Globuli Bianchi Bassi o Linfocitopenia

I linfociti sono cellule mediamente più piccole. Sono piccole cellule (diametro di 7-12 mm) con un grande nucleo rotondo e scarso citoplasma. Sono le cellule responsabili delle difese immunologiche.
Esistono diverse famiglie o sottopopolazioni di linfociti:

  • linfociti B (25 %)
  • linfociti T (70 %)
  • cellule natural killer (NK) (5 %)

I linfociti B sono le cellule che si trasformano in plasmacellule e provvedono a produrre anticorpi circolanti (risposta umorale), i linfociti T presentano sulla loro superficie TCR.


Sono responsabili della risposta immunitaria mediata da cellule. Le cellule NK distruggono le cellule estranee o trasformate senza l’intervento di cellule T.

Esistono diversi marcatori che consentono di arrivare all’immunofenotipo delle cellule lifocitarie del sangue periferico: le cellule più frequenti nello striscio di sangue sono le cellule T CD3+. Queste possono essere CD3+ CD4+ oppure CD3+ CD8+. In un soggetto normale, privo di infezioni, osserviamo la prevalenza delle cellule CD4+ sulle CD8+. Le cellule B, CD19+ (ma ci sono altri marcatori), sono minoritarie nel sangue periferico: se aumentano in circolo, esse possono indicare la presenza di patologie. Di seguito si riporta la loro percentuale media, insieme a quelle degli altri sottotipi di linfociti:

 

  • Linfociti totali           1500-4000
  • T CD3+                       (67-80 %) 1000-3200
  • T CD4+                       (35-55 %) 500-2200
  • T CD8+                      (20-38%) 300-1520
  • R: CD4/CD8                1,2-2,2
  • B CD19+                      (7-14 %) 105-560
  • NK CD56+ CD16+     (4-8 %) 60-320

Non tutte queste sottopopolazioni, allo striscio periferico, danno segno di sé morfologicamente: alcune si riescono a distinguere. Quello che importa nell’osservare uno striscio di sangue è abituarsi a cogliere l’eterogeneità dei linfociti periferici nel normale. È cioè importante che, nel rispetto dei rapporti nucleo/citoplasma, vi sia eterogeneità nelle forme dei vari linfociti, anche se non si riescono a riconoscere i vari sottotipi linfocitari.

 

Linfocitopenia

Le cause di linfocitopenia possono essere:

  • Varie condizioni di immunodeficienza congenite o acquisite (AIDS o T-CD4 linfocitopenia idiopatica acquisita). La T-CD4 linfocitopenia idiopatica acquisita è un’entità clinica del tutto sovrapponibile alla malattia da HIV (AIDS), manifestando le stesse infezioni opportunistiche, l’unica differenza è una sierologia per HIV negativa. C’è chi sostiene che si trattasse di un kit ELISA difettoso. In letteratura se ne è parlato a lungo, poi è sparita. Potrebbe esistere oppure no. Anche un difetto di adenosil-deaminasi potrebbe spiegare un abbassamento dei CD4.
  • Anemia aplastica, malattia di Hodgkin, TBC, radiazioni, chemioterapia antitumorale, terapia con GAL (globulina anti-linfocitica), con cortisone, malattie virali, enteropatia proteino-disperdente, drenaggio del dotto toracico, LES, sindrome di Felty, miastenia gravis, sarcoidosi ed insufficienza renale.

I linfociti sono di facile riconoscimento anche senza un’analisi citochimica. I blasti precursori, tuttavia, senza granuli o connotazioni morfologiche, che ne identifichino la natura, come nel caso dei granulociti neutrofili, possono essere ricondotti a precursori linfocitari attraverso una reazione di colorazione con PAS (acido periodico di Shiff), che mette in evidenza granuli appunto PAS positive. La fosfatasi acida è utilizzata nella diagnostica delle leucemie linfoblastiche.