Diagnosi dell’artrosi all’anca

Quando si ha degenerazione cartilaginea importante sia a livello della testa del femore che a livello dell’acetabolo, si parla di coxartrosi. Con la degenerazione cartilaginea, l’osso subcondrale della testa del femore e dell’acetabolo sfregano l’uno contro l’altro causando dolore e invalidità. La patologia artrosica è una patologia del condrocita.

Questa patologia non interessa solo gli ortopedici ma chiaramente anche i medici generali. Essendo la coxo-femorale, una delle articolazioni sottoposte a maggior carico, molto rapidamente a questo livello si determina degenerazione.

Artrosi all'anca,cartilagine,dolore,inguineCLASSIFICAZIONE

Si può classificare in primaria, secondaria o idiopatica.

Artrosi primaria: fattori genetici, fattori familiari …

Artrosi secondaria

Le patologie primitive che possono provocare un’artrosi secondaria sono moltissime:

  • Patologie congenite:
  • Lussazioni,
  • Displasie;
  • Patologie acquisite

Precoci

  • osteonecrosi,
  • spondilolisi ,
  • alterazioni di sviluppo.
  • epifisiolisi,
  • Malattia di Perthes,
  • Artrite reumatoide giovanile oppure
  • Patologia iatrogena (assunzione di farmaci corticosteroidei, immunosoppressori per patologie diverse che comportano necrosi secondaria della testa del femore).

Tardive

  • alterazioni post-traumatiche (fratture dell’acetabolo che, anche se sintetizzate nel miglior modo possibile, causano la formazione di irregolarità con conseguente sfregamento e degenerazione cartilaginea),
  • post-infiammatorie (artrite reumatoide),
  • patologie da conflitto (FAI),
  • post osteotomia o
  • osteonecrosi avascolare.

 

Necrosi della testa del femore

 

Se sezionassimo una testa del femore colpita da questa patologia la vedremmo deformata, con cartilagine quasi inesistente in alcune zone, osteofiti marginali, dove non c’è cartilagine troveremmo osso sclerotico sub condrale ed una sinovite reattiva.

 

ANATOMIA PATOLOGICA

Sono segni che vediamo in tutte la articolazioni in seguito ad artrosi.

  • Erosione della cartilagine articolare (alla radiografia radiotrasparente) con esposizione dell’osso subcondrale. I due capi ossei si avvicinano poichè manca la cartilagine ed è come se si toccassero.
  • Formazione di osteofiti periferici.
  • Sclerosi dell’osso subcondrale: poichè si tocca, l’osso aumenta la sua densità e diventa più bianco, più radiopaco.
  • Deformazione della testa femorale che non è più perfettamente sferica ma assume una deformità soprattutto ovale.
  • Comparsa di geodi subcondrali: formazione di cavità al di sotto dello strato superficiale dell’osso.
  • Sinovite reattiva.

 

QUADRO CLINICO

Il dolore della coxo artrosi è molto caratteristico: è un dolore inguinale irradiato alla coscia ma spesso quando è molto intenso arriva fino al ginocchio (tanto che le persone vengono credendo di avere un problema al ginocchio, perché simula un’artrosi di ginocchio).

Le limitazioni funzionali sono importanti da studiare (dobbiamo capire se ci sono problemi in flessione-estensione, intra-extra rotazione, adduzione-abduzione, che possono essere date da forme molto diverse).

  • fatica e zoppia al cammino
  • Difetto dell’estensione (anca flessa)
  • Abduzione ed adduzione limitate precocemente
  • Perdita precoce della rotazione interna dell’anca
  • Perdita dell’articolarità con difficoltà ad allacciarsi le scarpe o salire e scendere dall’auto (sono movimenti che implicherebbero una buona motilità dell’anca).

Esame obiettivo: il paziente va valutato in piedi, in toto

  • Proiezione laterale: valutare atteggiamenti viziosi della colonna vertebrale perché, se c’è un’anca rigida, l’anca non si può completamente estendere. Per stare in piedi, il paziente deve quindi assumere un atteggiamento in iperlordosi che permetta all’arto di stare verticale.

Dal punto di vista clinico è molto importante il rapporto tra rachide, pelvi e anca. Quando l’anca perde il suo movimento chi vicaria è il rachide, è la cerniera lombo-sacrale, mettendosi in estensione o più spesso mettendosi in iperlordosi per compensare un alterato movimento dell’articolazione.

  • Proiezione frontale: il paziente non è più simmetrico ma ha una dismetria degli arti, nell’artrosi c’è spesso un accorciamento e un’extra-rotazione. Questo perché viene logorata la testa del femore o danneggiato l’acetabolo. Questo determina un accorciamento dell’arto con conseguente dismetria del bacino. Ci possono essere delle dismetrie, ovvero delle ipometrie degli arti inferiori o delle dismetrie da asimmetria del bacino da scoliosi. Tutti questi aspetti devono essere studiati.

 

DIAGNOSI DIFFERENZIALE

Nonostante l’artrosi sia una patologia molto diffusa, occorre fare una corretta diagnosi differenziale rispetto ad altre patologie.

  • Neoplasie, infatti le neoplasie osseo sono abbastanza rare ma spesso si localizzano a livello del collo e della testa del femore.
  • Nei pazienti giovani: osteosarcoma, sarcoma di Ewing.
  • Nei pazienti anziani: metastasi ossea, mieloma multiplo.
  • Fratture da fatica del collo del femore (nei corridori e negli anziani).
  • Borsite del grande trocantere (il grande trocantere si può palpare nella porzione più esterna dell’anca). La borsa qui presente si può infiammare e causare dolore nella porzione laterale dell’anca.
  • Radicolopatia a partenza del plesso radicolo-femorale, con dolore che parte dall’anca e si irradia fino al ginocchio e oltre.

 

DIAGNOSI STRUMENTALE

  1. RX bacino A-P.

Nell’artrosi non si vede più la rima articolare in Rx, cioè visivamente scompare lo spazio nero tra i capi articolari. Questo significa che c’è un contatto osso-osso e c’è una sclerosi multipla e presenza di osteofiti. Se non ci sono sospetti particolari per fare diagnosi è sufficiente un Rx, altrimenti si può fare una RM.

  1. RX anca A-P e L-L
  2. RX della colonna lombo-sacrale A-P e L-L, se c’è il sospetto di radicolopatia
  3. È opportuno fare un RM quando si studiano tumori, per valutare la compromissione dei tessuti molli. La RM si fa soprattutto agli inizi, quando c’è un dolore importante, notturno, con un RX abbastanza buono per escludere il sospetto di algodistrofia o osteonecrosi. L’osteonecrosi, infatti, quando si presenta da sola, non associata a farmaci, è sempre concomitante ad un’algodistrofia: è una patologia che dà un dolore continuo, soprattutto notturno, snervante. In questo caso senza RM non si riesce a fare diagnosi.
  4. Scintigrafia ossea

Quando si ha il riscontro di metastasi ossee, senza avere nessuna informazione sul tumore primitivo.

Si può effettuare scintigrafia anche quando si ha una protesi, per valutare se questa si è mobilizzata o se è ancora in sede.

La scintigrafia in questo tipo di diagnostica la si fa soprattutto nella patologia dolorosa dell’adolescente o del giovane adulto per diagnosi differenziale con osteoma osteoide.

 

TRATTAMENTO

  • Conservativo (sono indicazioni che dà anche il medico generico)

All’inizio è conservativo:

  • Calo ponderale (poiché le articolazioni sono come le macchine: più vengono consumate e più si consumano) per ridurre la sollecitazione sull’anca;
  • Modificazione delle attività, evitare attività scatenanti come la corsa o il sollevamento pesi;
  • Terapia fisica
  • negli anziani, l’utilizzo di un bastone di sostegno, permette di scaricare un po’ l’anca che è andata incontro ad artrosi
  • esercizi appropriati per prevenire le contratture;
  • Terapia medica. Si possono consigliare;
  • FANS in cronico,
  • infiltrazioni di acido ialuronico o cortisonici ECO guidate (poiché l’articolazione si trova in profondità).