Sviluppo e crescita nel neonato

Quanto tempo serve per lo sviluppo delle principali abilità nel neonato e nel bambino?
Rispetto ad anni fa, quando si credeva che i neonati fossero dei soggetti decerebrati, che non avessero delle competenze neuropsicologiche, oggi sappiamo che il neonato è in grado di avere una notevole capacità percettiva fin dalla nascita, anzi si potrebbe dire che già durante il periodo fetale ha delle competenze neuropsicologiche abbastanza elevate.
Da diversi studi sembra ci sia già una memoria fetale che può essere messa in evidenza, i feti hanno dei loro movimenti, aprono la mano, toccano le pareti uterine, potendo avere così un inizio di memoria protostatica che viene portata avanti nel periodo neonatale. Non dobbiamo quindi credere come nel dopoguerra che i neonati siano dei decerebrati. Dal punto di vista neurologico il neonato ha il sistema corticale che è meno sviluppato rispetto quello sottocorticaleAttualmente il neonato è in grado di una notevole capacità percettiva e grazie agli studi fatti da una scuola psicoanalitica che hanno osservato il neonato a casa, il neonato con le famiglie, si è visto che i neonati nascono con una predisposizione a riconoscere il mondo come un tutt’uno: cioè hanno una capacità mentale già altamente strutturata in modo da riconoscere le diverse stimolazioni che gli provengono come appartenenti a un tutt’uno.

Ad esempio, il neonato appena nato, quando ancora è attaccato al cordone ombelicale, segue un oggetto in movimento: se gli facciamo vedere una pallina rossa, si può vedere che la segue con gli occhi sia in senso verticale che in senso orizzontale, quindi non è vero che i neonati non vedono, possiamo dire invece che il neonato ha un apparato percettivo altamente strutturato, vedono, sentono, hanno il gusto, l’olfatto e soprattutto hanno una sensibilità tattile, infatti la percezione tattile è una delle percezioni favorite dai piccoli dell’uomo, tanto che già dentro la pancia della madre avvertono un movimento ondoso: quando la madre è agitata aumenta la frequenza respiratoria, che porta ad un abbassamento del diaframma e sull’utero porta ad un aumento del movimento del liquido amniotico. È stato visto che il movimento ondoso della frequenza respiratoria normale della madre determina un movimento ondoso sul liquido amniotico che ha la stessa frequenza delle onde in alto mare. La percezione che ha il feto sulla sua pelle è la stessa che noi proviamo in alto mare. Il neonato ha quindi una notevole capacità percettiva ed è molto aperto a tutte le percezioni e già in seconda / terza giornata segue un bersaglio.

Un’altra cosa importante è che i neonati sono sempre attenti, tanto che un neonatologo deve sempre valutare l’attenzione del neonato, essendo significativa del suo sviluppo neuropsicologico: se si fissa un neonato tenendogli ferma la testa, lui vi fissa, dopo un po’ si secca ed allora volge lo sguardo da un’altra parte, però se attirate la sua attenzione lui segue molto bene il volto umano. Ci sono dei neonati che appena vengono fuori dalla pancia della mamma (in genere a seguito di un parto naturale) si voltano in direzione della mamma che ha esclamato “Oh” appena lo ha visto. Dobbiamo quindi pensare che riconoscono il volto della madre: le madri abbastanza sane come dice Winnicot, sono madri che parlano al bambino che aspettano, quindi questo suono, questa voce è una delle prime cose che i neonati riconoscono. È come quando il bambino nasce e la mamma dice: “Ah ecco, era proprio così che lo volevo”: ci sono tante immagini che le mamme fanno con i loro neonati, ma appena lo vedono lo riconoscono e allo stesso modo il bambino appena vede la madre e sente la sua voce la riconosce. La percezione visiva è un prodotto di un programma innato, cioè dobbiamo pensare che il piccolo dell’uomo nasce con delle caratteristiche genetiche che lo portano a riconoscere le stimolazioni che gli pervengono per via visiva, uditiva, ecc…, e di rimetterle insieme come un tutt’uno.

Cosa si intende?

Il bimbo allattato prende in bocca il seno, lo sente da un punto di vista tattile attraverso la sua bocca, lo riconosce non solo come seno che allatta, ma lo percepisce anche da un punto di vista visivo, come un tutt’uno perché ha questa capacità innata di mettere insieme queste percezioni e di organizzarle come un tutt’uno. Questo trasferimento dell’esperienza percettiva da una modalità sensoriale ad un’altra é detto trasferimento transmodaleIl piccolo lattante è estremamente recettivo a qualsiasi tipo di stimolazione. Nelle prime tre settimane di vita abbiamo detto che segue uno stimolo visivo in senso orizzontale e verticale, verso quattro/cinque settimane lo segue anche in senso circolare, segue soprattutto il viso umano e i rumori. Si è visto che c’è una corrispondenza tra le diverse percezioni, in particolare tra l’intensità della luce e l’intensità del suono: i neonati posso seguire dei suoni fino ad una certa intensità, così come possono seguire delle stimolazioni luminose fino ad una certa intensità (come succede anche nell’adulto). Questo permette perciò di dire che hanno questo apparato percettivo molto elevato, inoltre sono in grado di riconoscere certi schemi temporali prodotti da percezioni di tipo diverso (voi sapete che ci sono diversi schemi temporali, ad esempio io mi avvicino a voi con un determinato schema, con un mio ritmo): un rumore improvviso come lo squillo del telefono o un rumore di uno che si alza da una sedia, mi dà un rumore con una certa intensità, ed i neonati li riconoscono, li accorpano come un tutt’uno. Dovete pensare che noi nasciamo con un apparato geneticamente strutturato per mettere insieme diverse percezioni e di organizzarle insieme come un tutt’uno. La mamma che si avvicina o che si allontana, che parla al suo bimbo, che lo allatta, dà diverse sensazioni al neonato, uditive, visive e di movimento, importante è anche l’espressività del viso della madre, il suo odore e il gusto del latte e il bambino unisce queste sensazioni come un tutt’uno, non è solo la madre che allatta ma una cosa sola.

Quindi noi non nasciamo con la capacità di separare le nostre percezioni, ma riusciamo a organizzarle in un tutt’uno.

Primo esempio

Hanno preso dei neonati di 6-7 settimane, li hanno divisi in due gruppi, A e B, e li hanno bendati, togliendo quindi l’apparato visivo: hanno dato in bocca (quindi una percezione tattile) un succhiotto: al primo gruppo normale, per l’altro gruppo il succhiotto era bitorzoluto. Dopo un po’ di tempo li hanno sbendati e davanti ad ogni neonato (che era seduto in braccio alla mamma) ad una distanza di circa 20 cm hanno messo i due tipi di succhiotto. Per poter valutare il neonato è necessario guardare la sua attenzione (percezione visiva) e il suo movimento (infatti quando la mamma sta male il feto dentro la pancia aumenta la sua motilità). In questo studio hanno visto che i neonati guardavano espressamente uno dei due succhiotti. La domanda è: quale succhiotto guardavano? Tutti ne guardavano uno e nessuno di loro si è sbagliato: guardavano quello che avevano messo in bocca pur non avendolo mai visto prima. Ma allora come hanno fatto a riconoscerlo? Se noi ci mettiamo in bocca un cubo, lo riconosciamo, perché sappiamo cos’è, ne riconosciamo la forma, ma un neonato come fa? Un adulto anche se non ha mai visto un oggetto, è possibile che con il solo stimolo tattile lo riconosca perché ha dietro una storia di intellettualizzazioni. Questi sono bambini di 6 settimane che non hanno mai visto il succhiotto bitorzoluto, ma lo riescono a riconoscere e si vede molto bene che volgono lo sguardo al loro ciucciotto: nessuno ha potuto contestare che non stessero guardando il giusto succhiotto. Questo avviene perchè il neonato ha la capacità di mettere insieme le diverse percezioni, cioè di capire uno stimolo che gli proviene da una percezione e di indirizzarlo verso un altro stimolo. Tutto questo è possibile o dopo un processo cognitivo, o se c’è un apparato filogeneticamente determinato che mi permette questa integrazione.

Tutto questo si chiama PERCEZIONE AMODALE, è innata ed è la capacità di riconoscere uno stimolo che ti viene da una via, anche attraverso un’altra via.

Secondo esempio

Per studiare il neonato si valuta l’attenzione, quando un bambino è attento vi guarda. Spesso i neonati sono molto portati a essere stimolati (dipende molto da come la madre parla al figlio, se usa sempre modalità diverse, o deve sempre mantenergli un certo livello di attenzione). Hanno preso dei neonati di un mese e hanno fatto vedere loro un film. In un film sapete che c’è sempre una sincronia con il visivo e l’uditivo. Hanno proiettato un film con una discrepanza: c’era una locomotiva che da lontano si avvicinava (quindi da piccola diventa grande). ma il rumore si allontanava, cioè si affievoliva. Tutti i neonati hanno voltato il viso da un’altra parte e corrugavano la fronte, erano come disturbati. Questo significa che il neonato è già in grado di percepire la madre che si avvicina o che si allontana e quando c’è qualcosa di disturbante riconoscono questo movimento. Se invece avessero proiettato un film senza discrepanze, i neonati sarebbero stati attenti.

Terzo esempio

Quando qualcuno parla compie vari movimenti, può muovere la mano, o camminare, e anche utilizzare la mimica facciale. Lo studio prevedeva di fare vedere ai neonati il viso della madre (la madre prendeva in braccio il bambino) senza espressione, veniva consigliato alla madre di rimanere amimica, i bambini guardavano la madre in un modo stranissimo, voltavano il viso e piangevano, in quanto era uno stimolo che non riconoscevano. Ci si potrebbe chiedere: però il viso lo riconoscono! In realtà no, perché non è il viso che riconoscono ma è il tutto. Quando si guarda un viso, si vede anche tutta la sua espressione e anche quando una persona parla oltre alle labbra muove la testa, le mani, …, per il neonato vedere la madre così significa togliergli tutta una serie di stimoli che lo disturba. I neonati nascono perciò con un apparato percettivo tale che riescono a integrare le percezioni, a metterle insieme, quindi i neonati sono molto più elevati (in senso neuropsicologico) di quello che pensiamo noi. I neonati sarebbero splendidi se fossero ben allevati, è chiaro che se vanno incontro a dei problemi, sono soprattutto i genitori che li creano.

Conclusioni

I bambini sono in grado di sperimentare le qualità più globali delle esperienze, riescono a metterle insieme. È ormai assolutamente accertato che il piccolo dell’uomo ha delle capacità innate, nasce con la caratteristica di avere una percezione amodale, è in grado cioè di integrare tutte le esperienze come un tutt’uno: il seno che mi dà il latte non è diverso dal viso che si china e che mi parla.

Non è un processo cognitivo, è un processo affettivo.

COMPETENZE DEL NEONATO

  • Da 0 a 2 mesi

Il compito dei genitori è di mantenere la regolazione fisiologica del neonato, cioè di mantenere normale il ritmo sonno-veglia, giorno-notte e fame-sazietà, infatti la prima preoccupazione dei genitori è se il bimbo mangia, dorme e se va di corpo. Quando si parla di neonati si parla di assetto neurologico, intendendo il tono assiale, l’ipertono flessorio, i riflessi neonatali e le performances neurofisiologiche.

Com’è l’assetto neurologico di un neonato?

  • Ha un’ipotonia assiale, infatti non tiene su la testa, però se si mette un neonato sul lettino prono, si può vedere che lui tira su la testa e la volta di lato, quindi un certo tono assiale c’è comunque. Questo manca nelle sindrome di Down, nei bambini che hanno avuto sofferenze anossico-ischemiche
  • Ha un ipertono flessorio perché abbiamo un aumento del tono dei flessori rispetto agli estensori
  • I riflessi neonatali sono degli schemi motori che stanno ad indicare uno squilibrio tra il sistema sottocorticale e il sistema corticale, sono tantissimi: la marcia automatica, il riflesso di Moro, il riflesso dello schermidore, il grasping, …, questi riflessi devono essere presenti alla nascita

Il neonato alla nascita ha un suo sviluppo neuropsicologico ( l’attenzione e la percezione amodale), da un punto di vista neurologico ha un’ipotonia assiale, ha i riflessi neonatali e un ipertono flessorio il quale ricalca la posizione fetale.

Da 0 a 2 mesi cosa succede?

  • Aumenta il tono assiale, il quale aumenta in senso cranio-caudale: prima tiene su la testa, poi sta seduto, poi in piedi. Ecco perché in quei bambini che hanno avuto una sofferenza anossico-ischemica, possono avere un ipotono assiale anche fino agli 8-10 mesi e in questi casi prima di tutto bisogna lavorare per fargli tenere su la testa, dopo possiamo iniziare a metterlo seduto. Bisogna ricordarsi che questo tono assiale è comunque in parte presente e lo si valuta mettendo il neonato prono e vedendo che ruota il capo da una parte (questo non è presente ad esempio nei Down o nei cerebropatici)
  • Diminuisce il tono flessorio

  • Diminuiscono i riflessi neonatali

  • Abbiamo un inizio di motricità finalizzata, porta la mano o il pollice alla bocca (non pensate che sia semplice mettersi un dito in bocca, significa aprire la mano e portare il dito verso la bocca direzionandolo bene). Ci sono diversi tentativi di questo movimento, ma già durante la vita fetale è stato visto che i bambini si succhiano il loro pollice. Quindi la motricità della mano è molto più sviluppata rispetto a quello che noi pensiamo
  • L’apertura della mano. Già a 6-7 settimane di vita fetale il feto apre la mano e con questa tocca le pareti della cavità uterina. Quando il bambino nasce, per il riflesso del grasping, la mano è chiusa a pugno. Però questo è appunto un riflesso che pian piano scompare e quindi iniziano ad aprire la mano (ricordatevi che ci sono neonati che sono chiarissimamente ipotonici, hanno una malattia ipotonica i quali hanno la mano aperta perché non hanno il grasping)
  • Aumenta la fase attentiva, sono quindi sempre più svegli
  • Contatto di sguardo prolungato, i primi giorni si stancano facilmente di questo contatto, però più passa il tempo più il contatto visivo si prolunga
  • C’è il sorriso sociale, si diceva che il sorriso compare verso i 3 mesi, in realtà sorridono molto prima, è una modalità di risposta
  • Apprendimento rapido

  • Il piccolo dell’uomo è molto attento alla novità: più voi gli date stimolazioni, più lui è attento. Le stimolazioni però devono essere fatte con un certo tempo

A 3 mesi

  • Mantiene bene il controllo del capo: è la tappa principale
  • Sorriso sociale e vocalizzazione

  • Attenzione prolungata

  • È in grado di fissare gli oggetti, fissa molto bene un cubo
  • Ha le mani prevalentemente aperte
  • I riflessi neonatali sono quasi del tutto scomparsi

La cosa principale è che entro i 3 mesi il bambino sia attento, ci sia l’attenzione e il tono che non sia un ipertono o la persistenza dell’ipotono, che il bambino sorrida e che segua un oggetto.

Chi segue i neonati già a 3 mesi, a volte anche prima, riesce a capire se c’è qualcosa che non va, indipendentemente dalla causa.

Ad esempio possiamo avere dei bambini che hanno un assetto neurologico normale, ma non fissano, “non ci sono”, è come se il mondo non esistesse.

Da 3 a 6 mesi succede che

  • Aumenta il tono assiale, tiene benissimo su la testa e inizia ad aumentare il tono a livello del rachide
  • Diminuisce il tono flessorio, questo deve diminuire perché se gli arti rimanessero flessi il bambino non potrebbe stare seduto, cadrebbe all’indietro
  • Dal punto di vista motorio rotola dalla schiena sul fianco (3-4 mesi)
  • Tenta di sedersi, anzi se posto in posizione seduta ci rimane (sta seduto da solo con un appoggio a 6 mesi)
  • Ha una prensione cubito-palmare, quindi non usa il pollice come pinza, la cosa importante quindi è che la sua attenzione si sposta dal viso umano all’oggetto (ecco perché i riflessi neonatali devono scomparire, se avesse ancora il grasping come farebbe ad afferrare gli oggetti?)
  • Passa gli oggetti da una mano all’altra (6 mesi), è importante perché prima di fare questo, circa a 3-4 mesi comincia a giocare con le manine sul suo campo visivo, quindi riconosce le due mani ed è attratto dall’idea di avere due mani (quindi è una cosa che va sempre chiesta alle mamme: “ha giocato con le manine?” le madri dei miei cerebropatici rispondono “No”)
  • Approccio allo specchio

  • Sollevano il cubo, grazie alla prensione cubito-palmare

  • Se gli mettete davanti una tazza, riescono a prenderla con le due manine e la portano alla bocca, non riescono a farlo però prendendola dai manici: c’è quindi un inizio di gioco simbolico: gli do una tazza e se la mette in bocca
  • Se cade un oggetto, allungano la testa per andarlo a cercare, questo è molto importante perché è un meccanismo psicologico molto importante, la permanenza di oggetto: un oggetto al di fuori del campo visivo c’è! Prima dei 6 mesi un oggetto deve rimanere nel campo visivo del bambino “per esistere”. Questo è collegabile con la mamma, loro sanno che se anche la mamma non è nella stanza prima o poi verrà: il bambino che si sveglia e fa tutti i suoi urlini, chiama la mamma e lei non arriva, per un po’ tollera ma poi si mette a piangere e la mamma arriva e lo prende in braccio, impara così che non è solo, prima o poi il suo oggetto d’amore madre compare.

Da 6 a 8 mesi

  • Rotola dal dorso alla posizione supina

  • Sta seduto

  • Inizia a gattonare, non tutti gattonano però, ci sono di quelli che vogliono mettersi subito in piedi. Alcuni gattonano all’indietro, altri con il sedere, sono tutti stili personali, non è detto che siano patologici
  • Dice “DA DA” o parole equivalenti

  • Scopre un giocattolo, se glielo coprite lo va a guardare

  • Mette le dita nei buchi, significa soprattutto il riconoscimento dei buchi del suo corpo, riconosce la sua oralità e che emette feci dall’ano
  • Risponde alle domande verbali, se lo chiamate sta attento
  • Cerca il cubo nella tazza

Da 8 a 12 mesi

  • Sta in piedi se è sostenuto

  • Prensione da pinza superiore (prensione piccola)
  • Batte le mani

  • Cammina con aiuto

  • Cammina da solo

  • Scosta un cubo

  • Usa il pennarello

  • Volta la pagina dei libri

Da 13 a 15 mesi

  • Cammina da solo

  • Cammina all’indietro e lateralmente

  • Resta sul piede destro o sinistro

  • Inizia a salire le scale (prima salgono, poi le scendono)

  • Scarabocchia

  • Dice 2 parole

  • Usa i gesti per fare o dire ciò che vuole (prima del linguaggio indicano gli oggetti, l’indicazione prelude al linguaggio)

  • Mostra un suo gioco se glielo chiedi

Da 15 a 18 mesi

  • Scende e sale le scale con aiuto

  • Cerca di stare sull’asse di equilibrio

  • Manovra 1 oggetto

  • Imita un tratto di pennarello, fanno proprio il cerchio rotondo

  • Gioca con le bambole

Se il neonato è arrivato a 15-18 mesi con uno sviluppo delle competenze normale, continuerà ad essere normale.