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Le fratture del braccio


 

Frattura composta dell'omero.

 

Come avviene e chi colpisce?

La frattura dell'omero può capitare nella regione superiore, centrale o inferiore dell'osso.

La parte superiore comprende il collo anatomico, il collo chirurgico, il trochite, il trochine e la testa dellomero, la frattura di queste parti avviene generalmente negli anziani che soffrono di osteoporosi quando cadono o scivolano a terra sulle mani.

Se la rottura del braccio avviene nella parte superiore è possibile che si lussi la spalla, quindi il quadro clinico si aggrava.


La lesione della diafisi dell'omero (la parte centrale) colpisce più spesso gli adulti e il meccanismo di rottura è un trauma diretto sulla parte.

 

Le fratture della parte superiore del gomito avvengono quasi esclusivamente nei bambini e adolescenti cadendo con il gomito in iperestensione.

Quali sono i sintomi?

Il braccio viene tenuto adeso al torace con il gomito flesso per paura del dolore che è molto intenso e insopportabile, edema a livello della frattura, ematoma che si estende nella parte interna del braccio e nel torace.

Il braccio non si può muovere ed è possibile avvertire un rumore di ossa che grattano tra loro.

Se la frattura è scomposta è possibile che si veda una parte del braccio sporgere.


 

Quali sono le complicazioni?

Le complicanze immediate sono lo shock ipovolemico cioè un drastico calo della circolazione locale che può portare allo svenimento.

E' necessario fare attenzione alla possibile formazione di tromboflebiti, ovvero la nascita di coaguli di sangue che ostruiscono l'arteria e possono originare anche degli emboli, cioè frammenti di tessuto adiposo contenuti nelle arterie che si staccano e possono arrivare bloccare la circolazione nei capillari.

Le fratture che comportano maggiori rischi sono quelle superiori, nella regione vicina alla scapola e alla clavicola, mentre una lesione a livello del gomito è caratterizzata da un rischio minore.

 

Le complicanze associate al trauma sono la lesione di nervi, muscoli e vasi sanguigni.

Il Nervo radiale, mediano e ulnare decorrono lungo la diafisi dell'omero, quindi sono soggetti a stiramento o lesione in caso di frattura scomposta.

Le arterie possono essere fortemente danneggiate soprattutto in caso di frattura del collo anatomico dell'omero causando una necrosi vascolare che equivale al blocco della circolazione sanguigna in una regione corporea; dove non arriva il sangue non c'è vita. L'arteria più frequentemente colpita è l'arteria brachiale.

 

Una frattura scomposta può causare la lussazione della spalla e lo strappo muscolare della cuffia dei rotatori oppure dei muscoli del braccio: bicipite, brachiale, tricipite e deltoide.

 

Tra le complicazioni tardive c'è la formazione di una pseudoartrosi, cioè non avviene una calcificazione corretta o si forma un callo fibroso al posto di quello osseo.

 

 

Qual'è la prognosi?

Il tempo di recupero dipende dal tipo di frattura, se è composta può guarire completamente in 2/3 mesi, se scomposta con molti frammenti può essere necessario un intervento chirurgico per applicare una placca che tiene uniti i frammenti o un endoprotesi.

Se il soggetto è anziano non sempre è possibile il recupero completo dell'articolarità e il braccio rotto potrebbe non essere più in grado di muoversi come l'arto sano.

In caso di frattura scomposta per recuperare completamente il movimento e ritornare ai livelli pre-trauma sono necessari alcuni mesi, in particolare per riuscire a compiere correttamente le rotazioni della spalla.

 

 

Cosa fare? Qual'è la terapia adatta?

Se l'ortopedico consiglia l'intervento per evitare danni importanti o per riuscire a recuperare l'articolarità ci si deve operare e poi si inizierà un percorso riabilitativo fondamentale per guarire.

In caso di frattura composta si dovrà indossare un tutore o un gesso ancorato al collo per un mese circa in modo da permettere la calcificazione dell'osso.

La terapia migliore per aiutare a consolidare l'osso è la magneto terapia che può dimezzare i tempi di recupero.

Quando si toglie il gesso viene ripetuta la radiografia di controllo e se l'ortopedico ritiene che è iniziato il processo di formazione del callo osseo e non ci sono rischi di pseudoartrosi, consiglierà alcuni cicli di fisiokinesiterapia per recuperare la forza, il movimento e la coordinazione persi.

 

 

 

 

 

 

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Ambulatorio Privato di Fisioterapia

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