Gamma GT o GGT

La glutamiltranspeptidasi (comunemente abbreviata come gamma-GT o GGT) è un enzima che viene liberato sostanzialmente dalle vie biliari, quindi aumenta quando l’organismo ha le vie biliari ostruite oppure nel caso in cui vi sia una sua induzione.
Appartiene alla classe delle transferasi; è presente nel fegato. È implicato nel recupero degli aminoacidi attraverso la membrana cellulare e nel metabolismo del glutatione.

La GGT si trova in alte concentrazioni nel fegato, dotti biliari e nei reni. È presente anche negli altri tessuti, come l’epididimo. Va studiata sempre insieme alla fosfatasi alcalina che è il suo fratello che si trova nei dotti biliari.

Quando c’è un’ostruzione delle vie biliari, la GGT, la fosfatasi, il colesterolo, vengono rigurgitati nel sangue

Il suo livello nel sangue può essere controllato dato che un elevato valore può indicare un’anormalità nel fegato, anche se ciò può indicare numerose patologie includendo:

  1. alcolismo;
  2. scompenso cardiaco;
  3. colestasi;
  4. cirrosi epatica;
  5. ischemia epatica;
  6. necrosi epatica;
  7. epatite;
  8. farmaci epato-tossici.

 

Le principali patologie che determinano un aumento dei valori sono l’alcolismo, la cirrosi e le epatopatie in genere (in particolare la steatosi), alcuni farmaci (barbiturici), la pancreatite e alcune forme tumorali. I valori variano normalmente fra 10 e 49 UI/l per gli uomini, fra 7 e 32 UI/l per le donne. Il valore maggiore negli uomini è dovuto a un consumo alcolico mediamente maggiore. Infatti la gamma-GT dimostra come sia negativo per la salute assumere quantità ritenute anche modeste di alcolici (tre bicchieri di vino al giorno ad esempio). Infatti già dopo un mese di assunzione alcolica oltre la soglia di tolleranza (che è individuale, ma è sempre inferiore a 0,5 l di vino al giorno) i valori della gamma-GT aumentano. Chi ha la gamma-GT superiore a 30 dovrebbe iniziare a moderare il consumo di alcolici; l’alcol è tossico perché durante il processo di metabolizzazione da parte del fegato si formano acidi grassi che non vengono degradati; quindi, un elevarsi dei valori di gamma-GT indica che tale tossicità procura sofferenza epatica.

Situazioni che ne comportano un aumento sono appunto l’utilizzo di farmaci, l’infiltrazione neoplastica, la colestasi intraepatica (cirrosi biliare primaria) ed extraepatica (calcoli), il danno biliare da abuso etilico, l’epatite alcolica, l’epatite cronica, la mononucleosi e tante altre.

Ci sono anche patologie extraepatiche e queste vanno fortemente sospettate nel caso in cui aumenti unicamente la gamma gt perché in generale questo enzima è consensuale all’incremento della fosfatasi alcalina dato che anch’essa un enzima delle vie biliari e quando c’è una colestasi aumenta sempre.


Quindi, un aumento simultaneo di gamma gt e fosfatasi alcalina depone a favore di una patologia intraepatica (come può essere una colestasi), invece un aumento esclusivamente riguardante la gamma gt depone a favore di una patologia extraepatica.

La colestasi è una stasi della secrezione biliare, questo porta a reflusso di bilirubina, Sali biliari, colesterolo e fosfatasi alcalina.

Se per esempio, abbiamo una giovane signora con un colesterolo di 400, fosfatasi alcalina 1800 e GGT 600 e senza dilatazione delle vie biliari, devo pensare ad una CBP una cirrosi biliare primaria. Per far diagnosi guardo gli AMA e poi faccio terapia con acido urodesossicolico. Spesso in queste forme si vede anche un aumento di IgM ( IgA aumentano con alcol, mentre IgG aumentano con forme autoimmuni). Quindi il prototipo di CBP è una donna giovane con alto incremento della fosfatasi alcalina, più basso incremento GGT, senza dilatazione vie biliari, bilirubina un po’ alta e grande prurito perché ha grande colestasi (intraepatica)

Considerando le patologie extraepatiche che determinano o possono determinare un aumento della gamma gt si possono avere delle neoplasie, sindromi paraneoplastiche da danno renale. Se aumenta esclusivamente la fosfatasi alcalina, spesso si tratta di localizzazioni metastatiche ossee (es. in corso di mieloma multiplo o nella malattia ossea di Paget).

Ovviamente, nel caso di alterazione simultanea di gamma gt e fosfatasi alcalina e quindi si sospetta una patologia intraepatica, l’esame di elezione diventa l’ecografia per poter osservare le vie biliari e per notare se queste sono più o meno dilatate e desumere se la colestasi sia intra od extra epatica.

Se è extraepatica le vie biliari sono dilatate in quanto è presente un calcolo che ostruisce a valle e le vie a monte si dilatano, se gamma gt e fosfatasi alcalina aumentano in assenza di un’ostruzione e una successiva dilatazione delle vie, allora ci si può trovare di fronte ad un quadro di colangite o una cirrosi biliare primitiva.

Nel caso in cui sia presente un calcolo si ha l’indicazione per una colangiografia-pancreatografia retrograda endoscopica (ERCP) con papillosfinterotomia e avulsione del calcolo o dei calcoli.

Se invece si ha una patologia intraepatica per la quale si ha un aumento simultaneo sia delle gamma gt che della fosfatasi alcalina la procedura da seguire è sostanzialmente medica e non si ricorre a nulla di tipo interventistico.

Bisogna prestare grande attenzione quando ci sono delle alterazioni che riguardano gli esami bioumorali, soprattutto è fondamentale controllare il paziente a distanza di tempo dal riscontro di eventuali alterazioni di tali esami e in particolare, facendo riferimento ad un aumento delle transaminasi, non bisogna sospettare subito che si tratti di qualcosa di grave, ma capire che si possa trattare anche di qualcosa che non riguarda solo ed esclusivamente il fegato e che vi possa essere di mezzo anche una patologia di tipo neoplastico.