Flora batterica intestinale

L’apparato digerente è una struttura complessa, formata da diverse componenti, ognuna con i propri meccanismi di difesa

ORGANO MECCANISMI DI DIFESA
·       Cavità buccale: vi afferiscono le ghiandole salivari flusso dei liquidi, saliva, lisozima e flora batterica normale 
·       Parte buccale della faringe
·       Esofago flusso dei liquidi e peristalsi
·       Stomaco pH acido
·       Intestino tenue:-        Duodeno: vi afferiscono il pancreas e le vie biliari dal fegato

–        Digiuno

–        Ileo

passaggio del contenuto alimentare, peristalsi, muco e bile, Ig-A secretorie, tessuto linfoide (placche del Peyer), sfaldamento e rimpiazzo dell’epitelio e flora normale 
·       Intestino crasso:-        Cieco

–        Colon

–        Retto

flora normale, peristalsi,sfaldamento e rimpiazzo dell’epitelio, muco

Tutte queste strutture possono essere la sede di un processo infettivo, comprese le ghiandole annesse del tubo digerente ed il peritoneo.

FLORA RESIDENTE DEL TRATTO GASTRO-INTESTINALE UMANO

La popolazione microbica residente è caratterizzata da una sua distribuzione, frequenza e densità lungo il canale digerente: essa è numericamente modesta nell’esofago, nello stomaco e nel piccolo intestino (-/g di feci), ma cospicua nell’intestino crasso (>/g) dove costituisce circa il 30-35 % delle feci. Quindi vi è un incremento numerico via via che si progredisce verso il tratto distale. La flora è composta da batteri aerobi, anaerobi facoltativi ed anaerobi obbligati e, frequentemente, lieviti (ad esempio la Candida). Occasionalmente si possono trovare anche dei protozoi commensali. Gli anaerobi obbligati sono in genere prevalenti in tutti i tratti dell’intestino (soprattutto il crasso).

ANAEROBI OBBLIGATI AEROBI O ANAEROBI FACOLTATIVI
–        Bacterioides spp.-        Fusobacterium spp.

–        Lactobacillus spp.

–        Clostridium spp.

–        Eubacterium   spp.

–        Bifidobacterium   spp.

–        Peptostreptococcus   spp.

–        Enterobacteriaceae: Escherichia Coli, Enterobacter, Klebsiella e Proteus-        Pseudomonas spp.

–        Enterococcus spp.

–        Staphylococcus spp.

–        Candida

I lieviti sono più abbondanti nell’ultima parte dell’intestino. I microrganismi per dare una patologia devono essere in grado di contrastare e di superare eventualmente la barriera che è garantita dal microbiota, cioè l’insieme dei microrganismi commensali.

 

 

MICROBIOTA / MICROBIOMA

Parlando di flora batterica intestinale attualmente risulta più corretto utilizzare il termine microbiota, ovvero l’insieme dei microrganismi residenti in un ambiente definito (un essere umano o parti di esso). Questi microrganismi sono stimati essere 20-30 volte le cellule del nostro corpo. Con microbioma si intende invece l’insieme del patrimonio genetico e fenotipico, in relazione all’ambiente in cui si trovano, della totalità dei microrganismi presenti in un ambiente definito (come per esempio il sistema gastro-intestinale). Lo studio del microbioma ci permette di capire come l’insieme dei microrganismi debba essere considerato quindi un vero e proprio organo supplementare, soprattutto per il metabolismo e l’immunità del sistema preso in considerazione. Questo era stato intuito da Lederberg, genetista e microbiologo, Nobel per la medicina. Oggi il microbiota è stato studiato, e si parla di 3 milioni di geni, 150 volte quelli della specie umana. Si ribadisce il fatto che non solo numericamente questi microbi sono importanti, ma anche per l’attività biologica dell’organismo. Quindi si tende a parlare di super-organismo (l’ospite più il microbiota).
Questa colonizzazione microbica comincia certamente al momento della nascita, e si stima che un centinaio di ceppi arrivino a colonizzare il neonato che attraversa il canale del parto, e diverse decine derivino dal contatto con la pelle della madre nelle fasi immediatamente successive a questo. Il taglio cesareo quindi ha un ‘importanza fondamentale per evitare la possibilità di un primo contagio con il microrganismo, come per esempio il HIV od il HBV. Altri ceppi arrivano dal personale sanitario e dai familiari (soprattutto il padre, eventuali fratelli, sorelle o persone a diretto contatto). A 6 mesi di vita il neonato ospita oltre 700 specie microbiche, mentre dai 3 anni, un bambino ha acquisito e mantiene il proprio microbiota, che è peculiare per ognuno. Un certo contributo lo dà certamente la genetica dell’ospite, tant’è che ci sono studi fatti sui gemelli cresciuti lontani gli uni dagli altri, in cui si dimostra che comunque c’è qualcosa che li accomuna nel microbiota. Quindi molto importante è la sensibilità dell’ospite, la reattività, la capacità di offrire ai diversi microrganismi un ambiente adeguato per la loro sopravvivenza. Perciò questi sono tutti studi che cercano di approfondire questo capitolo nuovo della microbiologia e della fisiologia del nostro corpo.

Le ALTERAZIONI DEL MICROBIOTA dipendono da:

  • comportamento, età, dieta, eventuali trattamenti antibiotici, interventi chirurgici e storie di ospedalizzazione
  • insediamento di possibili patogeni
  • virulentazione di determinati organismi residenti in un ospite, che entrando in una fase di immunodepressione può diventare più suscettibile all’infezione

I microrganismi quindi possono dare delle situazioni completamente diverse in individui diversi. Ricordiamo che nell’ambito del tratto gastro-intestinale le due barriere più importanti sono l’acidità gastrica ed il sistema immunitario dell’intestino, in grado di determinare il potenziale patogeno del microrganismo.

Considerando il rapporto tra i microrganismi e l’apparato digerente si individuano 4 grosse categorie:

1) numerosissimi microrganismi che vi si stabiliscono come residenti commensali: coliformi, enterococchi, anaerobi obbligati, lieviti (soprattutto nell’ultima parte dell’intestino), ecc…

2) patogeni del tratto gastro-enterico che focalizzano soltanto qui il loro potenziale patogeno: salmonelle minori, shigelle, vibrioni, campylobacter, ecc…). In pratica qui si avvia e si conclude il loro potere patogeno

3) patogeni che utilizzano il tratto gastro-enterico come porta di ingresso e primo sito di infezione, ma poi si disperdono nell’organismo attraverso una fase batteriemica e vanno ad interessare altri organi, ad esempio le salmonelle maggiori o l’Escherichia coli O157

4) patogeni che utilizzano la mucosa intestinale come porta di ingresso per raggiungere altre sedi: la brucella (fegato, milza e midollo osseo), poliovirus (sistema nervoso centrale), ecc…