Effetti dell’alcool e terapia

E’ la sostanza psicoattiva più diffusa nel mondo occidentale. E’ un liquido incolore, di odore caratteristico, presente in concentrazioni diverse in numerose bevande, che vengono definite appunto alcoliche.
 E’ un sedativo ipnotico. Gli effetti variano comunque a seconda della dose: a basse dosi dà euforia, mentre a dosi elevate provoca una depressione del SNC, fino alla paralisi dei centri respiratori e cardiocircolatori.

Provoca specifiche risposte cellulari:

– altera la struttura biofisica delle membrane neuronali

– forse ha effetti su specifici recettori e/o canali ionici del sistema nervoso centrale

L’assunzione cronica porta alla tolleranza e ad una dipendenza psichica e fisica.


 

EFFETTI DELL’ALCOOL

Uso Acuto

  • Effetti variabili sull’umore (euforia/malinconia) e sul comportamento (aggressivo, rumoroso ed estroverso/sottomesso)
  • riduzione delle prestazioni intellettuali e motorie e della capacità di discriminazione (il soggetto non se ne rende conto)
  • black out mnemonico
  • per dosi inadeguate: disinibizione, che può favorire l’approccio sessuale
  • ebbrezza: > 50 mg / 100 ml di sangue
  • coma: sopra i 300 mg / 100 ml
  • morte (per la paralisi dei centri del respiro): 400-500 mg/100 ml

Uso Cronico

  • Riduzione del numero dei neuroni cerebrali
  • Ingrandimento dei ventricoli cerebrali
  • Declino intellettivo (durante una sbornia muoiono 10 volte più neuroni di quanto accada normalmente, mentre un adulto perde in media 100.000 neuroni al giorno)
  • altri ben noti problemi fisici sull’apparato cardiovascolare, sul fegato e sull’apparato digerente, aumenta la produzione di ACTH, è ridotta la produzione di ADH (si sviluppa una tolleranza) e di testosterone con una conseguente impotenza, inoltre compare una malnutrizione e carenze vitaminiche
  • Sul feto: effetto teratogeno (sindrome alcolica fetale)

INTOSSICAZIONE ACUTA

Varia a seconda della quantità assunta e dei livelli di alcolemia. Le alterazioni comportamentali sono già presenti sotto i 20 –30 mg/dl (sopra ai 50 mg à vietato guidare, a 300- 400 mg/dl si può morire). I livelli di alcolemia non sempre sono correlati alla clinica in quanto gli alcolisti con un elevato livello di tolleranza possono non presentare segni di intossicazione anche con alcolemie da 100 a 500 mg/dl.

Non ci sono antidoti:

  • nei casi lievi non c’è nessun trattamento
  • da 150 mg e a livelli più elevati si fa un monitoraggio di alcolemia e glicemia, si mantengono le funzioni vitali, si corregge l’ipoglicemia, l’ipotermia, si somministra Tiamina 100 mg im e Vitamina B1, nei casi gravissimi si ricorre all’emodialisi.

La Metadoxina – Piridoxolo (Metadoxil) diminuisce l’alcolemia e la durata di esposizione dei tessuti all’azione lesiva dell’alcol, facilitando il metabolismo e l’eliminazione urinaria, sua e del suo metabolita tossico, l’acetaldeide. Il trattamento con metadoxina nell’etilismo acuto ha permesso di mettere in evidenza l’efficacia e la rapidità di azione sulla componente eccitomotoria della intossicazione alcolica acuta. Nell’alcolismo cronico, senza astinenza da alcol durante il trattamento, si genera una tendenza alla normalizzazione statisticamente significativa dei parametri biochimici sierici quali le gamma-GT.

DIPENDENZA e USO CRONICO

Rappresenta una condizione multifattoriale cronica caratterizzata da un progressivo deterioramento delle condizioni di salute fisica, psichica e sociale. L’individuo ha bisogno di alcol per sentirsi in forma e continua ad assumerlo nonostante i problemi che ne derivano, si instaura una tolleranza ed una dipendenza fisica con una possibile Sindrome di Astinenza Alcolica se il soggetto non ha la possibilità di rifornirsi di alcol.

 

SINDROME DA ASTINENZA

Varia a seconda dell’entità e della durata dell’esposizione all’alcol. Inizia entro 6-12 ore dall’ultima assunzione, con un picco in 24-48 ore e scompare in 5 giorni.

Clinica

  • Desiderio incoercibile di alcol
  • Tremore (6-8 cicli/sec, sono maggiori se il paziente si agita) ed irritabilità
  • Disturbi del sonno
  • Tachicardia
  • Ipertensione (aumenta la pressione diastolica > 120 mmHg se l’astinenza è grave)
  • Sudorazione
  • Distorsione percettiva
  • Attacchi convulsivi (da 12 a 48 ore dopo l’ultima assunzione)
  • Delirium tremens (raro)
  • Grave agitazione ed iperriflessia
  • Confusione
  • Allucinazioni visive
  • Febbre e sudorazione abbondante
  • Tachicardia (aumenta la frequenza cardiaca > 120 mmHg in caso di astinenza grave)
  • Nausea, vomito, diarrea e disidratazione
  • Pupille dilatate

 

DOSAGGI DI LABORATORIO

Il dosaggio dell’alcolemia rappresenta il parametro più idoneo per la valutazione dello stato di ebbrezza alcolica. La transferrina, una glicoproteina coinvolta nel trasporto del ferro, è costituita da una singola catena polipeptidica con due catene polisaccaridiche, a loro volta legate ai residui terminali di acido sialico. Nel sangue si ritrovano differenti isoforme della transferrina: la forma più comune è la tetra-sialo-transferrina che ha 4 catene di acido sialico. Nelle persone che assumono almeno 4-5 bevande alcoliche (50-80 g di etanolo) al giorno per almeno 2 settimane vi è un aumento della transferrina con 0, 1 o 2 residui di acido sialico. Il meccanismo dell’incremento di questa forma di transferrina in presenza di un abuso alcolico non è del tutto chiaro, probabilmente è dovuto ad una modifica nel processo di glicosilazione della transferrina. Le concentrazioni ritornano a livelli normali dopo circa 2-4 settimane di astinenza dall’assunzione di alcol.

Il dosaggio della CDT (valori normali sono pari a < 3.0 %) è utilizzato:

  • Per il monitoraggio del trattamento: sia per controllare l’astinenza che per individuare le ricadute
  • Per scopi medico legali quali la valutazione della idoneità al rinnovo della patente di guida e il rilascio di altri permessi quali il porto d’armi

Tecniche utilizzate: test immunochimici, elettroforesi capillare e tecniche in HPLC. Spesso compaiono falsi positivi in pazienti con una grave insufficienza epatica (cirrosi biliare primaria, epatite virale cronica e carcinoma epatocellulare).

 

TERAPIA

  • Liquidi: glucosate
  • Vitamine: tiamina (vitamina B1) 100 mg/os/die
  • Multivitaminici ev
  • Folico 1 mg/die (folina)
  • Lorazepam (Tavor) 2.5 mg per os ogni 2 ore oppure 1-2 mg ev o im ogni 1-2 ore
  • Lorazepam cpr 2.5 mg 1 ogni 6 ore per 24 ore poi 1 mg ogni 6 ore per 2 giorni
  • Valium 5-10 mg per os oppure 2 mg ev (fino a 10 mg ev) oppure en 5 mg ev
  • Valium 10 mg ogni 6 ore per os per 24 ore poi 5 mg ogni 6 ore per 2 giorni
  • Clordiazepossido (Librium) 50 mg ogni 6 ore poi 25 mg ogni 6 ore per 1-2 giorni

 

Alcuni farmaci che si possono utilizzare nel trattamento della dipendenza alcolica sono il Naltrexone, l’Acamprosato, il Disulfiram e il GHB.

ACAMPROSATO

  • Blocca i recettori NMDA ed attiva i GABA-a, anche se il meccanismo d’azione non è chiaro
  • Riduce l’ipereccitabilità neuronale che si associa alla sindrome di astinenza (che forse è dovuta ad un’aumentata permeabilità dei canali per il Ca++ voltaggio-dipendenti, nonché dell’aumento del numero dei recettori NMDA)
  • Blocca il craving da astinenza alcolica, e quindi mantiene l’astinenza: agisce soprattutto come inibitore del sistema glutammatergico, che è coinvolto nell’astinenza alcolica
  • Effetti collaterali: reazioni allergiche, cefalea, aritmie, flatulenza e diarrea
  • Uso: per il mantenimento dell’astinenza (adiuvante) previene le ricadute
  • Per os 1-2 g al giorno

 DISULFIRAM

Si usa nella disassuefazione dall’etilismo. Provoca un’avversione-repulsione per le bevande alcoliche perché inibisce in modo irreversibile l’aldeide deidrogenasi provocando un aumento della concentrazione ematica di acetaldeide. Se durante il trattamento il paziente assume anche piccole quantità di alcol, entro 10 minuti si manifestano dispnea, rossore, palpitazioni, cefalea, nausea, vomito, sete, vertigini, ipotensione e tachicardia. La sindrome da acetaldeide dura da 10 minuti a diverse ore, mentre la gravità dipende dalla quantità di alcol assunta: alcolemia 125-150 mg/100 ml —> depressione respiratoria, aritmia e collasso. Risulta efficace se è associato al trattamento riabilitativo.

AVVERTENZE

  • Effetto terapeutico si ha dopo 12 ore dalla somministrazione e persiste per 10-14 gg dopo la sospensione
  • Si aspettano 12 ore senza alcool prima di assumere il Disulfiram
  • Il paziente deve astenersi da qualsiasi bevanda, cibo o profumo contenente alcol e deve effettuare un controllo della funzionalità epatica ogni 3 mesi ed un emocromo ogni 6 mesi

EFFETTI COLLATERALI

Sonnolenza, astenia, neuropatie periferiche, stato confusionale, convulsioni, epatotossicità ed impotenza. Ha numerose interazioni farmacologiche (bacampacillina, difenilidantoina, teofillina, amitriptilina, anticoagulanti ed ipoglicemizzanti orali).

CAUTELA

  • Cirrotici con insufficenza epatica
  • Diabetici: aumento del rischio di danni microvascolari e macrovascolari
  • Cardiopatici: aritmie, ipotensione o ipertensione
  • Epilettici: convulsioni ed interazioni con difenilidantoina