Terapia per la tendinite d’achille

INDICE

Cosa fare? Qual’è la cura per la tendinite al tendine di achille?

Fisioterapia per la tendinite al tendine d’achille

Le terapie più indicate sono le manipolazioni per sbloccare l’articolazione della caviglia e favorire la circolazione sanguigna che permette la guarigione.

Terapia per la tendinite d'achille
Terapia per la tendinite d’achille

Il massaggio classico al polpaccio è meno efficace.
Ci sono alcune pubblicazioni con buoni risultati per le onde d’urto sul tendine d’achille, studiando atleti che praticano fondo e mezzo fondo paragonati a un numero di persone che non facevano attività sportive, i soggetti allenati rispetto agli altri guariscono di più in percentuale. Uno strumento che porta ottimi risultati nella terapia della tendinopatia dell’achilleo è il plantare ortopedico, se creato correttamente alleggerisce il carico e lo stiramento del tendine favorendo il riposo funzionale.
È fondamentale il rinforzo muscolare dopo una tendinite della caviglia perché nei pazienti con un polpaccio molto robusto queste tendiniti non avvengono.
Le patologie con migliori risultati utilizzando le onde d’urto sono le entesiti, spina calcaneare e pseudoartrosi.


Le tecniche di fisioterapia come laser terapia, ultrasuoni e onde d’urto possono essere utili per ridurre il gonfiore e il dolore perché hanno un effetto antinfiammatorio.
La tecar non serve in caso di tendinite.
In genere, questi trattamenti forniscono effetti a lungo termine.
Per togliere la tensione al tendine è consigliato l’utilizzo di una cavigliera o il kinesio-taping.
La terapia manuale è molto efficace per curare la tendinite, soprattutto ciriax e manipolazioni miofasciali perché eliminano le aderenze e le fibrosi del tendine.
Una volta ridotto il dolore, si può iniziare un programma di esercizi di rinforzo dell’unità muscolo-tendinea.
Lo stretching (allungamento) del tendine è sconsigliato perché può aggravare il dolore temporaneamente e non risolve la tendinite.

 

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Fase acuta
Prima di tutto, l’obiettivo del trattamento è quello di ridurre l’infiammazione.
Per curare la tendinite del tendine d’achille bisogna far riposare la caviglia interessata in modo da permettere la riparazione delle micro-lesioni.
È utile fare degli impacchi di ghiaccio per 20 minuti 3 volte al giorno per i primi 2 giorni.
Per evitare di sforzare la parte colpita, si può chiedere un aiuto a qualcuno o si può utilizzare un sostegno per eseguire i movimenti che provocano il dolore.
Continuando a praticare l’attività lavorativa o sportiva che provoca il dolore, il rischio è di peggiorare le lesioni fino ad arrivare ad una tendinite cronica.
A volte queste terapie sono sufficienti per recuperare completamente in caso di tendinite d’Achille.


Farmaci

Ci sono diversi tipi di farmaci per curare la tendinite d’Achille.
Il medico può prescrivere farmaci anelgesici come il paracetamolo o anti-infiammatori non steroidei (FANS), tipo l’ibuprofene (Brufen ®) e il diclofenac (Voltaren ®), ma ci sono alcuni effetti collaterali: sintomi addominali e ulcera dello stomaco.
Questi sono efficaci nell’alleviare il dolore e si possono anche applicare gli stessi farmaci sotto forma di crema o gel nella zona interessata.
Se i sintomi della tendinite persistono per più di 2 mesi, il medico può iniettare del cortisone direttamente sul tendine, anche se il rischio è quello di indebolire il tendine e favorire la rottura.
Questo farmaco può essere molto utile perché è un forte antinfiammatorio, ma gli effetti sono temporanei se non si lascia riposare il tendine.
Attenzione: il cortisone può aggravare il diabete perché inibisce l’azione dell’insulina.
Per l’assunzione di cortisone è necessaria la prescrizione medica.

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Kinesio-taping del tendine d’achille per tendinite o tendinosi

Rimedi naturali

Taping per la tendinite d’Achille
Azione: drenante. Forma: Una striscia ad ”I”. Lunghezza: 25-30cm. Posizionare il piede in posizione neutra e ancorare la base del nastro sotto al calcagno. Portare il piede in flessione dorsale e applicare il nastro senza tensione seguendo il decorso del tendine d’Achille.
Si può spalmare una pomata con l’arnica oppure un impacco di argilla per sgonfiare il tendine, ma non è sufficiente per curare il disturbo perché l’infiammazione rimane finché le fibre del tendine sono rotte.

 


Esercizi eccentrici

Alcuni studi hanno confrontato i risultati di differenti rinforzo muscolare per la degenerazione tendinea. Queste ricerche hanno evidenziato che gli esercizi eccentrici sono più efficaci rispetto ai trattamenti fisioterapici convenzionali. Questi esercizi provocano l’allungamento del muscolo quando si applica il carico (il muscolo viene allungato mentre si contrae). Questo è l’opposto degli esercizi concentrici in cui il muscolo si accorcia durante la contrazione, questo è il metodo “classico” che si usa in palestra.
Gli esercizi isometrici sono quelli in cui la lunghezza del muscolo rimane costante, il corpo è fermo e deve contrastare una forza.
Si è visto che gli esercizi eccentrici per il polpaccio hanno una grande efficacia nel trattare la tendinite d’Achille. Quando il paziente non sente più dolore durante l’esecuzione degli esercizi vuol dire che si può aumentare il carico. I potenziali effetti indesiderati sono l’indolenzimento muscolare o il peggioramento dell’infiammazione.
Questi effetti si verificano quando gli esercizi vengono eseguiti troppo velocemente, in modo errato o con un carico eccessivo.

Esecuzione degli esercizi

Ci sono due tipi di esercizi: uno eseguito con il ginocchio esteso (che attiva i gastrocnemi) e l’altro con il ginocchio flesso (che attiva il muscolo soleo).

  • Discesa con ginocchio esteso: stando all’inizio di un gradino con l’avampiede, si inizia con il tallone alzato e il ginocchio completamente esteso. Abbassare il tallone finchè il piede non si trova parallelo con il terreno.
  • Discesa con ginocchio flesso: si assume la stessa posizione dell’esercizio precedente, ma con il ginocchio flesso a 45°. Abbassare il tallone finchè il piede non si trova parallelo con il terreno.

Ogni volta che il tallone viene abbassato, bisogna usare anche l’altra gamba per risalire alla posizione di partenza (in modo da limitare la contrazione di tipo concentrico). È possibile usare le mani per stabilizzare il corpo sia prima che durante l’esercizio.
Sarebbe opportuno effettuare gli esercizi 3 volte per 15 ripetizioni(3×15), 2 volte al giorno, 7 giorni alla settimana.
Effettuare gli esercizi finché non si sente più dolore, usando il proprio peso corporeo. Una volta sparito il dolore si può aumentare progressivamente il carico usando manubri o bilancieri.

Varianti

  • Si inizia stando in piedi davanti a un muro e mettendo una gamba davanti a altra. Le dita dei piedi della gamba anteriore devono toccare il muro. Mantenere la maggior parte del peso sulla gamba anteriore. Da questa posizione bisogna piegare il ginocchio provando a toccare il muro. Quando si tocca il muro, si può provare ad arretrare alcuni centimetri e riprovare ancora. Mantenere una postura eretta durante l’esecuzione dell’esercizio. Eseguire 3 serie da 10 ripetizioni per ogni gamba.
  • Calf Machine (attrezzo da palestra): con l’utilizzo di una calf machine, posizionare l’avampiede sul bordo della piattaforma. Mantenere una postura eretta con l’appoggio dei piedi pari alla larghezza delle spalle. Con la resistenza posizionata sulle spalle, abbassare i talloni sotto il bordo della pedana. Poi salire al livello della pedana per completare la ripetizione. Eseguire 2 serie da 10 ripetizioni.
  • Fascia elastica: bisogna partire in posizione seduta con una gamba piegata e una estesa davanti a voi. Si Prende la fascia elastica e si avvolge intorno all’avampiede della gamba estesa. Partire tenendo il piede in flessione plantare, con le dita dei piedi in avanti e lontano dal corpo. Si inizia l’esercizio tirando la fascia elastica verso il corpo. Il piede deve cercare di resistere al movimento per tutta l’esecuzione dell’esercizio. Eseguire 3 serie da 12 ripetizioni per ogni gamba.

Bisogna evitare il running (la corsa) e gli sport con la palla (tennis, calcio, basket, ecc.) fino alla scomparsa completa dei sintomi.
Il ciclismo si può effettuare, ma si devono evitare le salite e gli scatti, inoltre è meglio spostare il piede avanti rispetto al pedale. Se la punta del piede appoggia sul pedale il tendine effettua uno sforzo maggiore rispetto all’appoggio con il tallone.


 

Intervento chirugico
La chirurgia non è un trattamento usuale per la tendinite, ma in alcuni casi può essere utile per rimuovere tenosinoviti e calcificazioni.
Se il chirurgo opta per una tenosinovectomia vuol dire che rimuoverà la membrana sinoviale. Questa membrana diffonde fluidi sinoviali importanti per lubrificare l’articolazione, ma se il liquido è troppo, la guaina si gonfia.
Un altro tipo di procedura chirurgica è la rimozione delle calcificazioni. Questa manovra è eseguita in artroscopia e non necessita di una lunga riabilitazione.

Quanto dura? La prognosi

Una tendinite traumatica guarisce più rapidamente di una da sovraccarico.
Continuando ad eseguire i movimenti ripetitivi che hanno causato l’infiammazione, sicuramente la tendinite non guarisce e diventa cronica.

Un’infiammazione acuta generalmente guarisce entro un mese con riposo e fisioterapia.
I tempi di recupero per la tendinite cronica o recidivante sono più lunghi, ma con le terapie adatte il gonfiore e il dolore passano in circa 2/4 mesi.

 

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