![]() |
|
I miei video Informazioni
|
Lombosciatalgia ed ernia del Disco
INDICE: Come_si_diagnostica_la_Lombosciatalgia? Quali_sono_i_tempi_di_guarigione?
La Vera Lombosciatalgia generalmente è una discopatia causata dall'ernia, cioè una parte del disco intervertebrale si sposta posteriormente e va a premere sulla radice nervosa. Se il disco preme sugli osteofiti, ovvero delle calcificazioni ossee dovute all'artrosi si parla di ernia dura.
Si parla di lombosciatalgia acuta nei primi 2/3 giorni dall'esordio, dopo questo periodo di tempo i sintomi dovrebbero attenuarsi fino a sparire, ma in una buona percentuale di pazienti il dolore rimane e il disturbo diventa una lombosciatalgia cronica.
I dischi intervertebrali più colpiti sono tra L5-S1 e tra L4-L5, ovvero tra la quinta vertebra lombare e la prima sacrale e tra la quarta e la quinta vertebra lombare. E' più raro incontrare un ernia ai livelli superiori a L4, in quel caso invece di provocare una lombosciatalgia si avranno i sintomi di una lombocruralgia, cioè dolore a livello inguinale e nella parte anteriore interna della coscia fino al ginocchio, lungo il decorso del nervo crurale.
La gravidanza aumenta il carico sulla colonna vertebrale, questo può causare una pressione eccessiva per il disco intervertebrale e con dei movimenti in flessione si può arrivare a fratturare il disco intervertebrale.
Lo sport generalmente non causa una lombosciatalgia, ma gli sforzi eccessivi possono provocare una pressione eccessiva sul disco e se questo è già indebolito può rompersi.
Il paziente con lombosciatalgia causata dall'ernia del disco deve avvertire dolore insopportabile e persistente lungo tutto il decorso del nervo, perdita di sensibilità e di forza oltre al formicolio nel piede. Il dolore dev'essere continuo e costante, può peggiorare con certi movimenti o assumento certe posizioni. Molti pazienti mi chiedono: come faccio ad avere l'ernia del disco se non ho mal di schiena?
In questi casi le terapia per la riduzione dell'ernia del disco fallirà inevitabilmente perché anche se il paziente ha una protrusione del disco intervertebrale, non è quella che causa i sintomi. Siamo in presenza di sciatalgia se il dolore è lungo il decorso del nervo sciatico, ma la schiena non è dolente né alla palpazione né durante i movimenti. Ho notato che spesso questi dolori aspecifici interessano soggetti che hanno subito interventi chirurgici, anche i fisioterapisti che hanno inventato delle terapie manuali tengono in considerazione le operazioni passate.
In rarissimi casi i pazienti riferiscono sintomi bilaterali, ma qualcuno avverte pesantezza e debolezza ad entrambi gli arti inferiori. Le probabilità di soffrire di lombosciatalgia sinistra sono le stesse di una lombosciatalgia a destra.
Alcuni pazienti riferiscono che dopo aver fatto tanti esami, visite e test, i medici sospettano che la causa del dolore sia psico-somatica e li inviano dal neurologo o prescrivono antidepressivi, spesso senza beneficio.
I nervi del plesso lombo-sacrale irradiano anche la regione pelvica: testicoli, ovaie, vescica ecc., il paziente con ernia del disco può soffrire anche di incontinenza urinaria o fecale, ma è un evento piuttosto raro.
Il dolore del nervo è terribile, il peggiore insieme a quello osseo, il paziente avverte come un bruciore. In caso di lombosciatalgia, nella fase acuta i pazienti sono bloccati a letto e riescono a malapena ad alzarsi. I momenti peggiori sono ruotare a letto, piegarsi per mettersi le calze e le scarpe, alzarsi da seduti o da sdraiati e mantenere una posizione a lungo. Le attività della vita quotidiana sono dolorosissime e quasi impossibili. Le rotazioni o l'inclinazione laterale da un lato sono generalmente più forti che dall'altro.
La lombosciatalgia non causa febbre, anche se il dolore è fortissimo.
Come si diagnostica la Lombosciatalgia?
Se il dolore non è causato dall'ernia del disco, ma è aspecifico o si presenta in pazienti senza ernia del disco, si eseguono dei test motori perché alcuni movimenti provocano il dolore o sono eseguiti con eccessiva debolezza. In questo caso non si parla più di LomboSciatalgia, ma di un alterazione del tessuto connettivo, cioè la deposizione di neocollagene ovvero tessuto di granulazione tipico dei processi di riparazione. Si formano quindi dei ponti di collagene tra i muscoli che vanno a intrappolare o strozzare un nervo, questo comporta la perdita di forza e dolore che si in certi casi si avverte anche stando fermi.
Se il paziente ha un dolore aspecifico non riconducibile alla lombosciatalgia, le terapie per l'ernia del disco falliranno perché si cerca di curare una lesione che non c'è o che non è la causa del dolore. Non esistono delle linee guida o un protocollo standard per curare questo disturbo, ma in base al paziente si deciderà la terapia più indicata.
L'ozono terapia e l'intervento chirurgico devono essere eseguiti solo su pazienti che sicuramente presentano sintomi riconducibili all'ernia del disco perché ci sono molti casi di soggetti operati che continuano ad avvertire il dolore precedente, quindi il bravo neurochirurgo visita e analizza bene il paziente, non si limita a guardare solo la risonanza. Dopo l'intervento la riabilitazione è piuttosto lunga, per ritornare alla normalità sono necessari circa 2 mesi di terapie.
Un altro errore che vedo spesso è il paziente che con sciatalgia esegue un programma di rinforzo degli addominali in palestra oppure a casa, il rimedio è evitare questi esercizi finché il dolore non scompare.
I pazienti spesso ci chiedono se è meglio applicare del calore o del freddo sul dolore, in caso di lombosciatalgia acuta è meglio evitare la termoterapia o la crioterapia, nei giorni successivi il caldo attenua le contratture e può dare sollievo al paziente.
Le terapia strumentali come la Tecar® e il Laser possono diminuire l'intensità dei sintomi, ma il miglioramento può essere temporaneo e difficilmente si risolve il problema. Personalmente utilizzo la terapia manuale di tipo osteopatico o la manipolazione miofasciale di L. Stecco, una metodica che scioglie i ponti di collagene che intrappolano il nervo e causano il dolore, in questo modo si elimina la causa del disturbo. Consiste in un massaggio intenso sui punti implicati nel disturbo per 5/10 minuti per togliere i ponti di collagene in eccesso.
Qualunque terapia dev'essere accompagnata dal miglioramento della postura, se il dolore è notturno o nelle prime ore del mattino può essere utile il cambio del materasso o della rete del letto, inoltre è importante il controllo della postura seduta. Il disco intervertebrale non ritorna intatto, ma il paziente cessa di avvertire dolore. Le terapia strumentali possono aiutare nel togliere l'infiammazione ed eventuali contratture, ma non possono rimettere il disco al suo posto, è necessaria una terapia meccanica.
I farmaci a base di cortisone (bentelan, orudis, feldene, ecc) agiscono risolvendo l'edema o gonfiore interno causato dalla rottura del disco intervertebrale, in alcuni casi elimina la compressione sul nervo, ma non rimuove la causa del disturbo. Il problema di questo tipo di medicinali sono le numerose controindicazioni. I cerotti con antinfiammatorio sono medicine a rilascio lento da tenere per tante ore sono una cura troppo leggera e difficilmente efficace, le punture di cortisonici danno risultati migliori.
Tra le cure naturali o alternative, lo shiatsu può attenuare le contratture perché ha un effetto di riequilibrio energetico, ma non risolve la causa del disturbo e non elimina i sintomi. Alcuni soggetti si rivolgono all'omeopatia o acquistano prodotti in erboristeria, ma non conosco i risultati.
Nella fase acuta è sconsigliato camminare a lungo perché aumenta la pressione sul disco, ma dopo i primi giorni si può fare alcune passeggiate con moderazione. Il nuoto è un ottimo sport che se viene eseguito correttamente tende a trazionare la colonna vertebrale e rinforzare la muscolatura, può aiutare ad alleviare i sintomi, ma non è una terapia definitiva.
Una volta guariti, è consigliabile seguire un programma di fitness in palestra con esercizi specifici, yoga o pilates, ma sempre rispettando la soglia del dolore.
Quali sono i tempi di guarigione? Qual'è la durata del dolore? Non ci sono tempi o date stabilite di durata della malattia, ogni persona risponde a modo suo, alcuni guariscono in pochi giorni perché la causa è solo l'edema causato dalla fissurazione del disco intervertebrale, ma la prognosi può essere di mesi o addirittura anni per colpa della protrusione del nucleo polposo sulle radici nervose o sugli osteofiti.
|
|
Ambulatorio Privato di Fisioterapia Dr. Massimo Defilippo Fisioterapista Tel 0522/260654 Defilippo.massimo@gmail.com Via Roma 18, 42048 Rubiera (RE) Aut. Sanit. n° 3138 del 16/02/2009 Dir. San Dr. Defilippo Giovanni Medico Chirurgo http://www.fisioterapiarubiera.com P. IVA 02360680355
© totti - Fotoliacom © Scott Maxwell - fotolia.com © Sebastian Kaulitzki – fotolia.com © turhanerbas - Fotolia.com © sframe - Fotolia.com © dimis - Fotolia.com © Patrick Hermans - Fotolia.com |