Embolia polmonare – sintomi e cause

L’embolia polmonare è un blocco improvviso di almeno un’arteria polmonare causato principalmente. da un coagulo di sangue che proviene da una vena in un altra parte del corpo.

INDICE


Si tratta di una massa solida di sangue che origina in una vena:

  • Di una gamba (nel 90% dei casi),
  • Della pelvi (bacino), soprattutto nella donna,
  • Di un braccio (raro),
  • Può provenire anche da un trombo dell’arteria polmonare (per esempio in caso di anemia falciforme) o dall’atrio destro (5% dei casi).

Il coagulo impedisce ai tessuti del polmone di ricevere l’ossigeno necessario.
Questa formazione che viaggia da una parte del corpo a un’altra è definita embolo.

L’embolo continua a spostarsi nei vasi più piccoli e stretti dei polmoni, finché arriva a delle arteriole così strette che non consentono di andare oltre.
Quindi, impedisce al sangue di raggiungere tutti i tessuti del polmone.
La conseguenza è che una parte del polmone non riceve l’ossigeno necessario.
La carenza di ossigeno provoca la morte del tessuto polmonare (infarto polmonare).

Questo disturbo è più probabile:

  • Nell’anziano,
  • Nelle persone che hanno subito un intervento chirurgico, anche se sono giovani o bambini.

 

Effetti dell’embolia pomlonare (fisiopatologia)

La trombosi venosa profonda origina da un coagulo che si forma vicino alle valvole delle pareti venose perché qui il flusso sanguigno è più turbolento.
I vortici che si formano in queste zone possono causare il distacco di tutto il trombo o di un frammento.
L’embolia polmonare acuta può causare:

  • La morte improvvisa,
  • Ipotensione sistemica (pressione arteriosa bassa) fino allo shock.

La morte improvvisa non dipende dal danno polmonare, ma in caso di ostruzione di uno dei maggiori vasi polmonari (ad esempio le arterie lobari) si verifica:

  • Un ostruzione del flusso di sangue dal ventricolo destro,
  • Una riduzione della circolazione dai polmoni al cuore sinistro.

L’ostruzione della circolazione polmonare improvvisa può causare anche un arresto cardiaco.

L’atrio e il ventricolo di destra si dilatano per pompare più sangue al polmone, dato che il flusso è ridotto.
Tuttavia, se il blocco è stato improvviso, il cuore non si adatta abbastanza velocemente.
Quindi la pressione nelle arterie polmonari può aumentare di circa 15-20mmHg, ma non supera i 55mmHg.

Tra le conseguenze della dilatazione del ventricolo destro ci sono:

  1. Il rigurgito della valvola tricuspide (tra l’atrio e il ventricolo destro)
  2. Il ventricolo di sinistra non si riempie completamente,
  3. Pressione bassa perché il ventricolo sinistro non pompa abbastanza sangue

In questi casi spesso il paziente ha una sincope e può accadere anche la morte improvvisa.
La riduzione della pressione a livello dell’aorta e del ventricolo sinistro può causare una riduzione dell’afflusso di sangue alle coronarie.

In caso di embolia polmonare subacuta o graduale, ci sono emboli multipli che arrivano al polmone in alcune settimane o mesi.
Dato che l’ostruzione si verificare lentamente, il ventricolo destro ha il tempo di adattarsi e diventa ipertrofico (dilatato).
Le conseguenze sono:

  • Alta pressione polmonare, maggiore rispetto all’embolia acuta,
  • La muscolatura del ventricolo destro si può ingrandire molto e può schiacciare il ventricolo sinistro,
  • Il setto interventricolare si sposta a sinistra.

Se il ventricolo sinistro è ridotto, pompa meno sangue verso il corpo e può causare dispnea.
In caso di embolia polmonare, si verificano dei microinfarti polmonari che causano un’infiammazione importante.
Il liquido infiammatorio si accumula a livello degli alveoli e li schiaccia.
La conseguenza è un’alterazione del rapporto ventilazione (quantità d’aria che raggiunge gli alveoli in un minuto)/perfusione (flusso ematico al minuto).

Nonostante ciò, generalmente un’embolia polmonare non causa l’ipossiemia (riduzione dell’ossigeno nel sangue).
Inizialmente, il paziente con un’embolia polmonare è ipocapnico (riduzione dell’anidride carbonica nel sangue), ma i barocettori polmonari rilevano un calo della pressione di anidride carbonica e quindi attivano i centri del respiro che aumentano la frequenza respiratoria.

Tipi di embolo polmonare

La composizione dell’embolo può essere:

  • Solida (grasso, massa tumorale), in caso di frattura o intervento chirurgico a un osso lungo (es. femore) del grasso può entrare nella circolazione sanguigna. L’embolo può essere formato anche da cellule cancerogene che si staccano dal tumore, le neoplasie producono sostanze trombogeniche
  • Liquida (liquido amniotico) può verificarsi in caso di complicazioni da parto.
  • Gassosa è causata dall’entrara di bolle d’aria nella circolazione sanguigna. si può verificare:
    • In caso di errori medici (es. nel posizionare o rimuovere cateteri venosi),
    • L’embolia gassosa si verifica nelle persone che fanno delle immersioni subacquee (i sub) e risalgono troppo in fretta.

 

Scambi di ossigeno,anidride carbonica

 

Classificazione dell’embolia polmonare in base alla gravità

  1. Embolia polmonare acuta massiva se coinvolge:
    1. Due rami lobari del polmone,
    2. Oltre il 50% dei vasi sanguini del polmone.
  2. Embolia polmonare acuta submassiva (o non massiva) se interessa:
    1. Un solo ramo lobare,
    2. Circa il 30/40% del sistema vascolare del polmone.

In questo caso il cuore è sotto sforzo ma il corpo riceve ancora una quantità sufficiente di sangue ossigenato.

Esiste una variante chiamata embolia polmonare paradossa caratterizzata dal passaggio dell’embolo da un arteria ad una vena.
Si verifica in pazienti con il forame ovale pervio: un foro anomalo tra atrio destro e atrio sinstro che permette il passaggio del sangue da una camera del cuore all’altra.

 

Cause dell’embolia polmonare

La causa più frequente è la trombosi venosa profonda (TVP), in questo caso l’embolia è causata da un coagulo di sangue che si forma degli arti inferiori.

I fattori di rischio per la formazione di coaguli sono:

 

 

Traumi o interventi chirurgici
Malattie e farmaci
Disturbi della coagulazione e fattori genetici Carenza di alcune proteine o enzimi

Una condizione di ipercoagulazione può essere acquisita o congenita.
La mutazione del fattore V di Leiden (che causa resistenza all’attivazione della proteina C) è il fattore di rischio più frequente. La mutazione del fattore V di Leiden è presente fino al 5% della popolazione normale.
Tra gli altri fattori di rischio ci sono:

  • Carenza di antitrombina III
  • Carenza di proteina C
  • Carenza di proteina S
  • Anormalità del plasminogeno
  • Anomalia dell’attivatore del plasminogeno
  • Anomalia del fibrinogeno
  • Resistenza all’attivazione della proteina C

La carenza di questi anticoagulanti naturali è responsabile del 10% della trombosi venosa nei soggetti più giovani.

Stile di vita
  • Riposo a letto prolungato, La congestione venosa causa l’accumulo di piastrine e trombina nelle vene.
  • Un lungo viaggio in aereo in posizione seduta (il sangue rimane nella stessa posizione per molto tempo)
  • Inattività prolungata
 Altri fattori
  1. Obesità
  2. Gravidanza e parto
  3. Fumo
  4. Età avanzata (dopo i 60 anni)

Se il paziente con embolia non ha nessun fattore di rischio, i medici definiscono la malattia come embolia polmonare idiopatica (senza una causa apparente).

 

Sintomi dell’embolia polmonare

Alcune persone possono non avere sintomi.
Se l’embolo è causato dalla trombosi venosa profonda il paziente può avere i sintomi di questa malattia.
Il sintomo iniziale della trombosi profonda è il dolore muscolare al polpaccio, ma nel 25% dei casi circa è asintomatica.
La gamba può essere:

  • Calda,
  • Gonfia,
  • Arrossata,
  • Dolente al tatto.


A volte, il paziente ha difficoltà anche a camminare.
Tuttavia, questo può scomparire in pochi giorni.
Quando l’embolo raggiunge i polmoni, i sintomi sono diversi.

Alcuni dei segni osservati sono i seguenti:

Embolia polmonare, trombosi, embolo

 

Quando il coagulo è molto grande i sintomi possono essere più gravi:

L’embolia polmonare può causare la morte del paziente per arresto cardiaco nel giro di poche ore.

 

 

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