Interferone per l’epatite ed effetti collaterali

INDICE


L’interferone è un termine che si usa per indicare una famiglia di proteine naturali che sono prodotte e immesse nella circolazione sanguigna dalle cellule del sistema immunitario (per esempio, globuli bianchi, cellule natural killer, fibroblasti e cellule epiteliali).

Gli interferoni svolgono un ruolo importante nella prima linea di difesa contro le infezioni virali.
Fanno parte del sistema immunitario non specifico e sono prodotti in uno stadio precoce dell’infezione virale, prima che il sistema immunitario specifico ha il tempo di rispondere.


 

Meccanismo d’azione dell’interferone

Gli interferoni sono creati in risposta ad uno stimolo, poi si legano ai recettori sulle cellule bersaglio e provocano la trascrizione di circa 20-30 geni in queste cellule.

In questo modo le cellule bersaglio raggiungono uno stato antivirale.
L’interferone lavora in diversi modi:

  • Blocca la crescita delle cellule tumorali,
  • Stimola il sistema immunitario, in particolare le cellule T killer e altre cellule, ad attaccare le cellule tumorali. Inoltre induce le cellule tumorali a produrre sostanze chimiche che attirano le cellule del sistema immunitario.


 

Classificazione dell’interferone

Interferone di Tipo I:
1. L’interferone-alfa (interferone leucocitario) è prodotto da leucociti infettati dal virus.
2. Interferone-beta (interferone fibroblastico) è prodotto da fibroblasti o cellule epiteliali infettate da virus.
L’interferone-a (una famiglia di circa 20 proteine correlate) e l’interferone-b sono potenti agenti antivirali del primo tipo.
Essi non sono espressi nelle cellule normali, ma l’infezione virale di una cellula provoca il rilascio di interferone (quella cellula spesso muore a seguito di un’infezione).
Sia i virus a DNA che quelli a RNA inducono il rilascio di interferone, ma i virus RNA tendono ad provocare dei livelli più alti.

Inteferone di Tipo II (secondo tipo)
L’interferone-gamma è prodotto da alcuni linfociti T e cellule Natural killer.
L’interferone-gamma è prodotto in risposta all’antigene (compresi gli antigeni virali) o alla stimolazione dei linfociti.


 

Quando si prende l’interferone?

Poiché l’interferone rinforza il sistema immunitario in molti modi, i farmaci a base di questa sostanza sono indicati per molte malattie, ad esempio:
Interferone alfa-2a (Roferon-A) è approvato dalla FDA per il trattamento della leucemia e il sarcoma di Kaposi associati all’AIDS.
L’interferone alfa-2b è approvato per il trattamento della leucemia a cellule capellute, melanoma maligno, condilomi acuminati, il sarcoma di Kaposi correlato all’AIDS, epatite C cronica ed epatite B cronica.

La Ribavirina in combinazione con:

  1. l’interferone alfa-2b,
  2. interferone alfacon-1 (Infergen),
  3. interferone peghilato alfa-2b,
  4. interferone peghilato alfa-2a,

sono stati approvati per il trattamento dell’epatite cronica c.

L’interferone beta-1b (Betaseron) e l’interferone beta-1a (Avonex) sono approvati per il trattamento della sclerosi multipla.

Interferone alfa-n3 (Alferon-N) è approvato per il trattamento delle verruche genitali e perianali causate dal papillomavirus umano (HPV).

L’interferone gamma-1B è approvato per il trattamento della malattia granulomatosa cronica e l’osteopetrosi maligna grave.

Interferone peghilato (alcuni nomi commerciali: Pegasys o PegIntron)
L’interferone standard è scomposto abbastanza velocemente dal corpo. Di conseguenza, la sua efficacia diminuisce.
In questo modo il virus dell’epatite C si può moltiplicare tra un’iniezione e l’altra.
La peghilazione è un processo in cui una grande molecola si fissa all’interferone per rallentare la velocità di scomposizione. Questo meccanismo permette di avere livelli coerenti del farmaco circolante. Di conseguenza si può mantenere un attacco costante al virus. Significa anche che mentre l’interferone standard dev’essere preso 3 volte a settimana, l’interferone pegilato dev’essere iniettato una volta a settimana.


 

Novità
Esiste una nuova forma di interferone pegilato, l’interferone lambda, che provoca meno effetti collaterali rispetto alla forma standard del farmaco, l’interferone alfa.
I dati si riferiscono ad uno studio condotto nei pazienti con l’epatite C genotipi 2 e 3.

AVONEX ®, un’altra forma di interferone Beta.
Commercializzato da Biogen Idec sotto il nome commerciale di Avonex ®, questo farmaco è stato approvato per il trattamento di pazienti con forme recidivanti di sclerosi multipla per rallentare il peggioramento della disabilità fisica e per diminuire la frequenza delle ricadute cliniche.
AVONEX ® si prende una volta a settimana con un’iniezione intramuscolare.

Betaseron ® approvato per la sclerosi multipla recidivante-remittente.
Il Betaseron è utilizzato per ridurre la frequenza delle esacerbazioni cliniche nella sclerosi multipla recidivante-remittente.

Rebif ® (interferone beta-1a) approvato nel 2002.
Nel settembre 1997, il produttore farmaceutico Serono Inc ha annunciato risultati positivi negli studi sul Rebif ®, un prodotto di interferone betacon una composizione chimica identica a quella dell’Avonex ®.
Il Rebif ® si assume con un’iniezione sottocutanea tre volte alla settimana. La sperimentazione, condotta in 22 centri medici in Europa, Canada e Australia mostra che il tasso di ricaduta o esacerbazione è di circa un terzo inferiore rispetto al gruppo trattato con un placebo inattivo.


 

Controindicazioni ed effetti collaterali dell’interferone

 

Interferone per l'epatite ed effetti collaterali
Interferone per l’epatite ed effetti collaterali

Più di 10 persone su 100 hanno uno o più effetti indesiderati, per esempio un calo temporaneo del numero di cellule del sangue prodotte dal midollo osseo.
Questo può causare:
Un maggior rischio di sviluppare un’infezione per il calo dei globuli bianchi.
Si può avere mal di testa, dolore muscolare, tosse, mal di gola, dolore quando si urina, ipersensibilità al freddo e brividi, stanchezza e mancanza di respiro per il calo di globuli rossi (anemia) – potrebbe essere necessaria una trasfusione di sangue.
Formazione di lividi più frequente per il calo delle piastrine.
Si può avere un sanguinamento dal naso, dalle gengive dopo aver lavato i denti o piccole macchie rosse su braccia e gambe (petecchie ematiche).

Tra gli altri effetti collaterali dell’interferone ci sono:

  • Stanchezza durante e dopo il trattamento – ci sono persone che recuperano il normale  livello di energia da 6 mesi a un anno dopo la fine del trattamento.
  • Sintomi influenzali come febbre, brividi, mal di testa, dolore ai muscoli e alle articolazioni.

Questi sintomi di solito iniziano 2 a 4 ore dopo l’iniezione e durano circa 12 ore.
Prendere il paracetamolo prima dell’iniezione e dopo, ogni 4-6 ore finché è necessario.
Non prendere più di 8 compresse nelle 24 ore.


 

Complicanze rare dell’interferone

Meno del 10% ha uno o più di questi sintomi.

  • Prurito dov’è stata fata l’iniezione
  • Diradamento dei capelli.
  • Depressione, confusione o sonnolenza estrema.
  • Danni al fegato molto lievi, è improbabile che causino sintomi, il fegato quasi certamente torna normale al termine del trattamento.
  • Danni al muscolo cardiaco, temporanei o a lungo termine.
  • Perdita di fertilità – non si è in grado di rimanere incinta o di diventare padre dopo il trattamento con l’interferone.
  • Le donne potrebbero smettere di avere il ciclo (amenorrea) temporaneamente.
  • Una reazione allergica al farmaco, informare il medico se le mani, il viso o le caviglie si gonfiano.
  • Sensazione di sete e di bocca secca – bere molti liquidi e lavarsi i denti dopo i pasti.
  • Ipertensione.

Effetti collaterali rari
Meno dell’1% delle persone ha questi effetti.


 

Si possono prendere altri farmaci durante l’assunzione di interferone?

Ci sono delle possibili interazioni tra diverse medicine.
Il medico può decidere di prescrivere farmaci che interagiscono se si ritiene che i vantaggi superano i rischi.
In tali casi, può essere necessario modificare la dose o monitorare più da vicino.

I seguenti farmaci possono interagire con l’interferone alfa-2b:

  • Aminofillina
  • Ciclofosfamide
  • Citarabina
  • Doxorubicina
  • Idrossicarbamide
  • Prednisolone
  • Ribavirina
  • Teniposide
  • Teofillina
  • Zidovudina.

I seguenti tipi di farmaco possono interagire con l’interferone alfa-2b:

  • Citostatici
  • Ipnotici
  • Farmaci usati per curare l’HIV
  • Farmaci mielosoppressori
  • Narcotici
  • Sedativi
  • Derivati della xantina.


 

Cosa fare se si soffre anche di altre malattie?

Tutti i farmaci hanno potenziali rischi ed effetti collaterali. L’interferone alfa dev’essere usato con cautela se si hanno altre malattie, tra cui problemi di reni e fegato, epilessia, disordini autoimmuni, epatite C, diabete o se si è HIV positivi.

Si può mangiare e bere normalmente?
Sì. Si consiglia una dieta sana e bere molta acqua.

Posso bere alcool?
Si può bere l’alcol con moderazione quando si sta prendendo interferone, ma si consiglia di che non superare i limiti settimanali di un massimo di 20 unità di alcol a settimana (10 bicchieri di vino da 175ml) per un uomo e un massimo di 14 unità di alcol a settimana per una donna (7 bicchieri di vino da 175ml).
L’alcol può causare disidratazione, quindi è importante bere molta acqua.

Cosa succede se si vuole rimanere incinta?
Si può concepire o diventare padre di un bambino mentre si prende interferone. Si consiglia sempre di parlare di questa volontà con il medico.

Si può allattare durante l’assunzione di interferone?
Ci sono prove che mostrano che l’interferone si trasferisce nel latte materno in piccole quantità, ma non sono stati provati degli effetti negativi sui bambini. La decisione di allattare al seno dovrebbe essere fatta tenendo conto dei benefici e dei rischi.