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Le fratture del polso

 

Cosa sono?

Il polso è formato dalla parte terminale e distale delle ossa dell'avambraccio: Radio e Ulna, inoltre ci sono 8 ossicine che connettono l'avambraccio alla mano:  scafoide, semilunare, piramidale, pisiforme, trapezio, trapezoide, capitato e uncinato.

Le prime 4 ossa si articolano con Radio e Ulna, le altre 4 fanno giunzione con la prima fila e le ossa metacarpali.

 

La frattura del polso o di Colles può riguardare una o entrambe le ossa.

L'episodio classico è il soggetto che cade e porta in avanti le mani per non battere con la testa, in questo modo obbliga la mano ad una flessione dorsale violenta.

 

Se la frattura riguarda la mano destra e il paziente è destrimane questa frattura avrà una gravità maggiore causando un invalidità più importante rispetto alla mano sinistra.

 

Un frammento osseo può lesionare i nervi che attraversano il polso: radiale, mediano e ulnare, inoltre si possono ledere le arterie e le vene della mano.

Frattura del radio e distacco parcellare dell'ulna.

Chi sono i soggetti colpiti?

E' una frattura molto frequente soprattutto nelle signore anziane in menopausa con osteoporosi, più raro nei giovani in seguito a traumi di tipo sportivo: sci, ciclismo, motocross, football americano ecc.

L'osteoporosi è una patologia che colpisce quasi tutte le donne in menopausa e si caratterizza da una minor densità di calcio nelle ossa che quindi sono più deboli.

 

 

Quali sono i sintomi?

In fase acuta i sintomi sono tumefazione e forte dolore, il polso dà sintomi molto intensi, tante volte una semplice contusione fa pensare ad una frattura perché il paziente "salta" anche mobilizzando passivamente la mano per pochi gradi.

 

In fase post-acuta, i sintomi sono il dolore insopportabile durante il movimento, alla pressione e stringendo degli oggetti tra le dita.

 

Se la lesione interessa anche vasi, nervi o legamenti si possono avere sintomi più gravi come un emorragia o una paresi.

 

 

 

Frattura di radio e ulna prima di mettere il gesso.

Frattura di radio e ulna, radiografia eseguita con il gesso.

 

 

Come si arriva alla diagnosi?

La diagnosi è clinica ma richiede una conferma della radiografia perché il paziente accusa intenso dolore e incapacità di muovere la mano, l'RX mostra l'interruzione di continuità dell’osso.

 

 

Cosa fare? Qual è la terapia?

Se l'articolazione è instabile e la frattura scomposta, l'ortopedico può consigliare l'intervento chirurgico per velocizzare e permettere la guarigione.

 

Con una frattura incompleta o scomposta ma non grave, per uno o due mesi bisogna tenere il gesso o un tutore che immobilizza mano e polso.

Il paziente dovrà fare una radiografia di controllo ogni due settimane per il primo mese, se l'ortopedico ritiene che la formazione di callo osseo è sufficiente consentirà di togliere il gesso o l'ortesi.

Anche se i medici non la consigliano, per i primi 30 giorni è fondamentale applicare Magneto terapia che riduce i tempi di calcificazione fino al 50% e attenua notevolmente il dolore.

 

Quando la frattura si chiude come confermato dalla radiografia si deve iniziare la fisiokinesiterapia; in particolare per il polso e la mano perché i movimenti sono molto fini e precisi.

Le signore anziane quando tolgono il gesso avvertono ancora molto dolore, almeno per la prima settimana, soprattutto se non hanno applicato la Magneto terapia per almeno 1 ora al giorno.

La muscolatura dell'avambraccio e della mano risulterà ipotrofica e debole, quindi bisognerà rinforzarla con un lavoro di tipo isometrico prima e isotonico dopo.

Il recupero del movimento passa attraverso esercizi che coinvolgono le dita della mano, il polso e l'avambraccio, in particolare bisognerà insistere sulla pinza tra il pollice e le altre dita (opposizione del pollice). 

 

Per togliere il dolore si possono utilizzare anche altre terapie strumentali come il Laser o la Tecar® .

 

Il gonfiore che rimane a distanza di tempo dalla guarigione si può ridurre facendo dei bagni di contrasto, anche a casa, mettendo il polso prima in una bacinella di acqua tiepida e successivamente in acqua caldina, è importante che tra le 2 vasche ci siano circa 10° di differenza.

 

 

Quali sono i tempi per la completa ossificazione e per ritornare all’attività quotidiana?

Se il soggetto colpito è un anziano con osteoporosi il tempo per guarire supera i 3 mesi, può arrivare a 6 mesi senza cure.

Nei giovani i tempi si riducono notevomente, ma difficilmente prima di 2 mesi il ragazzo può tornare a fare sport.

 

 

 

 

 

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Ambulatorio Privato di Fisioterapia

Dr. Massimo Defilippo Fisioterapista

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