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La lesione o rottura del tendine del sovraspinoso
Generalmente si forma una lesione parziale e incompleta che con il tempo si espande fino a diventare una rottura massiva a tutto spessore se non si interviene. Se il tendine si spezza completamente il muscolo tende a retrarsi e a degenerare in tessuto adiposo. Negli anziani il tendine tende a invecchiare e degenerare, si formano delle calcificazioni o speroni ossei perché il tendine infiammato tende a depositare dei sali di calcio.
Quali sono le cause della lesione o rottura del sovraspinoso? Le cause della lesione del tendine del sovraspinato possono essere diverse, in certi casi il soggetto è predisposto, in altri è la conseguenza di traumi o stiramente, ma può essere anche un processo lento di infiammazione cronica e degenerazione dovuti all'usura Se un soggetto ha una distanza tra l'acromion e la testa dell'osso dell'omero inferiore ad 1 cm, il sovraspinoso ha meno spazio a disposizione e striscia durante i movimenti provocando attrito e infiammazione, si definisce sindrome da impingement o conflitto subacromiale. Gli adulti o anziani che soffrono di infiammazione cronica del sovraspinato vanno incontro a degenerazione e indebolimento del tendine che a lungo andare accusa uno sfilacciamento delle fibre. Gli sportivi lanciatori (pallavolisti, tennisti, cestisti, rugbysti) possono sviluppare una tendinite con ispessimento del sovraspinoso fino a diventare di dimensioni maggiori del canale in cui devono scorrere, quindi sfrega contro l'acromion durante i movimenti. Un movimento violento può stirare il sovraspinoso, ad esempio durante un lancio, in questo caso la lesione avviene a carico del tendine se è infiammato perché è indebolito ed è meno elastico del muscolo. Anche il tipo di lavoro può provocare una degenerazione del tendine, chi lavora con il gomito sopra il livello della spalla come gli imbianchini è più portato a sviluppare un infiammazione cronica e una lesione del sovraspinato. La rottura del tendine può avere un origine post-traumatica, infatti una caduta diretta sull'acromion (la parte più esterna della spalla) provoca un urto e uno schiacciamento del sovraspinoso che può lederlo o spezzarlo. Una lussazione della spalla causa sempre uno stiramento dei muscoli e tendini della cuffia dei rotatori, nei casi più estremi può romperli.
Come si diagnostica la lesione o rottura del tendine del sovraspinoso? L'ortopedico è il medico specialista più adatto per valutare un eventuale lesione della spalla perché è l'unico in grado di operarla. Gli esami strumentali più indicati sono l'ecografia comparata con l'altra spalla e la Risonanza magnetica perché visualizzano i tessuti molli: muscoli, tendini e legamenti, mentre la radiografia mostra solo le ossa. L'ortopedico procederà con l'ispezione e la palpazione della zona dolente. L'articolazione della spalla è quella più mobile del corpo umano perché riesce a fare i movimenti di: estensione, flessione, abduzione, adduzione, rotazione interna ed esterna. Lo specialista prima proverà a muovere il braccio in tutte le direzioni per valutare eventauli limitazioni soprattutto nel sollevamento e nella rotazione. Nella seconda parte della visita proverà i test muscolari specifici per i muscoli:
Che riabilitazione bisogna fare dopo l'intervento di ricostruzione della cuffia dei rotatori? Nel post-intervento il paziente dovrà tenere un tutore per un periodo variabile dai 20 ai 40 giorni in base al tipo di intervento, alla dimensione della lesione e al protocollo utilizzato dal chirurgo. Appena viene rimosso il tutore bisogna iniziare una riabilitazione incentrata principalmente sulla ripresa del movimento senza dolore, sul recupero del range articolare e della forza muscolare. La prima fase della rieducazione consiste nello scollamento della scapola posteriormente e nel movimento passivo dell'articolazione gleno-omerale per ridare l'elasticità ai tessuti. Appena l'ortopedico che ha operato la spalla dà il permesso, bisogna iniziare con il movimento attivo e attivo contro resistenza elastica per rinforzare i muscoli medio-toracici, gli stabilizzatori e i rotatori (sovraspinoso, sottospinato, sottoscapolare e piccolo rotondo). Se il paziente continua a soffrire molto a causa dell'intervento è consigliabile eseguire un ciclo di terapia fisica (ad esempio la Tecarterapia®) per ridurre l'infiammazione e il dolore.
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Ambulatorio Privato di Fisioterapia Dr. Massimo Defilippo Fisioterapista Tel 0522/260654 Defilippo.massimo@gmail.com Via Roma 18, 42048 Rubiera (RE) Aut. Sanit. n° 3138 del 16/02/2009 Dir. San Dr. Defilippo Giovanni Medico Chirurgo http://www.fisioterapiarubiera.com P. IVA 02360680355
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