Frattura del polso

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La frattura del polso è la rottura delle ossa dell’avambraccio nella parte più vicina alla mano (distale).

Il polso è formato dalla parte terminale delle ossa dell’avambraccio: Radio e Ulna, inoltre ci sono 8 piccole ossa che connettono l’avambraccio alla mano: scafoide, semilunare, piramidale, pisiforme, trapezio, trapezoide, capitato e uncinato.

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esercizio per polso post-frattura

Le 4 ossa prossimali (più vicine all’avambraccio) si articolano con Radio e Ulna, le altre 4 formano l’articolazione con le ossa della mano, dal primo al quinto metacarpo.


 
 

Tipo di frattura:

  • La frattura di Colles può coinvolgere un osso dell’avambraccio oppure entrambi.
    Questo tipo di lesione provoca lo spostamento del frammento di osso verso il dorso della mano.
  • La frattura di Smith è l’opposto di quella di Colles, infatti il frammento di osso che fa parte dell’articolazione del polso si sposta verso il palmo.

Il modo classico in cui si rompe il polso è la caduta con le mani davanti per proteggere la testa, in questo modo la mano effettua una flessione dorsale violenta.
Se la frattura riguarda la mano destra e il paziente è destrimane, questa rottura è più grave e causa un’invalidità più importante rispetto ad una lesione della mano sinistra.
Un frammento osseo può danneggiare i nervi che attraversano il polso: radiale, mediano e ulnare, inoltre si possono lesionare le arterie e le vene della mano.

 

Chi sono i soggetti colpiti?

È una frattura molto frequente, soprattutto nelle signore anziane in menopausa.
Nei giovani e nei bambini è raro, si verifica durante un trauma di tipo sportivo: sci, ciclismo, motocross, football americano ecc.

Frattura del polso
Frattura del polso

I bimbi possono avere anche una frattura a legno verde, cioè si rompe solo una parte dell’osso, ma la membrana esterna (periostio) rimane intatta.
L’osteoporosi
è una patologia che colpisce quasi tutte le donne in menopausa e si caratterizza per una minor densità di calcio nelle ossa, che quindi sono più deboli.


 

Quali sono i sintomi?

In fase acuta, i sintomi sono tumefazione e forte dolore, il polso provoca delle fitte molto intense.
Spesso, una semplice contusione si confonde con una frattura perché il paziente “salta” anche con un piccolo movimento passivo della mano.
In fase post-acuta, i sintomi sono il dolore insopportabile durante il movimento, alla pressione e stringendo gli oggetti con il pugno.
Se ci sono delle lesioni anche dei vasi sanguigni, nervi o legamenti, si possono avere sintomi più gravi come un emorragia o una paresi.

 

Come si arriva alla diagnosi?

La diagnosi è clinica, ma richiede la conferma della radiografia perché se il paziente ha un dolore intenso e incapacità di muovere la mano bisogna escludere la contusione. La radiografia (RX) può non mostrare la lesione dell’osso il giorno dell’infortunio, si consiglia di effettuare quest’esame dopo due giorni.


 

Cosa fare? Qual è la cura?

Se l’articolazione è instabile e la frattura è scomposta, l’ortopedico può consigliare l’intervento chirurgico per permettere la guarigione e velocizzare il recupero.
Con una frattura incompleta oppure scomposta ma non grave, bisogna tenere il gesso o un tutore che immobilizza la mano e il polso per un mese, raramente l’ortopedico consiglia 2 mesi di blocco dell’articolazione.
Il primo mese post-infortunio, il paziente deve fare una radiografia di controllo ogni due settimane.
Quando l’ortopedico ritiene che la formazione di callo osseo è sufficiente può togliere il gesso o il tutore.

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Tac tridimensionale polso fratturato vista mediale

Il gesso si deve tenere anche dopo un’operazione chirurgica.
Anche se i medici non la consigliano, per i primi 30 giorni è fondamentale applicare la Magnetoterapia che riduce i tempi di consolidamento fino al 50% e attenua notevolmente il dolore.

Per togliere il dolore si possono utilizzare anche altre terapie strumentali come il Laser o la Tecar® .
Il gonfiore rimane alcuni mesi dopo l’infortunio, si può ridurre facendo dei bagni di contrasto anche a casa, mettendo il polso prima in una bacinella di acqua fresca e successivamente in acqua caldina.
È importante che tra le 2 vasche ci siano circa 10° di differenza.


 

Esercizi di riabilitazione e fisioterapia

Quando la radiografia mostra la calcificazione della frattura, si deve iniziare la fisiokinesiterapia; in particolare per il polso e la mano perché i movimenti sono molto fini e precisi.
Quando le signore anziane tolgono il gesso, sentono ancora molto dolore almeno per la prima settimana, soprattutto se non hanno applicato la Magnetoterapia per almeno 1 ora al giorno.
La muscolatura dell’avambraccio e della mano diventa debole, quindi bisogna rinforzare con esercizi isometrici (contrazione in assenza di movimento) e poi sollevando degli oggetti o dei pesi.
Il recupero del movimento si ottiene mediante esercizi che coinvolgono le dita della mano, il polso e l’avambraccio, in particolare bisogna insistere su:

  • La pinza tra il pollice e le altre dita (opposizione del pollice);
  • La pronazione dell’avambraccio (versare l’acqua della bottiglia);
  • La supinazione del gomito (ruotare la maniglia della porta).

 


 

Quali sono i tempi di recupero per ritornare al lavoro oppure a giocare?

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Frattura di radio e ulna, radiografia eseguita con il gesso.

I tempi di guarigione per una frattura composta sono brevi, di solito in due mesi il paziente torna alle sue attività quotidiane con poco dolore.

In caso di frattura del polso scomposta (ed eventualmente pluriframmentaria), se il soggetto colpito è un anziano con osteoporosi la prognosi supera i 3 mesi, può arrivare anche a 6 mesi senza cure.
Nei giovani i tempi si riducono notevomente, ma servono almeno 3 mesi per tornare al lavoro o allo sport.

Le possibili conseguenze o postumi della frattura del polso sono:

  • Il consolidamento non corretto (senza il giusto allineamento) che in caso di frattura scomposta provoca limitazione funzionale;
  • L’osteoporosi post-traumatica delle ossa del polso e della mano, ovvero il morbo di Sudeck;

 

 

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