Lussazione d’anca

La lussazione d’anca è meno frequente rispetto alle fratture dell’acetabolo.

Il meccanismo d’azione è praticamente lo stesso, si tratta di un meccanismo traumatico indiretto per cui un fatto frontale del ginocchio si trasmette lungo la diafisi femorale determinando la fuoriuscita della testa femorale senza la frattura dell’acetabolo.

Frattura dell'anca,lussazioneCLASSIFICAZIONE
1. posteriore 85-90%
2. anteriore 10%
3. inferiore
4. superiore
5. otturatoria
1) Posteriore. Nella stragrande maggior parte dei casi queste lussazioni sono di tipo posteriore, legate anche al tipo di trama perché si tratta di un impatto frontale in cui la testa quasi sempre fuoriesce posteriormente. La genesi più frequente è quella posteriore e spesso si trovano associate a fratture del ciglio o della colonna posteriore.
2) Anteriore. In un 10% dei casi si possono avere delle lussazioni anteriori e questo accade soprattutto nei casi in cui si verificano traumi sportivi in cui il soggetto si trova con la gamba aperta e un trauma da schiacciamento per cui la testa fuoriesce anteriormente.
Molto meno frequenti sono le lussazioni inferiori, superiori e otturatorie.

DIAGNOSI
Quasi sempre la diagnosi è di tipo clinico. Si fanno poi indagini strumentali:
1. RX bacino in toto. Attraverso segni indiretti, è possibile valutare se si tratta di una lussazione anteriore o posteriore. Da un punto di vista radiografico, nel caso in cui vediamo
– Testa più piccola: lussazione posteriore
– Testa più grande della controlaterale: lussazione anteriore
Questi elementi portano ad una diagnosi di lussazione anteriore o posteriore con buona approssimazione. L’RX permette anche di escludere fratture del collo del femore o dell’acetabolo.
2. TC bacino. Viene quasi sempre eseguita nei grandi centri che seguono i traumi. È da fare soprattutto dopo la riduzione della lussazione per valutare la presenza di eventuali fratture intra-articolari o eventuali lesioni da impatto.
Anche in questo caso occorre sempre fare una TC anche se sembra che le strutture siano in buone condizioni.

TRATTAMENTO
La lussazione traumatica della coxo-femorale è una delle poche urgenze nei casi traumatologia, è da eseguire nel più breve tempo possibile, anche perché l’emergenza nella riduzione, favorisce la prognosi di questa patologia.
1) Riduzione incruenta
Da eseguire subito dopo le radiografie. Non bisogna mai ridurre una lussazione, in qualsiasi distretto, senza prima aver eseguito le radiografie: se si riduce una lussazione in cui è presente una piccola frattura con dei pezzettini d’osso, esercitando una trazione si possono fare dei disastri. Questo viene fatto spesso durante le attività sportive, mentre bisognerebbe sempre portare il soggetto in PS e aspettare l’Rx.
Si esegue con paziente sveglio se collaborante e abbastanza rilassato. Nella maggior parte dei casi si segue un’anestesia, non tanto un’anestesia genere quanto una sedazione del paziente che permetta anche un rilassamento della muscolatura.
La manovra viene eseguita quasi sempre da due operatori. Uno tiene fermo il bacino premendo sulle ali iliache e l’altro operatore a ginocchio flesso esegue delle manovre di rotazione in modo da fare rientrare la testa del femore.

2) Trattamento chirurgico
Se nemmeno la sedazione serve nell’intento di fare rilassare la muscolatura, il paziente viene portato in sala operatoria e si esegue una riduzione a cielo aperto. Si apre l’articolazione e si fa un vero e proprio intervento chirurgico.

COMPLICANZE
Necrosi della testa del femoreLa necrosi asettica della testa del femore è una complicanza nella quale si può incorrere in caso di lussazione anche se è più frequente nella frattura del collo del femore.
La lussazione presenta delle complicanze che possono essere distinte in immediate e tardive.

1) Complicanze immediate
· Lesioni neurologiche legate soprattutto alla paralisi del nervo sciatico.
· Lesioni muscolo scheletriche con fratture della testa, del collo del femore o dell’acetabolo
· Lesioni addominali interne nei casi più gravi in cui si ha un trauma ad altissima energia. Questo avviene soprattutto nei casi in cui c’è una frattura associata alla lussazione.
2) Complicanze tardive
· Artrosi post-traumatica, è sicuramente la più frequente, soprattutto quando la lussazione è associata a frattura dell’acetabolo o della testa del femore.
· Necrosi asettica della testa del femore. Se permane una lussazione per più di 6 – 24 ore, si ha un altissimo rischio di necrosi della testa del femore perché la testa stessa va a comprimere le arterie dei rami circonflessi e con il tempo si determina la necrosi della testa stessa.
· Lussazione recidivante. Soprattutto nei casi di lussazione con frattura della parete posteriore dell’acetabolo (che spesso può essere misconosciuta o sottovalutata e non trattata chirurgicamente) vi possono essere casi di lussazioni recidivanti per cui la testa non è più contenuta all’interno dell’acetabolo e si verifica lussazione anche dopo movimenti banali.