Frattura del gomito

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Che cos’è la frattura del gomito?

La frattura del gomito è la rottura o lesione di almeno un osso che compone l’articolazione tra omero (braccio), ulna e radio (gomito).

Il gomito è un articolazione fondamentale per sollevare i pesi, vestirsi, lavarsi, pettinarsi e lavorare.

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valutazione del gomito e diagnosi

Le possibili lesioni si verificano a livello dei condili omerali, del capitello radiale, dell’epitroclea oppure sono intercondiloidee o sovracondiloidee.
Le fratture dell’olecrano sono circa il 10% delle lesioni al gomito, riguardano soprattutto gli adulti, in questo caso si può danneggiare il nervo ulnare.
Generalmente, le fratture del capitello radiale sono provocate da una caduta sulle mani in estensione, quindi un trauma indiretto.
Le fratture sovracondiloidee causano uno spostamento dell’epifisi distale dell’omero detta anche paletta omerale, colpiscono spesso i bambini per traumi diretti e sono pericolose per i possibili danni al nervo radiale.
Le lesioni dei condili omerali sono piuttosto rare.

Gli anziani che cadono hanno più probabilità di avere una frattura del polso rispetto al gomito, quindi questo disturbo è meno frequente dopo i 65 anni.
Generalmente si verifica su un solo gomito, destro o sinistro.
Nei casi più gravi può capitare anche la lussazione insieme alla frattura, per esempio nella frattura di Monteggia si verifica la frattura dell’ulna e la lussazione del radio.


 

Quali sono le cause della frattura del gomito?

Frattura del gomito
Frattura del gomito

Le cause della frattura del gomito sono i traumi diretti o indiretti con il gomito flesso.
Accadono durante gli incidenti in moto e le cadute in bicicletta con il gomito flesso e supinato oppure in caso di impatto notevole come una caduta dal primo piano.
Una scivolata all’indietro (per esempio sullo snowboard) provoca più facilmente una frattura dell’ulna.


 

Come si classificano le fratture del gomito?

Le lesioni del gomito possono essere sovracondiloidee, intercondiloidee o del capitello radiale, dipende se sono localizzate sopra ai condili omerali, all’interno oppure nel radio.
Secondo la clinica Mayo le fratture olecraniche del gomito si possono suddividere in:

  • Tipo I: è composta o con diastasi (distanza) dei frammenti minore di 2 millimetri, la prognosi è buona.
  • Tipo II: è comminuta o non comminuta, rappresenta l’80/90% delle fratture al gomito, la prognosi è discreta.
  • Tipo III: è scomposta e instabile, anche queste possono essere comminute o non comminute, spesso associate alla lesione del capitello radiale.
    Sono molto rare, costituiscono circa il 5% delle fratture, i tempi di guarigione sono lunghi e la prognosi è riservata.


 

Quali sono i sintomi della frattura del gomito?

Il paziente arriva in pronto soccorso con forte dolore al gomito, gonfiore nell’area lesa e un ematoma ben visibile.
Il movimento è quasi impossibile a causa del dolore, quindi la limitazione funzionale è quasi totale.
In caso di frattura scomposta, con il gomito flesso a 90°, è possibile vedere un avvallamento, come una cavità sopra l’olecrano.
In caso di lesione molto grave, si può danneggiare anche il nervo ulnare, la conseguenza è una serie sintomi nel lato ulnare del polso, nel mignolo e nell’anulare.


 

Qual’é l’esame diagnostico più indicato per la frattura del gomito?

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Radiografia che mostra l’inserimento di una placca nell’avambraccio fratturato.

L’esame più adatto per le fratture è la radiografia. Per l’articolazione del gomito bisogna tenere il gomito flesso ad angolo retto e fare una lastra in proiezione laterale.
Con il gomito esteso non si capisce se la frattura è scomposta e se i frammenti combaciano.


 

Diagnosi della frattura del gomito

Il medico controlla l’anamnesi, il modo in cui si è verificato il trauma, i segni e sintomi del paziente, se sospetta una lesione ossea prescrive una radiografia ed esegue i test clinici.
L’osservazione del paziente può evidenziare alcune deformità che sono indice di frattura scomposta, infatti in caso di frattura olecranica il tendine del tricipite traziona il frammento osseo verso la spalla, provocando una deformità del gomito ben visibile.
Il test più indicato è l’estensione del gomito, se il paziente non riesce ad effettuarla, ci sono circa il 50/60% di probabilità di essere in presenza di frattura.
Se il paziente riesce ad estendere completamente l’articolazione, si può evitare la radiografia. Bisogna comunque tenere in osservazione il paziente nella settimana successiva all’infortunio perché se il dolore persiste ci può essere una piccola lesione.
La risonanza magnetica si effettua raramente, questo esame ha il pregio di mostrare anche una microfrattura, ma questo tipo di rottura guarisce spontaneamente in 2 settimane circa.

 


 

Qual é la terapia per la frattura del gomito?

Le fratture composte si curano con l’immobilizzazione in un gesso oun  tutore per un periodo di circa 30 giorni, se dalla successiva radiografia di controllo non è iniziata la formazione di callo osseo, si dovrà continuare a tenere immobile l’articolazione per un altro mese.
Il bambino può mantenere l’apparecchio gessato per 15 giorni soltanto.
In caso di frattura del condilo omerale scomposta, il frammento staccato si sposta verso la mano; l’ortopedico deve decidere se asportare la parte oppure fissarla e unirla al radio con un chiodo metallico.
Se la lesione scomposta è epitrocelare o a livello dell’epicondilo, il frammento si sposta in maniera importante, quindi si procede alla riduzione della frattura e fissazione con un chiodo metallico.
Anche la frattura olecranica si cura con un intervento chirurgico perché il tendine tricipitale tende a mantenere scomposta la lesione, impedendo il consolidamento. In questo caso si esegue un cerchiaggio con un filo di Kischner per tenere i frammenti nella giusta posizione, poi si fissa il tutto con una placca metallica.
I fili di Kischner non sono semplici fili di fibra, ma bacchette metalliche di acciaio inossidabile che si piegano con le pinze.
Il cerchiaggio ha l’utilità di deviare le forze che tendono ad allontanare i frammenti ossei in modo da utilizzarle per compattare i frammenti tra loro.


Compressinoe del nervo ulnare,infiammatoSe la frattura è frammentaria e non si riesce a risolvere con un intervento chirurgico, il chirurgo può eseguire un innesto osseo prelevando il tessuto dal perone.
È facile riscontrare gli esiti (conseguenze a medio-lungo termine) della lesione, infatti spesso il movimento del gomito non si recupera al 100%, inoltre è possibile lesionare il nervo radiale o quello ulnare.

Se il paziente sente molto dolore, il medico può prescrivere dei farmaci antinfiammatori non steroidei, ma è meglio prendere degli analgesici perché l’infiammazione è una reazione del corpo che serve per favorire la ricostruzione del gomito, quindi non dev’essere ostacolata.


 

Complicanze della frattura del gomito

  • Rigidità. In caso di frattura scomposta e multipla, i movimenti di flessione ed estensione sono limitati.
  • Artrosi. La degenerazione della cartilagine e dell’articolazione possono causare dolore e infiammazione cronica.

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  • Instabilità cronica. Il gomito non è stabile e si può lussare.
  • Pseudoartrosi o viziato consolidamento. I frammenti non si saldano oppure si uniscono in una posizione anomala, questa complicazione si verifica soprattutto se la frattura non è curata. Se dopo alcuni mesi la frattura non si è consolidata si possono effettuare le onde d’urto che stimolano la ricostruzione.
  • Infezione, soprattutto in caso di frattura esposta.
  • Lesioni di arterie e nervi, in particolare il nervo ulnare che può essere intrappolato dal tessuto fibroso cicatriziale post traumatico. I sintomi sono dolore dal gomito fino alle dita, formicolio, perdita di forza e sensibilità dal gomito al mignolo e all’anulare.


 

Quale riabilitazione si fa dopo una frattura del gomito?

Le fratture del gomito devono essere curate prima possibile per recuperare il movimento, infatti la cosa più difficile è tornare a piegare ed estendere il braccio completamente.
La prima parte della fisioterapia consiste nell’applicazione della magnetoterapia che serve per la formazione del callo osseo. Si può effettuare anche nei pazienti operati e perfino con il gesso.
Appena possibile, si devono cominciare gli esercizi di riabilitazione passiva e passiva assistita per recuperare meglio e più rapidamente.
Per velocizzare la guarigione bisogna lavorare molto, sia passivamente che attivamente.
Appena il dolore lo consente si deve iniziare il rinforzo muscolare.


 

 

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Tac del gomito tridimensionale in cui si notano gli esiti di una frattura del gomito con deformazione delle ossa.

Quali sono i tempi di recupero? La prognosi

I tempi di guarigione dipendono:

  • Dalla gravità della frattura,
  • Dalle complicanze,
  • Dall’età del paziente,
  • Dagli altri disturbi di cui soffre il paziente.

In caso di frattura composta, un giovane può recuperare in 2/3 mesi completamente, mentre un anziano ha bisogno di 3-4 mesi.


Se la frattura è scomposta con molti frammenti, il recupero completo si verifica dopo 6 mesi, ma il paziente non riuscirà più a piegare ed estendere l’articolazione completamente.
Il movimento completo non è necessario nella vita quotidiana, quindi il paziente riesce a vivere come prima e può anche sollevare dei pesi.

 

 

 

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