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Le cause di questa patologia possono essere la retrazione del tendine d'achille o alterazioni anatomiche come il piede piatto o cavo, retropiede valgo e piede pronato. Se l'appoggio del piede non è corretto può causare una tensione abnorme sulla fascia plantare predispondendola all'entesite. Molti sportivi soffrono di fascite, soprattutto chi pratica atletica leggera, calcio, tennis e basket.
Quali sono i segni e i sintomi? Il dolore è pungente e può diventare insopportabile, si sente appoggiando il peso corporeo o durante il movimento di flessione dorsale del piede, ossia sollevare la punta. Si avverte nella regione calcaneare mediale, ma nei casi più gravi può spingersi anteriormente fino alle dita del piede.
Il dolore plantare porta ad un appoggio del piede squilibrato che può causare una postura viziata in stazione eretta e la conseguenza è la lombalgia o cervicalgia.
Come si effettua la Diagnosi? Il medico generico o lo specialista (fisiatra o ortopedico) raccolgono l'anamnesi del paziente, cercano la zona sintomatica con la pressione delle dita, valutano la dolorabilità nei movimenti e durante il passo, inoltre testano la lunghezza del muscolo tricipite surale (polpaccio). Successivamente si controllano eventuali alterazioni anatomiche come il piede piatto, cavo o pronato. Tra le cause della Fascite Plantare per gli sportivi ci sono le calzature oltre ad un cattivo appoggio del piede.
Nella diagnosi differenziale bisogna tenere conto di altre patologie che possono dare risultati simili come lo sperone calcaneare, la borsite sottocalcaneare, l'intrappolamento del nervo abduttore del quinto dito, la gotta (se il dolore è bilaterale) e una frattura.
Gli esami di laboratorio che si effettuano sono la radiografia per escludere le fratture, i test reumatici per patologie come la gotta e l'elettromiografia che evidenzia l'eventuale intrappolamento di un nervo. La diagnostica per immagini non può, però, sostituire un approfondito esame clinico da parte del medico.
Cosa fare? Qual'è la terapia più adatta? La fascite plantare, al pari delle tendiniti, va affrontata e curata prima possibile perché se cronicizza potrebbero essere necessari alcuni mesi per guarire. Per gli sportivi è fondamentale il riposo, se si continua a gareggiare ed allenarsi si rischia di peggiorare la situazione.
Durante il giorno è necessario eseguire lo stretching del gastrocnemio e del soleo perchè la retrazione di questi muscoli è una delle cause di infiammazione.
Se queste terapie non avessero successo, ci sono due possibilità:
La scarpa stretta e con il tacco alto non è proprio la causa della deformità, può essere l’elemento che provoca i sintomi perché la pressione e lo sfregamento con la cipolla causano infiammazione, borsite e quindi dolore. L’alluce valgo può essere anche la conseguenza di un artrite, una patologia neuromuscolare, un processo infettivo o un trauma.
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