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La frattura delle costole e dello sterno

 

Cos'è la frattura costale?

Le costole sono le ossa della gabbia toracica, sono 12 paia simmetriche di ossa che originano dalle vertebre e terminano nello sterno anteriormente.

Le fratture delle costole sono una delle possibili conseguenze di un trauma toracico.

La loro conformazione molto allungata le rende molto esposte alle lesioni, sia a seguito di cadute, che dopo la forte pressione provocata da uno schiacciamento.

Nei pazienti più anziani con osteoporosi la frattura può essere la conseguenza di un forte abbraccio o di una folla accalcata.

Il rischio delle fratture costali è di danneggiare gli organi interni, in particolare il polmone, il cuore, le grosse arterie e vene contenute nel torace, fegato e milza.

La frattura delle prime due costole è molto rara, ma è importante trattarla adeguatamente per il forte rischio di morte dovuto alla lesione di strutture interne al torace.

 

L'elasticità delle prime costole è minore rispetto a quelle inferiori, quindi un trauma a livello toracico alto non causa una frattura composta, ma una lesione scomposta con spostamento dei frammenti verso l'interno.

E' possibile che si presenti in pronto soccorso un paziente con fratture costali multiple, in questo caso è meglio ricoverare il paziente per le prime 24/48 ore per i rischi connessi al trauma, infatti se la frattura è a livello della nona, decima e undicesima costola è possibile forare la milza o il fegato con cospicui sanguinamenti.

 

 

 

Gabbia toracica e sterno

 

In caso di lesione pleurica e polmonare il rischio è di causare un pneumotorace con lo svuotamento del polmone o un emotorace che causa shock ipovolemico.

La frattura delle costole medie e basse può essere un incrinatura, composta o scomposta, non si assiste quasi mai a lesioni comminute da scoppio o distacchi parcellari.

Il trauma che provoca la frattura può provocare anche una distorsione delle cartilagini costali.

 

 

Come avviene una frattura costale?

Il meccanismo lesivo delle costole è il trauma diretto, lo schiacciamento o lo sfondamento.

Le cause possono essere un un trauma diretto, un incidente stradale, una caduta, un abbraccio o una folla accalcata.

 

 

Quali sono i segni e i sintomi di una frattura costale?

Il sintomo principale è il dolore nella zona lesa, la tumefazione e l'ematoma interno o esterno.

Le fitte si possono avvertire durante il respiro, alla digitopressione, nei movimenti del torace e del dorso: estensione, flessione e rotazione, inoltre è molto doloroso tossire e starnutire.

E' possibile che sia associata anche la dispnea.

Se la frattura costale coinvolge più costole (multipla), può causare una mobilità anomala delle costole lese che si spostano in direzione opposta rispetto a quelle sane: “respiro paradosso”.

Il movimento delle costole fratturate durante il respiro può provocare anche un oscillazione dei tronchi artero-venosi mediastinici responsabile di una diminuzione della circolazione venosa, in questo modo si può verificare uno shock cardiogeno.

 

 

Come si arriva alla diagnosi di una frattura costale?

Per fare la diagnosi di frattura delle costole il medico controllerà l'anamnesi del paziente perché in base al trauma subito si può sospettare una lesione.

Anche le condizioni del paziente sono importanti perché una paziente anziana con molta osteoporosi ha molta più probabilità rispetto ad un giovane di procurarsi una frattura.

 

 

Radiografia con alcune costole fratturate.

 

In caso di sospetta lesione costale in pronto soccorso chiederanno la radiografia che mostra eventuali interruzioni di continuità ossee.

Se dalla radiografia non risultano fratture è importante ripetere l'esame dopo almeno 2 giorni perché la prima lastra RX può non mostrare i segni della lesione.

Una microfrattura è visibile solo con una risonanza magnetica perché vengono visualizzati eventuali edemi ossei.

 

 

Qual'é la terapia per una frattura costale?

Appena subito il trauma si deve mettere il ghiaccio sulla zona colpita e tenere a riposo il torace.

Dopo aver accertato la frattura costale, alcuni soggetti hanno beneficio tenendo un bendaggio che dà sostegno e contenzione, il paziente può sentire sollievo.

La fasciatura non deve ostacolare la ventilazione, ma limita i movimenti toracici.

 

L'unica terapia che velocizza la guarigione o avvia il processo di consolidamento della frattura è la magnetoterapia che riesce a dimezzare i tempi necessari per la formazione del callo osseo.

Se il dolore è molto forte il paziente può assumere gli antinfiammatori che prescrive il medico, le medicine calmano i sintomi temporaneamente.

 

 

 

La frattura dello sterno

 

Che cos'è?

Lo sterno è l'osso centrale del torace, ha un andamento verticale ed è formato da tre parti, dall'alto troviamo: manubrio, corpo e processo xifoideo.

Le fratture sternali sono piuttosto rare, la frequenza di lesione è minore dello 0,5% di tutte le fratture corporee.

La conformazione della gabbia toracica protegge lo sterno perché l'onda d'urto si trasmette direttamente alle costole che si rompono più facilmente.

La condizione statica in cui si trova l'osso fa pensare al corrispondente della colonna vertebrale.

I più colpiti sono i maschi perché svolgono i lavori pesanti e sono più facilmente soggetti a incidenti stradali gravi con traumi al volante.

L'età dei pazienti che si presenta in pronto soccorso dopo una frattura sternale è dai 25-30 anni in su perché lo sterno è l'ultimo osso ad ossificare, questo avviene a 25 anni.

Gli under 25 hanno una maggior flessibilità nella parte anteriore delle gabbia toracica, quindi le lesioni sono quasi impossibili.

Se lo sterno viene spinto in dentro durante il trauma può causare danni gravi.

Il tipo di frattura più frequente è da trauma diretto, più rare sono quelle da trauma indiretto, iperflessione o iperestensione del rachide.

La porzione più frequentemente lesa è a livello dell'angolo di Louis tra il manubrio e il corpo, generalmente la fessura è trasversale, mentre una soluzione di continuità longitudinale è rarissima.

Le fratture da incidente stradale sono spesso accompagnate da distrazioni delle cartilagini costali, mentre a livello viscerale possono subire dei danni: la trachea, le pleure, il pericardio ed il miocardio.

La complicanza più frequente è a livello polmonare, infatti lo sterno può danneggiare i polmoni causando insufficienza respiratoria.

 

 

Quali sono le cause?

La causa più frequente è l'incidente stradale, oggi l'obbligo delle cinture di sicurezza provoca una pressione intensa e violenta contro la gabbia toracica e in particolare le strutture anteriori come lo sterno.

In certi casi il paziente può prendere una botta contro il volante o se sta guidando la moto contro la parte anteriore del mezzo, inoltre un soggetto che pratica pugilato o altri sport violenti può ricevere un pugno o un calcio sullo sterno.

Ci sono altre patologie che predispongono il soggetto alla frattura sternale:  aneurisma aortico, tubercolosi e neoplasie perché indeboliscono il tessuto osseo.

 

 

Quali sono gli esami strumentali più adatti?

L'esame più adatto per vedere eventuali lesioni dello sterno è la radiografia perché mostra bene la componente ossea.

Per identificare delle microfratture la lastra RX non è sufficiente, quindi si esegue una risonanza magnetica che mostra una piccola zona nera di edema nella parte lesa.

Raramente si esegue una TAC, anche se ha una visione migliore della radiografia, ma è un esame che provoca più radiazioni ed è più costoso.

 

 

Quali sono i segni ed i sintomi della frattura sternale?

Il segno classico è la posizione antalgica del paziente in flessione perché piegandosi in avanti si detendono i tendini e i legamenti dello sterno che altrimenti lo metterebbero in tensione con un aumento del dolore.

Nell'arco dei 4/5 giorni successivi al trauma compare un ematoma sotto alla frattura e si può apprezzare un edema locale.

Il soggetto colpito avverte un forte dolore premendo sulla parte lesionata, i sintomi aumentano durante la respirazione, tossendo, durante i movimenti del dorso, in particolare la rotazione.

Il respiro è affannoso, aumenta la frequenza e diminuisce la profondità, il paziente tende a respirare con la pancia.

Le fratture scomposte più gravi possono provocare un alterazione della forma dell'osso più frequentemente al di sotto del manubrio con una deformità a gradino, inoltre il torace si muoverà in maniera asimmetrica.

Il soggetto colpito farà fatica a trovare una posizione non dolorosa a letto per poter dormire.

 

 

Come si arriva alla diagnosi di frattura sternale?

Il paziente con un forte dolore al petto si presenta quasi sempre in pronto soccorso, dove viene fatta subito una radiografia.

Dalla lastra si vede una soluzione di continuità sull'immagine dell'osso, se non si vede niente il giorno del trauma è bene ripeterla nei 2/3gg successivi perché il primo girono potrebbe non essere visibile.

 

 

Qual'é la terapia più adatta per una frattura dello sterno?

Generalmente il trattamento è conservativo, ma c'è l'indicazione chirurgica di osteosintesi se avviene una scomposizione dei frammenti con instabilità oppure in caso di insufficienza respiratoria.

Se il paziente non viene operato si può applicare un bendaggio elastico che dia contenzione e ostacoli i movimenti più ampi.

Per il dolore il medico può prescrivere dei farmaci analgesici.

Il tempo necessario per il consolidamento della frattura è di circa 40 giorni, la prognosi è quasi sempre favorevole.

 

 

 

 

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