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Insufficienza venosa

 

 

Che cos'è l'insufficienza venosa?

Il flusso sanguigno origina dal cuore che versa il sangue nelle arterie le quali arrivano ai tessuti di tutto il corpo.

A livello cellulare avviene l'assorbimento di ossigeno e sostanze nutritizie e l'eliminazione di anidride carbonica e delle scorie nel circolo venoso.

Le vene seguono il tragitto opposto alle arterie, raccolgono il sangue dai tessuti e lo trasportano al cuore.

 

L'insufficienza venosa è una condizione caratterizza da un rallentamento della circolazione sanguigna verso il cuore.

La conseguenza più visibile di questo deficit circolatorio è il ristagno del sangue nelle vene che quindi si gonfiano e si dilatano cambiando forma.

E' un disturbo che colpisce molte donne adulte e anziane, si calcola che il 30% delle donne di oltre 35 anni ne sia interessata.

Le parti del corpo più interessate sono gli arti inferiori e in particolare la caviglia, il piede e il ginocchio.

L'insufficienza venosa può cronicizzare soprattutto in seguito all'ostruzione di una vena o alla

 

In certi casi le vene possono diventare meno elastiche e le valvole che impediscono la discesa del sangue venoso verso il basso possono danneggiarsi causando la formazione di varici, ovvero dilatazioni venose irreversibili.


 

Quali sono le cause?

L'insufficienza venosa e le varici possono essere di tipo organico-patologico o funzionale.

Si parla di cause di tipo organico se sono dovute a alterazioni anatomiche venose come:

  • la trombosi venosa profonda (TVP), è l'ostruzione di una vena causata da un accumulo di grasso;

  • una precedente flebite, ovvero l'infiammazione delle vene;

  • il linfedema, cioè una patologia a carico del sistema linfatico che rallenta la circolazione della linfa, in questo modo si sovraccaricano le vene.

Le cause di tipo funzionale sono:

  • la gravidanza;

  • l'ereditarietà;

  • consumo di bevnde alcoliche;

  • l'obesità e la cattiva alimentazione, soprattutto nei giovani;

  • lo stile di vita sedentario o lo svolgimento di lavori che obbligano iL soggetto a rimanere fermo in posizione seduta o in piedi molte ore al giorno;

  • la ritenzione idrica;

  • alterazioni posturali come il piede cavo o piatto;

Il clima caldo è un fattore che aggrava il disturbo.


 

Quali sono i segni e i sintomi?

L'insufficienza venosa può dare gonfiore o edema, dolore, bruciore, prurito, pesantezza e stanchezza agli arti inferiori.

Spesso si presenta il paziente con cellulite ed emorroidi.

Nei casi più gravi il soggetto colpito può arrivare ad avere ulcere da ristagno venoso.

La fase iniziale della patologia è asintomatica o causa sintomi lievi, ma se viene sottovalutata può peggiorare rapidamente.

Il movimento o la posizione sdraiata e in particolare con gli arti inferiori sollevati allevia i sintomi.

Se si lesionano i vasi più fragili compariranno macchie bluastre o varici sulla pelle.


 

Quali sono gli esami strumentali consigliati?

Per la diagnosi non servono esami strumentali, ma se il medico lo ritiene necessario può prescrivere un ecocolordoppler che serve per valutare meglio le vene degli arti inferiori interessati.


 

Come si arriva alla diagnosi?

La diagnosi differenziale di insufficienza venosa profonda è clinica, di solito non ci si avvale di esami strumentali.

Il medico valuterà l'anamensi, eseguirà un esame obiettivo e la palpazione sugli arti inferiori per capire la gravità dell'edema.

Nella differenziale dovrà escludere le patologie renali e cardiovascolari che possono causare gli stessi sintomi.


 

Qual'è la terapia?

I mezzi terapeutici possono essere diversi: farmacologici, fisioterapici, naturali e modifiche delle abitudini comportamentali.

La terapia a base di farmaci dev'essere prescritta dal medico perché le medicine possono avere effetti collaterali gravi, si può avvalere di anticoagulanti come l'eparina che ha anche effetto antinfiammatorio e antiedemigeno, oppure di antivaricosi.

Il medico può eseguire delle iniezioni di sclerosanti per le vene oppure può intervenire chirurgicamente con l'asportazione delle varici.

Un altro rimedio efficace è la calza elastica, ne sono di tanti tipi in base alla pressione che esercitano sugli arti inferiori.

 

La fisioterapia è molto utile soprattutto in estate, quando il disturbo si aggrava, i principali metodi utilizzati sono il linfodrenaggio manuale oppure strumentale con la Diatermia o la pressoterapia.

Questo trattamento è di tipo meccanico, prima si “aprono” le stazioni linfonodali e poi si sgonfiano gli arti inferiori spingendo il liquido verso il cuore con le mani o con l'ausilio di macchinari elettromedicali.

Un altra terapia efficace è il percorso vascolare, consiste nel camminare in una vasca lunga e stretta con acqua a 22° e successivamente in una a 32°, il cambio rapido di temperatura esterna provoca una ginnastica vascolare indotta.

 

La fitoterapia è utile per l'effetto antiedema con preparati a base di ippocastano, biancospino, centella, cumarina ecc. che si trovano in erboristeria.


 

Come si fa la prevenzione e il mantenimento dei risultati ottenuti?

E' necessario cambiare le abitudini comportamentali per soffrire meno di questo disturbo, in particolare è consigliato:

  • calare di peso;

  • seguire una dieta ricca di frutta, verdura e cereali;

  • evitare il consumo di alcolici, caffè e il fumo di sigaretta;

  • utilizzare scarpe senza tacchi, meglio se da ginnastica;

  • non rimanere troppo a lungo in piedi fermi, se il lavoro obbliga a mantenere questa postura è meglio cercare di fare qualche passo o di sollevarsi sulle punte dei piedi;

  • svolgere attività fisica regolare (bicicletta, nuoto, ginnastica ecc) e seguire uno stile di vita non sedentario;

  • non indossare abiti attillati;

  • mettere dei rialzi sotto ai piedi del letto in modo da tenere le gambe sollevate durante tutta la notte favorendo il ritorno venoso;

     


 


 

 

Ambulatorio Privato di Fisioterapia

Dr. Massimo Defilippo Fisioterapista

Tel 0522/260654  Defilippo.massimo@gmail.com

Via Roma 18,  42048 Rubiera (RE)

Aut. Sanit. n° 3138 del 16/02/2009    Dir. San Dr. Defilippo Giovanni Medico Chirurgo   

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P. IVA 02360680355

 

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