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Epicondilite ed epitrocleite, la tendinite del gomito.

 

Tennista, sportivo spesso affetto dall'epicondilite.

© Lovrencg-fotolia.com

 

L’epicondilite è la tendinopatia inserzionale degli estensori e supinatori del polso: estensore radiale breve, ulnare lungo del carpo, estensore comune delle dita, breve supinatore.

Chi soffre di epicondilite non riesce ad aprire la porta o a versare l’acqua dalla bottiglia perché avverte dolore di media intensità, non insopportabile.

Spesso non si evidenzia un versamento articolare.

 

Molto spesso i tendini infiammati non sono quelli degli estensori, ma il supinatore e per saperlo dobbiamo fare l’esame clinico con i testi muscolari

Nello sport il 40/50% dei tennisti amatori ha la tendinite del gomito.

Ogni tennista ha la sua racchetta personale per prevenire l’epicondilite.

Anche il lavoratore dell’edilizia con l’utilizzo della cazzuola può incorrere in questa patologia.

Spesso soffrono di epicondilite anche i suonatori: chitarra, tromba, saxofono ecc.

 

 

La cosa più importante è affrontare il disturbo prima possibile perché le tendinopatie tendono a cronicizzarsi con deposito di sali di calcio (formazione di calcificazioni) e degenerazione del tessuto, quindi una terapia tardiva può richiedere anche alcuni mesi e anche l'intervento chirurgico.

 

Qual'è l'esame strumentale più adatto?

L'ecografia è l'esame indicato per stabilire se siamo in presenza di Epicondilite, anche se non sempre ci dà una risposta certa, a volte i tendini sono lievemente ipoecogeni con un aumento di spessore, caratteristica tipica delle tendinopatie.

 

 

 

Come si arriva alla diagnosi?

La diagnosi della tendinopatia del gomito è essenzialmente clinica con la conferma dell'ecografia.

Se applico il test che consiste nell'alzare la mano pronata e il paziente non prova dolore o fastidio, significa che non ha l'epicondilite degli estensori.

Se invece gli chiedo di ruotare verso l’esterno la mano (supinazione) e fa male, significa che la flogosi riguarda i muscoli supinatori.

Potrebbe avere una tendinite sia agli estensori che al supinatore, inoltre possono presentarsi delle calcificazioni.

 

            Estensione del polso, movimento dolorante

            in presenza di epicondilite.

 

Cosa fare? Qual'è la terapia?

Si deve procedere in diversi modi per rimuovere l'infiammazione, togliere la causa dell'epicondilite ed evitare le recidive.

Come terapia si modifica il gesto sportivo e si tiene il bracciale anti-epicondilite che serve a scaricare le forze non sul gomito ma distalmente. E’ come spostare di pochi centimetri l’inserzione dei muscoli verso la mano.

L’atleta con il tutore può giocare a tennis, deve metterlo con il braccio rilassato.

 

Spesso la causa del dolore è un cattivo utilizzo del gomito causato da uno slivellamento del radio sull'ulna causato dai traumi o dai microtraumi nel caso del tennista, quindi con la terapia manuale si può dolcemente rimettere in asse le due ossa.

Con la manipolazione della fascia si eliminano le aderenze che si sono formate nei muscoli e nel tessuto connettivo del braccio e causano dolore, perdita di forza e limitazione del movimento.

 

Molti pazienti guariscono dall'epicondilite con la terapia fisica: laser, onde d’urto o ultrasuoni.

Una piccola percentuale di pazienti guarisce anche con la crioterapia.

 

Terapie manuali meno efficaci ma che possono dare sollievo in caso di epicondilite sono le trazioni (pompages), lo stretching e il massaggio trasverso profondo.

 

In ultima istanza, se le terapie conservative non danno risultati dopo un anno si può pensare a un intervento chirurgico.

 

 

L’epitrocleite la tendinite del gomito opposta all’epicondilite, la fitta è localizzata a livello dell’epitroclea, può interessare il pronatore o i flessori del polso e delle dita.

Il caso tipico è il gomito del golfista che può condurre nei non professionisti all’infiammazione di questi tendini.

La terapia è la stessa dell’epicondilite.

 

 

 

 

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Dr. Massimo Defilippo Fisioterapista

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