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Il drenaggio linfatico dovrebbe essere eseguito senza olii o creme per avere maggior aderenza sulla pelle del paziente, tuttavia si possono passare alcune gocce di olio in caso di pelle secca in modo da favorire lo scorrimento delle mani del terapista. Esistono due modi diversi di eseguire il linfodrenaggio:
Durante le stagioni più calde: primavera ed estate, le gambe tendono a gonfiarsi e a trattenere più liquidi, quindi il trattamento sarà consigliato particolarmente in questi periodi dell’anno.
Come funziona la circolazione linfatica nel corpo umano? Nel nostro corpo la circolazione è costituita da:
La circolazione sanguigna ha come spinta propulsiva la pressione creata dal cuore, invece il sistema linfatico non ha una pressione interna, l’unico modo per drenare i liquidi linfatici è l’aumento pressorio dato dalla contrazione muscolare. Il liquido in eccesso se è abbastanza voluminoso forma il cosiddetto linfedema: edema o gonfiore di linfa. Il sistema linfatico costituisce un flusso parallelo a quello venoso perché origina dai tessuti corporei e si riversa nelle vene toraciche appena prima di entrare nel cuore. La linfa è costituita principalmente da acqua, proteine, virus, batteri e frammenti di cellule morte. Lungo il percorso della circolazione linfatica ci sono degli organuli chiamati linfonodi o stazioni linfonodali che producono gli anticorpi e servono per filtrare sostanze di scarto, virus e batteri. Se a livello dei linfonodi ci sono dei rallentamenti del flusso, si accumula la linfa negli spazi interstiziali delle cellule formando i linfedemi.
Come si esegue il linfodrenaggio manuale? La tecnica di linfodrenaggio secondo Vodder consiste in una spinta del liquido linfatico verso il cuore, dev’essere soave e parallela all’andamento della circolazione, quindi non si preme verso l’interno del corpo. La prima parte della terapia si chiama apertura dei linfonodi perché deve liberare eventuali blocchi e ostruzioni a livello delle stazioni linfonodali. Successivamente si procede a spingere la linfa verso il cuore con delle manovre tipo “pompa” partendo dalla zona più vicina al tronco e terminando in quella più distante. Il linfodrenaggio non dev’essere doloroso e non dev’essere troppo intenso perché causerebbe un forte afflusso di sangue nella zona trattata e sarebbe controproducente. L’applicazione delle mani sulla pelle del paziente può avvenire con la parte interna di pollice e indice oppure con il palmo della mano ben aperto. Questa terapia dev’essere svolta da personale specializzato che sappia dove agire e che abbia la manualità adatta a non provocare danni sul paziente. Al termine della seduta si può applicare alla parte trattata un bendaggio compressivo o il kinesio taping (neuromuscolare).
Quante sedute bisogna fare? Di quale durata? Una terapia per avere un buon effetto a medio-termine dev’essere eseguita in cicli da 10 sedute della durata di circa 45 minuti ciascuna.
Quali sono le controindicazioni al linfodrenaggio? Il linfodrenaggio manuale e' controindicato in caso di:
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