Colesteatoma all’orecchio – terapia, operazione e recupero

 

Diagnosi del colesteatoma all’orecchio

Dopo aver controllato la storia clinica, il medico può effettuare i seguenti esami:

INDICE

  • Otoscopia/endoscopia,
  • Esame audiometrico,
  • TAC dell’orecchio medio.

Otoscopia/endoscopia – Spesso non è sufficiente per la diagnosi.
L’esame obiettivo può rivelare:

  • Una perforazione marginale,
  • Una tasca di retrazione profonda che non permette di vedere il fondo,
  • Un’otorrea fetida.

L’esame con l’otoscopio mostra una macchia bianca, ma bisogna distinguere:

  1. Un deposito calcareo (calcificazione) che si trova sulla membrana timpanica, generalmente è causato da otiti ricorrenti.
  2. Il colesteatoma che è situato oltre il timpano.

Inoltre il medico può vedere:

  1. La “tasca di retrazione”, cioè una retrazione localizzata del timpano,
  2. Secrezioni nel condotto uditivo.

L’esame audiometrico mostra l’ipoacusia trasmissiva, ma non permette di capire la gravità del problema perché la perdita dell’udito non dipende dalle dimensioni del colesteatoma.

L’esame più importante è la TAC (meglio della Risonanza magnetica) perché permette di vedere bene l’erosione delle ossa e la catena di ossicini (martello, incudine e staffa).
Nella TAC il colesteatoma è una macchia grigia.

colesteatoma,tac,grigio

 

La figura mostra tre scansioni coronali cioè tagli verticali, in alto c’è la parte alta del cranio, sotto c’è la bocca, è un orecchio destro.
Il bianco è l’osso, il nero corrisponde all’aria e il grigio rappresenta i tessuti molli.
Si vede il colesteatoma (grigio) che ha eroso ed interrotto la parte bianca cioè il tegmen tympani e probabilmente anche il canale semicircolare laterale.

 

Terapia per il colesteatoma all’orecchio

Terapia medica
Generalmente il trattamento medico non è sufficiente, per risolvere il problema serve un intervento chirurgico che consiste:

  • Nella detersione dell’orecchio,
  • Nell’asportazione delle squame,
  • Nella cura delle sovrapposizioni (infezioni batteriche secondarie).

 

Operazione chirurgica per il colesteatoma

In passato il chirurgo effettuava la miringoplastica cioè la riparazione della membrana timpanica, oggi si effettua la timpanoplastica, cioè si ripara tutta la cassa del timpano perché il colesteatoma non colpisce solo membrana timpanica.

L’intervento può essere fatto:

  • Per via microscopica retroauricolare, quando il danno è più esteso, il chirurgo fa un incisione dietro all’orecchio.
  • Per via endoscopica transcanalare (cioè il chirurgo inserisce gli strumenti nel condotto uditivo esterno).

L’intervento si effettua in anestesia generale.
Lo scopo è la rimozione del colesteatoma fino all’ultima squama ed eventualmente ricostruire la catena meccanica di ossicini (ossiculoplastica) che permette la trasmissione del suono se è interrotta.
L’ossiculoplastica consente il recupero dell’udito solo se la staffa e la struttura circostante è intatta.
Secondo uno studio di Pedro Blanco, Francisco González, Jorge Holguín e Claudia Guerra dell’University of Valle. Cali, Colombia, l’intervento per la rimozione del colesteatoma con l’ossiculoplastica non causa una perdita di udito.

Generalmente il chirurgo effettua una fibroplastica aperta o chiusa:

  • Nella prima bisogna demolire il meato acustico esterno, ma la conseguenza è la formazione di un buco enorme,
  • Nella seconda si conserva la parete del condotto, si fa una masteidectomia (rimozione della porzione danneggiata del processo mastoideo) con un accesso endoscopico mantenendo un’anatomia normale.
    Il chirurgo può scollare la cute del condotto uditivo esterno per accedere al colesteatoma epitimpanico. È una tecnica mininvasiva.

Dopo l’asportazione dei tessuti danneggiati, il chirurgo utilizza dei tessuti del paziente per la ricostruzione.
La catena di ossicini è sostituita da protesi in titanio, teflon o cartilagine.
Con la fibroplastica aperta non è possibile immergersi in acqua a causa della differenza di temperatura tra l’acqua del mare e l’orecchio interno. In caso di immersione il paziente avrebbe:

Ogni squama epidermica deve essere rimossa perché una caratteristica del colesteatoma è l’alto tasso di recidiva.
Nel bambino questo tasso è ancora più elevato.
Generalmente la recidiva si verifica dopo 1-2 anni.

 

Complicazioni post-intervento

Tra le complicazioni post-intervento ci sono:

  • Acufeni o ronzii
  • Infezione: 5% dei casi
  • Perforazione del timpano (5% dei pazienti)
  • Sordità (rara)
  • Vertigini che generalmente passano dopo i primi giorni.
  • Ematoma
  • Pericondrite (infezione della cartilagine)
  • Meningite e ascesso cerebrale – raro (solo in caso di apertura del processo mastoideo)

 

Convalescenza e recupero post-intervento di asportazione del colesteatoma

Dopo l’intervento, il paziente non sente dolore all’orecchio.
In assenza di complicanze, il paziente è ricoverato solo una notte e il giorno dopo l’intervento può tornare a casa.
I tempi di recupero per il ritorno alle attività della vita quotidiana sono di circa una settimana.

Per il recupero dell’udito bisogna aspettare 3 mesi dall’intervento, il paziente migliora gradualmente.
Dopo tre mesi il paziente deve tornare dall’otorinolaringoiatra per un controllo e l’esame audiometrico che serve per valutare la l’udito.

Nel periodo di convalescenza:

  1. Evitare il fumo perché può interferire con la cicatrizzazione,
  2. Non bagnare l’orecchio perché può causare un’infezione.

Può essere necessario dividere l’intervento in 2 volte, il secondo si effettua 6-12 mesi dopo:

  • Durante il primo intervento il chirurgo rimuove il colesteatoma e si ripara la membrana timpanica.
  • Durante il secondo intervento il chirurgo effettua la ricostruzione della catena di ossicini.

La convalescenza è di 2 giorni in ospedale e 2 settimane a casa.
I tempi di recupero sono di circa due mesi, ma per il recupero dell’udito servono 3 mesi.

Non bisogna preoccuparsi se dopo il primo intervento l’udito è peggiorato perché mancano gli ossicini che trasmettono le vibrazioni. Dopo il secondo intervento si può valutare il risultato dell’intervento chirurgico.