Morbo di Alzheimer

INDICE

L’Alzheimer è un tipo di demenza che provoca problemi di:

  • Memoria,
  • Pensiero,
  • Comportamento.

I sintomi di solito si sviluppano lentamente e peggiorano nel tempo, diventando abbastanza gravi da interferire con le attività quotidiane.

L’Alzheimer è la forma più comune di demenza, un termine generale per indicare la perdita:

  • Di memoria
  • Di altre abilità che interferiscono con la vita quotidiana.

Questo disturbo rappresenta il 50-70% dei casi di demenza.
Il morbo di Alzheimer è una malattia progressiva i cui sintomi peggiorano gradualmente in un certo numero di anni.
Nelle fasi iniziali la perdita di memoria è minima ma gli individui perdono la capacità di portare avanti una conversazione e di rispondere.

Chi colpisce?
L’Alzheimer è la sesta causa di morte in Europa.
Le persone con il morbo di Alzheimer vivono in media otto anni dopo che i loro sintomi diventano evidenti ma la sopravvivenza può variare dai 4 ai 20 anni, a seconda dell’età e di altre malattie.

Il sito dell’associazione italiana malattia di alzheimer (A.I.M.A.) è: http://www.alzheimer-aima.it

 

Cause del morbo di Alzheimer

Le cause del morbo di Alzheimer non sono ancora conosciute, anche se il suo effetto sul cervello è chiaro.
Il morbo di Alzheimer uccide le cellule del cervello (neuroni).
Un cervello affetto da Alzheimer ha:

  • Molte meno cellule
  • Molte meno connessioni tra le cellule sopravvissute.

L’Alzheimer porta ad un restringimento significativo del cervello dovuto alla continua necrosi (morte) delle cellule.

Quando i medici esaminano il tessuto cerebrale al microscopio vedono due tipi di anomalie che sono considerate caratteristiche principali della malattia:

  • Placche. Si tratta di palline composte da una proteina chiamata beta-amiloide che possono danneggiare e distruggere le cellule cerebrali in diversi modi, tra cui interferire con la comunicazione tra le cellule.
    Anche se la causa della morte delle cellule cerebrali nel morbo di Alzheimer non è nota, la proteina beta-amiloide presente in alcune zone del cervello è la principale sospettata.
  • Grovigli neurofibrillari. Le cellule cerebrali dipendono da un supporto interno ed esterno di trasporto per portare le sostanze nutritive e altri materiali essenziali.
    Questo sistema è formato da microtubuli che formano un canale e le proteine TAU che sono legate ad essi.
    Nel morbo di Alzheimer si formano grovigli neurofibrillari di questa proteina all’interno delle cellule cerebrali che portano al collasso del sistema di trasporto.
    Questo collasso è fortemente implicato nel declino e nella morte delle cellule cerebrali perché non permette di espellere le sostanze di scarto, in questo caso la beta-amiloide.

 

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Fattori di rischio del morbo di Alzheimer

Ci sono maggiori probabilità di avere il morbo di Alzheimer con:
– La vecchiaia. Anche se lo sviluppo di questa malattia non corrisponde al normale invecchiamento.
– Raramente il morbo di Alzheimer è ereditario (genetico), cioè un genitore soffre della stessa malattia, si verifica solo nel 2% dei casi circa.

Patrimonio genetico
Molte persone temono di poter ereditare l’Alzheimer e gli scienziati stanno attualmente indagando la componente genetica di questa malattia.
Sappiamo che ci sono famiglie in cui vi è una componente ereditaria della malattia da una generazione a quella successiva.
Questo si verifica spesso nelle famiglie in cui la malattia compare precocemente (nei giovani).
Nella grande maggioranza dei casi però l’influenza dei geni ereditati per il morbo di Alzheimer nelle persone anziane sembra essere minima.
Se un genitore o un altro parente ha l’Alzheimer, le probabilità di sviluppare la malattia sono solo un po’ più alte rispetto alle famiglie in cui non ci sono stati casi.
Possono aumentare i fattori di rischio (anche se non è stato ben dimostrato) :
– Essere donna,
– Avere una pressione sanguigna alta,
– Aver avuto un trauma cranico,
– Diabete, secondo uno studio del Journal of Clinical Investigation, esiste un legame tra malattia di Alzheimer e diabete, infatti i diabetici hanno un rischio doppio di sviluppare il morbo di Alzheimer.
Si pensa che i problemi vascolari causati dal diabete possano:

  • Ridurre il flusso di sangue al cervello causando un’infiammazione cerebrale
  • Causare l’aumento del livello della proteina beta amiloide.

 

Fattori di rischio ambientali del morbo di Alzheimer

I fattori ambientali che possono contribuire all’insorgenza della malattia non sono stati ancora identificati.
Alcuni anni fa si pensava che l’esposizione all’alluminio avrebbe potuto causare la malattia.
Tuttavia queste preoccupazioni sono state in gran parte smentite.

Farmaci
Gli studi hanno suggerito che il rischio di ammalarsi è ridotto nei pazienti trattati con farmaci antinfiammatori non steroidei diversi dall’aspirina, per esempio l’ibuprofene.
Uno studio di Gagne JJ et Power MC, (Neurology 2010) mostra un calo del 15% dell’incidenza della malattia di Alzheimer negli utilizzatori regolari di questa medicina.
Secondo uno studio pubblicato sul “British Medical Journal”, l’assunzione di benzodiazepine per almeno 90 giorni è un fattore di rischio per lo sviluppo della malattia di Alzheimer.

Rame
Secondo una ricerca pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), un alto livello di rame può interferire con l’eliminazione della beta amiloide dal cervello.

Il rame è una sostanza vitale e si trova in molti alimenti, per esempio:

  1. Acqua,
  2. Carne rossa,
  3. Crostacei,
  4. Frutta,
  5. verdura.

Lo studio è stato effettuato sui topi, ma non sugli essere umani, hanno bevuto dell’acqua con una quantità maggiore di rame.
La conseguenza è stata:

  • Un accumulo di rame nei vasi sanguigni;
  • Difficoltà nel processo di eliminazione della proteina beta amiloide,
  • Maggior produzione della proteina beta amiloide.

Tuttavia negli esseri umani, gli studi mostrano un legame tra la carenza di rame e l’invecchiamento o il morbo di Alzheimer.
La conclusione è: meglio evitare di assumere integratori che contengono il rame.

 


Sintomi del morbo di Alzhaimer

I primi sintomi dell’Alzheimer (lieve) comprendono:
– Difficoltà nelle attività che richiedono un minimo di organizzazione.
– Perdere l’orientamento.
– Problemi del linguaggio come ad esempio difficoltà a ricordarsi il nome di oggetti familiari.
Perdita di peso (dimagrimento)
– Perdere interesse per le cose che si sono sempre svolte
– Cattivo umore e depressione
– Cambiamenti di personalità e perdita di abilità sociali
– Dimenticare i dettagli dei fatti recenti.

Sintomi nella fase intermedia
Il peggioramento della malattia influisce sulla capacità di prendersi cura di sè stessi.
Il morbo di Alzheimer si manifesta con i seguenti sintomi:
Insonnia.
– Difficoltà nelle attività della vita quotidiana come prepararsi i pasti, la scelta dell’abbigliamento adeguato e difficoltà nella guida.
– Difficoltà nella lettura e nella scrittura.
– Perdita della memoria, anche quella a lungo termine.
Allucinazioni e comportamento violento.
– Scarsa capacità di giudizio e perdita della capacità di riconoscere i pericoli.

Le persone con Alzheimer ad uno stadio avanzato non riescono più a:
– Comprendere il linguaggio.
– Riconoscere i membri della famiglia.
– Svolgere attività di base della vita quotidiana come mangiare, vestirsi, fare il bagno.

Altri sintomi che si possono verificare sono:
Incontinenza.
– Problemi di deglutizione (disfagia) che può causare malnutrizione e polmonite perché il cibo entra nei polmoni invece che nello stomaco.

Morbo di Alzheimer
Morbo di Alzheimer

Decorso del morbo di Alzheimer

  • Primo stadio, demenza lieve:
    Si inizia a perdere la memoria e l’orientamento, questa fase dura da 2 a 4 anni.
  • Secondo stadio, demenza moderata:
    È la fase più duratura in cui i sintomi peggiorano gradualmente. Questa fase dura dai 3 ai 10 anni.
  • Terzo stadio, demenza grave:
    È la fase terminale della malattia, il paziente è invalido. Questa fase dura pochi anni (2-4 anni).

 

Diagnosi del Morbo di Alzheimer

I criteri per diagnosticare la demenza di Alzheimer comprendono lo sviluppo di diversi problemi cognitivi tra cui:
– Disturbi della memoria. Il paziente ha una compromissione della capacità di apprendere nuove informazioni e ricordare quelle già acquisite.
– Disturbi del linguaggio. Si può avere agnosia ovvero l’incapacità di riconoscere o di identificare oggetti nonostante l’integrità della funzione sensoriale.
-Disturbo della pianificazione e dell’organizzazione.
Aprassia cioè incapacità di eseguire attività motorie nonostante l’integrità della funzione motoria.

Il medico effettua dei test cognitivi per valutare la memoria, l’esame più utilizzato è il Mini-Mental State Examination (MMSE) che consiste in 30 domande semplici come:

  • In che città o stato siamo?
  • Che giorno è oggi? In che stagione siamo?
  • Ripetere una frase che dice l’esaminatore.
  • Cos’è quest’oggetto? (indicando una penna o un orologio).

La diagnosi può essere complicata perché il paziente potrebbe avere due malattie mentali contemporaneamente.

Esami per la malattia di Alzheimer
Tra gli esami strumentali, quello più indicativo è la Risonanza Magnetica dell’encefalo.
Il cervello di una persona con morbo di Alzheimer ha una dilatazione dei ventricoli cerebrali e degli spazi sub-aracnoidei. Questo fenomeno si verifica per l’atrofia cerebrale.

Il medico può prescrivere anche la PET e la SPECT, ma di solito non sono utilizzate.
Chi soffre del morbo di Alzheimer ha una riduzione del volume dell’ippocampo, cioè una componente del cervello che permette di memorizzare i dati.

Esami di laboratorio
Gli esami indicati per escludere altre malattie sono:

Il medico può prescrivere anche:

 

 

Terapia per il morbo di Alzheimer

I farmaci utilizzati possono aiutare a controllare i sintomi riguardanti la memoria e di altre modifiche cognitive per un certo periodo di tempo.
Due tipi di farmaci sono attualmente utilizzati per il trattamento dei sintomi cognitivi:

1. Farmaci inibitori della colinesterasi. Questi farmaci agiscono aumentando i livelli di acetilcolina, una sostanza chimica che permette la comunicazione tra i neuroni che è ridotta a causa del morbo di Alzheimer.
La maggior parte delle persone possono migliorare i loro sintomi.
Meno della metà di quelli trattati con questi farmaci non hanno miglioramenti.
Tra gli inibitori della colinesterasi che sono prescritti si trovano:

  • Donepezil (Aricept),
  • Galantamina (Rivastigmina),
  • Rivastigmina (Exelon).

I principali effetti collaterali di questi farmaci sono:

-2. Memantina (Namenda). Questo farmaco rallenta la progressione dei sintomi del morbo di Alzheimer.
La Memantina è usata in combinazione con un inibitore della colinesterasi.

 

Cosa può fare la famiglia? Consigli utili

La creazione di un ambiente sicuro e di supporto è molto importante per le esigenze di una persona con il morbo di Alzheimer.

I consigli per migliorare il benessere di una persona e non interferire con le capacità funzionali del paziente sono:
– Rimuovere i mobili in eccesso e togliere i tappeti.
– Installare robusti corrimano sulle scale e nei bagni.
– Utilizzare scarpe e ciabatte confortevoli che offrono una buona stabilità.
– Ridurre il numero di specchi. Le persone con morbo di Alzheimer che vedono delle immagini negli specchi si possono confondere o spaventare.
– Non sostituire il malato nello svolgimento delle attività quotidiane, anche se è più facile e rapido.
Evitare un trasloco perché il paziente non riesce ad adattarsi ad una nuova casa e può perdere l’orientamento. Non sostituire neanche un mobile o un quadro, questo è sufficiente per causare difficoltà a ricordare dove sono le stanze.

L’esercizio fisico è una parte importante per il benessere di qualsiasi individuo, compresi quelli con Alzheimer.
L’attività fisica come una passeggiata di 30 minuti al giorno può aiutare a migliorare l’umore e mantenere la salute delle articolazioni, dei muscoli e del cuore.
L’esercizio fisico migliora il sonno e previene la stitichezza.

Bisogna sempre assicurarsi che la persona con Alzheimer porti con sé un documento di identità quando esce di casa da solo.
Chi non riesce a camminare può essere in grado di utilizzare una cyclette per effettuare l’esercizio fisico.

Riabilitazione e assistenza
I pazienti con morbo di Alzheimer hanno bisogno di riabilitazione motoria e cognitiva per rallentare la perdita delle capacità residue.
Chi soffre di Alzheimer dev’essere assistito per evitare comportamenti pericolosi per sè e per gli altri.

 

Cure naturali e Prevenzione del Morbo di Alzheimer

Un ruolo importante per ritardare l’insorgenza del morbo di Alzheimer consiste nel mangiare verdura e frutta, in particolare per coloro che sono ad alto rischio per questa patologia.

Le ricerche mostrano che si può ridurre il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer con:

  • L’assunzione di un integratore di 15mg di vitamina B12 al giorno (studio di A. de Jager, M.C Morris, Fraser G.),
  • Un’alimentazione ricca di antiossidanti sotto forma di frutta e verdura (vitamina C e vitamina E),
  • Una maggior quantità di Omega 3 nella dieta riduce la quantità di proteina amiloide nel sangue (studio della Columbia University di New York, pubblicato su Neurology)
  • La riduzione di grassi saturi e trans-insaturi nella dieta (ricerca di N. Barnad, M.C Morris, J. Cooper, Fraser G.)
  • Una moderata assunzione di alcol (soprattutto vino).

Le statine (gruppo di farmaci) non riducono il rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer, ma ci sono prove che l’abbassamento del colesterolo può rallentare la progressione della malattia.

Dieta e alimentazione per il Morbo di Alzheimer

Secondo la dieta del gruppo sanguigno, la causa del morbo di Alzheimer e della perdita di memoria è il consumo di latte e derivati
In base alla medicina naturale di Lezaeta ed Ehret, l’Alzheimer si cura con un miglioramento della circolazione a livello del cervello.
Per raggiungere questo obiettivo, serve un alimentazione vegana con almeno l’80% di alimenti crudi:

  • Verdure, soprattutto quelle verdi e le crucifere,
  • Frutta,
  • Semi, noci, pistacchi, nocciole, pinoli e altra frutta con guscio.

Riguardo allo stile di vita:

  • L’attività fisica all’aperto è fondamentale,
  • L’attività intellettuale ritarda l’invecchiamento dei neuroni,
  • Serve l’esposizione quotidiana al sole.

Secondo la medicina naturale e l’igienismo, è fondamentale evitare integratori e farmaci che contengono tossine e possono peggiorare la situazione.

 

Prognosi del Morbo di Alzheimer e aspettative di vita

Il progredire e il peggioramento della malattia è diverso da persona a persona.
Se l’Alzheimer si sviluppa rapidamente allora è destinato a peggiorare molto velocemente.
Un paziente con questa malattia spesso muore prima del normale, anche se può vivere comunque dai 3 ai 20 anni dopo la diagnosi di Alzheimer.

La fase finale della malattia può durare:

  • Pochi mesi,
  • Diversi anni.

Durante questo periodo il paziente diventa completamente disabile.
La morte di solito avviene per:

  • Un’insufficienza degli organi interni,
  • Un’infezione.

 

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