Infezione endogena ed esogena

Le differenze tra le infezioni esogene ed endogene

  • Le infezioni esogene sono dovute a qualcosa che viene dall’esterno, ad esempio da un microrganismo contratto dall’esterno
  • Le infezioni endogene nascono all’interno dell’individuo. Sono dovute non tanto allapatogenicità del batterio, ma alla sensibilità dell’ospite. Tra le più frequenti ci sono le cistiti, come un caso specifico di abbassamento delle difese dell’ospite, in modo che il batterio possa colonizzare le vie urinarie (cosa che normalmente non accade). Questo tipo di infezione non trova una trasmissibilità da soggetto a soggetto, perchè di solito i responsabili sono dei microrganismi che non hanno delle proprietà patogene.

C’e un’eccezione per quanto riguarda l’infezione endogena, che prende in considerazione la tubercolosi, dovuta ad un riaccendersi del complesso primario. Il contatto con il bacillo tubercolare può dare origine allo stato di tubercolino-positività, in cui il microrganismo è cementato in un linfonodo ma continua a sollecitare una certa sensibilità nell’ospite. Con l’avanzare dell’età questo individuo può andare incontro ad un abbassamento delle difese ed il complesso primario può virulentare, cioè il batterio può moltiplicarsi, superare l’equilibrio che aveva avuto fino ad allora e dare origine ad una vera tubercolosi endogena.

Per quanto riguarda la trasmissione delle infezioni esogene, possiamo individuare due tipi di

individui, i malati ed i portatori.

I malati sono le figure meno importanti nell’epidemiologia della malattia infettiva, mentre possiamo

distinguere più tipi di portatori:

  1. Portatore sano

È colui che trasmette il microrganismo patogeno ma non palesa la sintomatologia. Il caso classico

è quello della meningite, che esplode quando c’è circa il 30 % di portatori in un determinato ambiente, ma oltre a questa ci sono anche l’epatite B e la difterite. Inoltre la donna affetta da gonorrea è malata ma non palesa una sintomatologia importante, a differenza di quello che succede nel maschio.

  1. Portatore infetto inapparente

È colui che ha acquisito il microrganismo e lo elimina senza presentare i sintomi, ma acquisisce

un’immunità duratura e rimane immune per tutta la vita. È il caso della poliomelite

cerebrospinale, una malattia virale da cui siamo tutti protetti grazie al vaccino di Sabin. Questo

vaccino è stato studiato in maniera ideale, seguendo i dettagli di Pasteur, cioè un microrganismo

che deve essere impegnato per la stimolazione del sistema immunitario deve seguire la stessa

strada del virus selvaggio. Il vaccino di Sabin è rappresentato da uno zuccherino, in cui veniva instillata una particolare soluzione, in cui erano contenute delle cellule renali di scimmia infettate dal virus della poliomelite. Questo virus è vivo e Sabin l’aveva selezionato, facendo perdergli il neuropatismo: il virus attacca generalmente le corna anteriori del midollo spinale, interessate nel controllo dei muscoli volontari (una necrosi di queste cellule porta ad una paralisi). In questo modo il virus non infetta le cellule, ma si moltiplica nell’intestino, rimanendovi localizzato, e qui permette la produzione degli anticorpi protettivi. Così all’arrivo del virus vero e proprio, esso viene bloccato dagli anticorpi, che sono già stati prodotti. Il soggetto vaccinato elimina poi il virus vaccinico e diventa utile alla comunità, in quanto prima il vaccino proteggeva solo l’individuo, ma con le feci che vengono rilasciate nell’ambiente esterno il vaccino può così funzionare per tutta la comunità, infatti se egli avesse avuto nell’intestino il virus selvaggio, avrebbe invece infettato tutta la comunità con le sue feci. Quella di Sabin fu probabilmente la più importante scoperta del secolo scorso perche ha debellato completamente la poliomelite.

La poliomelite colpiva soprattutto gli adolescenti nei paesi più sviluppati. Su mille bambini colpiti, si ammalava solo una persona, gli altri assumevano un’enterite passeggera. Il bambino introduceva il virus con gli alimenti, questo andava nell’intestino, ma nella maggior parte dei casi rimaneva confinato lì ed il bambino acquisiva l’immunità. Se si veniva in contatto col virus nei primi 5 anni di vita, la percentuale dei soggetti ammalati era più bassa, ma dove lo standard di vita era più evoluto, non si veniva a contatto col virus prima dei 15-16 anni, e la percentuale degli ammalati rispetto ai portatori era più alta. Non ci sono spiegazioni precise per questo fenomeno, forse ciò è dovuto al fatto che la situazione immunitaria del bambino di 5 anni è diversa da quella di un adolescente.

  1. Portatore convalescente

Salmonella,tifo,batteri,infezione intestinaleQuesto tipo di portatore è meno pericoloso degli altri due, perchè si suppone che possa ancora

eliminare i microrganismi acquisiti. È il caso tipico della salmonella (in particolare del tifo addominale dovuto alla Salmonella typhi) e del colera. Il malato continua ad eliminare per un certo periodo di tempo i batteri responsabili dell’infezione, e prima di essere dimesso dall’ospedale deve presentare tre

coprocolture negative in tre giorni successivi, cioè si effettua un’analisi delle feci.

  1. Portatore cronico

È colui che continua ad eliminare il microrganismo (la maggior parte delle volte del tifo addominale) per tutta la vita. È una situazione particolarem dovuta alla presenza di calcoli alla colecisti. Ad esempio, la Salmonella typhi arriva con gli alimenti nell’intestino, dopo una fugace apparizione supera la mucosa intestinale, va nel torrente linfatico, poi nel circolo ematico e nel reticolo endoteliale dove si

moltiplica abbondantemente e viene rigettata nel sangue, provocando un innalzamento della

temperatura, perche stimola la produzione del pirogeno endogeno. Infine rientra nell’intestino con i sali biliari attraverso il coledoco.

Se la colecisti è ostruita dai calcoli biliari, la salmonella può andare a nascondersi in questi

calcoli e difficilmente può essere eliminata con gli antibiotici. Il microrganismo continua quindi ad essere presente nell’intestino.

Ci fu un episodio particolare nel 1980, ad un matrimonio. Furono preparate 17 diverse portate e dopo il pasto tutti furono ricoverati. Gli alimenti vennero posti su dei terreni di coltura e si scopri che c’erano 13 alimenti contaminati da Staphylococcus aureus enterotossico, Salmonella typhi e typhi murium varietà Copenaghen. Non si è data una spiegazione a questo evento. Con una sintomatologia acuta e rapida, si sa che questa è un’intossicazione da Staphylococcus aureus enterotossico, perchè la tossina provoca proprio questo, ma dopo 24 ore di solito il soggetto sta bene, in questo caso però gli infettati peggioravano perche c’era anche la Salmonella.

  1. Portatore precoce

Di solito è un bambino ed è tipico delle malattie esantematiche. Il soggetto viene infettato per

esempio dal virus del morbillo, dal virus della rosolia o dal virus della varicella, ma con un lungo periodo di incubazione. Egli presenta il microrganismo, questo si replica e può poi essere eliminato, senza che il soggetto presenti ancora dei sintomi, tuttavia egli infetta tutti quelli con cui viene a contatto in quel periodo.

Quindi il portatore precoce è un individuo che, pur infettato, non appalesa immediatamente la

sintomatologia della malattia a causa del lungo periodo di incubazione. Un altro esempio di questo tipo è quello del virus del HIV.

Alcuni esempi di batteri classicamente patogeni a circolazione esclusivamente umana sono il

Corinium bacterium difteriae, il Pallidum sifilide, il Mycobacterium lepre (è l’agente eziologico della lebbra) e tanti altri.

La Candida albicans è rappresentata sia nell’intestino che nella vagina, ed è un esempio di infezione

esogena. La Candida è un lievito e come tale non è sensibile agli antibiotici, in particolare può provocare enteriti e vaginiti, e può essere trasmessa al partner per via sessuale.

La cistite è un’infezione delle vie urinarie dovuta ai batteri presenti nell’intestino, come l’Escherichia coli. Anche l’Enterococcus faecalis o faecium dà delle infezioni alle vie urinarie.