Elettrocardiogramma o ECG

INDICE

L’elettrocardiogramma (o ECG) è un esame semplice e indolore che registra l’attività elettrica del cuore.
Per comprendere l’ECG bisogna sapere come funziona il cuore.
A ogni battito cardiaco, il segnale elettrico si diffonde dalla parte superiore del cuore verso il basso.
Mentre viaggia, questo segnale provoca la contrazione del cuore che pompa il sangue. Il processo si ripete ad ogni nuovo battito cardiaco.
I segnali elettrici del cuore determinano il ritmo del battito cardiaco.
L’elettrocardiogramma è un esame che non fa male ed è sicuro durante la gravidanza.
Non bisogna essere a digiuno.

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L’elettrocardiogramma mostra:

  • Se il battito cardiaco è accelerato (tachicardia) o lento (bradicardia);
  • Se il ritmo del battito è regolare o irregolare;
  • La forza e la durata dei segnali elettrici che attraversano ogni parte del cuore.

L’elettrocardiogramma neonatale (nel primo mese) è diverso da quello di un adulto perché risente dell’impostazione cardiaca nel periodo fetale.


 

Perché si effettua l’elettrocardiogramma?

L’ECG serve per:

  • Trovare la causa dei sintomi della cardiopatia come la mancanza di respiro, le vertigini, gli svenimenti o il battito cardiaco rapido e irregolare (palpitazioni).
  • Verificare se le pareti delle camere cardiache sono troppo spesse (ipertrofiche).
  • Controllare se i farmaci stanno facendo effetto e se stanno causando degli effetti collaterali al cuore.
  • Controllare se i dispositivi meccanici impiantati nel cuore come i pacemaker stanno funzionando per mantenere il battito cardiaco normale.
  • Controllare la salute del cuore in presenza di altre malattie come ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, diabete, familiarità della cardiopatia precoce o il fumo di sigaretta.


 

Tipi di ECG

  • L’ECG standard è chiamato anche ECG a riposo. Questo si effettua in condizioni di riposo.
    il paziente si trova disteso. Non sono consentiti movimenti durante questo tempo, siccome gli impulsi elettrici generati da altri muscoli possono interferire con quelli generati dal cuore. Solitamente questo tipo di ECG richiede 5-10 minuti.
  • L’ECG sotto sforzo: si registra durante l’esercizio fisico. Questo esame mostra il comportamento del cuore sotto stress. Può aiutare a diagnosticare la cardiopatia ischemica (ostruzione delle arterie coronarie o aterosclerosi).
    In caso di intervento recente al cuore o infarto, l’ECG sotto sforzo può aiutare il medico a decidere gli esercizi sicuri per il paziente.
    Si utilizza per registrare l’elettrocardiogramma mentre il paziente pedala sulla cyclette o cammina sul tapis roulant. Questo tipo di ECG richiede circa 15-30 minuti.
  • ECG dinamico secondo Holter: si utilizza un dispositivo di registrazione portatile da indossare per almeno 24 ore.
    Mostra l’attività del cuore giorno e notte. È utile per rilevare l’aritmia occasionale.
    Si può utilizzare per più di 24 ore se necessario.
    Il paziente è libero di muoversi normalmente quando il dispositivo è collegato.
    Si effettua questo tipo di ECG per i pazienti i cui sintomi sono intermittenti e potrebbero non essere visualizzati durante l’ECG a riposo.
    Le persone che hanno subito un infarto possono essere controllate in questo modo per garantire il funzionamento corretto del cuore. Solitamente il paziente registra i sintomi e l’orario su un diario per il confronto con l’ECG.
  • I registratori di eventi cardiaci possono registrare il battito del cuore per un periodo prolungato di tempo.
    Ci sono due tipi principali di registratori.
    I registratori portatili degli eventi sono dei dispositivi da tenere al petto che si accendono quando si verificano i sintomi.
    I registratori impiantabili ad anello (ILR) sono dei dispositivi messi sotto la pelle del petto. Questi monitorano continuamente il battito cardiaco e possono rimanere impiantati per più di un anno.
    L’ILR è utile per la registrazione dei sintomi che si verificano frequentemente, come le vertigini o gli svenimenti.


 

Che tipo di ECG bisogna effettuare?

Dipende da cosa si misura. Solitamente si registra l’ECG mentre il paziente è a riposo. Se i sintomi siano causati dalla cardiopatia coronarica, il paziente effettua l’esame sotto sforzo su una cyclette o un tapis roulant.
Si può utilizzare l’elettrocardiogramma anche per valutare il successo della terapia farmacologica o della rivascolarizzazione coronarica in caso di angioplastica o di bypass.
Può essere necessario effettuare degli altri esami oltre all’ECG, ad esempio la scintigrafia perfusionale del radioisotopo. Questa tecnica utilizza un tracciante radioattivo per mostrare le aree del muscolo cardiaco che ricevono la migliore e la peggiore irrorazione sanguigna. Oppure si esegue l’angiografia (radiografia alle arterie) per determinare l’estensione della malattia e la causa dei sintomi.


 

Come si svolge l’elettrocardiogramma?

Si attaccano fino a 12 elettrodi autoadesivi sulla pelle delle braccia, gambe e torace. Può essere necessario depilare alcune aree su cui si i posizionano gli elettrodi, come il torace.
Questo esame è completamente indolore e dura meno di un minuto.
Dopo il test si rimuovono gli elettrodi.
Il medico esamina il grafico dell’ECG.


Procedura dell’elettrocardiogramma
Bisogna togliere i vestiti fino alla vita per poter collegare gli elettrodi al petto e agli arti.
Le donne dovrebbero indossare un top separato dai pantaloni per facilitare l’accesso al petto, ma a volte il medico chiede di togliere il reggiseno per effettuare bene l’esame.
Le regioni selezionate vanno depilate se è necessario.
I sensori chiamati elettrodi sono fissati al torace, alle braccia e alle gambe con delle ventose o del gel appiccicoso.
Questi elettrodi rilevano le correnti elettriche generate dal cuore e le registrano con il macchinario per l’elettrocardiogramma.


 

Lettura dei risultati dell’elettrocardiogramma

Quando il cuore subisce depolarizzazione e ripolarizzazione, le correnti elettriche generate si diffondono non solo all’interno del cuore, ma anche in tutto il corpo. Questa attività elettrica generata dal cuore può essere misurata grazie agli elettrodi posizionati sulla superficie del corpo.
Il tracciato che si registra è chiamato elettrocardiogramma (ECG).
Le diverse onde che compongono l’ECG rappresentano la sequenza di depolarizzazione e ripolarizzazione degli atri e dei ventricoli. La velocità di registrazione dell’ECG è di 25 mm/sec e i voltaggi sono calibrati affinché 1 mV = 10 mm in direzione verticale. Pertanto, ogni piccolo quadrato di 1 mm rappresenta 0,04 sec (40 msec) di tempo e 0.1 mV di tensione.
Poiché la velocità di registrazione è standardizzata, si può calcolare la frequenza cardiaca dagli intervalli tra le diverse onde.

 

Elettrocardiogramma o ECG
Human heart normal sinus rhythm and human heart detailed anatomy. Medical illustration.

Spiegazione del tracciato e delle singole onde

Onda P
L’onda P rappresenta l’onda di depolarizzazione che si estende dal nodo SA agli atri e di solito dura 0.08-0,1 secondi (80-100 ms).
Il breve periodo isoelettrico (voltaggio nullo) dopo l’onda P rappresenta il tempo in cui l’impulso viaggia all’interno del nodo AV (qui la velocità di conduzione è notevolmente ritardata) e del fascio di His.
La frequenza atriale può essere calcolata determinando l’intervallo di tempo tra le onde P.
Il periodo di tempo tra l’inizio dell’onda P e l’inizio del complesso QRS si chiama intervallo P-R e normalmente dura 0,12-0,20 secondi.
Questo intervallo rappresenta il tempo tra l’inizio della depolarizzazione atriale e quella ventricolare.
Se l’intervallo P-R è maggiore di 0,2 sec si ha il blocco della conduzione AV o blocco di branca: aumenta il tempo della depolarizzazione e la durata del complesso QRS.


La forma del complesso QRS cambia a seconda di quali elettrodi di registrazione si utilizzano. La forma varia anche quando si verifica la conduzione anomala degli impulsi elettrici all’interno dei ventricoli.

La presenza dell’onda P indica che il ritmo è sinusale, cioè normale, ma è possibile notare delle anomalie:
1. In caso di ipertrofia dell’atrio destro, l’onda P è appuntita;
2. In caso di ipertrofia atriale sinistra, l’onda p è bifida e più ampia.
Tra le anomalie più frequenti che si riscontrano nell’esame c’è un lieve ritardo di conduzione intraventricolare dx che non è grave, infatti è considerato innocuo.

Segmento ST
Il periodo isoelettrico (segmento ST) dopo il complesso QRS rappresenta il momento in cui l’intero ventricolo è depolarizzato e corrisponde alla fase di plateau del potenziale d’azione ventricolare.
Il segmento ST è importante nella diagnosi dell’ischemia ventricolare o ipossia perché in queste condizioni, il segmento ST si può sottoslivellare o sopraslivellare.

Onda T

L’onda T rappresenta la ripolarizzazione ventricolare e dura di più rispetto alla depolarizzazione (la conduzione dell’onda di ripolarizzazione è più lenta rispetto all’onda di depolarizzazione).
A volte si può notare una piccola onda U positiva che segue l’onda di T e rappresenta gli ultimi resti della ripolarizzazione ventricolare.
Le onde U invertite o prominenti indicano delle patologie sottostanti che influenzano la ripolarizzazione.

Intervallo Q-T
L’intervallo Q-T rappresenta il tempo in cui si verificano la depolarizzazione ventricolare e la ripolarizzazione, pertanto stima la durata media del potenziale d’azione ventricolare.
Questo intervallo può variare da 0,2 a 0,4 secondi e dipende dalla frequenza cardiaca.
In caso di frequenze cardiache elevate, i potenziali d’azione ventricolari accorciano la durata che diminuisce l’intervallo Q-T.
Dato che gli intervalli Q-T prolungati possono diagnosticare la predisposizione a certi tipi di tachiaritmie, è importante determinare se l’intervallo Q-T è eccessivamente lungo.

Non c’è un onda visibile che rappresenta la ripolarizzazione atriale nell’ECG perché si verifica durante la depolarizzazione ventricolare. Poiché l’onda di ripolarizzazione atriale ha un’ampiezza relativamente piccola (bassa tensione), è mascherata dal complesso ventricolare QRS molto più grande.


 

ECG,ELETTRODIPosizionamento degli elettrodi toracici
V1: quarto spazio intercostale a destra dello sterno.
V2: quarto spazio intercostale a sinistra dello sterno.
V3: direttamente tra V2 e V4.
V4: quinto spazio intercostale sulla linea emiclaveare.
V5: quinto spazio intercostale sulla linea ascellare anteriore sinistra.
V6: quinto spazio intercostale sulla linea emiascellare sinistra (direttamente sotto il punto medio dell’ascella).

Ecg basale a 12 derivazioni
L’elettrocardiogramma a 12 derivazioni si effettua posizionando i 6 elettrodi sul torace come l’ECG standard, in più si posizionano 4 elettrodi periferici sugli arti nelle seguenti posizioni:
1. I primi due tra il bacino e la caviglia di entrambi gli arti inferiori;
2. Gli altri due tra la spalla e il gomito di entrambe le braccia.