Frattura dell’olecrano del gomito

L’olecrano è la parte dell’ulna che forma il gomito.
Le fratture dell’olecrano possono essere di diverso tipo, vanno da semplici fratture composte a fratture complesse e scomposte dell’articolazione del gomito.
La frattura dell’olecrano è relativamente frequente perché è l’osso più sporgente del gomito, quindi chi scivola per terra provoca un trauma diretto sull’olecrano.
La maggior parte dei traumi diretti sul gomito e le cadute con avambraccio flesso si scaricano su questa parte dell’ulna e possono provocare la rottura dell’osso.

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Olecrano dell’ulna

Il processo dell’olecrano si rompe più raramente nei bambini, perché nei primi anni di vita è più corto e più resistente dell’estremità inferiore dell’omero.
Solitamente, i bambini hanno più fratture sovracondilari dell’omero rispetto agli adulti.

Le fratture esposte si verificano nel 15% dei casi circa.
I danni neurologici al nervo radiale, ulnare o mediano avvengono raramente.
Una compressione o uno stiramento del nervo ulnare sono stati segnalati nel 2-5% dei casi.
In genere, i sintomi si risolvono con un trattamento conservativo, ma può essere necessario un intervento chirurgico per liberare il nervo.

 

Anatomia

Il gomito è un’articolazione a cerniera complessa.
L’olecrano impedisce lo spostamento anteriore dell’ulna rispetto all’omero.
La superficie anteriore dell’ulna è ricoperta da cartilagine articolare.
Pertanto, tutte le fratture (tranne quelle rare della punta) sono intra-articolari.
L’olecrano si articola con la troclea dell’omero. Il tricipite si inserisce sul terzo posteriore dell’olecrano e sull’ulna prossimalmente.


Il periostio dell’olecrano si fonde con il tricipite.

Il nervo ulnare si trova sul lato posteriore del gomito, posteriormente al legamento collaterale mediale.
Il nervo ulnare aderisce anteriormente all’arteria ulnare.
Il fascio di nervi e vasi sanguigni dell’ulnare può essere a rischio durante la fissazione con filo di Kirschner.

La lussazione della frattura è in gran parte dovuta alla tensione del muscolo tricipite, che tende a tirare il frammento rotto verso l’alto.
L’unione delle fibre dei legamenti laterali del gomito, della capsula e di alcune fibre del tricipite che si fondono con il periostio formano un rivestimento fibroso.
Se durante l’impatto non si strappa questa guaina fibrosa, non ci sarà nessuna tendenza alla lussazione, anche in presenza di frantumazione.
La maggior parte delle fratture dell’olecrano non mostra alcuno spostamento.
Lo spostamento di un frammento di più di 1,5 cm è raro, anche con la lesione completa dell’osso e dei tessuti molli.
Di solito, un’ampia separazione dei frammenti indica una vecchia frattura con la lacerazione della guaina fibrosa.
In questo caso il tricipite può tirare il frammento della frattura verso l’alto.
Il gomito non solo permette di piegare il braccio, ma consente anche la pronazione e la supinazione (rotazioni) della mano.

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Cause della frattura dell’olecrano del gomito

Il meccanismo più comune di frattura dell’Olecrano è la caduta sull’avambraccio piegato e supinato (con la mano che guarda in alto) .
Quando la mano colpisce il terreno, i muscoli rimangono tesi per interrompere la caduta e il tricipite imprime una forza significativa sull’olecrano sopra l’estremità inferiore dell’omero e strappa via un pezzo di osso.

La seconda causa più frequente di lesione dell’olecrano è il trauma diretto, per esempio una caduta diretta sul gomito se si scivola all’indietro sulla neve o sul ghiaccio.


Raramente l’Olecrano si può fratturare durante traumi in iperestensione, a volte accompagnati da lussazione del gomito negli adulti oppure insieme alla frattura del condilo omerale nei bambini.
È possibile che l’Olecrano si rompa per la trazione muscolare a seguito di un lancio.

Generalmente, le fratture dell’Olecrano sono lesioni isolate, ma in pazienti con traumi multipli si possono trovare lesioni associate.
Il 20% dei pazienti con un trauma notevole presenta lesioni associate (per es. la rottura di altre ossa, fratture del cranio, lesioni della milza, pneumotorace, rottura dell’arteria ascellare).
La frattura più frequente è trasversa o leggermente obliqua vicino alla base dell’olecrano.
Nelle fratture oblique, la linea di frattura si dirige verso il basso e indietro per poi emergere sul confine posteriore dell’olecrano. In altri casi, un piccolo pezzo di osso dell’estremità prossimale dell’olecrano viene tirato fuori.

Segni e sintomi della frattura dell’olecrano del gomito

La frattura dell’olecrano provoca dolore a livello del gomito, grave limitazione del movimento, ematomi e gonfiore.

I primi due giorni il dolore è lancinante, anche da fermi.
Successivamente, la sofferenza diminuisce notevolmente, mentre si tiene il gesso è possible non sentire fastidio.
Il dolore si ripresenta quando si toglie il gesso e si inizia a muovere il gomito, il polso e il braccio.
Neuropatia del nervo ulnare,infiammazioneIl gonfiore rimane per alcuni mesi, dipende dalla gravità della frattura.
In caso di lesione del nervo ulnare si avverte la perdita di sensibilità e di forza a livello del mignolo e dell’anulare, inoltre si sente dolore e formicolio nella stessa zona della mano.

 

Diagnosi della frattura dell’olecrano

La maggior parte delle fratture dell’olecrano sono isolate.
Tuttavia, si possono presentare ulteriori lesioni alla stessa estremità.
È essenziale eseguire un attento esame di: spalla, clavicola, omero, polso, mano e avambraccio. In genere, il gomito presenta lesioni dei muscoli e tendini circostanti.
È importante esaminare la pelle, la pulsazione radiale e ulnare e la funzione dei nervi (ulnare, mediano e interosseo posteriore).
Bisogna poi valutare attentamente le lesioni isolate, come la frattura del processo coronoideo, del capitello radiale e le fratture scomposte di Monteggia che possono provocare l’instabilità del gomito.

 

Esami strumentali

Frattura dell'olecrano del gomito
Frattura dell’olecrano del gomito

La radiografia aiuta a confermare se è presente una frattura del gomito.
Questo esame può mostrare anche altre fratture o lussazioni.
Le radiografie possono essere eseguite anche alla parte superiore del braccio, all’avambraccio, alla spalla, al polso e alla mano, in base ai sintomi del paziente.

 

Trattamento della frattura dell’olecrano del gomito

In pronto soccorso la frattura vien trattata con ghiaccio, antidolorifici e immobilizzazione nel gesso.
In seguito bisogna ridurre se la frattura, cioè allineare i frammenti ossei, ma solo se è scomposta
Non tutte le fratture dell’olecrano necessitano di un intervento chirurgico.

 

Trattamento non chirurgico

Per alcune fratture dell’olecrano è sufficiente un tutore o un supporto per tenere il gomito fermo durante il processo di guarigione.
Il medico deve controllare frequentemente l’evoluzione della frattura effettuando delle radiografie ad intervalli regolari.

Se nessun frammento osseo si è spostato dopo 3-4 settimane, il medico permette al paziente di iniziare a muovere il gomito delicatamente.
Questo può essere svolto da un fisioterapista esperto.
Il paziente non deve sollevare nulla con il braccio infortunato per almeno 3-4 settimane.
Un approccio non chirurgico per le fratture dell’olecrano può richiedere lunghi periodi di immobilizzazione.
Il gomito può diventare molto rigido e serve un periodo più lungo di fisioterapia quando il gesso si rimuove.
Se i monconi della frattura si spostano, il paziente ha bisogno probabilmente di un intervento chirurgico per unire le ossa.

 

 

 

 

Trattamento chirurgico per la frattura dell’olecrano del gomito

La chirurgia per il trattamento di una frattura dell’olecrano è solitamente necessaria quando:

  • la frattura è accompagnata da lussazione. Il tricipite si inserisce sull’olecrano per raddrizzare il gomito.
    È importante unire i monconi per poter raddrizzare il gomito.
  • La frattura è “esposta”, il rischio di infezione è più elevato in una frattura esposta.
    Il medico inietta antibiotici per vena (via endovenosa).
    Il paziente dev’essere portato subito in sala operatoria in modo che i tagli sono accuratamente ripuliti.
    L’osso è fissato durante lo stesso intervento.
  • Le fratture con uno spostamento significativo (> 2 mm) o una frantumazione necessitano di un intervento chirurgico.

 

Tecniche

L’intervento chirurgico può essere fatto in anestesia generale o sotto anestesia locale.
Durante l’intervento chirurgico il paziente si trova sdraiato supino, prono oppure in decubito laterale. Se il paziente si trova sdraiato sulla pancia, il viso può gonfiarsi per un paio d’ore dopo l’operazione.
Questa condizione è normale e temporanea.
In genere, il chirurgo fa un’incisione sopra la parte posteriore del gomito per ridurre i monconi della frattura.
Ci sono diversi modi per tenere i frammenti della frattura in posizione.

Il chirurgo può scegliere di usare:

  • fili di Kirschner (bacchette di ferro piegabili)
  • Viti
  • Placche e viti
  • Suture (“punti”) nell’osso o nei tendini.

Una singola vite midollare può mantenere insieme le ossa fratturate.
La placca e le viti possono essere utilizzate per bloccare i frammenti dell’ulna.

Se durante l’incidente o il trauma alcuni pezzi di ossa sono schiacciati o persi (attraverso una ferita durante un incidente), la frattura può richiedere un innesto osseo. L’innesto osseo può essere fornito dal paziente (in genere prelevato dal bacino o dal perone) oppure un osso proveniente dalla banca dei donatori.
L’incisione è in genere chiusa con suture o graffette. A volte poi, una stecca viene posizionata sul braccio per immobilizzarlo.

 

Considerazioni 

La chirurgia presenta alcuni rischi, ma se l’intervento chirurgico è consigliato significa che il medico ritiene che i possibili benefici dell’intervento sono maggiori dei rischi.
Le controindicazioni della chirurgia sono:

  • Infezione. Qualsiasi intervento chirurgico presenta un rischio di infezione.
  • Dolore. Il dolore è controllato in sala operatoria dal medico anestesista che può decidere se effettuare un’anestesia totale o locale. Dopo l’intervento chirurgico, il dolore è controllato con una combinazione di farmaci antidolorifici.
  • Danni ai nervi e ai vasi sanguigni. Il rischio di danni ai nervi e vasi sanguigni intorno al gomito è molto basso.

L’intervento chirurgico non garantisce la guarigione della frattura, le viti, le placche o i fili possono spostarsi o rompersi.
Questo si può verificare per diversi motivi, tra cui:

  • Il paziente non segue le indicazioni dopo l’intervento chirurgico;
  • il paziente ha altri problemi di salute che rallentano la guarigione, come il fumo o il diabete;
  • se la frattura è esposta, spesso la guarigione è più lenta;

Se la frattura non riesce a guarire, può essere necessario un ulteriore intervento chirurgico

 

Controindicazioni all’intervento per la frattura dell’olecrano

Il trattamento conservativo è spesso indicato in pazienti con patologie associate abbastanza gravi.

La guarigione delle contusioni dei tessuti molli è di fondamentale importanza.
Il trattamento conservativo delle fratture dell’olecrano è indicato anche in caso di gravi malattie, uso di steroidi e demenza.

 

Controlli (follow up) per la frattura dell’olecrano del gomito

Dopo l’intervento chirurgico, il gomito del paziente può essere immobilizzato (ingessato) per un breve periodo di tempo.
Il chirurgo di solito rimuove i punti o le graffette 10-15 giorni dopo l’intervento chirurgico.

Spesso, dopo l’intervento per una frattura dell’olecrano i perni di metallo, i fili e le viti devono essere rimossi.
C’è poco tessuto morbido sopra la parte posteriore del gomito e questi impianti metallici possono essere fastidiosi, soprattutto quando appoggiano sul gomito.


In questi casi, l’impianto viene rimosso circa un anno dopo l’intervento chirurgico.

 

Riabilitazione per la frattura dell’olecrano del gomito

Riabilitazione gomito
Riabilitazione gomito

L’obiettivo finale del trattamento per una frattura dell’olecrano consiste nel ritrovare il pieno movimento del gomito.
La maggior parte dei pazienti torna alla normale attività (tranne le attività sportive e i lavori pesanti) entro 4 mesi dall’intervento, anche se la guarigione completa può richiedere più di un anno. Molti pazienti riferiscono che non hanno riacquistato il 100% del movimento del gomito anche se la frattura è consolidata completamente

Il paziente deve evitare il sollevamento di oggetti con il braccio infortunato per almeno sei settimane.
Gli esercizi di mobilizzazione per il gomito e l’avambraccio dovrebbero iniziare il giorno successivo all’intervento chirurgico.
Subito dopo l’operazione, alcuni pazienti non riescono a raddrizzare autonomamente il gomito operato.
Per stendere il gomito il paziente ha bisogno di utilizzare il braccio sano per aiutarsi o dell’assistenza di un’altra persona.

Per il pieno recupero da una frattura dell’olecrano serve molto impegno.
È estremamente importante che gli esercizi siano eseguiti più volte al giorno, tutti i giorni.
La terapia fisica deve essere effettuata dal paziente in autonomia nei giorni in cui non va dal fisioterapista.
Il recupero della forza spesso richiede un tempo maggiore (fino a 6 mesi).

 

Recupero post frattura dell’olecrano

Generalmente, i pazienti sono immobilizzati per un breve periodo, ma l’obiettivo è quello di iniziare appena possibile la mobilizzazione del gomito.

L’ampiezza di movimento permesso dipende dall’affidabilità della riparazione della frattura e dell’osso circostante.
Il tempo totale di guarigione di una frattura dell’olecrano è di circa 12 settimane.

 

Complicanze della frattura dell’olecrano

I pazienti spesso non recuperano il 100% del movimento del gomito operato.
Se la mobilizzazione del gomito inizia subito dopo l’intervento chirurgico, c’è un recupero maggiore della mobilità.

Altre possibili complicanze sono:

  • Infezione;
  • Mancata guarigione della frattura;
  • Spostamento di viti e placche inseriti durante l’intervento;
  • Dolore al gomito.