatite si può rivelare inefficace se il paziente continua a mangiare i cibi caldi e piccanti.
D’altra parte, gli alimenti ricchi di proteine e carboidrati possono ridurre il carico di lavoro sul pancreas e aiutano a guarire della malattia rapidamente.
Nella dieta per la pancreatite è possibile mangiare regolarmente le minestre e le insalate di verdure fresche oppure la frutta.
In caso d’iperglicemia bisogna evitare di mangiare i dolci.

È essenziale effettuare dei pasti piccoli e frequenti (3-4 volte al giorno).
Inoltre si consiglia di optare per gli alimenti vegetariani.
La pancreatite può causare la disidratazione ed è importante bere molta acqua tutti i giorni.

  • Alimenti sicuri

Tra gli alimenti più sicuri in caso di pancreatite ci sono:

  • Insalata;
  • Farina d’avena;
  • Riso;
  • Patate;
  • Patate dolci;
  • Tacchino;
  • Tofu;
  • Yogurt;
  • Vino rosso;
  • Succhi di frutta fresca;
  • Zuppe e brodi vegetali;
  • Cereali;
  • Pane;
  • Prodotti integrali;
  • Pesce magro;
  • Zucca;
  • Latte di soia.

Cibi da evitare
Nella dieta della pancreatite acuta e cronica si dovrebbero evitare completamente tutti i cibi piccanti, fritti e trasformati. Bisogna astenersi anche dai cibi grassi.
Tra gli alimenti e le bevande da evitare ci sono:

  • Uova;
  • Formaggio;
  • Bacon;
  • Fagioli;
  • Salsiccia;
  • Burro;
  • Tè;
  • Zucchero;
  • Caffè;
  • Caffeina;
  • Bevande energetiche;
  • Zuccheri;
  • Vino;
  • Birra;
  • Pizza.


 

Quanto dura la pancreatite? La prognosi

I tempi di guarigione della pancreatite acuta edematosa sono compresi tra una e due settimane e la mortalità è inferiore al 5%.
La pancreatite acuta necrotico emorragica ha una mortalità tra il 30 e il 50% dei casi.