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La frattura del quinto metatarso

 

Cos’è?

E’ la lesione dell’osso del piede posteriore al quinto dito (l’equivalente del mignolo della mano), quindi il più esterno.

  

Chi sono i soggetti colpiti?

Il quinto metatarso può fratturarsi alla base o testa oppure alla diafisi del metatarso, i pazienti più spesso colpiti sono coloro che subiscono una distorsione della caviglia oppure gli sportivi che hanno fratture da stress, può accadere anche scendeno le scale se si appoggia male il piede.

  

Quali sono i sintomi?

I sintomi sono il dolore pungente e insopportabile durante l’appoggio e deambulazione, anche la pressione e il movimento del quinto dito del piede è fastidiosa, inoltre è possibile apprezzare il gonfiore, l’ematoma e i segni di infiammazione.

 

 Come si arriva alla diagnosi?

La diagnosi si fa con la radiografia che mostra le condizioni dell’osso, clinicamente per i primi 3 giorni il dolore è costante e molto intenso, successivamente si avverte solo durante il movimento e la pressione.

  

 

Frattura da stress del quinto metatarso.

 

Cosa fare? Qual è la terapia?

Per almeno 1 mese bisogna tenere il gesso o un tutore in base alla gravità del fatto, se la frattura è scomposta l’ortopedico confezionerà il gesso, se è solo un infrazione è sufficiente il tutore.

Per il primo e il secondo mese la terapia più adatta sono i campi magnetici ad alta intensità ed eventualmente l’iniezione di bifosfonati.

In caso di sportivo professionista, per velocizzare ulteriormente la guarigione si può intraprendere un ciclo di terapia nella camera iperbarica per ossigenare meglio l'osso.

Quando la frattura si consolida e la calcificazione è visibile dalla lastra si deve iniziare la fisiokinesiterapia; è necessario ristabilire il movimento del piede e della caviglia e rinforzare i muscoli che hanno perso il tono durante l’immobilizzazione, con il gesso è consigliabile fare alcuni esercizi con l’articolazione dell’anca per mantenere la forza dei muscoli della coscia.

E’ necessario rispettare la soglia del dolore, se si avvertono delle fitte al piede bisogna adattare il programma di riabilitazione.

Se il fastidio persiste si può ricorrere ad altre terapie fisiche come il Laser.

 

Quali sono i tempi per la completa ossificazione e per ritornare all’attività quotidiana?

Generalmente un maschio giovane impiega 3 mesi per l’ossificazione completa, con la magneto terapia i tempi possono anche dimezzarsi.

Per tornare alle attività quotidiane bisogna aspettare il permesso dell’ortopedico che di solito viene dato prima della completa calcificazione, dopo 1/2 mesi circa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ambulatorio Privato di Fisioterapia

Dr. Massimo Defilippo Fisioterapista

Tel 0522/260654  Defilippo.massimo@gmail.com

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