Tipi di protesi d’anca

Per quanto riguarda il trattamento chirurgico si può fare un’artroscopia nelle fasi iniziali, ed in seguito osteotomia correttiva e protesi.

Osteotomia correttiva

osteotomia di ginocchio,valgo,intervento chirurgicoNei giovani, prima di fare una protesi, si cerca di fare un’osteotomia correttiva il che significa fare un taglio, segare l’osso in modo da modificare il carico sulla testa del femore.
Questa procedura la si fa soprattutto quando c’è displasia acetabolare o della testa del femore.
In questo modo se c’è solo una parte che si è consumata, modificando l’orientamento, si va a dare una carico maggiore alla parte che è ancora sana.

 

Protesi di anca

Negli anziani invece la protesi d’anca è l’unico trattamento possibile.

Oggi abbiamo moltissimi modelli di protesi anche se non si è ancora riusciti ad avere un modello di protesi che duri per sempre. Le forme che si hanno sono anche molto diverse tra loro, così come le dimensioni.

Innanzitutto distinguiamo endo- e artro- protesi. L’endoprotesi non viene mai utilizzata nel trattamento dell’artrosi. Poiché l’endoprotesi va a sostituire solo la parte femorale e nell’artrosi si consuma sia la testa del femore che l’acetabolo, questo tipo di protesi non è indicato nei casi di artrosi. Infatti quando si utilizzano le endoprotesi, la parte acetabolare rimane invariata ed è data comunque dall’osso. L’endoprotesi si utilizza quindi soprattutto nel trattamento delle fratture del collo del femore.

Nell’artrosi si utilizza quindi sempre un’artroprotesi, in cui si sostituiscono sia la componente femorale che acetabolare.

Modalità di fissaggio. Le protesi possono essere fissate con due modalità:

  1. meccanismo ad incastro, o tecnica “press fit”. Nelle protesi non cementate, lo stelo non è costituito tutto di metallo liscio ma c’è una porzione che si inserisce all’interno della diafisi del femore che è costituito da idrossiapatite. Si tratta di un materiale poroso che in pazienti giovani o con un buon tessuto osseo, permette la completa integrazione nell’osso.

Le protesi di questo tipo hanno una superficie trabecolata in modo da consentire all’osso di crescervi all’interno e bloccare la protesi. Questo tipo di protesi è generalmente fatta di materiali altamente osteo-induttivi come il titanio o il tantalio.

  1. L’altra modalità è la fissazione della protesi tramite un cemento nella diafisi femorale. Quindi utilizziamo un materiale che si frappone tra lo stelo o il cotile e l’osso e lo fissa, questo materiale viene detto cemento acrilico. Si utilizza soprattutto in pazienti osteoporotici o con una cattiva qualità del’osso.

Le due modalità si usano entrambe ma si sceglie una o l’altra in funzione dell’età del paziente. Se il paziente è molto osteoporotico, quindi molto anziano, si tende ad usare il cemento, così come si era già visto nel ginocchio, per un problema meccanico, di stabilità. Nell’anca invece, nella grande maggioranza dei casi si usano delle protesi non cementate.

 

Protesi-d-anca,operazione chirurgica

 

Scelta del materiale

I materiali sono i più vari. Solitamente la testa è in cromo cobalto e il cotile dell’acetabolo in polietilene ad alto peso molecolare.

La coppa è in metallo. All’interno della coppa viene inserita la testa che è in plastica molto dura, ovvero polietilene ad alto peso molecolare. La testa può essere di tanti materiali:

  • Ceramica
  • Metallo
  • Cromo cobalto.

In base al paziente che ci troviamo davanti, possiamo scegliere diversi tipi di materiale.

  • Si possono avere le due componenti nello stesso materiale (testa\acetabolo):
  • metallo\metallo
  • ceramica\ceramica
  • Oppure in materiali diversi (testa\acetabolo):
  • ceramica\ polietilene(plastica)
  • metallo\polietilene
  • ceramica\metallo

Quindi le composizioni delle superfici di scorrimento possono essere tantissime. Le prime erano in acciaio e polietilene, l’evoluzione poi è venuta con la ceramica e tutte le successive possibilità. Il problema delle protesi è dato dalla loro rigidità. Il polietilene essendo una plastica è più flessibile, anche se con il tempo questi materiali sono stati trattati per essere più rigidi. Durante l’uso la componente meno resistente si usura e lascia dei frammenti anche molto piccoli, nell’ordine dei µm, che creano una reazione da corpo estraneo e dunque un’infiammazione che và ad attivare i macrofagi che mangiano i detriti presenti, richiamando linfociti e attivando gli osteoclasti. Le cellule osteoclastiche dunque rimodellano l’osso e la protesi comincia a muoversi. I detriti, però, non si formano solo dalle protesi plastiche, ma anche da quelle di metallo, mentre da quelle di ceramica è quasi impossibile che avvenga. Il problema delle protesi in metallo è che questi detriti sono molto piccoli quindi vengono anche assorbiti e rischiano di andare in circolo. In alcuni pazienti, infatti, si è trovato un eccesso di cromo e cobalto in circolo, con il rischio che questi vadano ad accumularsi a livello cerebrale, cardiaco e renale. Questo meccanismo è in fase di studio.

  • Associazione metallo – polietilene (una delle più utilizzate)
  • Vantaggi: rischio quasi inesistente di sensibilizzazione allergica o di rottura dell’impianto,
  • Svantaggi: usura più rapida rispetto a ceramica-polietilene. L’usura della protesi è un problema serio: se i pazienti vivono a lungo e usurano molto le protesi, c’è il rischio di dover cambiare la protesi.
  • Associazione ceramica – ceramica
  • Vantaggi: ha un’ottima resistenza all’usura;
  • Svantaggi: è presente un piccolo rischio di rottura della ceramica, che sconsiglia l’uso di questo impianto in pazienti molto atletici o molto pesanti che sollecitano molto queste protesi.
  • Associazione metallo – metallo (ormai non viene più utilizzata)
  • Vantaggi: ha un’ottima resistenza all’usura;
  • Svantaggi: è presente un piccolo rischio di sensibilizzazione in quanto lo sfregamento determina il rilascio di iono cromo cobalto (si possono misurare nel sangue), queste particelle possono andare in circolo, depositarsi a diversi livelli e determinare numerosi effetti collaterali.

Dimensioni. Un’altra caratteristica che deve avere la protesi e che la distingue dalle altre protesi, è data dalle sue dimensioni.
Protesi di rivestimento

  • Vantaggi: sono mini-invasive, mantengono una grossa quantità di osso,
  • Svantaggi: sono costituite da un abbinamento metallo – metallo e potrebbero rilasciare ioni quindi si preferisce non utilizzarle più.
  • Protesi metafisarie a stelo corto: hanno la testina in ceramica e la coppa in polietilene o in metallo.
  • Vantaggi: si mantiene una grossa quantità di osso e hanno una buona presa a livello intertrocanterico.
  • Protesi totali non conservative (sono le normali artroprotesi)

Si taglia completamnete la testa e il collo del femore. Lo stelo è molto lungo e deve avere una buona presaa livello della diafisi femorale. Il cotile è in metallo.

  • Protesi da revisione

Si cerca di usare protesi più lunghe, che vadano a fare presa più in basso, a livello della diafisi del femore. Bisogna impiantare un acetabolo di dimensioni maggiori che può essere fissato con diverse viti a livello delle ossa del bacino. Quando si va a togliere soprattutto lo stelo del canale femorale, se lo stelo non è mobilizzato o per infezioni o per mobilizzazione asettica, è difficile toglierlo, soprattutto se lo stelo è stato cementato. Per toglierlo si rischia di rompere la diafisi del femore. In questo intervento sono stati posti dei cerchiaggi metallici poiché probabilmente si era rotta la diafisi del femore. I cerchiaggi permettono di sintetizzare le fratture e non fare disgregare completamente l’osso.