Adenoma Epatocellulare

L’adenoma epatocellulare è una neoformazione che origina dalle cellule epatiche, ha delle caratteristiche benigne ed è strettamente correlato all’uso di ormoni sessuali, quindi è da sospettare solamente in pazienti che hanno fatto uso di estro-progestinici: è per l’appunto più comune nelle donne, soprattutto giovani (25-35 anni), che hanno fatto uso di contraccettivi orali per più di 5-7 anni, ma è da considerare anche nei culturisti che fanno uso di estrogeni e di steroidi anabolizzanti.

Questo tumore si manifesta come un’unica massa di dimensioni notevoli (può andare dai 2 fino ai 15 cm) all’interno del parenchima, delimitata spesso da una capsula. L’istologia dell’adenoma è molto simile a quella normale: ritroviamo filiere ispessite di epatociti di volume superiore alla norma, ma con le caratteristiche della cellula normale grossomodo conservate.

 


PRESENTAZIONE CLINICA

Per quanto riguarda la presentazione clinica, possiamo avere diversi quadri:

– l’adenoma di solito è asintomatico, per cui lo si scopre per caso nel momento in cui sul paziente si esegue un’ecografia per altri motivi.

– nel caso invece in cui sia sintomatico, si presenta con dei vaghi dolori addominali causati dall’effetto massa che esercita, trattandosi di una massa in rapida crescita all’interno del fegato che va a comprimere gli organi circostanti. Sappiamo che il fegato è in genere un organo “silente”, a meno che non ci siano dei processi che interessano le vie biliari (ad esempio una calcolosi), oppure delle masse che causano una distensione della capsula glissoniana, che, essendo l’unica parte del fegato innervata, è l’unica che può provocare dolore se viene stirata.

– in certi casi, quando l’adenoma si localizza in sede direttamente sottocapsulare, la sintomatologia d’esordio può essere drammatica: in questo caso infatti la sua crescita può portare alla rottura dell’adenoma stesso, con un’emorragia intratumorale od intraperitoneale, più spesso questo si verifica all’inizio della mestruazione, in quanto le modificazioni ormonali vanno ad agire sui vasi tumorali determinandone una vasocostrizione.

TRATTAMENTO

Una volta identificato, si procede con il trattamento: l’adenoma può ancora regredire se si sospende il trattamento ormonale in fase precoce, invece se siamo in una fase tardiva, con l’adenoma localizzato in una posizione particolarmente pericolosa, ad esempio sotto la capsula glissoniana, bisogna andare a rimuoverlo chirurgicamente.