Metastasi ossee

INDICE


 

Che cosa sono le metastasi ossee?

Le metastasi ossee sono una complicanza frequente nei pazienti con un tumore avanzato.

Il coinvolgimento scheletrico è più diffuso nei pazienti con un tumore metastatico al seno o con il cancro alla prostata.
Si tratta di una nepolasia secondaria che si sviluppa in un altro organo e poi si diffonde al tessuto osseo, quindi non si deve confondere con il tumore osseo primario.

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Almeno la metà delle persone che muore ogni anno di cancro negli Stati Uniti ha una massa cancerosa nell’osso, anche se non si conosce l’incidenza generale di metastasi.


 

Come si formano le metastasi?

Le metastasi si possono verificare quando le cellule tumorali si staccano dal tumore primario, dove inizia il cancro.
Le cellule possono entrare nel flusso sanguigno o linfatico e arrivare al midollo osseo.
La matrice del midollo osseo secerne citochine, cioè delle proteine che possono attrarre le cellule tumorali.
Le cellule tumorali possono rimanere nascoste e inattive nell’osso per un lungo periodo.
A un certo punto le cellule possono cominciare a moltiplicarsi e a generare nuovi vasi sanguigni per avere l’ossigeno e il cibo necessari.
Questo permette la formazione di uno o più tumori.


 

Metastasi ossee osteolitiche e osteoblastiche (osteoaddensanti)

Le metastasi ossee sono generalmente classificate come:
1. Osteolitiche se si verifica la distruzione dell’osso normale,
2. Osteoblastiche se la metastasi causa la deposizione di nuovo tessuto osseo.
Questa distinzione non è assoluta: molti pazienti con metastasi hanno solo masse osteolitiche, altri hanno solo metastasi osteoblastiche, infine ci possono essere metastasi osteolitiche e osteoblastiche insieme.


 

Tumori da cui originano le metastasi ossee

Le ossa sono organi in cui si sviluppano frequentemente le metastasi.
Quasi tutti i tumori si possono diffondere alle ossa, alcuni causano metastasi più frequentemente rispetto ad altri, per esempio:
• Carcinoma mammario;
Tumore al colon;
• Tumore al polmone;
• Tumore alla prostata;
Tumore allo stomaco;
Tumore alle ovaie;
• Tumore del rene;
• Melanoma maligno;
• Tumore esofageo;
• Tumori della testa e del collo;
• Tumore del testicolo.

Questa è una lista parziale e quasi tutti i tumori possono diffondersi alle ossa.


 

Sintomi delle metastasi ossee

Le metastasi ossee possono causare forti dolori. È più doloroso in un osso che deve sorreggere il peso corporeo rispetto ad altre ossa.
Ad esempio, una metastasi nel bacino potrebbe essere più dolorosa di una in un osso della costola.
In un primo momento può essere difficile dire cosa stia causando i sintomi.
Bisogna ricordare che non tutti i dolori sono causati dal cancro.
È importante informare subito il medico se si avverte uno qualsiasi dei seguenti sintomi di metastasi ossee:
Dolori alle ossa. Questo è spesso il primo sintomo di metastasi ossee. In un primo momento può andare e venire. Di solito peggiora di notte e migliora con il movimento. Tuttavia, con il tempo, il dolore non va via;
Frattura. Questo si verifica perché le metastasi ossee indeboliscono l’osso e il rischio di lesione aumenta. La frattura è più frequente nella colonna vertebrale, nell’omero o nel femore;
Intorpidimento, paralisi o difficoltà a urinare. La pressione sul midollo spinale da metastasi ossea nella colonna vertebrale lombare può causare questi sintomi;
Perdita di appetito, nausea, sete estrema, confusione o stanchezza. Questi sintomi possono essere causati da alti livelli di calcio nel sangue. Quando le metastasi si sviluppano nell’osso, c’è il rilascio di calcio nel sangue.


 

Diagnosi delle metastasi ossee

Tra i test utilizzati per la ricerca delle metastasi ossee ci sono:
Radiografia (Rx) è il primo esame che si effettua, ma nelle fasi iniziali non mostra alterazioni dell’osso. Negli stadi successivi se si è formata una massa si vedono delle aree chiare ed estese, mentre una metastasi ossea osteolitica diventa una macchia più scura nella radiografia.
Scintigrafia ossea: oggi si utilizzano meno frequentemente rispetto al passato per ricercare le metastasi ossee e a volte può essere difficile distinguere il tumore da altre malattie dell’osso;
Tomografia a emissione di positroni (PET): è una tecnica molto sensibile per individuare le metastasi ossee. Si utilizza per ricercare le aree di crescita del tumore attivo nell’osso;
Risonanza magnetica nucleare (RMN);
Tomografia assiale computerizzata (TAC).
Analisi del sangue per sapere se ci sono i marker tumorali: Fosfatasi Alcalina, Idrossiprolina e Osteocalcina,

 

Terapia per le metasasi ossee

Chirurgia ortopedica
La distruzione metastatica dell’osso riduce le capacità portanti, si possono verificare:
• La rottura delle trabecole ossee;
• Alcune microfratture;
• La totale perdita dell’integrità ossea.
Le frattura delle costole e i crolli vertebrali sono più frequenti.
La conseguenza è la perdita di altezza, le lesioni delle costole multiple e gravi provocano la cifoscoliosi e la riduzione della capacità di espandersi del polmone.
Tuttavia, la frattura di un osso lungo o l’estensione epidurale di un tumore nella spina dorsale causa la maggior parte delle disabilità.
Le fratture patologiche non sono necessariamente una manifestazione della malattia terminale.
La stabilizzazione interna seguita dalla radioterapia di solito è la terapia di scelta perché è l’unico modo per ripristinare la mobilità e per alleviare i dolori.
Le fratture patologiche non curate raramente guariscono da sole.

Radioterapia esterna
La radioterapia utilizza fasci di energia ad alta potenza, come i raggi X, per uccidere le cellule tumorali.
La radioterapia può essere un opzione terapeutica se la metastasi ossee provocano dolore che non si riduce con i farmaci antidolorifici.
A seconda dei casi, la radiazione dell’osso si può effettuare con una dose grande o parecchie dosi più piccole ripetute.
Gli effetti collaterali delle radiazioni dipendono dall’osso trattato.
In generale, la radioterapia provoca arrossamento della pelle e stanchezza.

Terapia farmacologica
Tra le terapie utilizzate per la cura delle metastasi ossee ci sono:
Chemioterapia. Questa terapia utilizza combinazioni di vari farmaci per distruggere le cellule tumorali.
Poiché queste medicine possono influenzare l’intero sistema, anche le cellule sane possono essere danneggiate, compresi i globuli bianchi e le piastrine. La chemioterapia si effettua a cicli intervallati da periodi di riposo per il recupero della conta delle cellule ematiche.

Terapia endocrina, chiamata anche terapia ormonale. Questo trattamento farmacologico è utilizzato per i tipi di tumore che sono influenzati dagli ormoni.
Gli ormoni sono sostanze chimiche prodotte dalle ghiandole del corpo. In alcuni tipi di cancro, gli ormoni possono aiutare le cellule tumorali a crescere e a diffondersi oppure possono distruggere le cellule tumorali e impedire la crescita.
La terapia agisce aumentando i livelli di ormoni o bloccando la produzione.

I tumori alla mammella e alla prostata sono esempi di tumori primari che spesso si trattano con la terapia endocrina.

Usi clinici del bifosfonato
Bifosfonati per ipercalcemia da tumore maligno
L’ipercalcemia è la più frequente complicanza metabolica del cancro che produce molti sintomi gastrointestinali e neurologici fastidiosi.
I fattori che possono contribuire alla formazione delle metastasi sono:
1. L’osteolisi locale di cellule tumorali,
2. L’osteolisi causata dagli ormoni che secerne il tumore,
3. Il maggior riassorbimento di calcio nei reni
4. La compromissione della funzionalità renale (a livello dei glomeruli).
I bifosfonati endovenosi, in concomitanza con la reidratazione sono diventati la terapia di scelta per l’ipercalcemia. Il 70-90% dei pazienti raggiunge la normocalcemia con conseguente sollievo dai sintomi e miglioramento della qualità di vita.

Bifosfonati per il dolore osseo
La radioterapia rimane la terapia d’elezione per il dolore osseo localizzato, ma molti pazienti hanno dolore osseo diffuso non meccanico, mentre altri avvertirono recidive di dolore nelle aree scheletriche precedentemente irradiate.
I bifosfonati sono una terapia alternativa per la gestione di questi pazienti.
I bifosfonati sono farmaci che riducono il dolore da metastasi ossee, possono migliorare la salute generale dell’osso e prevengono le fratture.
Queste medicine si utilizzano anche nel trattamento e nella prevenzione dell’osteoporosi e di altre malattie delle ossa, per esempio il morbo di Paget.
I bifosfonati bloccano l’erosione dell’osso da parte delle cellule chiamate osteoclasti e possono stimolare indirettamente gli osteoblasti che producono il tessuto osseo.
La conseguenza è la prevenzione delle fratture in caso di tumori o metastasi ossee e una maggior sopravvivenza nei pazienti con mieloma multiplo.

L’acido zoledronico (Zometa) è un esempio di bifosfonato che si può utilizzare nella terapia del tumore al polmone.
Questi farmaci sono somministrati per endovena ogni 3-4 settimane.
Essi sono relativamente sicuri, ma in casi rari possono causare una complicazione nota come osteonecrosi della mascella o della mandibola e possono causare danni ai reni.


 

Novità nella terapia del dolore per le metastasi ossee

Tra le ultime novità nella terapia per le metastasi ossee ci sono gli ultrasuoni focalizzati sotto guida RM.
Si tratta di una terapia del dolore che non elimina la massa tumorale, ma interrompe il segnale nervoso del dolore.
Gli ultrasuoni aumentano la temperatura in una zona circoscritta del corpo e causano la morte delle cellule nervose.
I risultati si notano entro tre giorni.
Questa terapia non prevede radiazioni e gli effetti collaterali sono trascurabili.


 

Intervento chirurgico per le metastasi ossee

 

Metastasi ossee
Metastasi ossee

L’operazione chirurgica può aiutare a stabilizzare un osso che rischia la rottura oppure serve a riparare un osso fratturato.
Intervento chirurgico per stabilizzare l’osso. Se l’osso è in pericolo di rottura a causa di metastasi ossee, i chirurghi possono stabilizzare l’osso utilizzando piastre metalliche, viti e chiodi (fissazione ortopedica). La fissazione ortopedica può alleviare il dolore e migliorare la funzionalità. La radioterapia si effettua spesso dopo l’operazione chirurgica.
Intervento chirurgico per iniettare del cemento nell’osso. Le ossa che non possono essere facilmente rinforzate con piastre metalliche o viti possono beneficiare dell’infiltrazione di cemento osseo (per esempio le ossa del bacino e della colonna vertebrale). I medici iniettano il cemento in un osso fratturato o danneggiato da metastasi ossee.
Questa procedura può ridurre il dolore.
Intervento chirurgico per riparare una frattura. Se le metastasi ossee hanno causato una rottura ossea, i chirurghi possono lavorare per riparare l’osso.
Questo prevede l’uso di piastre metalliche, viti e chiodi per stabilizzare l’osso.
La sostituzione dell’articolazione, come la protesi di anca, può essere un’altra possibilità.
Se l’intervento chirurgico non è indicato, le fratture da metastasi ossee si trattano con un tutore o un gesso.

Riscaldamento e congelamento di cellule tumorali
Le procedure per uccidere le cellule tumorali con il calore o con il freddo possono aiutare a controllare il dolore.
Questa terapia può essere scelta se ci sono almeno due aree di metastasi ossee e non passano con le altre terapie.


 

Prognosi e aspettative di vita del paziente con metastasi ossee

Durante la terapia della metastasi scheletrica è importante conoscere i fattori prognostici per la guarigione delle metastasi ossee.
Ci sono sei fattori che predicono la sopravvivenza per i tumori metastatici alla colonna vertebrale:
1. Stato di salute generale;
2. Numero di metastasi ossee extra spinali;
3. Numero di metastasi nel corpo vertebrale;
4. Metastasi ai principali organi interni;
5. Area primaria del tumore;
6. Gravità della paralisi del midollo spinale.

Da alcuni studi scientifici è risultato che il tasso di sopravvivenza in caso di metastasi ossee da cancro al polmone è del 59,9% a 6 mesi, 31,6% a 1 anno e 11,3% a 2 anni.
La sopravvivenza media è di 9,7 mesi.
Anche se la prognosi nei pazienti con metastasi ossee è generalmente scarsa, sette pazienti sono sopravvissuti per almeno 2 anni (6%).

Altre ricerche mostrano che la lunghezza media della sopravvivenza nei pazienti con malattia al IV stadio è di circa 6 mesi.
La durata media della sopravvivenza per i pazienti con cancro al polmone e metastasi ossee è di circa 5-6 mesi.
Nel 70% dei pazienti circa con metastasi ossee, la morte avviene entro 1 anno dalla formazione della massa.
Anche se la prognosi nei pazienti con cancro al polmone e metastasi ossee era scarsa, 7 pazienti su 118 (6%) sono sopravvissuti per almeno 2 anni. Sono stati segnalati due pazienti con una metastasi isolata che sono sopravvissuti più tempo con la resezione chirurgica dell’osso metastatico e la chemioterapia.
È stato riportato anche il caso di un paziente con una metastasi ossea isolata che ha avuto una sopravvivenza più lunga con un trattamento aggressivo.

Il tasso di sopravvivenza a 5 anni per i pazienti con cancro al polmone è del 10-20%, questo indica una prognosi infausta.
Anche se le metastasi ossee da cancro polmonare si verificano nel 14-40% dei pazienti, le caratteristiche cliniche non sono state chiaramente descritte.