Frattura vertebrale

La frattura vertebrale può essere causata da un trauma o una patologia che colpisce le ossa della colonna vertebrale.

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Le fratture dorso-lombari sono le più frequenti, in particolare la dodicesima dorsale, la prima e la seconda lombare che rappresentano la cerniera dorso-lombare.
Il tratto di colonna vertebrale dorsale è rigido e libero di muoversi quasi solo in rotazione per la presenza delle coste, mentre il tratto lombare è più flessibile perché in grado di flettersi, estendersi e inclinarsi in maniera rilevante.
La zona connessione tra la porzione dorsale e quella lombare è sottoposta a forti stress, il motivo è biomeccanico
Le vertebre hanno la funzione di protezione del midollo spinale e di sostegno del peso del corpo, per questo, in caso di frattura hanno una collocazione che può provocare danni gravi.
La rottura ossea si può accompagnare a lussazione o distorsione di una vertebra rispetto alle altre, cioè un osso si disloca rispetto all’altro.

In questo caso, i tessuti molli che tengono unite le vertebre: capsula, legamenti e tendini, subiscono uno stiramento oltre il limite fisiologico (capacità di allungarsi).
È possibile una rottura o fissurazione del disco intervertebrale.
Una frattura scomposta può avvenire con lo spostamento di un moncone rispetto all’altro, quest’evenienza è molto pericolosa perché un frammento osseo può colpire il midollo spinale causando danni neurologici (paraplegia, perdita di sensibilità e riflessi, incontinenza per perdita del controllo degli sfinteri).
Le fratture vertebrali si dividono in:

  • amieliche, sono meno gravi perché non danneggiano il midollo spinale .
  • mieliche, coinvolgono il sistema nervoso e possono causare deficit neurologici anche permanenti

Il midollo spinale può essere sezionato durante il trauma da un frammento di vertebra oppure può andare in necrosi perché viene lesionata un’arteria che lo irrorava.
È importante sapere che i danni neurologici possono essere temporanei e provocati dall’infiammazione conseguente alla frattura, quando l’edema che comprime il midollo viene riassorbito, i sintomi regrediscono.

Sulla colonna vertebrale grava tutto il carico del peso corporeo, quindi un supporto debole o traballante causa danni all’intero sistema, si distinguono:

  • Le fratture instabili causano l’impossibilità di sostenere il peso corporeo, quindi la posizione eretta può danneggiare le strutture circostanti.
  • Le fratture stabili non peggiorano sotto il carico del corpo e possono guarire senza interventi chirurgici.

Quando si danneggia solo il corpo della vertebra si parla di frattura somatica, generalmente il meccanismo lesivo è il collasso vertebrale e i rischi di danni neurologici sono minimi.
La lesione può causare la deformazione della vertebra, soprattutto se capita a un soggetto anziano con osteoporosi, è facile che il corpo vertebrale cilindrico diventi cuneiforme perché si schiaccia anteriormente o posteriormente.
Il midollo spinale si trova all’interno dell’arco vertebrale posteriore, se la frattura provoca una spondilolisi (rottura dell’arco), è possibile che causi danni neurologici gravi. È necessario prestare molta attenzione durante gli spostamenti dei pazienti traumatizzati perché se si provoca lo spostamento dei frammenti ossei, si può ledere il nervo.
Tra le lesioni più pericolose ci sono quelle da scoppio perché rompono la vertebra in tanti piccoli pezzetti, sono instabili e nella stragrande maggioranza dei casi causano deficit neurologici.
I sintomi sono il dolore sordo, ma non insopportabile nella maggior parte dei casi.

 

Chi colpisce?

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Crollo vertebrale da L2 A L4.

Gli anziani con osteoporosi sono i soggetti più a rischio di fratture vertebrali, anche dopo un movimento molto semplice come piegarsi per sollevare un peso oppure se scivolano a terra.
È possibile che la rottura sia causata da un tumore che produce delle metastasi vertebrali oppure dall’assunzione regolare di farmaci come il cortisone.
È abbastanza probabile una recidiva nelle lesioni della colonna causate da scarsa densità di calcio nelle ossa.

 

Come si arriva alla diagnosi?

In questi casi, l’esame più indicato è la radiografia frontale e laterale che mostra le ossa in maniera nitida, rispetto agli altri esami, il vantaggio della RX è la possibilità di essere eseguita sotto carico o in posizione obliqua.
Per capire se la colonna vertebrale è diventata instabile, è necessario un esame diagnostico come la Risonanza magnetica o la Tac perché mostrano tutte le strutture che possono essersi lesionate, inclusi i robusti legamenti longitudinali.

 

Qual’è la terapia?

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Risonanza magnetica che mostra la frattura di L1

La guarigione di una frattura è possibile quando i frammenti ossei sono stabili e a contatto tra loro nella posizione corretta.
Se la lesione è somatica e stabile si procede con il trattamento conservativo che consiste nel ridurre la frattura e far indossare al paziente un busto ortopedico o corsetto gessato che tenga la colonna vertebrale in leggera estensione.
In questo caso, raramente rimangono degli esiti (conseguenze a lungo termine).
La prognosi è variabile, dipende dal tempo di consolidamento della vertebra, generalmente sono necessari 3 mesi, se la frattura ha provocato una rilevante deformazione a cuneo dell’osso, potrebbero essere necessari anche 6 mesi.
Se la lesione causa instabilità della colonna, è necessario il trattamento chirurgico per rimuovere i frammenti di osso che comprimono il midollo spinale e per eseguire un osteosintesi che fissa i frammenti vertebrali, utilizzando placche e viti metalliche.
In certi casi, è necessario unire due o più ossa contingue (artrodesi) per dare maggiore stabilità, è possibile ricorrere ad un innesto osseo autologo se la vertebra fosse carente.
I pazienti con crolli vertebrali gravi possono essere operati chirurgicamente con l’iniezione di cemento acrilico all’interno del corpo vertebrale. La radiografia è di colore bianco a livello della vertebra cementata.
Con il tempo si forma un callo osseo nella rima di frattura che tiene uniti i frammenti e garantisce la stabilità necessaria.

Spesso, la rima di frattura è visibile anche a distanza di anni, ma la colonna vertebrale è assolutamente stabile e il paziente riesce a condurre una vita normale. Questo è permesso dai robusti legamenti che collegano le vertebre tra loro.

 

Dr. Massimo Defilippo Fisioterapista Tel 0522/260654 [email protected]
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